N. 1
Roma 30/10/23
Es 2 di pag. 12
Ogni sera, col mare in bonaccia, Sam percorreva un lungo tratto di costa nella speranza di trovarvi qualche bottiglia che contenesse mappe e messaggi segreti. Il ragazzo immaginava che un vecchio pirata avesse nascosto un immenso tesoro frutto di scorribande e saccheggi ai danni di ricche navi mercantili. Un vecchio pirata, alla deriva su una povera zattera, che poi naufragato su una minuscola isola sperduta del mar dei Caraibi, lontana da tutte le rotte battute dalle navi. Un vecchio pirata che avrebbe affidato il suo segreto al mare e la sua mappa in una bottiglia.
In effetti due bottiglie le aveva trovate, ma contenevano tutt’altro, anzi…
Non aveva neanche capito cosa contenessero.
N. 2
Es. 2 di pag. 13
La famiglia Millemiglia era in pieno fermento.
La signora Adele cercava tra i bagagli la sua guida turistica, la figlia Gaia rovistava freneticamente nel suo borsone per assicurarsi di aver preso il proprio diario, e Teo, il figlio maschio, tentava con impazienza di infilare nello zaino stracolmo la sua nuovissima macchina fotografica digitale.
Anche Pulce, il minuscolo cagnolino era agitato, osservava tutti in maniera strana e correva di qua e di là.
N. 3
Roma 31/10/ 23
Es la nuova sfida di pag. 23
Problema della mongolfiera.
Una mongolfiera viaggia per tre anzi a dieci chilometri all’anno verso l’alto. Quindi in questo tempo percorre trenta chilometri verso l’alto. All’altezza del Sistema Solare, precisamente a Marte rompe il conservatore del cibo, allora per rilassarsi decide di addormentarsi per cinque ore. Dopo un po’ riparte e incontra gli abitanti del pianeta Chk. I Chikki gli fanno perdere cinque minuti, perché gli vogliono far comprare un biglietto per una partita di calcio a mille euro. Quando riparte è felice, perché sa che se fosse passato dagli Aich avrebbe speso il triplo.
Così decide di bersi un litro di vino.
Domande
Perché vuole fare questa cosa?
Poteva essere più tirchio con i Chikki?
Giochi a calcio?
Chi gli regala il vino?
N. 4
Capisco le informazioni di 33 di Lettura
1 I bocconcini che non crescono nel paese del GGG sono le ostriche e le trottole
2 Il GGG tira fuori dalla dispensa un cetrionzolo.
3 Il cetrionzolo è lungo circa la metà dell’uomo, ma più grossa: è nera e ricoperta di protuberante rugose e di strisce bianche.
4. Il GGG li mangia, perché altrimenti non rimarrebbe niente di lui, che non sia pelle e tosse.
N. 5
Roma 2/11/23
Es. 2 di pag. 21 Scrittura
Il suono dei passi di un elefante è come: le drum stick (bacchette batteria) che si schiantano su uno dei timpani, ma cento volte più potentemente; assomigliano a un tuono, oppure alla caduta di un albero, ricordano il vento tra le montagne e lo Stadio Olimpico che esulta. Ecco tutto questo messo insieme.
N. 6
Es. 3 di pag. 21 Scrittura
Il fabbricatore della neve va a rifornirsi ad un magazzino vicino casa sua. Ci va ogni giorno perché i suoi figli ci giocano. Il loro gioco preferito è lanciarsi le palle da un polo all’altro, e non lo fanno una volta al mese ma tre volte al giorno.
Il fabbricatore potrebbe comprare dei coloranti per colorare la neve, ma visto che costano mille euro al litro preferisce evitare. Durante ogni domenica all’anno a mezzanotte e uno in Siberia e Paraguay è possibile vedere gelati, granite e bevande fresche cadere dal cielo.
Visto che il magazzino in cui va fa rifornimento una volta al mese; quindi, cerca di non far cadere fiocchi più grandi di un quaderno.
Lui è una persona poco sensibile, infatti piange poco e non spreca dei fiocchetti, ma ci possono essere casi in cui non resiste e fa cadere dei fiocchi.
N. 7
Es. 4 pag. 21 Scrittura
L’anno scorso abbiamo fatto una gita sulla neve. Durante la lezione di sci il maestro ci dice che dobbiamo lanciarci delle palle di neve, ma in realtà lui ci voleva dire di stare attenti.
Così tutti cominciammo a raccogliere della neve da lanciare ai compagni e nel mentre sciamo per andare più veloci.
Dopo un po’ coinvolgiamo il maestro, ma lui non sa che dire.
La battaglia è stata vinta da Francesco, perché lui ha aspettato che noi ci stancavamo per poi colpirci.
N. 8
Roma 7/11/23
Racconto umoristico
Una mattina a Roma in un bar un papà alto, con gli occhi che sembrano due mandorle, con un naso che gli toccava i capelli, con le spalle che ricoprivano un armadio intero e con il piede che sembrava essere stato preso da quello di un gigante, dice al figlio Rinale: “Ci diamo appuntamento qui Rinale per domani all’una di pomeriggio”.
Il ragazzo risponde: “Ok al Quirinale”.
La mattina dopo non si trovano e il ragazzo pensa: “Mamma mia quanto è poco rispettoso per gli appuntamenti! Uffa ora devo aspettare mezz’ora!”.
Il figlio decide di chiamare il papà.
La mamma mentre cucina sente squillare il telefono del marito.
In quel momento si ricorda che il marito Carlo si era scordato il telefono a casa per la fretta.
Si vedeva in mezzo ad un litigio lungo cinque anni.
Nel mentre il papà passa a casa di sua cugina. Dopo una chiacchierata le chiede se può mandare un messaggio al figlio Danilo.
“Ma come te lo sei scordato a casa?”
Chiede lei.
“Ahime! Sì, l’ho lasciato a mia moglie” risponde.
“Non sei cambiato per niente. Come devo fare con te?” ribatte lei.
“Dai facciamola corta, dammi il telefono” dice con l’aria da comandante.
“Ok” si arrende.
Prende il telefono e scrive: – Danilo io sono a un chilometro dal bar -.
– Ma io mi trovo al Quirinale – risponde.
– Figliolo io intendevo qui Rinale non Quirinale – dice il papà.
– Adesso ho capito – ribatte abbattuto il figlio.
Quando Carlo entra nel bar arriva uno telefonato e risponde.
“Buongiorno, chi è?” domanda.
“Sono una guardia del Quirinale. Posso torturare suo figlio?” chiede.
“Certo gli faccio quello che vuole” dice Carlo.
Prima di cena torna Danilo a casa con il dito che è tra volte il corpo, con il piede minuscolo, ma con l’alluce gigantesco e dice: “Per colpa tua sembra che sono stato mangiato dalla balena di Pinocchio, che però poi mi ha tirato fuori.”
N. 9
Roma 9/11/23
Riassunto pag. 103 Lettura
Durante una competizione sportiva Mikael Lindnord vede un cane che comincia a seguire la squadra e l’infonde coraggio. Il pezzo da attraversare è di sessanta chilometri e i giudici hanno detto di lascialo a terra.
Mikael rimane zitto.
Gli svedesi danno i primi colpi di remo per prendere il largo.
Ma un attimo dopo, Mikael sente un tonfo in acqua. Il cane di nome Arthur si è tuffato! Allora Lindnord lo afferra e lo issa sulla canoa.
“Ce la faremo insieme” dice Mikael.
Così il kajak ha un elemento in più anche se li rallenta.
All’inizio Arthur si spaventa e si ributta in acqua, ma Mikael lo riprende e lo copre con un impermeabile.
Il cane ad un certo punto si mette sulla punta del kajak.
N. 10
Roma 12/11/25
Condivido le mie idee di pag. 70
A me capita molto spesso di guardarmi attorno e vedendo una cosa mi faccio delle domande. Se voglio avere una risposta lo vado a chiedere ad un adulto, perché ho visto che anche loro sono stati bambini e forse anche loro si saranno fatti questa domanda, e così forse mi daranno una risposta. Però, può succedere che neanche loro sanno rispondermi, in quel caso mi faccio altre domande.
N. 11
Rielabora e trascrivi il testo della poesia
Un ragno bianco fece un bastimento.
Piantò due zeppi in croce,
dentro una mezza noce,
filò la tela, che servì da tela,
entrò nel mare e se ne andò col vento.
Un’ostrica che vide la partenza
gli disse: “Dove vai, povero Ragno?
Io ti vedo e ti piango! Che imprudenza!
Non vedi il cielo? Pare
Che mandi a fuoco il mare:
in ogni nuvoletta
c’è pronta una saetta,
c’è un fulmine che casca casca
in mezzo alla burrasca.
Come cammini, senza direzione,
tu che hai perso la bussola e non hai
neanche la risorsa del timone?”.
“Eppure” disse il ragno sottovoce
“Un’unica speranza che me resta
è di poter salvare dalla tempesta
il tesoro che tengo nella noce.
Io non so dove vado e quando arrivo,
ma porto, per un incarico speciale,
il seme di quell’albero d’Ulivo
che ci darà la Pace Universale”.
Commento alla lettura
A me questa poesia è piaciuta molto, perché spiega un argomento fondamentale per la via.
La parte che mi è piaciuta di più è l’ultima strofa, perché dice che questo ragno senza una direzione precisa va a portare la pace, anche rischiando la propria vita.
N. 12
Roma 15/11/23
Es. 2 27 Scrittura
La mappa risaliva al 33 d.C., è molto fragile, è fatta di seta, aveva delle croci fatte di sangue, aveva una firma in basso a destra, il bordo bruciato e con i nomi delle nazioni in Inglese.
| CRIMINE | MAPPA RUBATA E RAPIMENTO |
| COLPEVOLE | PANTALONI E |
| MOVENTE | VOLEVA FARE UN ESERCITO CON I SOLDI DEL TESORO PERSO |
| TEMPO | IERI SERA |
| LUOGO | STANZA VICE PRESIDE, PLESSO PICCININI |
| PROTAGONISTA | INVESTIGAMEN = NOME D’ARTE |
| TESTIMONI | FRANCESCO ALBERGATI E ALESSANDRO MOLINARO |
| SOSPETTATI | EDUARD BARBIAX E LEONARDO PROIETTI |
| INTERROGATORI | VALERIO E LORENZO |
| COLPO DI SCENA | IL COLPEVOLE FACENDO RISUONARE L’ALLARME HA RUBATO IL CIBO |
| INDIZI | È L’UNICO CHE NON C’ERA FUORI ALLO SCALO |
| PROVE | GIANLUCA è ANDATO A CASA SUA E HA VISTO LA MAPPA |
Testo giallo
Titolo = Mistero indecifrabile
“Finalmente mi posso vedere il derby” dico.
Ad un certo punto mi arriva una telefonata e rispondo. “Pronto chi è?”
“Ah! Che fortuna, hai risposto Investigamen”.
Dice lui: “Tornando a noi io sono il preside del plesso Piccinini e vorrei dirle che ci hanno rubato una mappa del tesoro, quindi ci potresti aiutare a ritrovarla?”.
“Ok, arrivo subito” concludo.
Prendo la macchina e vado a centosettanta all’ora, anche se il limite era di trenta.
Arrivato a scuola carico la pistola e come al solito sparo a caso.
“Per fortuna siete arrivati…” dice il preside.
“E andiamo! Dybala si è rotto” urlo.
“Scusi io stavo parlando” dice “Comunque io mi chiamo Multician e sono il preside, vi volevo dire quel tesoro vale trenta milioni di euro”.
Annuendo me ne vado e nel mentre penso: “Avanti Lazio, facciamogli tre goal”. Prendo la torcia e vedo le scale sporche di sangue, allora le salgo e vedo solo la V°D, però sono tutti svenuti tolti Francesco Albergati e Molinaro Alessandro (soprannominato Antonio). Allora gli faccio delle domande e loro mi rispondono: “A causa di una polverina abbiamo visto solo una figura alta circa un metro e cinquanta”.
Io allora mi guardo intorno e vedo che Eduard e Leonardo Proietti sono messi una posizione strana e corrisponde all’altezza di un metro e cinquanta circa.
Allora chiamo i miei fedelissimi interrogatori, cioè Valerio e Lorenzo.
“Pronto ragazzi belli, i quattro goal subiti nel derby, ma dovete venire qua al plesso Piccinini” dico io.
“Ok” rispondono loro.
In tre secondi arrivano con la loro Ferrari nuova di zecca, pagata solo un milione di euro.
Appena scendono dalla macchina leggono nel pensiero e vanno a fare un interrogatorio ai sospettati.
Io li osservo da una telecamera, tutto tranquillo. Ma, ad un certo punto vedo tutti svenuti a terra e conoscendoli non avrebbero poi interrotto un interrogatorio, poi vedo una figura che li rapisce. Io sono sfinito, ma all’improvviso sento squillare il gps e mi ricordo che ne avevo attaccato uno a Leonardo Proietti.
Allora prendo la mia McLaren F1, che ho vinto al Gratta e Vinci. Lei è bellissimo, ha il motore che è rivestito da isolamenti termici, ha i fanali davanti che illuminano tutta la strada, tutta rossa dentro invece ha dei posti per tenere il cibo, ha una mini-televisione, ha un letto con accanto un frigorifero, ha quindici posti, ha nove prese della corrente ed è lungo 16 metri, ma con un pulsante la puoi far diventare una macchina a quattro posti o una moto.
Comunque questa macchina la uso solo per le emergenze, altrimenti uso una Ferrari a caso.
Seguendo il gps ritrovo i miei fedelissimi interrogatori e i due sospetti che non avevano fatto niente.
Le indagini proseguono per un anno, ma poi Gianluca Di Carlo va a casa di Pantalomen (che nel frattempo si era nascosto) e vede la mappa, ma pensa che sia fake, però vede Andrea che la nasconde allora mi chiama per avvisarmi ed io li arresto in tre secondi.
Mentre penso a come hanno fatto a fare un colpo così perfettamente mi viene un’idea. Il loro piano infatti era perfetto: Andrea con la scusa di uscire aveva allontanato un bidello dalla stanza della mappa, ma visto che ce ne era ancora uno ha fatto finta di cadere per allontanare anche quello, così Pantalone avrebbe avuto la strada spianata per prendere la mappa, però a causa delle telecamere l’avrebbero visto, così ha suonato l’allarme anti-incendi facendo scendere tutti e poi con una polvere ha fatto svenire tutti, e così ha potuto disattivare le telecamere. Poi per non attivare sospetti su di lui ha smosso sia Eduard che Leonardo. Venendo a sapere dell’interrogatorio hanno rapito due persone a me care, pensando di avermi intrappolato, ma io grazie ai miei gadget super tecnologici li ho potuti rintracciare ma stavolta li avevo intrappolati proprio del tutto.
N. 13
Es. Analizzo il testo di pag. 59 Lettura
I sospettati sono tre ragazzini giovani con i capelli ricci e i pantaloni rossi. Il brigoniere fa saltare fuori il ladro facendo finta di poter riconoscere le impronte delle scarpe.
Es. 2 di pag. 28
La figlia di Grace era alta un metro e sessanta, pesava 60 chili, aveva i capelli bianchi, gli occhi verdi, il naso a patata, le labbra carnose, le spalle larghe, un po’ di pancia, le gambe lunghe.
Il fratello aveva trent’anni, era alto due metri, pesava ottanta chili, aveva i capelli castani, gli occhi marroni e il naso all’in su.
N. 14
Es 2 pag. 28 Scrittura
Grace aveva una figlia alta un metro e ottanta, pesava settanta chili, aveva i capelli biondi, gli occhi verdi, il naso a patata, le labbra carnose, le spalle larghe, un po’ di pancia, le gambe lunghe.
Il figlio aveva trent’anni, era alto due metri, pesava ottanta chili, aveva i capelli castani, gli occhi marroni e il naso all’in su.
Il marito aveva ottant’anni, era alto due metri e quindi pesava cento chili, i capelli tinti di blu, gli occhi azzurri, il naso all’in su e molti addominali.
N. 15
| CRIMINE | HANNO UCCISO TOTTI |
| COLPEVOLE | GRUPPO TERRORISTICO |
| MOVENTE | VOLEVANO UCCIDERE UNA BANDIERA CHE NON… |
| TEMPO | 27 SETTEMBRE |
| LUOGO | ROMA |
| PROTAGONISTA | COST TO COST |
| TESTIMONI | GIORGI MUZZI, LUCA STRANO, SANTONI, MU |
| SOSPETTATI | DANIELE DE ROSSI, TAMMY ABRAHAM, CIRO IMMOBILE |
| INTERROGATORI | JOSE MOURINHO |
| COLPO DI SCENA | TIFAVANO ROMA |
| INDIZIO | AVEVANO UNO STRANO ACCENTO E SEMPRE PRESENTI |
| PROVE | LAVAGNA CON FOTO CON UNA DI TOTTI IN CASA LORO |
Totti nei nostri cuori
Oggi, nelle scuole di tutta Italia stanno facendo un minuto di silenzio per il giocatore Totti, che è stato ucciso ieri ventisette Settembre. La settimana scorsa a Roma, durante un concerto alle 21, Totti festeggiava il giorno del primo goal che aveva fatto con la Roma tanti anni fa. Mentre ballava ad un certo punto si sentono degli spari e uno sfiora il figlio del calciatore.
La mattina seguente, durante una passeggiata per i negozi il figlio del giocatore cade per terra. In quel momento una macchina prova ad investirli, ma non ci riesce, perché stava passando il vigile. Quel pomeriggio, mentre faceva un Tik-Tok, si sente sbattere la porta e si vede che i figli si chiudono in camera loro, ma alla fine non succede niente.
Allora l’investigatore Cost to Cost si fa qualche domanda e comincia ad investigare, così inizia cercare qualche indizio per capire il colpevole.
Per un giorno non succede niente, ma all’ora di pranzo, mentre pranza ad un ristorante, rapiscono la sua fidanzata, ma per fortuna era uno scherzo.
La sera successiva, durante una festa, un fuoco d’artificio cade nella sua villa.
Alle nove della mattina successiva, durante una colazione al bar si sentono dei passi molto feroci e si udirono il rumore delle ricariche delle pistole.
Allora, Cost to Cost comincia ad indagare, perché gli sembrava strano che tutti i tentati rapimenti avevano a che fare con Totti.
L’ispettore tramite delle fotocamere segrete riguarda tutti i tentati omicidi. A prima vista non capisce niente, ma riguardandoli nota che ci sono sempre quattro persone con la maglietta rosso sangue, ma in Italia non si vendono più.
L’investigatore scende per prendere un caffè ma incontra quel gruppetto di persone con la maglia rossa, così comincia a socializzare con loro e capisce che non vengono dall’Italia.
Dopo averli salutati comincia a sommare tutti gli orari dei tentati omicidi: 21:00 + 9:00 + 17:00 + 13:00 + 22:00 + 9:00 = 91.
Ma non esiste nessun numero civico a Roma che abbia il 91 e con questo mustero va a letto.
La mattina successiva annunciano alle nove che è morto Totti. Allora Cost to Cost aggiunge il nove al novantuno, così esce cento ed esiste a Roma quel numero civico. Lui chiama la polizia ed insieme li arrestano.
Quando controllano cosa, vedono che ci sono venti foto di Totti con una x su una lavagna. Mntre camminano vedono delle armi, così sono sicuri che sono stati loro.
N. 16
Roma 24/11/2023
Es. 2 di pag. 29 Scrittura
A destra c’era un mobile alto un metro e 50 cm, tutto marrone, con dei graffi, con uno specchio grande e due piccoli, il suo legno era poco resistente, aveva delle immagini sui cassetti e quando questi si aprivano si sentiva un grande rumore.
Poi c’era un letto matrimoniale, alto 80 cm, era largo un metro e 70 cm, lungo due metri, era tutto bianco e porta la testiera che era marrone e la parte sotto dove c’erano cinquanta soli gialli, il lenzuolo era molto antico.
Sotto al letto si trovava una pedana, si trovava a 10 cm dal pavimento, il suo spesso era di 5 cm, al centro era più scura, invece ai lati diventava più chiara, resisteva fino a cinque adulti, il legno era molto scuro e proveniva da una quercia.
Le fasce da decoro erano state fatte con uno strano tessuto, venivano dall’attuale città di Los Angeles, avevano delle macchie scure, era tutta grigia, sono state messe nel periodo del famoso matematico italiano Leonardo Fibonacci.
A sinistra e a destra delle fasce si trovavano due quadri. Quello di destra rappresentava una vedova triste, invece quello di sinistra rappresentava Gesù che era pronto alla sua crocifissione, cioè morire sulla croce.
Poi c’era il pavimento che ad ogni tuo passo sembrava cedere ma resisteva, era marrone, le mattonelle erano linee orizzontali, venivano dalla Cina e sono stati acquistati per dieci cavalli.
N. 17
Es. 2 pag. 30 Scrittura
L’ipotesi dei ragazzi è che la prima lettura di ogni parola e unendole formano delle parole, infatti una formano una frase.
Capisco le informazioni di pag. 63
1 Il carillon è unico, perché è completamente investito di gemme e ogni volta che viene caricato suona una melodia diversa.
2 I ragazzi prendono la prima lettera e la mettono in una frase e l’ha scritta un Barone. I ragazzi decifrano il problema.
N. 18
Roma 28/11/23
Racconto giallo
| CRIMINE | RAPINA |
| INVESTIGATORE | TESTAROSSA |
| SCENA DELITTO | UN LADRO HA RUBATO I SOLDI DELLA CASSAFORTE |
| SOSPETTATI COLPEVOLE | MACELLAIO NICOLA, TABACCAIO CARLO, VIGILE IVO |
| INIDIZI | CARTA DI UN CIOCCOLATINO AL CURRY, PINZETTE SUL TAVOLO |
| SOLUZIONE DEL CASO CON UN COLPO DI SCENA | L’ISPETTORE CAPISCE CHE DENTRO LA CARTA DEL CIOCCOLARINO C’è UN VOLANTINO DELL(?) |
Mentre mi rilasso in piscina sento squillare il telefono, allora corro a rispondere.
“Pronto chi è?” domando.
“Buongiorno Testarossa sono il proprietario di Lover e Luce, volevo dirle che ci hanno rubato tutti i soldi della nostra cassaforte” rispondo.
“Vengo subito” concludo.
Arrivato comincio subito ad indagare.
Quando sta per finire la giornata, mia madre mi porta un cioccolatino al curry, ma stranamente non sento l’odore del negozio che cambia, allora vado a vedere davanti alla cassaforte e vedo che c’è una carta di un cioccolatino, proprio al curry.
Il giorno successivo ci ritorno e ricomincio a rindagare.
Per tutta la mattina cerco di trovare qualche indizio, ma non trovo niente, allora arrivato ad ora di pranzo, prendo il cioccolatino e provo a mangiarlo, ma mi accorgo che c’è dentro qualcosa, quindi cerco più dentro e trovo un volantino dell’Inghilterra, allora prendo l’ultima lettera di ogni parola scritta sulla cartina del dolce e così formo “Seye”, che facendosi un ologramma diventa “Eyes”, che in Inglese significa occhi e noi ne abbiamo due, poi l’unica cosa che ho solo il due come numero civico si trova a Nottingham in Inghilterra, infine in quella casa ci vive l’ex giocatore Trippier e con tutti soldi che ha potrebbe essere stato lui.
Arrivato a casa prenoto un biglietto per partire e per pura fortuna pago solo trenta euro è (neanche io so come ho fatto a trovarlo).
Il giorno successivo mi dirigo subito verso Nottingham e come da Manuale il colpevole è Trippier ed in quattro e quattr’otto lo arresto.
Dopo un anno dal mio caso vinco il premio per miglior detective.
N. 19
Roma 29/11/23
Invento un testo giallo basato su una fiaba
| FIABA | CENERENTOLA |
| CRIMINE | HANNO RUBATO LA SCARPETTA DI CENERENTOLA/OMICIDIO/RAPIMENTO |
| COLPEVOLE | CIE-XIX, SCOP-ZA E FEF-SCH: GRUPPO UBRIACO |
| MOVENTE | VOLEVANO FARE UNO SCHERZO A CASO |
| TEMPO | 31 DICEMBRE SERA E 1 GENNAIO MATTINA |
| LUOGO | NOTTINGHAM CASTELLO |
| PROTAGONISTA | BAUCI-K = NOME D’ARTE |
| TESTIMONI | CIU-XIX, SOOP-ER (TESTIMONI FAKE) LULA MIAO |
| SOSPETTATI | PANETTIERE, MACELLAIO E CAMERIERE |
| INTERROGATORI | PRINCIPE AZZURRO |
| COLPO DI SCENA | I TESTIMONI ERANO I COLPEVOLI A PARTE LUCA MIAO |
| INDIZI | NOME CASTELLO, IMPRONTE DI SANGUE |
| PROVE | IMPRONTE DIGITALI |
Mentre ballo e bevo insieme a dei miei amici, sento un presentimento negativo, ma poi penso: “Ma dai cosa può succedere con il Principe Azzurro?”
Il principe era persona più amata del regno anche più del re. In quel momento stava ballando con una persona sconosciuta.
Dieci secondi dopo questa ragazzetta scappa, ma per le scale perde una scarpetta, allora il principe si dirige per prenderla ma una persona gli tira l’iPhone 14 pro max e sviene, così un gruppetto di cinque persone lo rapisce ed in men che non si dica spariscono.
Io provo a rintracciarli, ma non ci riesco, così vado a dormire.
Il giorno successivo faccio un gioco con mio figlio che consiste nello spostare delle parole.
Dopo mezz’ora ricomincio ad indagare e dopo un po’ capisco che le impronte di sangue si moltiplicano sempre per due.
Quando arrivo alla fine vedo che c’è un negozio con la scritta “Gruppo Ubriaco”, così penso al gioco fatto mio figlio e forno, allora ci entro e come da manuale li trovo là dentro e vedo che stanno maltrattando delle persone, quindi io sparo a tutti i cattivi e così libero gli ostaggi.
N. 20
Roma 20/11/23
Capisco le informazioni di pag 65 Lettura
1 Mary Marvell si rivolge a Poirot, perché vuole avere un suo consiglio
2 Mary mostra a Poirot delle lettere che conservava nella sua borsetta.
3 Poirot fa queste osservazioni:
- Carta a buon mercato
- Nome in stampato
- Indirizzo in stampato
4 Mary Marvel ho la Stella d’Occidente, perché Gregory glie l’ha regalato come dono di nozze.
N. 21
Roma 3/12/23
Riassunto pag. 41-47 Lettura
Davide cercava di capire per quale motivo quel castello gli dava delle sensazioni, mentre Matthew giocherellava.
Ad un certo punto gli chiede se è pronto ad una storia del castello e di chi ci viveva e così il compagno annuisce.
La storia narrava che in una mattina Sir Horace aprì le imposte, ma in quel momento un lampo fece muovere un’armatura. Ad un certo punto si sente la voce dello zio che era morto, che dice di fare un torneo, altrimenti i fuochi si accenderanno e Sir Horace avrà solo incubi e niente sogni.
N. 22
Roma 4/12/23
Capisco le informazioni di pag. 49
1 Quella sera al secondo piano di un appartamento i ragazzi sentono un suono simile a quello del vento che bussa ai vetri delle finestre.
2 La più coraggiosa è Dolores, infatti suo padre faceva il torero.
N. 23
Roma 5/12/23
Testo horror
Durante una partita di calcio a Milano comincia a piovere molto forte ed in pochi minuti diventa una tempesta, Lo stadio è infuocato. I tifosi urlano. Degli striscioni cadono in campo. I pop corn cadono dappertutto. Le porte si sollevavano.
Visto che i giocatori non sono in condizione di giocare sono costretti a rientrare negli spogliatoi.
Dopo mezz’ora arriva l’arbitro che dice: “Ragazzi la partita è sospesa”. Quando arriva il momento di contare tutti i giocatori vede che manca portiere del TeamFC.
“Dove sta Ragnar il portiere?” chiede preoccupato l’arbitro.
“Non mi dire che è rimasta fuori” dice disperato il capitano.
“Ragazzi allora che facciamo? Non possiamo uscire fuori, è tutto allagato” dice l’attaccante titolare.
“Mio dio capisco che scoppia la tempesta, ma se ci si mette anche la nebbia è impossibile sopravvivere” disse arrabbiato e nello stesso momento triste l’allenatore.
“Mamma mia sembra che stiamo in un racconto horror” dice il capitano.
I ragazzi dell’altro spogliatoio hanno sentito tutto, allora il capitano che è figlio di un torero e di un ex criminale si ricorda che aveva visto una figura rimanere in campo, così fa un passo. Afferra la maniglia, mette l’orecchio sulla porta per sentire se c’è qualcuno. Vede dal buco della serratura. Fa un passo indietro. Si accascia. Guarda se c’è qualcuno fuori. Si rialza. Si fa coraggio. La apre poco poco. Forma uno spiraglio. Richiude la porta. La apre di nuovo. Prova a vedere con la coda dell’occhio. Alla fine, decide di uscire. All’inizio sembra non farcela, ma si ricorda come la madre gli ha insegnato a fare i buchi con le mani, in questo modo riesce a fare una specie di tombino.
Dopo essersi liberato dell’acqua il capitano avversario va a bussare allo spogliatoio del Team FC, per chiedere aiuto ed i giocatori sorpresi nel come abbia fatto ad arrivare fin lì, così accettano senza esitare.
Quando sono usciti vedono il portiere in condizioni pessime: era bianco, pallido, le guance un po’ rosse, le labbra secche, i muscoli che si stanno ammosciando e il polpaccio ustionato.
Appena l’hanno trovato lo portano al pronto soccorso con il pullman della squadra.
Arrivati all’ospedale non c’è nessuno, così i medici cominciano ad operarlo.
Dopo che l’anno guardato cominciano a fare delle osservazioni ed a consultarsi.
Dopo un po’ vedono che sta aprendo gli occhi gli fanno delle domande e lui risponde: “Mi ricordo solo che s…”.
Così i medici si spaventano, ma vedono che è vivo.
N. 24
Roma //12/23
Condivido le mie idee di pag. 57 Lettura.
Io sin da piccolo mi faccio delle domande su cosa mi circonda o su altre cose, infatti se le conti arrivi a metà che hai già superato i centomilioni e di sotto mi rivolgo agli adulti.
Nuova sfida di pag. 53 Lettura
I pinguini capirono solo dopo che quello è un inizio di una catastrofe, perché al momento sono presi dalla farfalla e non pensano a quello che significa.
N. 25
Riassunto pag. 112-113 Scrittura
Gli Inuit vivono ai margini settentrionali del mondo:lungo le coste, sulle penisole e isole del Mare Artico.
Loro sono quasi sempre in pericolo.
Non sono cattivi con i visitatori.
Gli Inuit non vivono in modo uniforme.
I ragazzi imparano a cacciare , a pescare, a condurre delle mute…Invece le ragazze imparano a conciare le pelli, a preparare la carne, a cucinare, a occuparsi dei bambini.
I giocattoli dei bambini sono riproduzioni in miniatura degli oggetti usati sul lavoro.
N. 26
Nuova Sfida 117 Scrittura
La bambina è accovacciata sul balcone. Allunga le gambe fra i vasi, dove la sua mamma coltiva le sue piante magiche ed un alberello che fa un frutto giallo con la buccia oleosa. Quando lo mordi ti lascia la bocca amara.
Si affaccia e guarda Roma. Respira l’odore del suo silenzio. Strizza gli occhi e intravede il tempio di Giove.
Al crepuscolo si siede ad aspettare che gli altri bucherellino l’oscurità. Sì ho promesso. E le promesse si mantengono, anche quando ti lasciano la bocca amara come quel frutto. Fu Huma, il mercante, a portarcelo in dono.
Suo padre la sera prima di partire per la Persia gli disse che dovunque saranno alzeranno gli occhi sugli astri.
È questa la sua promessa.
Lei doveva dormire ma non voleva.
La bambina prova a dimenticare le offese dette ai barbari da un trafficante.
Anche suo padre era un barbaro. Se non indossasse l’uniforme lo scambierebbero per un selvaggio.
N. 27
Roma 16/12/023
Capisco le informazioni di pag. 55 Scrittura
1 Le origini di Halloween risalgono al medioevo, nelle terre dei Celti a Nord.
2 Il giallo carico e l’arancione simboleggiano l’avvenuta mietitura. Invece l’inverno è simboleggiato dal nero.
3 I Celti rendevano le case inospitali, spegnendo i fuochi che bruciavano nei camini e indossando orribili costumi.
4 Rimaneva acceso solo il fuoco al centro del villaggio, perché almeno alla fine della festa gli abitanti prendevano da lì il fuoco.
5 Le lanterne servivano a fare da guardiane per tenere lontane le presenze ostili.
N. 28
Roma 20/12/23
Biografia di Sara De Rossi
Lei è nata il 14 gennaio 1980 a Roma. I primi anni di vita li ha trascorsi a dieci km da Roma. Non è mai stata figlia unica, perché quando è nata, sua sorella aveva già compiuto quattro anni, è sempre stata secca secca, però durante l’estate spesso prendeva qualche chilo. Lei non ha mai avuto paura di nessuno, infatti una volta a casa aveva risposto a suo padre e si è beccata una forte sgridata.
Lei ha studiato a Roma ingegneria. Ha scelto di fare l’ingegnere sin dalla tenera età. Amava nuotare e cucinare con sua madre. Le sue passioni era il nuoto e il tennis e gli interessavo molto la chimica. Quando si è laureata con 110, appena tornata a casa ho cominciato a fare dei salti di gioia.
Un anno dopo essersi laureata ho cominciato a lavorare in P&G. Ultimamente ha cambiato lavoro, ma fa sempre l’ingegnere, il suo carattere non si è per niente modificato. Molti hobby ed interessi sono cambiati. In questa età sono stati di grande aiuto i suoi genitori. Quando è stato preso a lavorare o quando ha avuto il primo figlio ha deciso di impegnarsi sempre di più.
Lei per me è una bravissima persona, che non si arrabbia mai, ma se si arrabbia diventa peggio di trenta soldati messi insieme. È una persona molto socievole, anche se da fuori non lo sembra.
N. 29
Roma 30/12/23
Relazione libro “Detective Linus”
Trama
Questo libro parla di un ragazzino di nome Linus che fa il detective. Durante le vacanze un suo amico di nome Giangi dice di avere visto un camioncino color verde bottiglia dacanti casa sua e dentro c’era un tipo losco.
All’inizio pensa a Fedor Menchimeno il bullo del quartiere.
Vede il padre della sua fidanzata di nome Annibale camminare triste dalla villa al museo.
Poi tranquillizza il suo amico scrivendogli una lettera.
Quando legge il giornale vede che in un articolo dicono che hanno portato il costosissimo Falcone Turchese.
Arrivato il giorno del concerto Fedor dice che il suo disco si chiama FT, allora Linus interviene, ma fa solo una figuraccia. Quando c’è la festa alla villa ci vanno tutti tranne il detective ed il suo vicino che deve badare a lui. Il ragazzino, però riesce a scappare e quando vede che Annibale e suo fratello Gualtiero sono ancora lì sale di nascosto nel camioncino. Arrivati al museo Linus esce e prova a fermarli, ma lo legano. Però nel frattempo il cane se ne è accorto, così ha chiamato il vicino ed insieme hanno arrestato i due ladri.
Commento
Questo libro è divertente, soprattutto all’inizio nell’introduzione. L’idea di far fare un ruolo importante al cane a me è piaciuta molto. Ma la parte più bella è quando litigo con il vicino. Però per me se il vicino era il ladro era meglio, perché nessuno se lo sarebbe aspettato.
N. 30
Capisco le informazioni di pag. 81 Lettura
1 Il padre di Maria voleva che lei studiasse per diventare una maestra, ma lei voleva studiare per interesse matematica e biologia. La madre però pensava che maschi e/o femmine dovevano decidere liberamente cosa fare da grandi.
2 Il padre voleva che Mario diventasse un insegnante e non uno scienziato, perché ai suoi tempi le donne non si laureavano nelle materie scientifiche.
3 I primi anni sono stati difficili, perché non riusciva a concentrarsi e faticava a seguire le maestre.
4 Maria si è laureata in medicina e studia psichiatria, pedagogia e filosofia.
5 Decide di dedicarsi, perché forse si è ricordata i suoi primi anni a scuola.
6 Le sue idee sono considerate rivoluzionarie, perché ai suoi tempi la scuola si basava ad imporre la disciplina con severità, invece lei cercava di incoraggiare o bambini a coltivare interessi ed a partecipare alle lezioni.
Ricostruisco il significato
Maria pensava che la scuola non fosse adatto ai bambini, perché non ci andavano mai volentieri ed erano spesso tristi.
N. 31
Valuto il testo
Lo capisco che è un diario, perché racconto i fatti che gli sono successi
Scrivo
La temperatura della Mantola, mentre navigarono diretti a Porto Sudana, si aggirava intorno ai quarantotto gradi. Quando la Montola raggiunse Mombosa, trovai un uomo che mi comunicò che dovevo proseguire direttamente lungo la costa fino a Dar es Salaam. Verso sera facemmo scalo a Zanzibar. Lasciammo Zanzibar a mezzanotte. Quando mi svegliai le macchine della neve erano ferme.
N. 32
Condivido le mie idee di pag. 83
A me non è mai successo quello che è accaduto a Pino, almeno per quanto ricordo.
Grammatica in azione pag. 65
In classe sei ragazzi giocavano furtivamente con i giochini elettronici posati sulle ginocchia sotto il banco; un altro faceva i compiti con una calcolatrice che di tanto emetteva una canzoncina; il suo vicino di banco dedicava tutta la sua attenzione a un flipper tascabile. L’insegnante continuava la lezione, ma aveva l’impressione che nessuno lo stesse ascoltando, così si arrabbiò e diede una punizione all’intera classe.
Margot, un’alunna della classe, cercò di porre rimedio al clima poco costruttivo che si era creato.
Seguirono tutti Margot che si sedette su una panca del cortile assolato, i gomiti sulle ginocchia e la testa tra le mani. Era una posizione favorevole per riflettere.
Dopo una lunga pausa, lei sentenziò che non si poteva continuare in quel modo.
Poi le venne l’idea. Sognò ad alta voce e disse che non avevano nessun motivo per non essere come la prima B di il loro prof gli parla ogni giorno.
Tutti l’ascoltavano attentamente.
Christian affermò che era vero e che loro non erano mica stupidi come tutti dicono. Margot riprese dicendo che non dovevano fare altro a mettersi a lavorare. Margot aggiunse che tutti dovevano lavorare e così diventeranno la migliore prima della scuola.
L’entusiasmo di Margot era contagioso.
Lei disse che tutti saranno promossi e, se anche solo uno dovrà ripetere l’anno, lo ripeteranno tutti.
E come se fosse in. Grado di leggere nei pensieri di Catherine, che era una studentessa modello continuò dicendo che i bravi aiuteranno quelli che fanno fatica a raggiungere la sufficienza. Poi continuò dicendo che bisogna che si arrivi tutti allo stesso voto e si possono fare gruppi con uno bravo e due scarsi Arthur e Philippe applaudirono con un fortissimo. Ma Catherine e Annick giudicarono che non poteva funzionare, ma Margot protestò dicendo che funzionerà.
La sera Margot creò un nuovo alfabeto: l’ABC Solidarietà della prima F, a cui tutti si sarebbero dovuti attenere. Come al solito alcune lettere la mettevano in difficoltà, ma nel complesso se l’era cavata bene.
Il giorno dopo Margot fece firmare l’elenco da tutti i compagni. Si nascose in una tasca segreta del suo zaino e si mise immediatamente all’opera aiutando Camilla a ripassare le date della storia di Roma, così che l’avrebbe aiutata ad apprezzare questa città al momento del viaggio delle prime in primavera.
