PP NE IV-3 22/23

N. 1

Per casa L.L. pag. 56

1 Rosie trattenne il fiato perché non voleva far scappare la fata e l’elfo.
2 Io sono d’accordo, anche se alcuni bambini non stanno attaccati al computer.

Per casa descrizione
Il mostro Babù ha tre occhi gialli canarino. Il suo naso è allingù e di colore celeste, anche se lui è fucsia. Le sue mani sono molto grandi con le dita grassotte e affilate. Non ha le orecchie ma stranamente sente. Indossa una maglietta verde e pantaloncini beige. marroncino. Tutti i suoi colori non passano certo inosservati! Anche se sembra cattivo, è gentile e divertente. Mostro Babù è goloso di torte e ciambelle, perché con i suoi denti affilati riesce a mordere tutto.

N. 2

Rispondo a pag. 58-59 L. Lettura

(Sviluppo sostenibile)

1 Lo pensi anche tu?
Sì, lo penso anche io; perché basta tanta immaginazione per divertirsi.

2 Anche tu pensi che giocare sia un tuo diritto?
Sì, penso che giocare sia un diritto di tutti.

3 Perché? Perché se ti diverti sei più felice. Ti piace giocare al chiuso o all’aperto?
Mi piace giocare all’aperto e al chiuso.

N. 3

(Capisco le informazioni)

1 Chi è il protagonista e com’era vestito?
2 A che cosa gli servivano le tasche?
3 Cosa trovò una mattina sulla sabbia?
4 In che cosa trasformò la cravatta di legno?
5 Perché Ottavio decise di scavare un bruco?
6 Dove si ritrovò?
7 Con chi si mise a giocare?

Rispondo
1 Il protagonista si chiama Ottavio e si vestiva con una canottiera bianca e un paio di calzoncini di canapa con una tasca da entrambi i lati.
2 Una tasca gli serviva per conservare i tesori trovati nelle avventure, nell’altra tasca teneva dei soldatini di pioppo, minuscoli omini fabbricati da lui intrecciando i fuscelli dell’albero di pioppo e un coltellino multiuso che non prestava a nessuno.
3 Ottavio trovò sulla sabbia una tavoletta di legno rosso sbiadito.
4 Ottavio trasformò la cravatta di legno in un’aquila.
5 Decise di scavare un buco profondo per conservare la cravatta che attraversò tutto il mondo fino alla Nuova Zelanda.
6 Ottavio si ritrovò in Nuova Zelanda
7 Si mise a giocare con un bambino maori.

(Nuova sfida)

A volte uno sguardo vale più di una promessa. E un pezzo di legno vale più di un tesoro.
1 Per me significa che basta uno sguardo per mantenere una promessa. E un pezzo di legno può essere più speciale di oro, diamanti.

N. 4

Storia per casa
Una mattina uno spazzacamino di nome Andrea stava salendo sul tetto di una casa abbandonata. Andrea aveva la carnagione marroncina, i capelli ricci e castani scuro come i suoi occhi ed era snella. Aveva un grembiule nero, prima bianco. Mentre scendeva nel camino, a cinque metri, Andrea stava cadendo e con tutte le sue forze e allargò le braccia e si aprì una porta. Andrea si chiese: “Ma cos’è? Posso entrare?”. Così entrò e si ritrovò una stanza piena di oro e diamanti. Andrea aveva gli occhi spalancati e trovò un biglietto: “Chi ha trovato questo biglietto deve fare una cosa: dare questo denaro alla polizia che lo darà all’orfanotrofio. Grazie”.
Andrea chiamò la polizia: “Salve. Ho trovato denaro e diamanti nel camino della casa abbandonata. In un biglietto c’è scritto che il denaro va dato all’orfanotrofio”.
La polizia prese il denaro e Andrea si disse: “che avventura!”.

N. 5

Per casa pag. 61 L.L.
Una mattina Viola si svegliò e decise di fare una passeggiata. Si vestì e uscì. Quando aprì la porta rimase sorpresa: fuori c’era un uovo di drago. Era dal blu al verdeacqua, ricoperto di fulmini. Dato che erano nel settecento, corse dal re e disse: “Maestà! Ho trovato questo uovo di Drago davanti alla porta di casa mia! Che ci devo fare?”. Il re, colpito, rispose: “Devi tenerlo con te per un anno, poi torna qui”.
Viola obbedì: lo tenne al caldo e non lo fece rompere ma, in meno di un anno, l’uovo si ruppe e Viola corse dal re: “Maestà!” “Viola! Non ti aspettavo così presto! Che succede?” chiese il re. Viola rispose: “Si è rotto! L’uovo si è rotto! Ci sono crepe qua e là”. Così il re disse a Viola di farlo schiudere, perché le guardie non avevano trovato la madre.
Viola entrò nella storia del settecento come domatrice di draghi.

N. 6

Continuo pag. 57 L.L.
Quando Dorothy si risvegliò andò dai suoi zii e chiese: “Siamo a casa?”. Zia Em rispose: “No, stiamo navigando nel mare.” “E dove ci femeremo?” “Non lo sappiamo.” Ripose zio Henry. Quando la casa si fermò erano su una spiaggia e un villaggio che viveva là li notò. Il capo chiese: “Chi siete? Da dove venite?” Zia Em rispose: “Io mi chiamo Em, lui è Henry e lei è nostra nipote Dorothy. Veniamo dalla campagna. Siamo finiti qui con un ciclone.” Il capo disse: “Noi possiamo riportarvi a casa con la nostra magia”. Il villaggio pronunciò strane parole. Em, Henry e Dorothy fecero in tempo a ringraziare che ritornarono a casa da Toto e le mucche.

N. 7

A un certo punto dal bracciale di Talia si sentì un messaggio vocale che diceva: “La battaglia non si deve compiere a Westover. Dovete fermare l’orco della Foresta Incantata. Partirete oggi stesso.” Era la voce del loro capo. Così ci incamminammo nel sentiero che partiva dal Westover a tutte le caverne abitate dalle creature magiche. A un certo punto sentimmo un odore nauseante e rumori che facevano tremare la terra.
“Credo sia l’orco!” dissi a Talia. “Prepariamo le armi!” disse lei. Io presi la mia penna a sfera che crea tunnel per scappare agli attacchi nemici e tremendi vortici e venti.
Talia invece non prese niente, poi mi sussurrò: “È meglio che usiamo la tua penna!” Così quando l’orco della Foresta incantata passò davanti alla pietra muschiosa con la mia penna a sfera che lanciò un vortice ma l’orco schivò il colpo. L’orco era peloso e puzzolente, sporco e con le orecchie a sventola. Era grasso e come vestito indossava una gonna di foglie colorate. Quando ci vide attorcigliò le sopracciglia in una smorfia arrabbiata. Con le sue manone diede uno schiaffo al vento, dato che anche noi non siamo state colpite. Riprovai con il vortice della mia penna: l’orco non fu abbastanza veloce e se ne ritornò da dove era venuto.

N. 8

Pag. 27 es. 6 L.L.
I miei oggetti magici sono due orecchini con il potere dell’invisibilità e di leggere il pensiero degli altri.
Quella sera era una notte tenebrosa. La notte dello scontro. Avevo caricato le mie armi, uscii fuori e vidi una fiamma nella sera era di sicuro Erethis, il drago. Quando mi vide sputò palle di fuoco e fiamme. Decisi di usare l’orecchino destro (invisibilità). Così sparii. Dopo pensai: “Magari se vedo che cosa vuole Erethis posso sconfiggerlo!”.
Erethis voleva fare de giri di volo per mimetizzarsi alla luce della luna rossa e poi piombarle addosso. “È un piano furbo…Come faccio?” purtroppo parlai a voce alta: non mi vedeva, ma mi sentiva. Erethis seguì la mia voce e dagli occhi uscirono raggi laser!”. Non sapevo che aveva anche i raggi laser!”, pensai. Per fortuna avevo uno specchio. Lo usai come scudo e il colpo si rifletté sul vetro e Erethis cadde a terra sconfitto.

N. 9

Pag. 73 L.L.
1 Il protagonista (la sentinella) si trova in un pianeta.
2 La sentinella si trova lì per combattere, per la guerra.
3 È costretto a combattere per la lenta colonizzazione dei pianeti.
4 Nel tempo 50 mila anni-luce.

Pag. 79 L.L.
1 Il mio sogno è partire per il Messico.
2 No.
3 Studiare lo spagnolo.

Pag. 80 L.L.
1 Sì, sono d’accordo.
2 Perché la liberta è importante.
3 Per me giocare significa divertirsi.
4 Mi piace giocare in compagnia.
5 Di niente.

Pag 81 l.L.
Sogno.
Sogno che tutti i bambini possano giocare e divertirsi senza lavorare. Sogno che ci sia amore in tutto il mondo e che le guerre finiscano per sempre.

Pag 82
1 Sì, per me riguardano tutti.
2 Non lo so che parole troverò.

N. 10

Roma 11 Gennaio 2023

Pag. 32 trasformo il testo in prima persona
L’astronave proveniente dal cielo stellato atterrò, non vista, sulla Terra, alle ore 3:15 della notte. Anzi, per la precisione atterrò sul balcone di casa del Signor Rossi, che se la dormiva alla grossa. Aprii il portello dell’astronave, con delle mie quattro mani, e scesi lungo la scatoletta, sulle mie quattro gambe. Ero stato mandato per un’ispezione sulla Terra e mi accingevo a compiere la mia missione. Trovai una finestra aperta e mi lasciai scivolare dentro una stanza. Ero finito nel bagno e da lì cominciai a esplorare la casa. Grazie alla mia vista a raggi infrarossi, mi muovevo perfettamente anche al buio; tuttavia ero piuttosto disorientato perché non avevo mai visto tanti oggetti strani e minacciosi. Davanti a me stava un grosso recipiente bianco chiuso da un tappo di gomma. Provai a mordicchiare la gomma del tappo e la trovai appetitosa. Incuriosito toccai e ritoccai una delle due manopole finché una pioggia d’acqua bollente, proveniente dal “telefono” sopra di me mi investì e mi scottai. Emisi un fischio impaurito, e girai subito la manopola rossa. Mi guardai attorno e vidi un altro oggetto interessante da esplorare. Mi arrampicai sopra e trovai anche lì tutti i tubi e le manopole rosse e blu. Stavolta guardai bene dal toccare. Sopra il recipiente c’era uno strano vetro che sembrava una finestra. Pensai di non essere solo poi capii che nella strana finestra stavo vendendo me stesso. Un attrezzo che mi ricordava la mia piccola pistola a raggi gamma. “Questa è di sicuro un’arma!”. Pensai. Impugnai la pistola e, nel farlo, spostai un interruttore: un potente getto d’aria calda mi investì, facendomi rizzare le antenne sulla testa.
Poi mi diressi verso un corridoio freddo e buio. Arrivai in una stanza con la porta socchiusa ed entrai. Accesi la luce e camminai per un po’ per la stanza. Quando mi fermai mi trovai davanti a un oggetto rettangolare che mi fece venire la pelle d’oca. Incuriosito mi avvicinai e lo aprii. “Forse è un’astronave aliena o un portale”. Pensai. Così ho cercato di aprire quello strano oggetto e rimasi sorpreso dal contenuto: triangoli arancioni con i capelli verdi, cerchi rossi e ovali bianchi, ma con un odorino invitante. “Saranno buoni?” mi chiesi. Iniziai a mordicchiare i triangoli arancioni, i cerchi rossi e gli ovali bianchi. Erano buonissimi. Quando chiusi quella cosa vidi in un foglio attaccato sopra e i disegni dei triangoli arancioni, i cerchi rossi e gli ovali. “Carote, pomodori e uova. Che nomi strani!”. Poi mi girai e vidi un oggetto strano, ma più piccolo dell’altro e con molti pulsanti. “Ma profuma come le carote!” Pensai. Presi i pomodori e li misi là dentro, premetti il pulsante e in pochi minuti era tutto spezzettato. “Ah! Una spezzettatrice!”, urlai. Ma quando mi girai vidi una scatola con l’immagine dell’oggetto dove c’era scritto: “Frullatore”. Ricominciai a camminare finché vidi una spada. “Una spada?”, mi chiesi. Lo rigirai nelle mani finche vidi nell’oggetto la scritta “cavatappi” “Che nomi strani! Mi sa che tornerò a casa mia!”. E tornai nel mio pianeta.

N. 11

Riassunto pag. 86-87
Oggi ho conosciuto Ivan, un nuovo compagno appena arrivato. Ha due occhi vispi e buoni e ho subito capito che era simpatico. Gli ho dato un po’ del mio panino, ma lui ha rifiutato, poi l’ho convinto e l’ha mangiato. Li ho chiesto un po’ di lui e mi ha risposto che suo padre aveva una giostra e lui regolava la velocità. Io un po’ lo invidiavo, un po’ lo ammiravo…

N. 12

In un piccolo mondo vivevano dei piccoli esseri chiamati api. Le api abitavano in un castello, l’alveare. Un bel giorno un altro animale attaccò l’alveare. “Aiuto! Ci stanno attaccando!” urlò una delle api. “Dobbiamo proteggere il nostro tesoro!” continuò. “Voi dieci andate a proteggere il miele, tutte le altre a combattere!” ordinò la regina. Le api si dividevano in due gruppi, pronte a proteggere il miele e attaccare. Dopo pochi minuti, ben nascoste, le api videro il calabrone che si aggirava nel castello. “Adesso!” urlò un’ape per dire al gruppo di attaccare. “Cosa?” chiese il calabrone. In un attimo il calabrone fù sommerso dalle api. “Ok, ok, me ne vado” gridò il calabrone. Così le api continuarono a vivere nel loro mondo colorato.

N. 13

Riassunto pag. 90-91

A scuola erano iniziati i corsi.
Un giorno Icaro stava mettendo a posto gli strumenti. Quando uscì incontrò Gengis Khan e i suoi due manichini di scorta Gorilla Uno e Gorilla Due che presero in giro Icaro per come suonava e per il suo aspetto. Poi da dietro le spalle dei tre bulli spuntarono dieci ragazzi e ragazze per difendere Icaro.

N. 14

Domande pag. 90-91

1 Icaro è un maestro di musica che insegna ai ragazzi del quartiere.
2 Gengis Khan e i due gorilla sono come dei bulli e vogliono che Icaro non insegnasse più.
3 gli studenti di Icaro lo difendono.
1 Penso che Gengis Khan e i due manichini si comportino in modo sbagliato.
2 Sì, penso che abbiamo fatto bene
3 Penso che i bambini più deboli si devono difendere.
4 Sì, credo che sia una buona idea reagire.

N. 15.

Es convenienza pag. 89 L.L.
1 No, non ci sono rivalità tra maschi e femmine nella mia classe.
2 Per nessun motivo.
3 No, secondo me non c’è differenza tra maschi e femmine.
4 Nessuna.