PP NE IV-1 22/23

N. 1

Rispondo alle domande

Chi scrive la lettera?

Luca conosce la persona a cui scrive?

Nella lettera di Luca sono presenti tutti gli elementi della lettera formale?

Rispondo

La lettera viene scritta da Luca

Si, scrive al suo migliore amico Giampiero.

Si, sono tutti presenti (data, destinatario, motivo della lettera, oggetto): formula di apertura, introduzione, sviluppo, conclusione, firma del mittente e il post scriptum (PS).

N. 2

Lettera formale ad Arianne

Roma 17 Marzo 2023

Alla signora Arianne

Oggetto: invito

Spettabile signora Arianne,
voleva chiederle se, nel pomeriggio, le andrebbe di mangiare un gelato insieme a me e altri amici al parco pubblico al centro per rinfrescarci in una giornata tanto calda.
La aspetto augurandole i miei distinti saluti. 

Rebecca.

P.S. Se volete anche un frullato.

N. 3

Roma 20 Marzo 2023

(Immagine del testo della lettera a cui rispondere)

Riccione, 21 Marzo 2023

Rispondo

Cara Veronica,
Sto bene. Anche io non vedo l’ora di tuffarmi nelle acque fresche del mare con voi! Poco fa ho chiesto a mia madre se potevo andare con noi e, dopo un po’, l’ho convinta. Non vedo l’ora!
Sto già pensando a cosa mettere nella valigia!

Ti saluto

Rebecca

P.S. Fammi sapere dove andiamo e come stanno Nicola, Anna e Valeria!

N. 4

(altra fotocopia da inserire)

  1. La lettera è stata scritta il 15 Luglio 2022.
  2. La lettera è stata scritta da Verona. Lo trovo scritto nella data.
  3. Il mittente è Ulrich, lo trovo scritto nella firma.
  4. Il destinatario è la nonna di Ulrich, l’ho capito leggendo l’inizio della lettera.
  5. Lo scopo della lettera è chiedere alla nonna se Ulrich può invitare anche Alberto.
  6. No, Alberto non è un pallone gonfiato. L’ho capito leggendo la lettera.
  7. Ulrich, il mittente, sta in tenda con altri ragazzi.

N. 5

Roma, 21 Marzo 2023

Egregio signor Fracassan,
mi rivolgo a Lei con questa diffida formale, poiché deve cessare una situazione intollerabile dato che da qualche tempo turba la vita del nostro condominio (ABC).
L’abitudine di suonare il trombone fino alle prime luci del giorno continua da oltre un mese e il regolamento dello stabile proibisce i rumori notturni a capo (D,E,F).
Mi auguro che Lei intenda procurarsi un passatempo per la sua insonnia perché non si cura del prossimo dato che i suoi vicini preferirebbero riposare (G,H,I).
Dovrà cercare altri diversivi che non disturbino lo stabile visto che le sue esibizioni artistiche sono molto lontane dall’incontro dell’apprezzamento dei suoi coinquilini che hanno protestato verbalmente (J,K, L). Lei ha risposto alle lamentele con scenate da cortile e spero che questa situazione vada avanti perciò l’amministrazione dello stabile non le darà più preavvisi e La denuncerà alla polizia (M,N,O,P). Finora non ha dato una gran prova di sensibilità nei confronti altrui e mentre restiamo in attesa della Sua risposta gradisca, nel frattempo, i più distinti saluti.

L’amministratore

Rag. Desiderio del Sonno

Parole nuove
Diffida: avviso in cui si intima a qualcuno di compiere o di astenersi dal compiere un’azione.

N. 6

Roma, 22 Marzo 2023

Rispondo all’amministratore Rag. Desiderio del sonno.

22/03/2023

Spettabile Signor amministratore,

La prego di scusarmi. Non volevo creare caos. Non avevo notato sotto questo punto di vista. Pensavo che lo stabile apprezzasse la mia musica. A Lei e ai miei coinquilini dispiacerebbe se suonassi di giorno e la notte no e farò il più piano possibile? La ringrazio di avermi avvertito.
Con le mie più sincere e umili scuse Le auguro i miei più cordiali saluti.

Il signor Fracassoni.

N. 7

Scrivo una lettera al migliore amico Tommaso riguardo all’amministratore Rag. Desiderio del sonno.

22/03/2023

Caro Tommaso,
ieri mi è arrivata una lettera dall’amministratore Rag. Desiderio del Sonno. Le ho risposto e ora ti voglio raccontare quello che è successo.
Sai che domani avrò uno spettacolo importantissimo e non voglio sbagliare niente. Quindi ho provato ogni giorno, ma non ero ancora soddisfatto, quindi ho provato la sera, poi fino alle undici e, alla fine, fino all’alba. I miei coinquilini hanno iniziato a protestare verbalmente e ieri mi è arrivata una lettera. Non accettano la mia musica! E tu?
Non vedo l’ora di vederti.

Il tuo caro amico Fracasson.

N. 8

Roma 29 Marzo 2023

Rispondo a p. 141 L.L. es 2

1 In classe si mettono tutti a ridere perché J.A. pensa che Michelangelo è un arcangelo.
2-3 La stanza di J.A. è tutta gialla e marrone. Le pareti le aveva già trovate dipinte di un marroncino color cuoio. Allora ha comprato tende gialle, cuscini e una bella scrivania color mogano, una sedia e un tappeto marrone.
4 Sallie è la più divertente e Julia la più noiosa. A Sallie tutto sembra buffo, perfino quanto ti becchi qualche valutazione negativa ai corsi. Julia è tutto il contrario: seria e scontrosa, non si sforza nemmeno di essere un po’ gentile.

N. 9

Lettera pag. 68 LL

Cara Alice,
qualche mese fa ho fatto la mia prima gara di ginnastica artistica. Ho provato un po’ di vergogna e anzia, ma anche eccitazione ed ero molto emozionata.
Alla fine sono stata molto soddisfatta: seconda in classifica insieme alla mia squadra e seconda trave individualmente. Ora devo andare: domani ho l’interrogazione di scienze! (Devo finire di studiare!)

Rebecca

P.S.: ho preso 10 punti a trave!

N. 10

Es pag. 130 lett

Per me questo racconto insegna di non mettersi in disparte ed essere coraggiosi.

X es. 4 pag. 75 scritt

Dal diario di una maestra troppo arrabbiata. 

2/04/23

Caro diario,
oggi i bambini a scuola mi hanno fatto impazzire. C’era chi copiava dal compagno, chi giocava con le figurine e durante la ricreazione Leo e Mattia si picchiavano! Di solito si comportano benissimo…Cosa li (sic) sarà preso?

A domani

Lucia

Es. 5 scritti

Dal diario di una mamma molto contenta

2/04/23

Caro Diario,
oggi sono molto contenta e orgogliosa dei miei figli: hanno messo a posto le loro camere, hanno rifatto il letto, e hanno lavato i piatti. Quanto vorrei che facessero sempre così.
Dato che oggi non ho nessuna faccenda domestica non ho motivo di lasciarti, ti saluto perché ho voglia di una passeggiata.
A domani

Melissa

Dal diario di un bambino troppo distratto

2/04/23

Caro diario,
oggi la maestra ha spiegato le divisioni a tre cifre ma mi sono distratto di nuovo. Mi ha distratto una coppia di rondini che stavano costruendo il loro nido. A un certo punto la maestra mi chiamò alla lavagna ma non ho saputo rispondere.
Che imbarazzo!

A domani

Tommaso

N. 11

Domande pag. 127

  1. Penso che il maestro Biagio Natale sia stato molto gentile.
  2. Io prenderei il “JOLLY PER PROLUNGARE LE VACANZE” e “JOLLY PER NON FARE I COMPITI”

SCRIVO

  1. Jolly per non fare verifiche
  2. Jolly per avere sempre voti altissimi
  3. Jolly per parlare durante la lezione
  1. Mi potrebbe servire quando ho l’ansia e ci sono verifiche.
  2. Mi potrebbe servire per quando non studio.
  3. Mi potrebbe servire quando mi annoio
  1. Lo userei quando sono ansiosa
  2. Lo userei per quando sono stanca o mi fa male il polso.
  3. Lo userei per quando mi annoio.

Pag. 128 esercizio

  1. Sì, piacerebbe anche a me e se potessi lo farei

Pag. 133 esercizio

  1. Perche ci sono semi che crescono forti solo se piantati con la luna crescente.
  2. Si può imparare che le piante non ci mettono né troppo tempo né poco, ma quello giusto, quindi non si deve avere impazienza.

N. 12

Trasformo il testo

Roma 9/04/2023

Cara Amelia,
come stai? Io bene. Volevo informarti di una cosa: mio padre ha voluto seguire il mestiere dei miei nonni e trasferirsi alla Rocca di Samoclevo insieme a me.
Con il latte delle capre produce formaggi  dai profumi particolari. Sono molto brava a scuola e l’ambiente montano mi insegna l’importanza di adattarmi, dice mio padre.
Mi manca la scuola, ma ho la fortuna di stare all’aria aperta. Riesco a seguire le lezioni con le maestre e, quando serve, aiuto mio padre con gli animali.
Non vedo l’ora di rivederti.

Fiammetta.

N. 13

Trasformo pag. 131 in discorso indiretto
Muradif mi ha ordinato di alzare le mani davanti alla faccia. Ho obbedito.
Mi ha detto di dare un numero ad ogni dito. Mi ha spiegato che il mignolo della mano sinistra era il dito numero uno, mentre quello della mano destra era il dito dieci.
Se devo dire la verità, in quel momento mi sentivo un po’ stupido. Muradif, il Mu, mi ha chiesto come ero messo con la tabellina del nove, e io ho risposto che ero messo malino.
Improvvisamente si è messo ad interrogarmi chiedendomi quanto fosse nove per otto.
Mi ha ordinato di abbassare il dito numero otto ed ho pensato che era meglio non contraddirlo. Muradif mi ha detto di contare le dita a sinistra dell’ottavo dito.
Erano sette. Ho detto al Mu il numero e ha detto che erano le decine del risultato. Poi mi ha chiesto quante dita avevo a destra dell’ottavo dito. Gli dissi che erano due e mi ha spiegato che quelle erano le unità.
Nove per otto settantadue.
Ho pensato che quel trucco era fantastico, favoloso, strabiliante!

Domanda pag 131

Si, ho capito il trucco perché lo conoscevo già.

N. 14

Pag 185 X casa

Per me questa poesia esprime l’amore tra un cane e un uomo.

Pag. 186 per casa

  1. I grandi dicono a Peter che è un bambino difficile.
  2. La pensano così perché Peter è un bambino taciturno e solitario.
  3. Peter qualche volta vuole stare da solo per stare tranquillo e pensare ai suoi pensieri.

Pag 187 per casa “scrivo”

No, a me non capita mai di pensare ai miei pensieri o di sognare a occhi aperti, (né chiusi) ma qualche volta mi va di stare da sola.

Poesia, Il mio sogno

Il mio sogno è:
Una lettera.
Una lettera da dove?
Mandata da Hogwarts.
Per imparare incantesimi,
Pozioni e Incanti Patronus.
Scrivere con piume e inchiostro
Su delle pergamene ingiallite
Studiare a Hogwarts,
Ecco qual è il mio sogno!

N. 15

Pag 192

1)Il bambino sogna una nave che navigava e un pulmino e un bambino.

2)La nave si è trasformata in un pulmino e il pulmino in un bambino.

3)Il bambino dopo essersi svegliato va a scuola.

Non ho un sogno preciso e non so come realizzarlo.

N. 16

Roma 27 aprile 2023

Onde sonore

Occorrente: 

Un barattolo vuoto;
un paio di forbici;
un sacchetto di plastica (vanno bene anche biodegradabile);
un elastico;
un pizzico di zucchero;
due coperchi.

Procedimento:
Ritagliare un quadrato di misura media del sacchetto di plastica con le forbici e fissarlo con l’elastico sull’apertura del barattolo. Posare un pizzico di zucchero sulla plastica ben tirata. Picchiare i due coperchi uno contro l’altro.

L’esperimento dimostra…
Vedremo che al suono dei piatti i granelli di zucchero rotolano, perciò questo esperimento ci vuole dimostrare la forza delle onde sonore e il mondo per vederle.

N. 17

27/04

Caro diario,
oggi ti racconto una cosa interessante. A scuola abbiamo fatto un esperimento per “vedere l’invisibile”.
Abbiamo avuto bisogno di:

  • Un barattolo vuoto,
  • Un sacchetto di plastica,
  • Un elastico,
  • Un pizzico di zucchero,
  • Due coperchi.

Abbiamo ritagliato un quadrato dal sacchetto di plastica con le forbici e lo abbiamo messo l’elastico per fissarlo sull’apertura del barattolo. Poi abbiamo mezzo un pizzico di zucchero sulla plastica. Mi sono divertita molto a suonare i coperchi.
Abbiamo visto che al suono dei coperchi i granelli di zucchero rotolano, perciò ho capito che questo esperimento ci vuole far vedere la forza delle onde sonore.

La creazione dei ghepardi

Tanto tempo fa esistevano solo piante ed esseri umani. Un giorno Olivander, un anziano scienziato, decise di cambiare e creare nuove forme di vita. Inizialmente creò piccoli organismi che chiamò “insetti”. “Li chiamerò Animali!” disse uun giorno, mentre studiava come far diventare la coccinella puntinata, che all’inizio era solo rossa. Una notte sognò un animale molto grande, biondo cenere con dei denti affilati e un muso abbastanza amichevole. Sulla schiena aveva una formula.
Olivander si alzò dal letto e si sedette sulla scrivania.
Memorizzò la formula e la scrisse su un foglio. Si mise subito al lavoro. Mischiò ingredienti, fece ipotesi, ricordò le qualità dello strano animale e…“Aiuto! Cos’è questo mostro? Oh, no, ho versato troppa CHP2!” gridò Olivander disperato. L’innocente creatura amichevole sognata da Olivander era stata ricreata in un modo piuttosto feroce e arrabbiato e in quel momento sembrava molto affamata. “No, non mangiarmi, io ti ho creato!” supplicò Olivander alla creatura. La belva fece un balzo verso l’anziano signore, che riuscì a chinarsi appena in tempo. “Non versarti, non versarti…” pensò lo scienziato guardando la fialetta con il liquido per far diventare le coccinelle puntinate che stava traballando.
Splash.
L’intera fialetta cadde sopra la creatura, a cui spuntarono strani pois. “s-so c-che n-non è il m-momento g-giusto, m-ma credo c-che c-chiamerò l-la t-tua s-specie G-ghepardi” disse Olivander tremante di paura.
Dopo alcuni giorni Olivander riuscì a controllare il Ghepardo che chiamò Pois, per via dei suoi puntini sul corpo (era una femmina) e diventarono grandi amici.

Rispondo a pag. 193 per casa “condivido le mie idee”

No, non mi è mai capitato di rinunciare a un mio grande desiderio.

N. 18

Roma 7 Maggio 2023 (per casa)

Traccia – Un bosco in primavera
All’inizio della primavera e io e mia madre decidemmo di fare un pic-nic nel bosco. Camminando per un po’, finché mia madre esclamò: “Trovato! Erba soffice e fresca, niente insetti fastidiosi, un bel venticello fresco… è il posto perfetto per un pic-nic!” esaminai tutti i dettagli descritti da mia madre. Annuii. La mamma stava parlando, ma io ero troppo distratta per ascoltarla: stavo guardando un passerotto che dava da mangiare ai suoi piccoli nel nido su un albero davvero alto. “È pronto il pic-nic” mi disse mia madre. Dopo averlo finito di mangiare proposi: “Mamma, che ne dici di fare una passeggiata?” “È un’ottima idea! Aspetta un minuto che finisco di mettere a posto” mi rispose. Intanto gironzolavo qua e là senza una meta precisa, allontanandomi sempre di più da mia madre finché non divenne un piccolo puntino nero. Mentre camminavo vidi una cosa che brillava. Mi avvicinai di più. “Mamma guarda! Sai cos’è?” chiesi. Nessuna risposta. “Mamma…mamma…dove sei?” mi girai e solo allora capii che mi ero persa nel bosco. “Bene”, pensai. “Io non conosco questo bosco, mentre mamma lo conosce come il palmo della sua mano”. Guardai il cielo. “E per di più il sole sta calando”. Mi sedetti a terra appoggiando la schiena su un tronco. Era buio, spaventoso, selvaggio, silenzioso. L’erba fredda. Gli alberi alti e robusti. La luce diminuiva. Il fruscio del vento. Lo sciabordo luminoso dell’acqua di un fiumiciattolo. “Ora sono sola e non conosco la via. Come farò?” mi chiesi ad alta voce. “Noi possiamo aiutarti, se vuoi” disse una voce. “Sono Fiona, il passerotto che hai osservato nutrire i piccoli. Ora dormono, quindi parla piano per favore. Si chiamano Mimosa, Camomilla e Viola” “Che bei nomi, tutti dei fiori! Ho bisogno di aiuto” dissi. “Ora chiamo la squadra di soccorso. Fiuuuum fiuuummm!”. In un batter d’occhio uno scoiattolo, un martin pescatore, un gorilla, due rospi e si misero davanti a me. “Lui è Orande lo scoiattolo, Aragod il gorilla e Violet il martin pescatore” me li presentò Fiona. Aragog aveva una folta pelliccia bruna e i rospi erano identici, ma nessuno sapeva i loro nomi. Fiona mi spiegò Violet aveva una vista eccezionale.  “Sai ho visto una luce ieri” dissi a Fiona. “Oh, no! Hai visto il tranello del 2 maggio! È così che lo chiamiamo noi” mi rispose il passerotto. “Guardate, lì c’è una caverna, passeremo la notte qui” disse Aragog.
La mattina dopo raccontai il dubbio che mia madre non mi aspettava ancora nel bosco. Mi disse che avrebbe controllato, e così fece. “è a nord-ovest” esclamò. Ci incamminammo subito verso nord-ovest. “Mamma!” esclamai. Mia madre era seduta sull’erba. Mi abbracciò. “Torniamo a casa, ok?” mi chiese. Io annuii. Salutai i miei nuovi amici e tornai a casa con mia madre.

N. 19

Es. 3 pag 44

La casa sorgeva a due chilometri dal paese, su una collina dove crescevano molti ulivi. Vi si arrivava percorrendo una breve strada coperta in gran parte dalle erbacce. Un muretto e un cancello di ferro circondavano il giardino e la casa. Il giardino era grande e ben curato, mentre la casa era grande e abbandonata, sporca e cadeva a pezzi. Le persiane erano scolorite e stanno per cadere e le finestre erano rotte. Le porte ad arco e marroni erano accostate. Il tetto cadeva e le tegole erano scheggiate.

N. 20

Descrizione soggettiva per casa pag. 45 scrittura

Fuffy era il cane dei vicini.
Aveva un muso quasi rotondo con delle macchie marroncine sugli occhi. Una striscia bianca che partiva dalla fronte fino al naso nero faceva risaltare il pelo marrone. Le orecchie erano lunghe e sottili ed erano piegate verso il basso. Guardando quegli occhi nero pece, mi trasmetteva molta allegria.
Era piccolo di statura. Il pelo era marrone scuro e la pancia bianca. La coda era marrone scuro e la pancia bianca. La coda era corta e alla fine bianca, come le zampe.
Era molto giocherellone, anzi, troppo.
Non smetteva mai di fissarti con quegli occhioni quando voleva qualcosa e io non riuscivo a resistere!

Oggettiva

Fuffy era il cane dei vicini. Aveva un muso quasi rotondo con delle macchie marroncine agli occhi. Una striscia che partiva dalla fronte fino al naso nero faceva risaltare il pelo marrone. Le orecchie erano lunghe e sottili ed erano piegate verso il basso, gli occhi color pece. 
Era piccolo di statura. Il pelo era marrone scuro e la pancia bianca. La cosa era dello stesso colore della schiena con la punta bianca, come le zampe.
Era molto giocherellone, anzi troppo. Non smetteva mai di guardarti quando voleva qualcosa o voleva giocare.

N. 21

Roma 10 Maggio

Es 2 pag 112

Inizio = In classe Niccolò aveva il singhiozzo che non passava né con l’acqua né trattenendo il respiro.
Svolgimento = Il maestro ha messo le mani sul banco di Niccolò e… “BUH!” ha detto.
Conclusione = Niccolò per lo spavento ha smesso di singhiozzare.

Es 2 pag 113 – Titoli –

Inizio = Uruk e i suoi sogni
Svolgimento = Il mal di denti di Crunk
Conclusione = La carne cotta

N. 22

Roma 11 Maggio 2023

Pag. 115 Libro Scrittura
Pirro l’elefantino andò nel bosco, mangiò molte fragole e la sua proboscide divenne rossa. La mamma gli preparò una limonata con troppi limoni e così la sua proboscide divenne giallo canarino.
Li preparò un passato di verdura. Pirro lo mangiò volentieri, ma subito la sua proboscide divenne verde. L’elefantino disse alla mamma di dargli la cioccolata e lei gliene diede molta, anzi troppa. Ora il naso di Pirro è marrone, rosso, verde e giallo.

N. 23

Roma 12 maggio 2023

Es 3 pag. 116 – Riassunto –
È il compleanno di Simone e la zia Eliana regala al bambino un piccolo sacco vuoto marrone. La zia gli dice che è un sacco magico e che poteva metterci tutto quello che vuole prendere dal mondo delle storie che legge.
Il bambino mette il magico sacco con gli altri regali.
Simone prende un libro e si mette a leggere. È una storia di pirati e all’improvviso il bambino si ritrova sulla nave pirata.
Simone non riesce a capire, poi si accorge di avere in mano il sacco regalato dalla zia. Il bambino si nasconde dietro un barile, dopo s’infila in un boccaporto aperto e si ritrova nella stiva della nave dove c’è un forziere pieno di tesori. Simone apre il sacco e ci infila dentro la cassa. Si ritrova sulla sua poltrona e guarda dentro il sacco: c’era il forziere.
Il sacco delle storie della zia è davvero magico!
Simone ora è contento del regalo della zia.

N. 24

Roma 19 Maggio 2023

Campo scuola

Le classi 4C e 4D, il 15 Maggio, sono salite su un pullman per andare in Toscana per un campo scuola. Ero molto felice ed emozionata. Mi sono un po’ annoiata perché il viaggio era molto lungo e ci siamo fermati in un autogrill per andare al bagno. Vicino all’autogrill c’era un piccolo prato dove abbiamo mangiato la merenda. Poi ci siamo rimessi in viaggio. Siamo arrivati in Toscana e abbiamo visitato la Feniglia, un bosco pieno di piante bellissime, fiori, animali (anche se non li ho visti) e soprattutto pini domestici. 
Una guida che si chiamava Tiziana ci ha spiegato che un signore aveva deciso di piantare i pini domestici per raccogliere i pinoli e vederli. Abbiamo scoperto, almeno io, che i pini domestici contengono più pinoli degli altri.
Sempre con la stessa guida Tiziana siamo arrivati fino al mare. Lì abbiamo mangiato due panini (uno al formaggio e l’altro al prosciutto) e ho raccolto delle conchiglie madre perla mentre gli altri giocavano a limbo.
Dopo un po’ siamo ritornati alla Feniglia con un’altra guida con cui abbiamo fatto un gioco, imparando a orientarci con la bussola cercando di trovare dei cartoni con una domanda a cui si doveva rispondere. Dopo il secondo indizio è scoppiato un litigio. Il mio gruppo, formato da Mia, Elisa Santini, Elisa Rastelli e Martina, accompagnato dalla maestra Daniela, pensava (io no) che gli altri gruppi ci stavano seguendo e per di più il terzo indizio non si trovava e noi avevamo l’ipotesi che il primo gruppo l’avesse preso, invece era stato ricoperto di terra sotto un cespuglio. Siamo andati avanti e abbiamo trovato il quarto indizio, ma non c’era il timbrino, allora la maestra Daniela ha disegnato una bici sul foglio delle indicazioni.
Elisa Rastelli aveva trovato il quinto ed ultimo indizio e ci stava per chiamare quando il terzo e il quarto gruppo si sono precipitati lì e hanno iniziato a litigare. Quindi noi siamo rimasti ad aspettare in silenzio guardando la scena (mancavano solo i pop corn) e quando finirono siamo andati là a vedere il quinto indizio, un po’ arrabbiati per l’accaduto (ma poco) e perché l’altro gruppo aveva usato Google per rispondere alla prima domanda.
Dopo aver risposto alla domanda siamo tornati da dove avevamo iniziato, abbiamo consegnato la bussola alla guida e ci siamo messi in fila aspettando l’ultimo gruppo (Ester, Eva e Lorenzo). La guida ci ha detto che ci aspettava il telaio. Siamo tornati all’inizio della Feniglia e l’altra guida, Tiziana, ci ha spiegato come fare il telaio, anche se lo sapevamo, ma invece della craffetta abbiamo usato l’ordito, un bastoncino dove veniva avvolto il filo. Io ho deciso i colori viola, verde e azzurrino.
Dopo siamo risaliti sul pullman diretti all’Hotel. Io stavo nella stanza con Mia e Azzurra, al numero duecento sette. Ci siamo fatte la doccia e vestiti un po’ più eleganti. Io stavo con i pantaloni neri larghi e una maglietta carina (ci stavamo per mettere il pigiama). Siamo andate a bussare alla porta di Sofia, Emma e Martina, che stava nel nostro stesso corridoio. Martina era elegantissima. Dopo siamo scesi a cena. C’era l’antipasto (due pezzi di pizza margherita), il primo (lasagna), il secondo (carne e piselli) e il dessert (crostata alla marmellata).
Quasi alla fine della cena Livia Simeoli e Sofia si sono messe a piangere perché le mancavano le mamme. Mi sentivo un po’ triste per loro. Sofia si è messa a ridere quando abbiamo detto che la clorofilla è una crema solare e le foglie ombretti o quando ho fatto karate Cricetino o Cricetino Break Dance (mie invenzioni) e anche Livia ha smesso di piangere. Mi sono vergognata, ma ne valeva la pena. Dopo cena le maestre ci hanno portato in una sala enorme dove la guida Tiziana faceva il DJ. Il volume era altissimo. Mi stavano “trascinando” via dalla sedia per ballare, ma tutto era inutile.
Quando siamo saliti eravamo stanchi morti, ma quando mi sono infilata il pigiama, come per magia, ero attiva. Ci siamo raccontate le barzellette e poi ci siamo messe a dormire.
A un certo punto io e Mia abbiamo sentito un rumore: tatatant. Mia ha controllato l’ora: 6.20. Io ho pensato che era la sveglia della maestra Eufemia, che dormiva nella camera duecentosei.
Ci siamo vestiti e poi siamo scesi a colazione. Io ho mangiato un cornetto e una tazza di cereali. Dopo colazione siamo andati al museo minerario di Mercurio. Abbiamo fatto il treno, la torre, gli esploratori e abbiamo comprato dei souvenir. Sembrava di stare in una vera miniera!
Dopo abbiamo mangiato un panino al prosciutto e uno al salame, una crostatina alla nutella e una banana. Siamo risaliti nel pullman e siamo arrivati in una chiesa. C’era una stanza con delle colle tutte diverse tra loro e qualcuno si è messo a pregare. Ci siamo seduti per un po’, siamo andati in bagno e poi abbiamo camminato per un pezzo di strada siamo saliti sul pulman diretti a Roma e io e Alice abbiamo giocato a 007 e a raccontarci le barzellette. Ero molto divertita.
Siamo scesi, abbiamo preso le valigie e siamo tornati a casa.