PP NO IV-3 22/23

N. 1

Mercoledì 14 settembre 2022

Anche per te le vacanze sono finite troppo presto? Chi o che cosa ti è dispiaciuto lasciare? Scrivilo.
Mi è dispiaciuto lasciare i miei cugini, il centro estivo e dormire di più.

Meglio il tempo delle vacanze o meglio il tempo della scuola?
A pensarci bene, ci sono delle cose belle in tutt’e due!

Disegna nelle cornici le cose belle delle vacanze e le cose belle della scuola.

Le cose belle dell’estate.
Il mare, la piscina.

Le cose belle della scuola

N. 2

Zeus e la tartaruga

Migliaia di anni fa la tartaruga non doveva portarsi appresso il guscio, ma poi accadde qualcosa che cambiò la situazione. 
Tutto cominciò quando Zeus invitò gli animali a una grande festa. Tutti andarono a quella festa, meno che la tartaruga.
Zeus ne fu deluso.
Aveva sperato che ogni creatura partecipasse alla festa, ma la tartaruga gliel’aveva guastata. 
– Forse è malata! – si preoccupò subito Zeus – È meglio che vada a controllare.
Quando arrivò alla sua casa, constatò che era in ottima salute. 
– Perché non sei venuta alla festa? – le chiese Zeus.
– La mia casa è la mia reggia – rispose lei.
– Ma davvero? – disse molto infuriato Zeus – In tal caso, per il resto della tua esistenza, dovunque andrai ti porterai la casa con te.
Ce ne sono molti uomini così, i quali preferiscono vivere modestamente a casa propria che passare da signori in casa altrui.

N. 3

Poesia

Motivo autunnale
Soffia sui campi la tramontaba; 
gli alberi scuote
e dai rami inariditi
stacca le morte foglie.
Il vento le sparge,
lontano per i campi:
restan soli i neri fusti
che tristi agitano i rami spogli.

Reju Javorov

N. 4

Venerdì 23 settembre 2022

In volo verso la Sicilia

Palermo, 25 agosto

Carissima Milly,
sai da dove ti sto scrivendo? Dalla Sicilia. E ci sono arrivata in aereo! Da sola! Allora: papà era in Sicilia. L’altro ieri ci telefona dicendo che ha bisogno di certi documenti importanti.
Dopo alcune indecisioni la mamma ha mandato me. All’aeroporto sono stata accompagnata fino all’aereo, dove l’hostess di bordo mi ha fatta sedere al mio posto. Al momento di allacciare le cinture per il decollo ho avuto qualche difficoltà ma il signore che sedeva accanto a me mi ha aiutato e si è complimentato per la mia calma: in realtà ero molto tesa!
Durante l’atterraggio, l’aereo faceva un rumore fortissimo e sembrava non fermarsi più. Quando finalmente sono scesa dalla scaletta, ho visto papà che mi aspettava. Gli sono corsa incontro e l’ho abbracciato. Ora ti saluto perché ho sonno. Ci rivediamo tra quattro giorni a scuola.

Ciao, Enrica.

N. 5

Giovedì 29 settembre 2022

Cappuccetto rosso
C’era una volta una bambina che viveva da sola con la mamma. La bambina si chiamava Cappuccetto rosso perché si vestiva sempre di rosso.
Un giorno la mamma andò a portare la spesa alla nonna che era malata. Mentre attraversava il bosco, incontrò il lupo che la ingannò e le fece sbagliare strada. Nel frattempo il lupo corse dalla nonna e la mangiò e, quando Cappuccetto rosso finalmente arrivò, mangiò anche lei. Per fortuna passò di lì un cacciatore che uccise il lupo e liberò Cappuccetto rosso e la nonna. Così vissero tutti felici e contenti. Tutti tranne il lupo!

N. 6

Testo narrativo: il racconto umoristico.

Storia della bicicletta verde.
Un giorno una bambina volle verniciare la sua bicicletta. Scelse una vernice verde.  Il verde le piaceva molto. Ma il fratello maggiore le disse: – Una bicicletta verde così non si era mai vista! Devi verniciarla di rosso e allora sarà bella. Anche il rosso piaceva alla bambina. Perciò comperò della vernice rossa e verniciò la bicicletta di rosso.
Ma un’altra bambina disse:
– Biciclette rosse le hanno tutti! Perché non vernici di blu?
La bambina ci pensò e poi verniciò la bicicletta di blu. Ma il figlio del vicino di casa disse: – Blu? Ma è triste! Giallo è più allegro! La bambina pensò che il giallo era più allegro e comperò la vernice gialla.
In quel momento ritornò iol fratello maggiore ed esclamò:
– Non la volevi tingere di rosso? Il giallo è un colore insulso, banale! Una il rosso!
Allora la bambina si mise a ridere. Riprese il barattolo della vernice verde, verniciò la bicicletta di verde e non le importò più niente di quello che dicevano gli altri.

Capire le parole
“Non la volevi tingere di rosso”. Che cosa significa tingere?
cambiare
verniciare
decorare

Secondo il fratello della bambina il giallo è un colore insulso, cioè:
è un colore senza importanza, insignificante
è un colore orribile

Vero (V) o Falso (F)?
La bambina voleva verniciare di verde la sua bicicletta V F
Il fratello diceva che solo le biciclette rosse erano belle V F
La bambina verniciò di celeste la bicicletta V F
Alla fine la bambina si mise a piangere e non andò più in bicicletta V F

La “Storia della bicicletta verde”
diverte
informa
dà istruzioni

Capire per scrivere

Con quale colore dipingeresti la tua bicicletta?
Viola, giallo, fucsia e lilla.

Perché?
Perché sono i miei colori preferiti.

Quale colore non ti piace?
Rosso

Perché
Perché è il colore di quando esce il sangue dal naso.

Elimina le ultime tra le righe della storia e inventa tu un finale diverso.
Allora la bambina prese il barattolo di tutti i colori e la verniciò di tutti i colori la bici facendo ascolto a tutti.

N. 7

Giovedì 13 ottobre 2022

È autunno
È autunno.
Il cielo è sereno.
Le foglie accartocciare
si staccano dagli alberi
e cadono come farfalle.
Danzano.
È autunno.
I bambini diventano alunni.

Capire e analizzare il testo
Nella poesia “È autunno”, le foglie che cadono sono paragonate a farfalle.
Questa similitudine è preceduta dalla parola come.

Nella poesia “È autunno”, che cosa significa secondo te l’espressione “I bambini diventano alunni”?
I bambini tornano a scuola.

N. 8

Giovedì 20 ottobre 2022

Numera da 1 a 7 i fatti principali del racconto nell’ordine in cui accadono.

Straap 
1 Aldo strappa una pagina del quaderno di matematica.
2 Aldo scrive un messaggio a Sara.
3 Tommaso chiede a Aldo di fargli vedere il biglietto.
4 Tommaso allunga la mano e afferra il biglietto.
5 Il biglietto si strappa e le sedie dei due ragazzi cadono rumorosamente.
6 La maestra prende il biglietto e lo butta nel cestino.
7 La maestra guarda i due ragazzi con aria severa.

N. 9

Giovedì 27 ottobre 2022

Una notte da fantasmi…!
Ogni notte, al dodicesimo rintocco delle campane, il piccolo fantasma si svegliava, puntuale come un orologio.
Il fantasmino amava le notti di luna piena e adorava saltare sulle mura perlate del suo castello. Sotto i raggi della luna appariva più candido di una spolverata di neve. Le sue nottate erano sempre lunghe e impegnative…
A volte giocava a nascondino con i pipistrelli che svolazzavano intorno alle torri merlate del castello, altre volte spiava i topi che uscivano furtivi dalle finestre della cantina in cerca di cibo.
Spesso ascoltava i concerti dei gatti randagi o faceva i dispetti alle farfalle notturne che si scaldavano al chiarone dei lumi.
Durante il giorno il piccolo fantasma dormiva nella soffitta, ben nascosto in una cassapanca di quercia con le borchie di ferro. Nessun visitatore avrebbe mai pensato che quel vecchio mobile potesse essere il letto di un vero fantasma.

Rispondi alle domande dopo aver sottolineato le risposte nel testo.  Osserva l’esempio.

1 Quando si sveglia il fantasmino?
2 Che cosa ama il fantasmino?
3 Con chi gioca il fantasmino?
4 A chi fa i dispetti?
5 Che cosa fa durante il giorno il fantasmino?

Rispondo

1 Il fantasmino si sveglia al dodicesimo rintocco delle campane.
2 Il fantasmino amava le notti di luna piena e adorava saltare sulle mura merlate del suo castello.
3 Il fantasmino giocava a nascondino con i pipistrelli.
4 Il fantasmino faceva i dispetti alle farfalle notturne.
5 Il fantasmino di giorno dormiva nella soffitta.

N. 10

Riordino le idee – la scrittura in 3 passi.
Metto in ordine cronologico la storia di pag. 12, libro scrittura.
Poi scrivo un titolo.

Il daino ferito

1 Un cercatore di funghi ha trovato un piccolo daino con una zampa ferita.
2 L’uomo ha preso in braccio il piccolo e l’ha caricato in macchina.
3 L’uomo ha portato il piccolo daino dal veterinario.
4 la mamma daino ha seguito l’uomo ed è entrata docilmente nel bagagliaio.
5 La mamma daino era vicino al piccolo e cercava di scaldarlo.
6 Il veterinario ha curato la zampa del piccolo daino.
7 L’uomo ha riaccompagnato il piccolo e la sua mamma nel bosco.
8 Prima di allontanarsi, la mamma daino ha ringraziato l’uomo leccandogli le mani.

N. 11

Giovedì 17 novembre 2022

Perché Dora ha cambiato idea? aggiungi le informazioni necessarie a rendere comprensibile le e-mail.

1) Perché Dora ha cambiato idea?
1) Perché Dora non aveva più impegni.

N. 12

Lunedì 21 novembre 2022

Scrivo la conclusione del brano come l’elefante ebbe la proboscide (almeno 4 righe).

Conclusione
Owata piagnucolò un po’, ma quando la proboscide cessò di fargli male…
L’elefantino prese l’acqua dal fiume e la spruzzò in faccia al coccodrillo e scappò via. Intanto il pitone pensando che era l’elefantino diede un morso al coccodrillo invece che all’elefantino e così gli elefanti ebbero la proboscide.

N. 13

Venerdì 18 novembre 2022

Il racconto fantastico è un  test dove i fatti, i luoghi o i personaggi sono frutto della fantasia.

Inventa un racconto fantastico scegliendo tra i seguenti titoli:
Il letto che russava
La nuvola vanitosa
Il letto che russava
La nuvola vanitosa
Il frigorifero freddoloso

Inizio

  • Quando?
  • Chi Che cosa?
  • Con chi?
  • Dove?

Svolgimento

  • Cosa è successo?
  • Come?
  • Perché?
  • Cause. 

Conclusione

  • Conseguenze
  • Emozioni/sentimenti
  • Desideri

La nuvola vanitosa
C’era una volta una nuvola che si vantava sempre, perché lei poteva far piacere e le altre non sapevano fare. Poi però anche  le altre la recuperarono. La nuvola si sentì triste così  altre dispiaciute le diedero un po’ di pioggia. la nuvola si rallegrò e diventarono tutte amiche e vissero felici e contente.

N. 14

Sabato 26 novembre 2022

Conclusione n°1
1 L’orco riuscì a catturare un cagnolino e lo mise insieme a Melina nella gabbia. In quel momento le venne un’idea di aiutare il cagnolino facendolo passare in mezzo alle sbarre e gli fece capire di andare a prendere le chiavi lasciate dell’orco sopra il tavolo, mentre lui era andato a prendere gli altri ingredienti per la zuppa. Così riuscirono a liberarsi e scappare diventando migliori amici.

N. 15

Giovedì 1 dicembre 2022

Scrivo un racconto fantastico seguendo la traccia a pag 45, libro di lettura.

L’unicorno e il cane
C’era una volta un unicorno che aveva dei poteri. Un giorno l’unicorno mentre passeggiava in un bosco conobbe un cane e diventarono migliori amici. Poi andarono in un bosco e iniziarono a giocare. Improvvisamente tutto prese vita: iniziarono a correre fino a quando trovarono un vicolo cieco perché erano inseguiti da oggetti misteriosi. Quindi l’unicorno iniziò a sparare palle di fuoco mentre il bosco andava a fuoco.
L’unicorno e il cane si spaventarono e il cane chiamò la sua padroncina. Gli oggetti smisero di inseguirli. Quando arrivò la padroncina chiamò i vigili del fuoco che spensero l’incendio. Si salvarono il bosco e i due amici che vissero felici e contenti.

N. 16

Faccio es. di pag. 121 “Io scrivo”

Descrivo un cane
Ciao, mi chiamo Rebecca e oggi vi descrivo un cane, mi piace il cane perché è peloso, coccolone e giocherellone. Le sue zampette sono super carine e mangia tanti croccantini e biscottini. Quando ne vedo uno in giro devo sempre accarezzarlo ma chiedo sempre prima il permesso ai padroni perché una volta senza chiedere l’ho accarezzato e mi ha morso quindi sempre chiedo il permesso.

N. 17

Giovedì 22 dicembre 2022

Dettato
Un bambino curioso
Giuseppe era alto e magrolino.
Aveva i capelli castano chiaro, sempre tagliati molto corti, le orecchie a sventola, un viso dolce e il sorriso facile. E infine occhi azzurri.
Giuseppe era soprattutto un bambino curioso, un piccolo lupo che si guardava intorno per scoprire che cosa ci fosse di nuovo nella vita e nel mondo dei grandi.
Aveva un buon carattere.
Leggeva molto e tutti libri per ragazzi e fumetti ma anche i giornali che trovava in casa.
A scuola non studiava molto, ma riusciva a prendere buoni voti. Gli piacevano molto il ciclismo e il gioco del calcio.

N. 18

Completo lo svolgimento di pag 31

Tutti in treno

Inizio
Una famiglia, composta da un padre, madre e quattro figli, aspettava il treno alla stazione. Il bambino piccolo era il più agitato. Il treno finalmente arrivò: il padre prese la valigia, la madre prese la borsa, i bambini più grandi il necessario per il picnic.

Svolgimento
All’improvviso il bambino più piccolo salì sul treno senza dire nulla ai genitori, perché volevi prendere i posti migliori, i genitori spaventati iniziarono a cercarlo.

Conclusione
Ma ad un tratto, una vocina gridò: – Perché non salite? Era il bambino piccolo da solo, era riuscito a salire e a trovare posto sul treno. Stringeva il suo orsacchiotto e rideva.

N. 19

Faccio ricetta natalizia peruviana

Picarones
porzioni 4
ingredienti:
300 gr di patate dolci pelate, tagliate a cubetti
500 gr di zucca tagliata a cubetti e polpa
500 gr di farina
25 gr di lievito di birra
60 gr di panella
2 stecche di cannella
un cucchiaino di anice
4 chicchi di garofano
un pizzico di sale
olio di semi per friggere quanto basta
un uovo

Preparazione
1) Riempite un sacchetto di garza con l’anice, i chiodi di garofano e la cannella.
2) Mettete le patate dolci e la zucca in un tegame capiente, aggiungete e sacchetto e ricoprite tutto con l’acqua fredda, poi portate all’ebollizione e fate cuocere per circa 15 minuti (devono tenere al tatto).
3) Scolate, conservate l’acqua di cottura, fate intiepidire, poi riducete il tutto in purea con il frullatore a immersione dopo aver tirato fuori il sacchetto con le spezie.
4) Mescolate 100 ml d’acqua di cottura con lo zucchero, il lievito sbriciolato e lasciate riposare per 10 minuti.
5) Impastate la purea di patate e zucca con il liquido con il lievito e un pizzico di sale.
6) Aggiungete la farina, poca per volta, e lavorate l’impasto fino a ottenere un composto omogeneo.
7) Eventualmente aggiungete ancora un po’ di farina.
8) Ricoprite l’impasto con un panno e fate lievitare per circa 2 ore in un luogo caldo senza correnti d’aria; ritagliate dei quadretti di carta da forno di circa 8 cm spennellandoli con un po’ d’olio.
9) Con le mani bagnate prendere un po’ dell’impasto, formate delle ciambelle e ne adagiate una su ogni quadrato di carta da forno.
10) Scaldate abbondante olio in una casseruola per friggere dei bordi alti e portatelo a una temperatura di circa 170°.
11) Fate scivolare, carta compresa, pochi picarones per volta nell’olio.
12) Dopo pochi secondi la carta si staccherà e la potrete togliere aiutandovi con una pinza da cucina.
13) Rigirate spesso i picarones in modo che la cottura sia uniforme da tutti i lati.
14) Appena sono ben dorati, tirateli fuori con una schiumarola, fateli sgocciolare su carta da cucina e serviteli dopo averli spolverati di zucchero o bagnati con il miele.

N. 20

Giovedì 12 gennaio 2023

Leggi il testo di pag. 12 e pensa a come potrebbe concludersi la storia. 

La pianta delle pantofole.
Scese dall’albero e si nascose dietro un albero per scoprire chi fosse stato.  All’improvviso vide uno scoiattolo entrare in una casa e prendere delle pantofole e poi metterle sull’albero. Lui si avvicinò e gli chiese il perché. Lo scoiattolo gli rispose che lo faceva per divertimento. Pietro lo perdonò e vissero felici e contenti.

N. 21

Storia del gatto di neve.
Eseguo il riassunto del brano.
Una volta d’inverno era caduta molta neve.
I bambini avevano organizzato grandi bottiglie con delle palle di neve.
Un gatto ne vide rotolare una e si mise a giocare con quella cosa rotonda.

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La fece rotolare qua e là. Così una quantità sempre maggiore di neve attaccata alla palla che diventò grande e cominciò a rotolare giù.

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Il gatto voleva trattenerla; la palla continuò a rotolare, diventando sempre più grossa e pesante.
E il gatto dietro finché ruzzolò anche lui.

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E rotolando, finì ai piedi del pendio dove la palla di neve si era fermata. Ma anche lui era diventato una palla di neve grossa come un sacco di patate.

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I bambini raggiunse il gatto di corsa e ridendo lo liberarono dalla neve e lo riscladarono.

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Riassunto

1) Dei bambini giocavano a palla con la neve. Un gatto vide una palla di neve e iniziò a giocare.
2) La fece rotolare e una quantità di neve restò attaccata. E iniziò a rotolare giù.
3) Il gatto voleva trattenere la palla. La palla diventò grossa.
4) Finì ai piedi del pendio. La palla si era fermata.
5) I bambini arrivarono e si misero a ridere.

N. 22

Giovedì 19 gennaio 2023

Inventò una trama a partire da una immagine.

L’amico mostro

Inizio
È un pomeriggio d’estate. Una bambina sta giocando nel parco.

Svolgimento
A un certo punto si allontana dalla mamma, si lancia all’inseguimento del suo pallone rosso e vide un mostro e lei corse via. Il mostro non voleva farle del male ma solo restituirle la sua palla. La bambina ritrovò il mostro in mezzo ai cespugli e gli chiese come si chiamava. Il mostro le rispose di chiamarsi Pengù. E le restituisce il suo pallone. 
La bambina era curiosa.
Gli chiede da dove viene il mostro e le risponde che era frutto di un incantesimo di una strega perché lui era un bambino molto maleducato. Le chiede di giocare a palla con lui per spezzare l’incantesimo della strega. Lei e il mostro iniziano a giocare. Ad un certo punto la strega arriva e gli toglie l’incantesimo. I due diventano migliori amici.

Conclusione
La bambina torna a casa insieme a lui. E la mamma è felice che ha nuovi amici.
E ogni giorno giocano a palla.

N. 23

Rispondo alle domande della scheda

1) Qual è l’aspetto del cane Rocco?
2) Com’è il suo pelo? E gli occhi? E il suo passo?
3) Quale parte del capo di Rocco ricorda una catena di montagne in miniatura?
4) Come si presenta la coda del cane?
5) In che modo si muove il cucciolo?
6) Come si comporta con i passanti simpatici? E con quelli antipatici?

Rispondo

1) L’aspetto del cane Rocco è grosso e goffo.
2) Il suo pelo è lungo, bianco e morbido, e gli occhi sono due palline scure; ha il naso chiamato tartufo, è nero e ruvido.
3) La parte del corpo di Rocco che sembrano delle montagne in miniatura sono denti sani e puliti.
4) La carta del cane Rosso si presenta come un pennacchio.
5) Il cucciolo si muove in modo buffo e qualche volta inciampa nelle sue stesse zampe.
6) I passanti simpatici li accompagna per tutta la recinzione abbaiando con voce acuta e con quelli antipatici si limitava solo a fissarli, a volte minacciandoli con un sordo brontolio.

N. 24

Giovedì 26 gennaio 2023

Il Carnevale

Com’è nato il Carnevale
La ricorrenza trae le proprie origini dai Saturnali della Roma Antica. Durante questa festività era lecito liberarsi da impegni e obblighi e lasciarsi andare allo scherzo e al gioco.

Qual è l’origine del nome Carnevale?
Non si sa da dove deriva il nome “Carnevale”: c’è chi dice da car navalis, il rito della nave portata su un carro. Secondo altri significa carnes levale (togliere la carne) o carne vale (carne addio) e allude ai digiuni quaresimali, poiché il Carnevale si conclude con il martedì grasso.

Alcune maschere di Carnevale

Arlecchino
Maschera di Bergamo, ha un nome per il suo vestito a losanghe colorate. I colori sono rosso, verde, giallo e azzurro. Rappresenta un poveretto, stupido, pronto a menare le mani.

Pantalone
Maschera di venezia, crede solo nel denaro e nel commercio. Indossa una calzamaglia e una blusa rossa. Il mantello è scuro e il cappello rosso.

Balanzone
Maschera di Bologna, uomo che sa tutto, ma non sa nulla. Indossa calzettoni bianchi, vestito di nero e fiocco rosso su scarpe nere.

N. 25

Rispondo

  • Il protagonista è Arlecchino.
  • Gli altri personaggi sono: Pantalone, il postino, Balanzone e Colombina.
  • Riceve una lettera da Colombina.
  • Arlecchino va da Pantalone.
  • Decide di andare dal dottore Balanzone.
  • Il problema di Arlecchino è che non sa leggere.
  • No, non riesce a risolvere il problema perché non è andato a scuola.

N. 26

Mercoledì 1 febbraio

Riassunto di pag. 24-25

A che cosa servono i denti?

C’era una volta un serpente con un pessimo carattere, era un serpente molto velenoso che faceva paura a tutti.
I suoi genitori portarono il figlio dal dottore. Il dottore gli fece bere brodo di ortica e di aglio orsino, ma non ottenne nulla. Allora i genitori andarono a far visita a un fachiro. Il fachiro prese il flauto e iniziò a suonare una musica molto dolce. Il serpente fece di tutto per non ascoltare, voleva tapparsi le orecchie, ma non le aveva così come non aveva le zampe e non sapeva come fare. Allora si arrotolò su se stesso, diede un colpo con la coda così forte al coperchio che il cesto si aprì e cercò di mordere il musicista. Ma il fachiro non si impressionò, suonò più forte prima una melodia lieve, poi un motivetto più ritmato dal suono brioso. Il rettile iniziò a ballare, piroettò sulla coda e scoppiò a ridere.  Il fachiro disse che i denti non servono solo per mordere, ma anche per sorridere.