PP NO IV-2 22/23

N.1

Martedì 7 febbraio 2023

Trasforma il seguente testo in terza persona, poi fai il riassunto.

Nicoletta racconta…
Quando io ero in quinta elementare mi sono ammalata di scarlattina. Allora con quella malattia bisognava stare chiusi in camera per più di un mese. È stato un periodo stupendo! Passarono lunghe mattine a letto leggendo, ascoltando la radio e succhiando le caramelle.

Percorso guidato.
Quando lei era in quinta elementare si è ammalata di scarlattina, Allora con quella malattia bisognava stare chiusi in camera per più di un mese. È stato un periodo stupendo! Passava lunghe mattine a letto leggendo, ascoltando la radio e succhiando caramelle.

Riassunto
Quando Nicoletta era in quinta si è ammalata di scarlattina.

N.2

Giovedì 16 febbraio 2023

Il fantasma di Canterville
La seconda apparizione del fantasma fu domenica notte. Tutti della famiglia. Gli Otis si erano coricati da poco, quando improvvisamente furono svegliati e buttati giù dal letto da uno spaventoso fracasso, proveniente dall’ingresso.
Corsero immediatamente al piano di sotto e videro una pesante armatura che si era staccata dal supporto ed era caduta sul pavimento di pietra. Seduto su una poltrona dall’alto schienale, stava il fantasma di Canterville che si massaggiava il ginocchio con la faccia contorta in una smorfia di acuto dolore.
Il fantasma balzò in piedi con un selvaggio urlo e scivolò tra loro come nebbia, spegnendo al suo passaggio la candela e lasciandoli nella più profonda oscurità.
Giunto in cima allo scalone, decise di esibirsi nella sua celebre risata demoniaca della quale, in svariate occasioni, aveva già potuto constatare il successo. Così si lasciò andare nella sua più terrificante risata.
Ed ecco che la signora Otis, ancora in vestaglia da camera azzurra, aprì la porta e, pensando che il fantasma stesse male, gli diede un flacone di sciroppo del dottor Dobell dicendogli che era un eccellente rimedio per l’indigestione.


Il testo è già suddiviso in cinque sequenze. Leggi attentamente per due volte, poi sottolinea le informazioni principali e riassumile in brevi frasi sul quaderno, il lavoro è avviato.
1) Domenica notte tutti i componenti della famiglia Otis furono svegliati da uno spaventoso fracasso.
2) Corsero al piano di sotto e videro seduto su una poltrona il fantasma di Canterville.
3) Il fantasma balzò in piedi con un selvaggio urlo e scivolò tra loro.
4) Giunto in cima allo scalone decise di esibirsi nella sua celebre risata demoniaca; così si lasciò andare nella sua più terrificante risata.
5) La signora Otis aprì la porta e gli diede un flacone di sciroppo.

N. 3

Venerdì 17 febbraio 2023

Una trasformazione guidata
Prima di fare il riassunto del brano, trasforma i discorsi diretti e indiretti.
Individua le sequenze.
Sottolinea di giallo tutto il dialogo a seguire.

Discorso diretto
– Al mio Stanley questo chiasso fa peggiorare l’artrite – disse la signora Peckard. Pensavo che avreste mostrato un po’ più di rispetto.
– I giovani d’oggi il rispetto non sanno nemmeno cosa sia – le fece eco il signor Peckard, tutto raggrinzito grigio e stizzoso.

Discorso indiretto
La signora Peckard disse che il chiasso faceva peggiorare l’artrite del marito e pensava che avrebbero mostrato un po’ più di rispetto.
Il signor Peckard affermò che i giovani d’oggi non sanno cos’è il rispetto.

N. 4

21 febbraio 2023

Manipolo il testo…
Due testi narrativi fantastici mescolati.
Individua con colori diversi i testi, dai un titolo e riscrivi la storia.
1) Un lupo incontrò un cane e gli propose un affare: – Se tu mi dai il tuo fiuto, io ti darò la mia velocità. Il cane accettò.
2) I topi, vedendo che sarebbero stati giudicati dai gatti, decisero di fare pace: le zanzare furono d’accordo, per paura di essere divorate dai colombi.
3) Tanto tempo fa i topi portavano le spade e le zanzare la lancia.
4) Ecco perché al lupo manca il fiuto del cane.
5) Topi e zanzare decisero di ricorrere a dei giudici. I topi chiamarono i colombi e le zanzare i gatti.
6) Il lupo diede al cane la sua velocità.
7) Una volta essi litigarono e si dichiararono guerra: combatterono anni e anni, ma nessuno vinceva e non sapevano come far terminare la guerra.
8) Il cane ne approfittò per fuggire a cambe levate senza dargli nulla in cambio.

Il lupo e il cane furbo
Un lupo incontrò un cane e gli propose un affare: – Se mi dai il tuo fiuto, io ti darò la mia velocità. Il cane ne approfittò per fuggire a gambe levate senza dargli nulla in cambio. Ecco perché al lupo manca il fiuto del cane.

N. 5

Venerdì 24 febbraio 2023

Dal discorso diretto al discorso indiretto.

I sei cechi e l’elefante pag. 86-87.
1. Il primo disse che l’elefante aveva le orecchie come un enorme ventaglio rugoso.
2. Il secondo disse che era come un paio di lunghe ossa, ma aveva toccato le zanne.
3. Il terzo esclamò che assomigliava a una grossa corsa, ma era la proboscide.
4. Il quarto disse che era compatto come un tronco, ma erano le zampe.
5. Il quinto disse che era come un muro che respira, ma erano i fianchi.
6. Il sesto gridò che era come un a lunga fune, ma era la coda.
7. Un vecchio spiegò al principe che avevano mandato sei uomini per capire come fosse fatto l’animale.
8. Alla fine il principe dichiarò che tutti e sei avevano ragione perché avevano toccato solo una parte dell’animale.

N. 6

Sabato 25 febbraio 2023

Scrivi un riassunto

La perla preziosa
Un saggio in India camminava lungo le spiagge dell’oceano. Quando arrivò davanti a un piccolo villaggio lo attraversò cantando. Ma un uomo lo rincorse e disse di dargli la perla preziosa; il saggio gli chiese quale perla e il pescatore disse della perla nel sacco del saggio così tanto preziosa da renderlo ricco fino alla fine dei suoi giorni. Il saggio aprì il suo sacco e tirò fuori una bella perla che brillava di mille luci. Doveva essere la perla di cui parlava e gli disse di prenderla. Il pescatore era pazzo di gioia, afferrò la perla e se ne andò ma nella sua capanna il pescatore non riusciva a dormire. Si girava e rigirava perché aveva paura che gli rubassero il suo bene prezioso. Il mattino successivo prese la perla e andò a cercare il saggio e gliela restituì perché gli procurava più inquietudine che ricchezza.

N. 7

Testo fantastico: invento una storia

Mya e il sireno
Tanto tempo fa c’era una tartaruga di nome Mya che nuotava e saltava felice nel mare, ma a un certo punto mentre stava nuotando trovò un libro magico. Tornò su e si accorse che c’era un cielo e un sole bellissimo. Con il libro non sapeva cosa fare ma alla fine lo aprì e scoprì che c’erano tantissimi incantesimi. Trovò un incantesimo che sognava di fare tutta la vita: diventare un’umana. Lei lo fece  e diventò un’umana. A riva c’era un bellissimo sireno con gli occhi azzurri e i capelli biondi. Mya si era innamorata ma si vergognava. Quindi prese il libro magico e diventò una sirena. Andò dal sireno e gli chiese come si chiamasse. Questi disse di chiamarsi Greg. Poi fecero amicizia e andarono a nuotare. Dopo un po’ di giorni i due si fidanzarono e vissero felici e contenti.

N. 8

La filastrocca

Scrivi una filastrocca
Titolo: FILASTROCCA DEI NUMERI

Uno due
cerchi l’asino e arriva il bue.
Tre
cerchi il duca e arriva il re.
Quattro cinque sei
cerchi le dee e arrivano gli dei

(Continua tu)

Sette otto
cerchi il pollo e arriva il maialotto.
Nove dieci
cerchi le more e arrivano i cecu.

Completa tu la filastrocca
Viva la quarta A
che in gita se ne va.
Ecco qui la quarta B
che va a Canicattì.
Attenzione alla quarta C
che rimane sempre lì.
In giardino noi giochiamo
e dopo un po’ litighiamo.

Il nonsense
La triglia di Camogli
sbadiglia sugli scogli.
La triglia di Zoagli
piange ancora per i suoi sbagli.

Invento un nonsense
Il ranocchio di Torino
se ne va a Supino.
Il ranocchio di Magenta 
sa di menta.

Limerick
C’era una signora di Pacetto
che si dipingeva le labbra con il rossetto.
Un giorno comprò un tonno
e le venne un grande sonno,
quella signora di Pacetto.

C’era un tale di Pimbino
che come dolce mangiava sempre il gelatino.
Un giornò incontrò un bambino
e se ne andarono a Dublino, 
quel tale di Piombino.

N. 9

Mercoledì 8 marzo 2023

GIORNATA DELLE DONNE
Un bambino, un insegnante,
un libro e una penna possono
cambiare il mondo.
L’istruzione è l’unica soluzione,
cerchiamo quindi di condurre
una lotta globale contro
l’analfabetismo, la povertà,
il terrorismo e l’ignoranza.
“L’istruzione prima di tutto”.

N. 10

Giovedì 9 marzo 2023

Gli Spiriti della foresta
Un bambino, dopo una passeggiata al fiume, aveva dimenticato il suo piffero su un sasso vicino ai primi alberi della foresta.
Rifece perciò di corsa tutta la strada, con il cuore in gola, e arrivò al fiume.
Vide che gli spiriti avevano preso il suo piffero e ci soffiavano dentro senza riuscire a suonarlo. Ad un tratto uno Spirito lo vide e gli chiese se sapeva suonarlo.
Il bambino stava per andarsene in punta di piedi quando un piccolo Spirito lo vide e strillò: – Fate provare a questo ragazzo! Forse lui sa come si fa.
Gli Spiriti gli diedero il piffero, dicendo che se fosse riuscito a farli ballare lo avrebbero tenuto con loro, altrimenti lo avrebbero mangiato in un sol boccone.
Il bambino perciò si mise a suonare e gli Spiriti a battere il tempo e a ballare.
Il bambino, però, cominciò a spostarsi piano piano e un passo dopo l’altro giunse al villaggio, senza che gli spiriti se ne accorgessero.
Arrivato davanti alla casa, la mamma lo sentì e spalancò giusto in tempo per farlo entrare e poi sbatté la porta sul naso degli Spiriti.
Questi rimasero là fuori a bussare e a strillare.

Rispondo alle domande

1) Che cosa era capitato a un bambino dopo una passeggiata al fiume?
2) Che cosa fece il bambino?
3) Chi incontrò il bambino vicino al fiume?
4) Che cosa gli chiesero gli Spiriti?
5) Di che cosa lo minacciarono?
6) Che cosa accadde quando il bambino suonò?
7) Come ritornò al villaggio il bambino?
8) Che cosa accadde davanti a casa?
9) Che cosa accadde agli Spiriti?

Rispondo

1) Un bambino dopo la passeggiata al fiume aveva dimenticato il suo piffero.
2) Il bambino perciò rifece di corsa tutta la strada.
3) Il bambino incontrò un piccolo spirito.
4) Gli Spiriti chiesero al bambino di farli ballare.
5) Gli Spiriti lo minacciarono di mangiarlo in un sol boccone.
6) Quando il bambino suonò, gli Spiriti si misero a battere il tempo e a ballare.
7) Il bambino tornò a casa piano piano senza che gli Spiriti se ne accorgessero.
8) Arrivato davanti alla casa la mamma lo sentì e spalancò la porta.
9) La mamma sbattè la porta sul naso degli Spiriti.

Riassunto
Collega tra loro le frasi chiave utilizzando i connettivi e scrivi il riassunto.
Un bambino, dopo una passeggiata al fiume, aveva dimenticato il suo piffero. Perciò rifece di corsa la strada e arrivò al fiume. Vide che gli Spiriti avevano preso il suo piffero. A un tratto uno Spirito lo vide e gli chiese se sapeva suonarlo e gli dissero che se gli avesse fatto ballare sarebbe stato salvo altrimenti lo avrebbero mangiato. Perciò il bambino si mise a suonare e gli Spiriti a ballare. Il bambino cominciò a spostarsi e giunse al villaggio. Arrivato davanti alla casa, la mamma lo sentì e spalancò la porta.

N. 11

Venerdì 10 marzo 2023

Riassumi il racconto e scrivi il finale
C’era una ragazza, soprannominata Melina, che aveva avuto un melo bellissimo, non possederva nient’altro al mondo. Melina abitava in casa di un cugino. Un giorno questo prepotente di cugino la prende per le spalle e la caccia fuori di casa e gli disse di andare a vivere su un melo dato che era roba sua. 
Melina andò a vivere sul melo. Si costruì un letto con rami e foglie e da mangiare aveva le mele. C’era poi una gazza ladra che l’aveva presa in simpatia e le portava ogni tanto un regalo: ora un gomitolo di lana, ora un coltellino o un altro oggetto luccicante. Melina la sgridava e le disse di portare quella roba dove l’ha trovata, ma la gazza che era ladra di natura, faceva finta di non sentire e prendeva il volo. 
Una volta portò una forchetta d’oro massiccio. Melina disse che una forchetta così preziosa doveva essere del re chissà che guai capiteranno; ma come restituire la forchetta al re se non poteva scendere dal melo? Il cugino di Melina era uscito con i suoi amici e raccomandò a Melina di non scendere dal melo però lei scese e uscì fuori di casa, camminò fino al castello del re. Entrò dentro il castello e gli restituì la forchetta d’oro massiccio e gli disse che una gazza ladra gliel’aveva rubata. Il re le credeva ma era arrabbiato con la gazza ladra. lui voleva catturare la gazza però non ci riuscì, quindi se la fece portare da Melina. Quando gli portò la gazza, la rese schiava fino alla fine dei suoi giorni. Melina si è accorta dell’orario e fece in tempo a tornare a casa del cugino prima di lui e quando il cugino tornò a casa trovò Melina addormentata sul melo.

N. 12

Giovedì 23 marzo 2023

Riassunto

Il pirata Cicciobombo
1) Cicciobombo era un pirata molto grande, grosso e golosone.
2) Invece i pirati devono essere agili e scattanti per lanciarsi all’arrembaggio e combattere.
3) Per non fare affondare la barca dovettero allegerirla buttando in mare tutte le palle di cannone. Il capitan Bombarda decise di lasciare Cicciobombo sull’isola. Cicciobombo non disse niente, si asciugò una lacrima con l’altra mano si mise in bocca un cannolo alla crema, due salsicce, tre ciambelle.

N. 13

Giovedì 30 marzo 2023

Riordina e riscrivi in senso logico la storia

1) Il dottore dice al paziente che non deve più bere e così ci sentirà meglio.
2) Dopo un po’ di tempo il dottore incontra il sordo e gli chiede ad alta voce: “Come sta?”
3) Il dottore gli gridò nell’orecchio: “Mi sembra che lei abbia ripreso a bere”.
4) Un uomo sordo consulta il dottore.
5) Il sordo disse: “Eh? Cosa ha detto? Non ho capito!”
6) “Lei ha ragione, dottore, ho ripreso a bere e sono di nuovo sordo. Fino a quando non bevevo ci sentivo, ma il fatto è che niente di ciò che sentii era buono come il brandy”.
7) Il sordo promette al dottore di non bere più.
8) Poco tempo dopo il dottore lo incontra di nuovo e con voce normale gli chiede come sta.
9) Il sordo risponde: “Non c’è bisogno che parli così forte, dottore; ho smesso di bere e sento di nuovo bene”.
4 1 7 2 9 8 5 3 6

Riscrivo il testo.

Il dottore e il paziente ubriacone.
4) Un uomo sordo consulta il dottore.
1) Il dottore dice al paziente che non deve più bere e così si sentirà meglio.
7) Il sordo promette al dottore di non bere più.
2) Dopo un po’ di tempo il dottore incontra il sordo e gli chiede ad alta voce: “Come sta?”.
9) Il sordo risponde: “Non c’è bisogno che parli così forte, dottore; ho smesso di bere e sento di nuovo bene”.
8) Poco tempo dopo il dottore lo incontra di nuovo e con voce normale gli chiede come sta.
5) Il sordo disse. “Eh? Cosa ha detto? Non ho capito!”.
3) Il dottore gli gridò nell’orecchio: “Mi sembra che lei abbia ripreso a bere”.
6) Lei ha ragione, dottore, ho ripreso a bere e sono di nuovo sordo. Fino a quando non bevevo ci sentivo, ma il fatto è che niente di ciò che sentii era buono come il brandy.

N. 14

Scrivo lo svolgimento di pag. 85

Gregorio il supereroe.
Gregorio non sapeva cosa fare, quindi si mise a dormire per cancellare dalla mente ciò che aveva visto. Il giorno dopo chiamò il suo migliore amico, gli disse quello che gli era accaduto questa notte. L’amico rimase senza parole e gli disse che era fantastico, però per lui no perchè ormai non era più un bambino normale. Ma gli venne un’idea. Lui faceva sempre tardi a scuola, allora le usò per andare a scuola e non fare ritardo. Un giorno mentre stava tornando a casa volando, incontrò una fatina, gli disse che aveva bisogno di aiuto. La fatina e Gregorio, grazie ai poteri della fatina, si teletrasportarono nel mondo delle fate. Gregorio video un orco che stava distruggendo tutte le casette delle fatine quindi utilizzò le sue ali per andare dall’orco. Appena arrivato davanti all’orco gli tirò un superpugno e lo fece svenire e scoprì di avere il potere della super forza. L’orco quando si svegliò vide Gregorio e scappò perché aveva paura che facesse svenire di nuovo. Le fatine ringraziarono Gregorio e chiese a una fatina se lo poteva teletrasportare a casa sua. La fatina gli disse di sì e lo teletrasportò. Appena arrivato a casa si mise a dormire.

Finale
Era stata senza dubbio la giornata più strana della sua vita. Gregorio si addormentò con il sorriso sul volto ripensando a tutto ciò che gli era accaduto.

N. 15

Giovedì 13 aprile 2023

Comprensione del testo
La gatta zoppa
In una mattina d’inverno, mentre cadevano fiocchi di neve nel giardino della mia casa di campagna, apparve una gatta bianca e nera che zoppicava e chiedeva aiuto. Con la testa mi accarezzava le gambe e voleva a tutti i costi che mi accorgessi che aveva una zampa malata.
Ebbi compassione di quella povera gatta e Le diedi un po’ di latte caldo e un pezzetto di carne di pollo. Dopo aver mangiato scomparve, e io rimasi a guardare la neve che imbiancava il prato.
Non passarono neanche tre minuti che la gatta, zoppicando, ricomparve da dietro l’angolo della casa con gli occhi mesti e l’andatura lenta. Si avvicinò di nuovo per farsi accarezzare e poi tornò indietro come per cercare qualcosa.
Ricomparve con tre piccoli gattini infreddoliti uno dietro l’altro e li portò vicino a me per farmeli vedere. Avevano freddo e fame, diedi loro il latte e la carne mentre la mamma, felice, li leccava per pulirli.
Misi tutta la famigliola in una cassetta con la lana e li portai al riparo nel ripostiglio della legnaia. La gatta, una volta al sicuro, non zoppicò più e continuò ad accarezzarmi le gambe con la testa.
Recitò tutta quella parte per commuovermi e per salvare i suoi gattini dal freddo.

Domande

  1. Quando si svolge la storia?
  2. Cosa cadeva dal cielo?
  3. Cosa appare in giardino
  4. Cosa era e cosa chiedeva?
  5. Cosa aveva?
  6. Cosa le diede da mangiare?
  7. Con chi ritornò?
  8. Cosa fece l’uomo per lei e i suoi cuccioli?
  9. Come era alla fine la gatta?

Rispondo

1) La storia si svolge in una mattina d’inverno.
2) Dal cielo cadevano fiocchi di neve
3) La neve cadeva nel giardino.
4) In giardino apparve una gatta.
5) La gatta era bianca e nera e chiedeva da mangiare.
6) L’uomo gli diede un po’ di latte caldo e un pezzettino di carne.
7) La gatta tornò con tre cuccioli.
8) L’uomo mise la famiglia in una casetta con la lana.
9) La gatta dopo essere stata messa al sicuro non zoppicò più e era molto felice.

Riassunto
In una mattina d’inverno una gatta bianca e nera zoppicava e chiedeva aiuto perché aveva una zampa malata. Le diedi un po ‘di latte caldo e un pezzetto di carne di pollo. Dopo aver mangiato scomparve. Poco dopo ricomparve con gli occhi mesti e l’andatura lenta per cercare qualcosa. Ricomparve con tre piccoli gattini infreddoliti che avevano freddo e fame, e diedi loro il latte e la carne mentre la mamma li leccava per pulirli. Misi la famigliola al riparo nel ripostiglio della legnaia. La gatta non zoppicò più e continuò ad accarezzarmi le gambe. Recitò tutta quella parte per salvare i suoi gattini dal freddo.

N. 16

Venerdì 28 aprile 2023

Riassunto di pag. 154 e 155

Il re Minosse e il labirinto
Il mito narra che Minosse, re di Creta, era molto malvagio: per punirlo della sua malvagità, il dio del mare Poseidone gli fece nascere un figlio che aveva il corpo di uomo e la testa di toro, il Minotauro. Era molto feroce, così il re chiamò un grande architetto perché costruisse una casa per rinchiuderlo. Costruì una casa con moltissime stanze tutte uguali. La casa, chiamata “Labirinto”, era fatta in modo che chiunque vi entrasse non potesse più uscire. Per nutrire il Minotauro, Minosse si faceva inviare ogni anno da Atene sette ragazzi e sette fanciulle. Un giorno Tesei, figlio del re di Atene si unì a loro, deciso a liberare la sua patria da quel terribile obbligo. Si fece aiutare da Arianna, figlia del re Minosse. Entrò nel labirinto tenendo in mano un filo di un gomitolo che Arianna teneva in mano all’entrata, Teseo lo affrontò e lo uccise con la spada e tornò all’uscita vivo.

N. 17

Giovedì 4 maggio 2023

Dettato

Un luogo che amo
Molti sono i luoghi che amo, uno lo prediligo. L’Eremo si trova a quattro chilometri da Assisi, sulle pendici del Monte Subasio, e lo si raggiunge da una strada che attraversa un bosco di querce e di lecci.
Il territorio dell’Eremo è delineato da mura e da un cancello, quando si varca l’ingresso sembra di inoltrarsi in un mondo fantastico.
Una lunga camminata tra alberi e piccole radure, poi si arriva ai margini di un canalone che attraversa i monti. Sul fondo un ruscello scorre veloce, e un ulivo domina la scena. Il paesaggio è molto suggestivo, soprattutto nell’ora del tramondo , quando tutto il cielo si colora di rosso, arancione e rosa, e le foglie degli ulivi risplendono di riflessi argentati, e a poco a poco cala il buio…
Mi piace molto l’Eremo, perché suscita in me strane sensazioni, l’aroma dei boschi, la sua posizione così solitaria e selvaggia, mi fanno pensare alla solitudine e alla pace. lì mi sento libera, lontana dalle preoccupazioni.

Rispondo

1) Nome del luogo?
Il nome del luogo è l’Eremo

2) Strada per raggiungerlo?
La strada attraversa un bosco di querce e di lecci.

3) Descrizione del luogo?
L’Eremo è delimitato da mura e da un cancello.

4) Il paesaggio circostante?
Il paesaggio è molto suggestivo e comprende alberi e piccole radure, un canalone, un ruscello e un ulivo centenario.

5) Sensazioni suscitate?
Le sensazioni che prova solo la solitudine, la pace e la libertà.

N. 18

Mercoledì 17 maggio 2023

Dettato

La vendetta dell’elefantessa
Talvolta un leone o un leopardo, cedendo alla golosità, tentano di assalire un elefantino mentre la sua mamma è nelle vicinanze. Vi lascio immaginare che cosa succede in quel caso.
Nei pressi del fiume Zambesi, in Mozambico, un leopardo che aveva commesso questa imprudenza fu inseguito e costretto sulla cima di un grosso albero da un’elefantessa inferocita. Essa si assicurò che il suo piccolo fosse salvo, poi tornò in piedi all’albero e non si mosse più. Una o due ore più tardo l’elefantessa perse la pazienza e cominciò a spingere l’albero per sradicarlo, benché fosse imponente.
Il leopardo, costretto a saltare a terra, fu inseguito per parecchie centinaia di metri dal branco di elefanti, accorsi in aiuto della compagna inferocita. Si può supporre che una simile esperienza gli abbia insegnato a rinunciare alla carne di elefantino.

N. 19

Giovedì 18 maggio 2023

Dettato

La famiglia in cui tutti volevano avere ragione
Una famiglia composta di persone che volevano sempre avere ragione stava andando a spasso nel parco pubblico. Era d’inverno e all’improvviso si scatenò una bufera di neve. Allora il padre disse: – La via più corta per giungere al ancello è a destra. – Sciocchezze! – ribattè la madre.
– Dobbiamo andare a sinistra.
– Voi siete pazzi! – gridò la figlia – Il cancello sta alle nostre spalle e dobbiamo ritornare sui nostri passi.
A questo punto si fermarono e cominciarono a investirsi con le loro grida. Nessuno voleva provare a vedere in pratica chi aveva ragione, ma intanto si faceva buio e il freddo aumentava.
I tre seguitarono a litigare e non si accorsero che si stavano congelando.
Quando giunse il guardiano per chiudere il cancello vide tre pupazzi di neve davanti a sé e li sentì gridare: – A destra, a destra! – No! A sinistra! Ho detto a sinistra! – Indietro! Torniamo indietro!
Il guardiano si prese un gran spavento, lasciò perdere il cancello, tornò a casa di corsa.

Ordina le sequenze secondo l’ordine del brano
4 Il padre suggerì di andare a destra.
1 Tutti i componenti di una famiglia volevano avere ragione.
5 La madre e la figlia non erano d’accordo.
2 La famiglia doveva visitare il parco pubblico.
3 Scoppiò una bufera di neve.
7 Il guardiano si prese un gran spavento e corse via.
6 Nonostante il freddo continuavano a litigare.

Riassunto
Tutti i componenti di una famiglia volevano avere ragione. La famiglia doveva visitare il parco pubblico. Scoppiò una bufera di neve. Il padre suggerì di andare a destra. La madre e la figlia non erano d’accordo. Nonostante il freddo continuavano a litigare. Il guardiano si prese un gran spavento e corse via.

N. 20

Venerdì 19 maggio 2023

Comprensione del testo

Dove si trova la famiglia?
Che cosa succede all’improvviso?
Per quale motivo i tre litigano?
Perché nessuno vuole cedere?
Perché il guardiano si spaventa?
Secondo te, dal testo, si capisce chi dei tre ha ragione?

Rispondo

1) La famiglia si trova dentro nel parco pubblico
2) All’improvviso si misero a litigare.
3) Perché non sapevano in che direzione andare per andare via dal parco pubblico.
4) Nessuno vuole cedere perché credevano che avevano ragione.
5) Perché sentiva dei pupazzi di neve gridare.
6) Secondo me nessuno aveva ragione.

N. 21

Giovedì 25 maggio 2023

Testo di comprensione

Orfeo ed Euridice
Orfeo, figlio di Apollo, cantava e suonava la sua lira così bene che anche gli animali lo ascoltavano incantati.
La sua sposa Euridice un giorno morì, a causa del morso di un serpente.
Orfeo, molto addolorato, decise di cercarla nell’Ade e cominciò a suonare la sua lira.
Nel sentire quel suono dolce il guardiano dell’Ade, il cane Cerbero, smise di abbaiare…
…E i giudici lasciarono che Orfeo portasse via Euridice, senza mai voltarsi a guardarla finché fosse stato fuori da quel luogo.

1) Quale strumento suonava Orfeo?
2) Che cosa successe alla sua Euridice?
3) Che cosa fece allora Orfeo?
4) Perché il cane Cerbero smise di abbaiare?
5) A quale condizione i giudici lasciarono che Orfeo si riprendesse la sua sposa?

1) Orfeo suonava la lira
2) Euridice un giorno morì, perché un serpente l’aveva morsa.
3) Orfeo decise di cercarla nell’Ade.
4) Perché aveva sentito quel suono dolce della lira.
5) A condizione che Orfeo non dovesse mai voltarsi finché fosse stato fuori dall’Ade.

N. 22

Venerdì 26 maggio 2023

Testo di comprensione

Che cos’è Internet?
Internet è una rete (net) di comunicazione che collega ogni punto del globo. In rete si può giocare, spedire e-mail (lettere), fare acquisti e trovare una marea di informazioni.
Per navigare in Internet è necessario collegare il proprio computer a un modem e a una presa del telefono. Poi si deve fare un abbonamento a un Provider.
Una volta entrati nella grande rete si possono cercare i siti che ci interessano. Un sito è il posto in cui sono contenuti tanti tipi di informazioni (testi, immagini ed altro). Per ritrovare il sito che ci interessa dobbiamo conoscere l’URL (Universal Resource Locator), ovvero l’indirizzo. Se lo si conosce, lo si deve digitare nello spazio apposito del programma di navigazione (browser) e…iniziare a navigare.
Se invece non lo si conosce, dobbiamo cercarlo con un motore di ricerca; i motori di ricerca più famosi sono Google, Lycos, Yahoo. Con l’aiuto di una piccola telecamera (Webcam) e di un microfono si può anche partecipare a videoconferenze o comunicare con amici e parenti non solo per iscritto (chat), ma guardandosi addirittura in faccia!

Domande

1) Che cos’è Internet?
2) Che cosa si può fare “navigando” in Internet?
3) Che cosa è necessario per poter navigare?
4) Che cos’è un sito e come si può entrarvi?
5) Che cosa si può fare con una Webcamera?

Rispondo

1) Internet è una rete di comunicazione che collega ogni punto nel globo.
2) Si può giocare, spedire e-mai, fare acquisti e trovare una marea di informazioni.
3) Per navigare è necessario collegare il proprio computer ad un modem.
4) Un sito è un posto in cui sono contenuti tanti tipi di informazioni e per entrarvi dobbiamo conoscere l’URL.
5) Con la Webcam si può partecipare a videoconferenze e a comunicare con amici e parenti.

N. 23

Lunedì 29 maggio 2023

Dettato
Un giorno un meccanico prese i suoi arnesi e riparò un furgoncino. Siccome era distratto, mise l’olio nel serbatoio della benzina, avvitò la ruota al posto del faro e sostituì la marmitta con l’antenna della radio.
Quando il cliente riprese il furgoncino andò su tutte le furie e rincorse il meccanico. Da quel giorno il meccanico non fece più sbagli.

N. 24

Giovedì 1 giugno 2023

Dettato

Il miope
C’era un uomo tanto miope che non vedeva dove metteva i piedi, ma per paura di sembrare brutto voleva portare gli occhi. Così, al mattino, invece di mettere i piedi nelle scarpe, li infilava spesso nei vasi da fiori o nelle borse o nelle scatole.
I due piedi, stanchi di prendere botte di qua e di là, una mattina dissero all’uomo: – Senti, se tu vuoi restare al buio, padronissimo. Noi però siamo stanchi di sbattere contro ogni cosa e di non sapere mai con precisione dove siamo. Dunque se non vuoi che scioperiamo procurati due paia di occhiali.
L’uomo pensò alla proposta. Andò nel negozio di un ottico a comprare gli occhiali per i suoi piedi.

N. 25

Martedì 6 giugno 2023

Dettato

Il criceto
È un simpaticissimo animaletto peloso con un buffo musino, due lunghi baffi e dei dentini che lo fanno sembrare una via di mezzo tra lo scoiattolo e il topo.
Il criceto come i suoi amici roditori, ama i grandi spazzi, le campagne, dove cioè può mangiare ciò che gli piace: semi, grano, carote, piselli, insalata. Il criceto, animaletto previdente, raccoglie anche provviste che ficca nelle (tasche?) che ha ai lati della bocca, sembra che abbia gli orecchioni o il mal di denti, tanto ha il muso gonfio. Si scava sottoterra una tana piena di gallerie e di magazzini dove deposita le provviste per l’inverno.
Il criceto si è abituato a vivere anche nelle case dell’uomo, la sua gabbia deve essere però piuttosto grande e contenere una ruota dove potersi sgranchire le zampe.
Il criceto è molto prolifico; una mamma e un papà mettono al mondo tanti figlioletti; almeno sedici ogni quattro o cinque mesi.