PP NE V-2 22/23

5D – 2

N. 1

Roma 31 Ottobre 2023

Domande pag. 33

1 Nel paese del GGG non crescono i bocconcini con ostriche e trottole.
2 Il GGG tira fuori dalla dispensa uno schifente (sic) cetriolo.
3 Un cetrionzolo è lungo circa quanto la metà di un uomo, grosso quanto una carrozzina per bambini, nera, era ricoperta di protuberanze rugose e strisce bianche.
4 Il GGG mangia solo cetrionzoli perché è l’unico legume che cresce nel suo paese.

N. 2

Roma 3 Novembre 2023

Es. n. 4 pag. 21 L.S.
L’anno scorso, durante le vacanze di Pasqua, siamo andati con la scuola sul Monte Amiata. Siamo rimasti lì tutto il fine settimana e, non era previsto, ma durante una notte ha nevicato. La mattina dopo eravamo tutti euforici e insieme ai maestri siamo andati fuori dall’hotel. Abbiamo iniziato una battaglia di palle di neve insieme ai maestri, ed eravamo tutti contro tutti. Ci siamo divertiti molto ma anche stancati tanto, quindi per riposarci ci siamo buttati per terra e abbiamo iniziato a fare gli angeli.

N. 3

Roma 7 Novembre 2023

Testo umoristico (pag 24-25)
Una mattina la bambina-maestra si doveva alzare per andare a scuola. Disse: – Non voglio andare a scuola!! Voglio dormire ancora! –. Disse: “E chi si vuole alzare più dal letto, e di certo non vorrei vedere quelle antipatiche delle maestre”.
Quindi la maestra si destò da una sveglia assordante e spaccatimpani e andò a scuola.

N. 4

11/11/23

Es. pag. 73 n. 2
Il migratore aveva una faccia squadrata, lo sguardo che uccideva, dei capelli color fango e una barba maltagliata. Si riconosceva lontano un miglio per le sue grandi orecchie a sventola, dalle labbra sottili, un capello e un naso rugoso e lungo, come quello di una befana.

N. 5

Roma 13 Novembre 2023

Rielabora e trascrivi il testo della poesia.
Il ragno bianco
Un ragno bianco fece un bastimento.
Piantò due bastoni in croce
dentro una mezza noce,
filò la tela che servì da vela,
entrò nel mare e se ne andò col vento.
Un’ostrica, che vide la partenza, 
gli disse: – Dove vai, povero ragno?
Io ti vedo e ti piango! Che imprudenza, 
non vedi il cielo? Pare
che manda a fuoco il mare:
in ogni nuvoletta
c’è pronta una saetta,
c’è un fulmine che casca
in mezzo alla burrasca.
Come cammini, senza direzione tu che hai perso la bussola e non ai nemmeno la risorsa del timone? Eppure – disse il ragno a bassa voce – L’unica speranza che mi resta è di poter salvare la tempesta il tesoro che tengo nella noce.
Io non so dove vado quando arrivo ma porto, per un incarico speciale, il seme di quell’albero d’Ulivo che ci darà la pace universale.

Commento della poesia “Er ragno bianco”

A me questa poesia è piaciuta veramente tanto perché una cosa che amo sono le poesie in romanesco che quando le sento o le leggo mi mettono un sacco di allegria soprattutto nei momenti più brutti quando mi sento triste le ascolto e divento totalmente un’altra persona.

N. 6

Roma 15 Novembre 2023

Descrizione pag. 27  l.s.
Quando trovò la mappa la osservò: era di un colore giallastro, strappata, rovinata, aveva segni strani e il punto d’arrivo era ben evidenziato con un rosso lucente simile al sangue.

N. 7

TESTO GIALLO
CRIMINEASSASSINATURA
COLPEVOLEIL PAPÀ 
TEMPO UNA MATTINA
LUOGOPALAZZO ABBANDONATO
PROTAGONISTALADRO
SOSPETTATIJON
INTERROGATORI
COLPI DI SCENASI SPENGE IL LOCALIZZATORE
INDIZITROVA UN MICROCIP
PROVENON TROVA PIÙ IL PADRE IN CASA
VITTIMAPADRE

Era una mattina e il ladro andò a rubare in una casa. Trovò una mappa, la prese e si dirige subito nel punto d’arrivo della mappa. Quando arrivò trovò uno scrigno pieno di soldi usati da lui per comprare una pistola da sparare all’assassino di suo padre. Rubò un microchip, peccato che però lo videro le telecamere di sicurezza, suonarono e lui scappò in un lampo. Riuscendo a prendere il microchip, sbagliò di grosso, infatti lo rintracciarono e lo trovarono ma lui furbo lo ruppe subito e cancellò tutte le registrazioni state fatte e quindi riuscì a recuperare il microchip senza problemi. Poi prese il motorino (anche quello rubato) e con Google maps rintracciò il padre. Il problema era che gli si era spento il telefono; quindi, non poteva più fare niente e quindi si arrangiò con una mappa tutta rovinata che aveva trovato dieci anni fa mentre stava facendo una rapina in banca. La mappa alla fine lo portò in una piazza piena di gente e dotò (?) che lui era ricercato, e lì c’erano i poliziotti quindi si sbrigò a scappare il più lontano possibile.

N. 8

Roma 18 Novembre 2023

Es. “Analizzo il testo” pag. 58/59
I sospettati sono: tre ragazzi con i pantaloni rossi, con i capelli ricci e con la maglietta verde e blu.
Il brigadiere Rossetti scopre il colpevole facendo un trucchetto; ognuno di loro deve salire sul foglio bianco per vedere chi ha il percloruro di ferro sotto le scarpe. Mentre i primi due ragazzi stavano in fila, il terzo li guardò con aria impaurita e scappò.

N. 7

Testo giallo

TESTO GIALLO
CRIMINETENTATO OMICIDIO
COLPEVOLESCHIVA
TEMPO IL 17 LUGLIO
LUOGOIN UNA CASA DISCOGRAFICA
PROTAGONISTASCHIVA
SOSPETTATITELECAMERE
INTERROGATORISCHIVA
COLPI DI SCENAAMICI DI RONDODASSOSA
INDIZIIL RAPPER TIRA FUORI UNA PISTOLA
PROVESI VEDE DALLE TELECAMERE
VITTIMAAMICI DI RONDO

Era una mattina e il rapper Schiva stava andando in una cassa discografica per registrare. Appena era arrivato scese dalla macchina e degli amici di un altro rapper di nome Rondadassosa lo aggredirono. Quindi lui per difendersi prese un’arma da fuoco (una pistola) e sparò. Fortunatamente sparò sulle gambe; lo videro le telecamere, lui se ne accorse e scappò via. Questo fatto di tentato omicidio è avvenuto il ventisette luglio del duemila ventitré. Perciò il rapper andò in carcere per ben sette anni nonostante avesse la sua ragazza incinta di un bambino.

N. 8

Roma 22 Novembre 2023

Oggi correggo io!
Mi sono svegliato che era ancora buio, e non riuscivo a capire neanche dov’ero. Mi è successo qualche volta di destarmi per andare in bagno o perché avevo sete, ma questa volta non avevo nessun motivo per alzarmi o chiamare la mamma. Non riuscivo a riprendere sonno perché c’era troppo silenzio e questo a casa mia è davvero strano. Qualunque rumore c’è sempre e ormai i suoni di casa mi sono familiari. Mentre ci pensavo, sono scivolato di nuovo nel sonno e mi sono risvegliato solo all’ora di colazione. I rumori della casa mi hanno fatto compagnia e mi sono alzato prima ancora di essere chiamato. Quando sono andato in cucina ho visto dalla finestra che durante la notte è caduta la neve. Io ho detto che mi sono svegliato perché c’era troppo silenzio.

N. 9

Roma 24 Novembre 2023

Es. 2 pag 29 l.l.
Le pareti di quella camera erano di un grigio sporco e rovinato, il letto si presentava con colori scuri e spenti, le immagini dei quadri erano persone stanche, tristi e senza speranze. Dietro alla testiera tutta rovinata e spoglia c’era una carta da parati ormai quasi tutta staccata dalla parete. Sopra alla pedana c’era un asciugamano sporco usato per tanto tempo, ai lati. C’erano diversi scaffali di colore marrone sporco.

N. 10

Roma 25 Novembre 2023

Es. “capisco le informazioni”

Pag. 62-63 l.l.
Il carion è ricoperto di gemme preziose e dentro ha un meccanismo che fa suonare una melodia diversa ogni volta che viene caricato.
I ragazzi decifrano il codice segreto prendendo la prima lettera di ciascuna parola e trasformandolo in una frase.
Il codice è stato scritto da B.

Es. 2 pag. 30
L’ipotesi è di prendere la prima lettera di ciascuna parola e formare una frase.
I ragazzi la verificano rileggendo il messaggio.

N. 11

Roma 28 Novembre 2023

Testo giallo
– Nulla, abbiamo perso tutto – disse il ladro.
– Possiamo andare via, su, veloce, prima che ci scoprono.
Peccato che loro non sapevano che vicino ad uno scatolone l’investigatrice testarossa aveva messo un microchip per spiarli. Quindi quando prese il telefono per vedere attraverso la microchip non vide niente perché passando lì vicino i ragazzi la fecero cadere a terra per vedere se erano nascosti altri soldi, non vedendo soldi la rimisero a posto per non far sospettare niente e il microchip scivolò fuori perciò camminando la calpestarono e si ruppe.
– Ispettore, non abbiamo ancora nessuna prova – disse la signora Testarossa.
– Cavolo era tutto perfetto.

N. 12

Roma 20 Novembre 2023

Es. “capisco le informazioni”
1 Mary Mavell si rivolge a Poirot per chiedergli se ha il consiglio.
2 Mary Mavell mostra a Poirot le lettere.
3 Poirot sulle lettere osservò che la carta era a buon mercato.
4 Mery Mavell possiede la stella d’Occidente perché era il gioiello donato da Greg come dono per le nozze.

N. 13

Roma 2/12/23

Riassunto pag. 46-47
Un giorno Davide e Matthew stavano nei pressi del castello di Castlemoor e Matthew raccontò una storia sugli abitanti del castello.
Sir Horace Dempleton era l’ultimo erede di un’antichissima famiglia, aveva un pessimo carattere ed era avaro. Non spendeva soldi per armature, armi, banchetti e addobbi, e si spinse fino a lasciare quasi vuote le dispense e i fuochi nei camini non venivano più accesi. Una mattina nel salone delle feste. Sir Horos aprii le imposte, un lampo di luce gli fece strizzare gli occhi e l’armatura si mosse.
Era il fantasma dello zio che era arrabbiato perché Sir Horos non faceva brillare il castello. Lo zio impose un torneo e il premio era l’armatura d’oro massiccio. Sir Horos si oppose, ma lo zio lo ricattò. Dalla c. vide uscire una nuvola di povere, Sir Galafrief se ne era andato. 

N. 14

Roma 5 Dicembre 2023

Testo horror
Era una notte buia e tempestosa, l’acqua che scendeva dal cielo era fortissima, sembrava quasi che ti volesse sfidare e aveva un’aria che uccideva. Il paesaggio ormai era tutto allagato, perciò io e i miei genitori ci andammo a riposare immediatamente nel primo posto chiuso che trovammo e ci siamo ritrovati in una casa abbandonata: le pareti erano tutte sporche, rovinate e la carta da parati tendeva a staccarsi. Della cucina era solo rimasto un pentolino tutto graffiato. Andando a vedere la camera c’erano i letti rovinati con le coperte sporche di sangue secco, i comodini graffiati e i vetri rotti. Quando siamo usciti dalla casa il temporale si era abbassato e tutta la via ormai era tutta allagata e aveva pozze di fango profonde.

N. 15

Roma 9 Dicembre 2023

Es. “condivido le mie idee” l.l.
1 Si, mi è capitato, di pensare a cosa c’è dopo la morte. Cosa vediamo? Dove siamo? Siamo soli? Quello che penso io è che se si sta attorno a me ci sono altre persone o meno, o se riusciamo a vedere la terra.
2 No, tutto quello che penso lo tengo per me o lo scrivo.
Es. “nuova sfida” pag. l.l.
La comparsa di quella farfalla è l’inizio di una gigantesca catastrofe perché simboleggia il riscaldamento globale.

N. 16

Riassunto pag. 112-113
Gli Inuit vivono ai margini settentrionali del mondo e per quattro mesi non hanno il sole. Sono esposti a tanti pericoli come: bufere, perdersi in mare sui ghiacci alla deriva e poco cibo. Gli Inuit sono un popolo stranamente vivace, gaio, ottimista e ospitale. Vivono in quella grande fascia di terra che va dalla Groenlandia al mare di Bering.
Ogni ragazzo Inuit impara a cacciare e a pescare, a fabbricarsi attrezzi e armi. Ogni ragazza Inuit impara a fare abiti, cucinare e occuparsi dei bambini. I giocattoli dei bambini sono riproduzioni in miniatura di oggetti da lavoro.

N. 17

Roma 16 Dicembre 2023

Es “nuova sfida” pag. 116-117 l.l.
Una ragazza era accovacciata sul balcone di casa vicino ai vasi di terracotta dove la mamma ci coltiva le sue erbe magiche, più un alberello. Humam, il mercante di Alessandria, ha portato in dono, di ritorno da un viaggio in Oriente, l’arbello (?) alla mamma della ragazza. Il padre partì all’alba del giorno dopo, come ha sempre fatto in primavera per andare in Persia, in guerra. Padre e figlia hanno una promessa, ovvero di ogni sera alzare gli occhi al cielo: gli astri inizieranno a brillare e loro saranno di nuovo insieme.

N 18

Roma 18 Dicembre 2023

Es. “capisco le informazioni” pag. 55 L.L.
1 La festa di Halloween risale tra la notte tra il 31 ottobre e il 1 Novembre.
2 Il giallo e l’arancione simboleggiano il simbolo dell’avvenuta mietitura e il nero è il simbolo dell’inverno.
3 I Celti rendevano spaventose le cose perché accendevano i fuochi e si travestivano.
4 Perché accendevano il focolare.
5 Le lanterne servivano ad illuminare.

N. 19

Roma 20 Dicembre 2023

BIOGRAFIA
MIO FRATELLO
Mio fratello si chiama Lorenzo ed è nato a Roma il 16 Maggio 2011. I suoi primi anni di vita in una casa piccola ma molto carina che io purtroppo non ho mai visto.

N. 20

Roma 22 Dicembre 2023

Es. “capisco le informazioni” pag. 92-23 l.l.
Liliana da piccola era legata con la nonna Bianca perché la faceva divertire e giocavamo sempre insieme senza mai arrabbiarsi.
Liliana capì dalla nonna Olga che era molto coraggiosa.
Oltre alla protagonista compaiono i nonni materni e i nonni paterni.

N. 21

Testo (pag. 43 l.l.)
Sono una ragazza italiana e una formidabile schermitrice. Mi chiamo Beatrice, ma tutti mi chiamano Bebe. Durante le scuole medie, mi ammalai gravemente. Quando i miei genitori mi portarono all’ospedale, lottavo già tra la vita e la morte. Avevo contattato la meningite.

N. 22

Roma 29 Dicembre 2023

Es. “capisco le informazioni” pag. 80-81 l.l.
Il padre di Maria voleva che lei studiasse pedagogia per far sì che diventasse un’insegnante. 
Maria voleva studiare la matematica e la biologia.
La mamma di Maria la pensava diversamente da come la pensava il padre, infatti, era convinto che chiunque, maschio o femmina, doveva scegliere liberamente cosa studiare.
Il papà seguendo il pensiero dei suoi tempi, sosteneva che Maria non poteva essere una scienziata perché le materie erano troppo difficili per lei. Alessandro Montessori pensava infatti che lei doveva fare l’insegnante perché era un lavoro da donna.
I primi anni di scuola di Maria erano stati un disastro perché non riusciva a concentrarsi durante le lezioni e faticava a seguire le maestre.
Maria Montessori si laureò in medicina e continuò i suoi studi in psichiatria,pedagogia e filosofia.
Maria Montessori decise di dedicarsi ai bambini perché ricordandosi della sua infanzia non voleva che i bambini si sentissero inadatti come si era sentita lei.
Le sue idee furono considerate rivoluzionarie perché credeva che i bambini dovevano andare volentieri a scuola e che nessun insegnante doveva vietarti di essere vivace.
Maria pensò che la scuola non era adatta ai bambini perché i maestri erano severi, non era interessante e non incoraggiava i bambini a coltivare interessi e a partecipare alle lezioni.

N. 23

Roma 2 Gennaio 2024

Es. “SCRIVO” pag. 82 l.l.
Inizialmente il testo racconta del viaggio di un ragazzo fortunato la cui destinazione era Dar es Salaam.
Una volta arrivato vede una vasta laguna increspata circondata da spiagge di sabbia. 
L’ultima parte del testo è una descrizione approfondita dagli alberi di rosmarino.

N. 24

Es. “CONDIVIDO le mie idee” pag. 83 l.l.
Sì, mi è capitato di comprendere dal tono della voce o dal comportamento della persona che mi stava parlando se mi ha detto un complimento o meno. Quando non conosco il significato della parola che mi viene detta lo chiedo sempre.

N. 25

Roma 3 Gennaio 2023

Relazione in breve del libro “La maglia del nonno” di Gabriele Genisi
Il libro “La maglia del nonno” parla del rapporto speciale tra un nipote e un nonno che hanno entrambi lo stesso nome ovvero Ignazio. 
Il nonno prima della pensione lavorava in un programma televisivo di nome 90°minuto, era un famoso giornalista sportivo e conosceva molti calciatori.
Un giorno di marzo successe un fatto. Solitamente a scuola il bambino lo andava sempre a prendere il nonno, perciò, la strada la conosceva ma quella volta se la dimenticò. All’inizio il nipote pensava scherzasse ma in realtà il nonno si ammalò di una malattia chiama “Alzheimer”. Questa malattia fa perdere la memoria a poco a poco.
Il nonno Ignazio non ricordava più la strada per tornare a casa, non ricordava più le storie che raccontava.
Pian piano cambiarono tante cose, il nonno non andava più a prendere Ignazio a scuola e non lo accompagnava nemmeno in piscina perché non guidava più. Ma nonostante tutto, il nonno e il piccolo Ignazio continuavano ad avere un rapporto speciale. Si divertivano a giocare insieme e a guardare le partite di calcio.
Ora tra i due il più grande è il giovane Ignazio.

N. 26

Roma 9/01/24

Biografia sulla mia mamma
Mia mamma è alta, ha gli occhi azzurri, e i capelli biondi. 
È molto socievole con tutti e mai timida. È nata a Monteleone di Spoleto (un piccolo paesino che si trova in Umbria) ha un fratello minore di nome Emiliano e si passano due anni di differenza. È stata a Monteleone fino a circa diciassette anni e poi si è trasferita a Roma per studiare. 
Nel tempo libero le piace andare a fare passeggiate e scoprire posti nuovi. E un’insegnante di scuola primaria e le piace molto il suo lavoro.

N. 27

Roma 10/01/24

Autobiografia
Mi chiamo (…) e sono una bambina di dieci anni: sono alta, magra, ho i capelli castani e lunghi (abbastanza). E a volte scaramantica, ovvero che vuoi pensare male per non vantarti di pensare bene. Mi piace molto la danza specialmente quella classica e moderna che sono le mie passioni da quando sono piccola. Sono una bambina simpatica (almeno spero) dolce e affettuosa. Complessivamente io mi piaccio ma una cosa che non sopporto è che tutti i parenti dalla parte di mia madre hanno gli occhi azzurri e non accetto che io ce li ho marroni.
Ritornando un po’ nel passato mi ricordo che quando ero piccola indossavo sempre ma proprio sempre le mollettine per i capelli, infatti, se non le mettevo solamente una volta scoppiavo a piangere. A volte sono timida, a volte no,  insomma dipende da come mi gira, per esempio quando sono nervosa con me stessa sono un po’ chiusa mentre quando non ho nessun pensiero che mi preoccupa sono molto più socievole a differenza di mio fratello che è sempre disponibile con tutti. Mi piace molto disegnare ma soprattutto fare lettering ovvero fare scritte con penne particolari, fare le passeggiate con i miei nonni in montagna (precisamente a Monteleone di Spoleto) e respirare la buonissima aria di montagna.