PP SE V-2 23/24

N. 1

Roma 12 Settembre 2023 Martedì

Il mio primo giorno di scuola in quinta elementare
Oggi è il mio primo giorno di scuola, ero molto agitata, pensate che la notte mi è venuto mal di pancia! Ero felice che ricominciava la scuola, mi sono preparata in giorno prima. Invece di trovare la nostra maestra, ho trovato una nuova maestra che si chiama Marianna. Questa maestra viene da un paesino vicino Frosinone e ci ha raccontato che lì al suo paese c’è una grande fossa dove dentro ci sono degli orsi. Quando sono entrata c’erano degli addobbi: delle corone fatte in foglie d’ulivo, uno striscione, dei cerchi olimpici e dei cuori attaccati al muro. Alle 9:00 siamo andati ad accompagnare i bambini della prima. Oggi mi sento felice perché la nuova maestra è molto buona.

N. 2

Roma 18 Settembre 2023

Dopo aver ascoltato i brani rispondi alle seguenti domande:
1 Di quali altri tipi di olimpiadi si parla?
2 Quale alunno era felice? Quale era preoccupato?
3 Perché?
4 Come lavorano gli alunni?
5 Dove vanno dopo?
6 Cosa trovano?
7 Cosa devono fare?
8 Cosa capiscono

Rispondi
1 Si parla anche di olimpiadi di matematica e si scienza.
2 Sahid era felicissimo, mentre invece Nina non sembrava esserlo.
3 Perché Sahid era un genio in matematica e scienze, mentre Nina odiava le frazioni.
4 Gli alunni lavorano in coppie.
5 Dopo vanno in palestra.
6 In palestra trovano dei sassi pesanti.
7 Devono portare i sassi della palestra al giardino.
8 Che la carriola fa da leva.

N. 3

Roma 19 Settembre 2023

Dopo aver ascoltato la storia rispondi alle seguenti domande
1 Cosa trovarono in classe la mattina successiva?
2 Cosa invece avevano sperato di trovare?
3 Cosa sognava Julian?
4 Cosa ricevettero gli alunni?
5 Quale fu la motivazione?
6 Alla fine della storia cosa pensava il maestro?
7 Qual è la parte della storia che ti è piaciuta di più? Spiega il perché.

Risposte
1 La mattina successiva gli alunni della scuola trovano un mucchio di foglie accanto al maestro. Gli alunni erano poco contenti.
2 Gli alunni invece sperano di trovare trofei, medaglie d’oro e coppe d’argento.
3 Julian sognava di avere una mega medaglia d’oro con sopra inciso il suo nome.
4 Gli alunni invece di ricevere trofei o medaglie d’oro ricevettero delle bellissime corone di foglie d’ulivo.
5 La motivazione del fatto che ogni alunno aveva una corona è perché il maestro pensava che ogni bambino sia un vincitore per vari motivi.
6 Alla fine della storia il maestro è triste e nell’orario di ricreazione si siede su una panchina e pensa che i suoi alunni sono ormai grandi e che tra non molto se ne andranno.
7 La parte che mi è piaciuta di più è quando Nina aiuta Sahid a vincere. La motivazione è che ama i gesti eroici.

N. 4

Per casa 

Fai una breve intervista ai tuoi nonni.
D. Che lavoro fai o facevi?
R. Mia nonna fa l’insegnante della suola materna.
D. Quali scuole hai frequentato? Com’erano le scuole ai tuoi tempi?
R. Mia nonna ha fatto la primaria, le medie e le superiori* (* La scuola di mia nonna era severa, la sua maestra veniva considerata come la preside).
D. Cosa avresti voluto fare? (Lavoro, hobby…).
R. Mia nonna avrebbe voluto fare la suora perché pensava fosse un lavoro semplice perché le vedeva solo pregare; ma avrebbe anche voluto fare il capotreno ma non l’ha potuto fare dato che era una donna.

Come si chiamano i vostri nonni?
I miei nonni si chiamano Elvio e Patrizia Ornella.

Cosa ti piace fare con loro?
Con mio nonno mi piace: studiare, costruire, giocare a carte, truccarlo e cogliere i cibi nell’orto. Con mia nonna invece mi piace: cucinare, lavare, disegnare, pitturare e mangiare.

N. 5

Domande pag. 61

Quale personaggio rappresenta il Male?
Il personaggio che rappresenta il Male è Sauron

Quali sono le sue intenzioni?
Le sue intenzioni sono far piombare tutte le terre nell’oscurità

Quali personaggi difenderanno il Bene contro il Male?
Frodo e Gandalf difenderanno il Bene contro il Male

Che tipo di prova dovranno superare?
Dovranno trovare la Voragine del Fato e lasciarvi l’anello.

Di quale oggetto magico si parla nel testo?
Nel testo si parla dell’anello magico.

Ha poteri negativi o positivi? Spiega.
L’anello ha poteri negativi perché è stato fatto da Sauron

N. 6

Roma 12 Ottobre 2023

La mia autobiografia
Ricorda
1 Scrivere in prima persona.
2 Raccontare gli eventi a partire dalla nascita.
3 Inserire le informazioni più importanti (Nome, famiglia, città).
4 Scrivere avvenimenti che ricordate o che ritenete importanti.
5 Arrivare al giorno d’oggi.

Io mi chiamo Clara ho 10 anni e sono nata il sei marzo 2013. Quando sono nata i miei genitori erano già divorziati, se te lo stessi chiedendo mi sono abituata subito. Alcune volte sono triste di questa cosa ma la cosa non mi frena. Appena nata ero una monella, mi chiudevo dentro gli scaffali e sbattevo le pentole facendo un gran chiasso. Una volta mi sono guardata allo specchio e ho cominciato a fare finta di piangere! Mia nonna si è cominciata a preoccupare tantissimo, ma poi ha capito che stavo fingendo. Mia mamma si chiama Valentina, mio padre Giuseppe, mia nonna Patrizia o Ornella ma preferisce essere chiamata Ornella perché questo era il nome dato dalla mamma, mentre l’altro glielo diede una suora: mio nonno si chiama Elvio ed è nato in campagna quindi a volte andiamo lì al suo paesino (Cesoli). Mio padre ha una fidanzata che si chiama Ingrid ed io la trovo molto gentile, all’inizio non la volevo in famiglia ma dopo alcuni giorni l’ho accettata. Quando ero piccola mi era solito andare a Cesoli; lì abitava la mia bisnonna che sempre ma dico sempre mi preparava le sue buonissime “polpettine di tonno”, ora è mia nonna a tramandare la tradizione. Adoro TUTTI i cibi che prepara mia nonna fin da quando ero piccola. A 6 anni ho imparato ad andare in bici all’inizio però sono finita in un cespuglio.
Da quando avevo 1 anno la mia vicina di casa mi ha sempre appoggiato ed io penso di aver fatto lo stesso. Quando ho cominciato la prima mio nonno ha deciso di comprarmi dei pulcini 🥹. Ora però sono morti……☹️in terza ho deciso di prendermi una tartaruga ed in quarta un cane! Insomma, i miei nonni sono IPERSUPERSTRAFANTASTICI come i miei genitori. In seconda poi ho conosciuto una maestra fantastica la maestra! Stefania! 🙁 In quarta la nostra maestra Loredana (la maestra di Italiano) se ne è andata ☹️. Ora sono in quinta e mi trovo molto bene, Il mio cane si chiama Havana, ha 2 anni ed è molto riccia. Adoro scrivere e leggere. Il mio film preferito è Harry Potter; per me è un film molto bello, all’inizio avevo paura ma ora ne sono davvero appassionata. In quinta è arrivata un’altra maestra fantastica, la maestra Marianna che ci insegna Italiano.

N. 7

Roma 6 Novembre 2023

Cucciolo di drago
Erbron deve imparare a volare > l’elfo Yorsh portò in montagna il draghetto Erbrow per insegnargli a volare.
Il primo tentativo finisce male > Erbrow rincorse Yorsh; Yorsh frenò e Erbrow prese la rincorsa e non riuscì a frenare, perciò cascò.
Yorsh è in pericolo > Yorsh si mise a corre per aiutare il suo amico e mise male il piede. Così cascò ma non sprofonda nel nulla, ma si aggrappò al cespuglio della roccia sotto.
Erbrow vola per salvare Yorsh > Yorsh non ce la fece più quindi lasciò le mani e scivolò nel vuoto. Il suo amico drago Erbrow lo salvò.
In salvo e…..al caldo > Erbrow prese Yorsh dalla spalle e Yorsh con una capriola salì sul dorso del drago e lo portò al riparo.

Riassunto
L’elfo Yorsh portò in montagna il draghetto Erbrow per insegnargli a volare. Erbrow rincorre Yorsh. Yorsh frenò e Erbrow prese la rincorsa e non riuscì a frenare, perciò cascò. Yorsh si mise a correre per aiutare il suo amico e mise male il piede. Così cascò ma non sprofondò nel nulla, ma si aggrappò al cespuglio della roccia sotto. Yorsh non ce la fece più quindi lasciò le mani e scivolò nel vuoto. Il suo amico drago Erbrow lo salvò. Erbrow prese Yorsh dalle spalle e Yorsh con una capriola salì sul dorso del drago e lo portò al riparo.

N. 8

Roma 8 Novembre 2023

Vi presento il mio animale fantastico: TARTAPESCECORA

Descrizione fisica:
Tartapescecora è una pecora con molta lana bianca, un sorriso acceso. Ha le orecchie arrotondate nere come la pelle e al posto delle gambe ha una coda da pesce. Al posto delle braccia ha le zampette/pinne da tartaruga marina. Ha gli occhi bianchi e neri, mentre la coda è di colore celeste azzurro e verde acqua con tantissime squame. Le zampette/pinne sono verdi e squamose.

Ha strumenti particolari? Che abbigliamento o accessori indossa?
Tartapescecora indossa una collana che gli permette di andare velocissimo sotto l’acqua. Ha anche due stelline che gli permettono di respirare sotto l’acqua ma anche di non seccarsi la coda.

Che carattere e abitudini ha?
Suscita felicità e allegria. È abituato a nuotare nel lago, nei fiumi, nel mare. È il primogenito della famiglia, perciò, è sempre appoggiato da loro.

Cosa ama o odia fare?
Ama liberare i pesciolini dalle trappole e odia i cacciatori di taglia, cioè colore che catturano i pesci. 

Dove vive? Con chi?
Vive con la sua famiglia in un villaggio dove tutti gli abitanti sono gentili. Alcune volte i signor Zebrallo Corno va nella loro città Acquaplash a distruggere tutto, ma ogni volta che si presenta o che si presenterà Tartapescecora lo distruggerà!!!

N. 9

!TARTAPESCECORA!
Vi presento Tartapescecora. Tartapescecora è una pecora con la lana bianca e molto allegra. Ha la pelle nera e le orecchie paffute, al posto delle gambe ha una coda da pesce e due zampe/pinne da tartaruga marina. Ha gli occhi neri e ha la coda da pesce azzurra e verde acqua molto squamosa. Tartapescecora ha una collana con un diadema che serve per farlo andare super veloce dentro l’acqua. Ha anche due mollettine a forma di stellina che gli permettono di respirare sotto l’acqua ma anche di non fargli seccare la coda. È sempre appoggiato dalla propria famiglia. Di solito, quando torna a casa dopo una nuotatina quotidiana, la mamma lo aspetta a casa con la cena pronta. Ama nuotare nei laghi, mari, fiumi. È gentile con tutti ed ha sempre il sorriso in faccia. A Tartapescecora piace liberare i pesciolini dalle gabbie e dalle reti dall’impero di Zebrallo Corno, il suo acerrimo nemico. Odia i cattivi e il papà. Odia il papà perché l’anno scorso è andato a rubare una borsetta piena di soldi acquosi, la settimana dopo ci ha portato a Acquapark* (*nonostante ciò vive con loro). Tartapescecora abita con la sua famiglia in un villaggio dove tutti sono gentili. Alcune volte però il signor Zebrallo Corno va nella loro città Acquaplash a distruggere tutto ma Tartapescecora lo ferma, lo ha fermato e lo fermerà!!!

N. 10

Scrivo un testo fantasy pag. 22-23
I Cavalcorni
I Cavalcorni risalgono a milioni di miliardi di anni fa. Sono dei cavalli con il busto e le braccia da umano e la testa piena di ricci d’oro con due corni da capra Girgentana. Sono un popolo non troppo pacifico, perché la maggior parte di loro è geloso l’uno dell’altro. Amano correre in mezzo alla neve e odiano i propri compagni.  Hanno accesso con gli uomini attraverso un armadio enorme. Quando escono dall’armadio si trovano in una stanza enorme vuota. Uscendo dalla stanza ci si può trovare in una casa risalente al 1876 d.C. Vivono in una città ricoperta di neve con casette arrotondate dove le case a punta non esistono perché si pensa che tutto ciò che abbia la punta possa ferire. Per arrivare lì ci vogliono meno di 30 secondi, perché passano attraverso una specie di portale. Abitano dentro delle specie di grotte-case costruite sottoterra in pietra. Tutte le piccole casette non formano un villaggio dato che le piccole casette sono distanti tra loro. Dentro hanno una cucina e un letto (una piccola stalla), non hanno finestre dato che sono sottoterra. È una popolazione composta solo da maschi, perciò, non hanno vestiti ma solo una sciarpa. I Cavalcorni possiedono poteri magici. Alcuni però non ne sono dotati. I loro poteri consistono nel poter creare palle di neve dalla bocca come cannoni. Li possono utilizzare sempre in qualsiasi momento. Un altro potere è quello di trasformare le palle di neve in dolci farciti, biscotti, dolciumi ecc. Gli esseri umani pensano che la neve sia un fenomeno atmosferico, ma invece sono i Cavalcorni che la notte vanno a mettere la neve (Qui a Roma gli piace fare sciopero). Amano giocare a BOMBE DI NEVE un gioco che consiste nel lanciarsi le palle di neve e chi viene colpito viene eliminato. Come cibo mangiano solo il cibo che gli offre Madre Natura dato il clima. Del resto, sono una popolazione non fredda tra di loro ma abbastanza pacifica.

N. 11

Roma 29 Novembre 2023

Che tipo di anali viene descritto nel racconto? Quali sono le sue caratteristiche fisiche?
Nel racconto viene descritto un ippogrifo.
Le caratteristiche di un ippogrifo sono zampe corpo e coda da cavallo, mentre le ali e la testa da aquile giganti con un becco grande e un occhio arancione squillante.

Come reagiscono i ragazzi quando vedono gli ippogrifi?
I ragazzi quando vedono gli ippogrifi fanno un passo in dietro per la paura.

Quale atteggiamento dovrebbero tenere secondo Hagrid?
Secondo Hagrid, gli ippogrifi sono molto orgogliosi e non bisogna insultarli perché sennò potrebbero ucciderti.

Chi affronta per primo un ippogrifo?
Il primo ad affrontare un ippogrifo è Harry perché tutti gli altri “alunni” si erano tirati indietro.

N. 12

Roma 30 Novembre 2023

Domande
1 Quale evento cambiò la vita di Matisse? Quando accade?
2 In quale città si trasferì? In che modo diede inizio alla sua carriera di pittore?
3 Quale tipo di colori utilizzava Matisse nei suoi dipinti? In che modo li sceglieva?
4 Prova a spiegare con le tue parole l’affermazione finale di Matisse. Sei d’accordo?

1 La malattia di Matisse cambiò la sua vita. Accade quando Matisse aveva vent’anni.
2 Si trasferì a Parigi e diede inizio alla sua carriera con un dipinto: la casa dei suoi nonni.
3 Matisse nei suoi dipinti usava colori forti e intensi. Li sceglieva in base a come si sentiva e d’istinto.
4 Sì, sono d’accordo perché gli adulti sono bambini cresciuti e conservare la freschezza e la semplicità sono due elementi fondamentali.

N. 13

Roma 2 Dicembre 2023 Sabato

Esercizio di pagina 28 1
1 Che cosa racconta l’autrice della sua infanzia?
2 Quali aspetti del suo modo di essere da bambina hanno caratterizzato anche l’età adultà?

1 L’autrice racconta la sua infanzia vissuta in maniera libera apprezzando la natura come gli avevano insegnato i suoi genitori. Il suo ricordo più bello è legato ad un grande prato in cui giocava con un cerchio.
2 L’aspetto che caratterizza anche l’età adulta è il piglio allegro e risoluto con cui affronta persone e cose nuove.

Es pag. 28  2

1 Che cosa capisci del suo modo di guardare il mondo dal testo che hai letto?
2 Conosci qualche persona anziana che la pensa in modo simile oppure esattamente il contrario?

1 Capisco che il suo modo di guardare il mondo è allegro, ingegnoso e libero.
2 Sì, mio nonno è Albert Einstein.

N. 14

Roma 6 Dicembre 2023

Continua il testo autobiografico p. 114
Tutti diversi i nonni di campagna. Per prima cosa avevano oche e polli al posto di un cane; poi, 
avevano una grande fattoria dove c’erano anche due mucche che io andavo quasi sempre a mungere. I miei nonni di città mi accompagnavano a calcio e venivano a vedermi anche durante le partite. I miei nonni di campagna invece mi facevano pitturare le assi di legno, portare il gregge al pascolo e raccogliere le uova fatte dalle oche e dalle galline. I nonni di città mi facevano tanti regali, anche alla mamma stavano simpatici. I nonni di campagna avevano una casa enorme, ma la parte che preferivo era la loro cucina perché da lì uscivano tantissimi piatti deliziosi.

N. 15

Roma 11 Dicembre 2023

La mia lettera per Natale
Caro Babbo Natale, 
a volte mio padre bisticcia con me e con mia mamma; tu che puoi risolvere questo fallo! Questo è ciò che chiedo ma ora io ti vorrei davvero tanto ringraziare perché io sto bene e sono sana. Ti voglio ringraziare di esserci stato nei momenti di difficoltà miei e dei miei familiari. Ti ringrazio anche per aver accompagnato una delle mie zie fin dove potevi e spero che io sia stata abbastanza brava da meritarmi dei regali. L’ultima cosa per cui ti voglio ringraziare è per aver fatto venire una maestra molto brava e gentile. Vorrei che questo duemilaventiquattro sia un nuovo inizio non solo per me ma per i bambini di tutto il mondo perché il mondo è di mille colori!
Tantissimi e amori saluti
(nome della scrivente nascosto)

N. 16

Roma 13 Dicembre 2023

Es. di pagine 49
Eddy, Hassan e Anke sono quattro amici dell’infanzia legati non solo tra di loro ma anche dai loro genitori. Si sono incontrati alla gita di scuola, però dopo essersi persi durante la gita in campagna si sono ritrovati e hanno provato a raggiungerli senza alcun successo. Trascorsa una mezzora sotto il sole cocente trovano un autobus con poca gente e ci entra dentro. L’autobus non parte. L’autista non si muove ma sembra stare bene. Poco dopo Eddy si dirige verso l’autista e gli chiede di partire ma ad un tratto l’autista si gira e si toglie il cappello e dice: – Eddy, Hassan, André e Anke, voi avete disobbedito alle regole, ora verrete catapultati dentro un autobus abbandonato ma non avrete molte disavventure. Sarete puniti per ciò che avete fatto!- Improvvisamente si trovarono dentro un autobus e all’improvviso…

Es. di pagina 49
Quali personaggi agiscono sulla vicenda? Dove si trovano?
Nella vicenda Eddy, André, Anke e Hassan sono i personaggi che agiscono nella vicenda. Si trovano dentro un autobus.
Perché Eddy è così impaurito?
Eddy è così impaurito perché una poltrona dell’autobus sembrava che lo stesse strizzando.
Come reagiscono gli altri ragazzi?
Anke e André reagiscono sbigottiti mentre Hassan si mette a ridere.
Che cosa accade in seguito?
In seguito André controlla la poltrona e poi gli viene una sensazione che la poltrona stesse dormendo.
In che modo Eddy viene ferito?
Eddy viene ferito perché prova a scendere ma un lupo gli morde la gamba.
Come si conclude il racconto?
Il racconto si conclude con un lupo che rompe il vetro dell’autobus.

N. 17

Rispondo alle domande di p. 50
1 Dove è ambientata la storia?
2 Chi è il dottor Jekyll? Chi è il signor Hide?
3 Perché il protagonista osserva così attentamente sia la stanza sia le sue mani?
4 A quale conclusione giunge poi?
5 Quali sono le sue riflessioni, alla fine? Che cosa teme?

1 La storia è ambientata nella camera da letto del protagonista.
2 Il dottor Jekyll è uno scienziato che un giorno si provò su di sé una sostanza. Il signor Hyde è la stessa persona però cattiva.
3 Il protagonista osserva attentamente le sue mani perché sono piene di peli, mentre osserva la camera perché gli sembra diversa e strana.
4 Poi il protagonista capisce che la persona di mister Hyde aveva preso il sopravvento.
5 Alla fine il protagonista dati i suoi comportamenti molto simili ad Hyde pesa di essersi trasformato in esso definitivamente.

N. 18

ROMA 20 DICEMBRE 2023

DOMANDE
1 CHE COSA NOTÒ IL PROTAGONISTA, APPENA VIDE H. P. LOVECRAFT?
2 QUALE SPIEGAZIONE IN MERITO GLI VENNE FORNITA?
3 CHE ASPETTO AVEVA LA SALA DA PRANZO?
4 QUALE STRANO PARTICOLARE VENNE SUBITO NOTATO DAL PROTAGONISTA?

1 IL PROTAGONISTA APPENA VIDE H.P. LOVECRAFT NOTÒ UNA BARBA ENORME ED ERA UN VECCHIETTO.
2 H.P. LOVECRAFT DISSE AL PROTAGONISTA CHE NON POTEVA TAGLIARE LA SUA BARBA PERCHÉ LO PROMISE A SUA MAMMA.
3 LA SALA DA PRANZO ERA UN AMBIENTE STRANO COSTRUITO IN CRIPTA DELLE CATACOMBE.
4 IL PROTAGONISTA NOTÒ SUBITO CHE IL TAVOLO ERA VUOTO.

N. 19

Avezzano 26 Dicembre 2023

Es. pag. 19
Sara è un’amica simpatica anche se un po’ sbadata.
Alla gita c’era anche un insegnante nuovo che non conoscevo.
All’ora di pranzo le galline razzolavano nell’aia.
Il cavallo non ha saltato l’ostacolo s’è fermato un’altra volta.
L’hai sentito anche tu? È un ululato oppure è il nostro cane che abbaia?

N. 20

Le mie vacanze di Natale
Le mie vacanze di Natale le ho passate da mio papà in Abruzzo. Il venticinque mattina, stranamente mi sono svegliata prima del solito, sono andata a vedere cosa mi aspettava sotto l’albero di Natale che avevo addobbato. Era pieno di regali, dolci, vini…c’erano sia regali per me e i miei cugini, ma anche un piccolo pensierino che la sera prima avevo costruito con l’argilla per mio papà. Ho cominciato a scartare i regali con un entusiasmo gigante; dentro i regali ho trovato un puzzle bellissimo di Harry Potter, il costume e uno strano cappello parlante che all’inizio mi teneva misterioso, poi quando l’ho scartato ho capito che era un cappello sempre di Harry Potter. Insomma, si vede che mi piace Harry Potter! Per pranzo siamo andati in un’osteria dove abbiamo mangiato benissimo. Dopo aver finito di mangiare e di aver pagato il conto mi sono accorta che l’osteria aveva un nome specifico e familiare: “osteria da Clara”. In seguito, siamo partiti verso il paesino di mio papà. Sa lì siamo poi andati verso casa di una delle mie migliori amiche. Ci siamo fermati per cena e da “una piccola sosta” è diventata un pigiama party. Il giorno dopo siamo andati al cinema a vedere un filma che si chiamava “Wish”. Dopo cena abbiamo cantato le canzoni di Natale al karaoke.
A mio papà è venuta voglia di giocare a tombola che noi poi abbiamo chiamato “tombola ceca” perché Ingrid (la ragazza di mio papà) non segnava i numeri e quando ce ne siamo accorti ci siamo messi a ridere. L’abbiamo chiamata così anche perché mio papà si è addormentato sulla tombola e russava anche! Sfortunata in amore come sono, a tombola logicamente ho vinto.
Il giorno seguente siamo andati a casa di mio zio Claudio che ha una casa molto accogliente e natalizia. Mio zio ha due figli Asia e Andrea che sono poco più piccoli di me. Mi hanno mostrato la loro casa ma soprattutto i loro due uccellini che si chiamano e Romeo e Violetta. Il ventotto siamo andati a Terni che si trova in Umbria a trovare la mia cuginetta Azzurra; prima però abbiamo voluto visitare le cascate delle Marmore che erano a dir poco mozzafiato! Infine, il pomeriggio siamo andati a pattinare sul ghiaccio e a vedere la città di babbo Natale. Per me sono state delle vacanze magnifiche e divertenti, non vedo l’ora che si ripetano.

N. 21

Roma 31 Dicembre 2023

Il paese con l’esse davanti
Giacomino Perdigiorno era un grande viaggiatore. Un giorno capitò nel paese con l’esse davanti e domandò ad un cittadino che paese era e il cittadino gli mostrò un temperino. Giovannino disse che era solo un temperino, ma non era così! Il cittadino disse che si chiama “stemperino” e serviva per mettere la punta alla matita quando era stemperata. Poi il cittadino gli fece vedere uno “staccapanni”. Giovannino lo contraddì subito e disse che non era uno staccapanni ma un attaccapanni, ma non era così! Lo staccapanni serviva per prendere le giacche e i cappotti quando serviva. Così si risparmiava. Il cittadino mostrò a Giovannino la macchina “sfotografica” che serviva per fare le caricature per far ridere. Infine, il cittadino gli fece vedere lo “scannone” che era il contrario del cannone. Serviva per disfare la guerra quando c’era. Ho scelto questa storia perché se esistesse realmente lo “sparacannone” potremmo vivere serenamente.

N. 22

Lo spaventapasseri.
Gennaro era l’ultimo di sette fratelli. I suoi genitori non avevano soldi per mandarlo a scuola; perciò, lo mandarono subito a lavorare in una fattoria come spaventapasseri. Ogni mattina gli davano la polvere da sparo per far allontanare i passeri, così ogni tanto si fermava per dare fuoco alla polvere e i passeri scappavano via. Una volta la polvere da sparo si appiccò alla giacca di Gennaro, e se non si fosse buttato in un fosse sarebbe morto tra le fiamme. Buttandosi nel fosso spaventò le rane che fuggirono con il loro clamore, ma il clamore spaventò i grilli e le cicale. Il più spaventato di tutti era Gennaro che si mise a piangere e piangeva così forte che i passeri lo consolarono. Questa storia è accaduta in Sardegna. Ho scelto questa storia perché mi è piaciuta la parte in cui l’acerrimo nemico dello spaventapasseri sia andato a consolarlo.

N. 23

Abbasso il nove
Uno scolaro stava facendo delle divisioni e mentre le faceva le risolveva ad alta voce e diceva che il tre nel tredici ci stava quattro volte. Scrisse quattro al quoto e disse che per quattro fa dodici; disse poi abbasso il nove… prima che lo scolaro finisse la frase il nove disse che lo scolaro ce l’aveva con lui. Gli chiede perché aveva detto abbasso il nove. Lo scolaro non sapeva che dire ma il nove sì e disse che immaginava avesse una scusa e chiese perché non avesse detto abbasso il bordo dei dadi, abbasso lo sceriffo o abbasso l’aria fritta ma perché proprio abbasso il nove. Lo scolaro provò a spiegare ma non fece in tempo a iniziare a parlare che il nove rispose subito di non interrompere perché era maleducazione. Continuò dicendo di essere solo una semplice cifra e che voleva essere rispettato! Insomma, voleva essere rispettato prima di tutto dai bambini che hanno ancora il muco nel naso. Lo scolaro tornò a casa con un brutto voto perché non abbassò il nove. Questa storia mi è piaciuta perché quando l’ho letta mi è sembrata molto divertente.

N. 24

La famosa pioggia di Piombino
Una volta a Piombino piovvero confetti. Venivano grossi e di tutti i colori: verdi, rosa, gialli, blu, viola. Un bambino assaggiò un chicco verde e trovò che sapeva di menta, un altro assaggiò un chicco rosa che sapeva di fragola. Si accorsero che erano confetti e quando se ne accorsero, tutte corsero per le strade a raccoglierli e a mangiarli. La pioggia però durò poco ma riempì le strade cosicché le persone poterono riempirsi le tasche quando volevano. Gli scolari quando tornavano da scuola si riempivano i loro fazzoletti da testa con confetti. Fu una grande giornata! Molta gente spera ancora che la pioggia si ripeti ma quella nuvola è passata solo una volta e non è più passata né da Torino né da Cremona. Questa storia mi è piaciuta perché anch’io sono una di quelle persone che aspetta che la pioggia si ripeta.

N. 25

Il sole e la nuvola
Il sole viaggiava in cielo allegro e gioioso e gettava i suoi raggi di sole dappertutto. La nuvola era arrabbiata e borbottava dicendo che se il sole avesse continuato a dare a tutti i suoi raggi non ne sarebbe rimasto nemmeno uno. Il sole dava i suoi raggi ad ogni chicco d’uva e tutti prendevano i suoi raggi! La nuvola della vergogna si sciolse e divenne grandine mentre il sole giocava col mare. Questa storia mi è piaciuta perché ci insegna che possiamo dare i nostro amore a tutti e non ne rimaniamo mai senza.
Il sole al tramonto cantò i suoi raggi, guarda caso non gliene mancava nemmeno uno.

N. 26

Roma 11 Gennaio 2024

Ricerca su Temistocle
Temistocle era un generale ateniese nato intorno al 527 a.C. Nel 493 a. C. diventò un arconte mentre nel 480 a.C., o meglio il 28 settembre guidò una flotta greca nella lotta di Salamina. Le sue qualità e le sue abilità erano: l’essere impeto, intelligente, astuto, convincente e aveva abilità politiche. Un’altra abilità di Temistocle era salutare per nome ogni cittadino e di avere un’intuizione geniale.

N. 27

Roma, 17 gennaio 2024

Continua tu il racconto del brivido partendo dall’incipit assegnato. 
Sicuramente mi trovavo in bagno quando suonò la campanella, perché non la sentii proprio. So soltanto che, quando torni in classe, non trovai più nessuno. Capii che erano usciti tutti e cercai anch’io di correre verso l’uscita, ma tutte le porte erano chiuse e io ero rimasto dentro, da solo.

Continua
Sentii un tuono e dopo una tempesta. La scuola non era molto stabile perciò ogni volta che tuonava sentivo questo cigolio stabile perciò ogni volta che tuonava sentivo questo cigolio che mi agghiacciava. Mi annoiavo, decisi di avvicinarmi alla campanella e la suonai tre volte dicendo la preghiera strana che mi aveva insegnato mia mamma.
Vidi che un tornado dietro di me si era formato. Mi nascosi dentro l’aula di musica, affacciandomi vidi che dal tornado uscì un uomo incappucciato e misterioso. Si avvicinava verso di me come se mi stesse fiutando e io imbranato com’ero, schiacciai il tasto del trombone.
Ero immobile nella speranza che non mi avrebbe sentito. Avevo evocato un mostro e ne ero consapevole perché la mamma mi aveva sempre detto di non pronunciare quelle parole. L’ansia mi saliva soprattutto per il fatto che si era fatto che si era fatta notte; mi affacciai di nuovo e non vidi più quella persona misteriosa. Corsi verso il guardiano della scuola che però era sulla sedia e stava dormendo! Lo svegliai, gli dissi l’accaduto e insieme andammo a cercare questo mostro. Ci dividemmo: il guardiano andò a destra e io a sinistra; quando tornai sui passi del guardiano, lui non era riuscito a scappare.
La persona misteriosa mi era apparsa davanti ma io ero immobile, non avevo più paura. La persona misteriosa era in realtà la Morte. Mi fece una domanda dicendomi che se mi sarei unita a lui avrei ricevuto l’immortalità mentre se non accetterò la proposta morirò a breve tempo. Io non accettai. Il giorno dopo la maestra e i compagni mi trovarono sdraiata sulle scale. La maestra mi prese il braccio con forza, mi portò nello stanzino e mi disse che anche lei era rimasta tutta la notte a scuola ma lei aveva accettato la proposta. Dopo vari anni mi prese una malattia e purtroppo morii. Ma morii io non la mia anima…

N. 28

Riassunto di “una bambina misteriosa”
Tre amici stavano passeggiando quando sentono un lamento provenire da una roccia. All’inizio sembrava un lamento di un animale, ma poi capiscono che è un bambino a lamentarsi. Erano preoccupati che fosse in pericolo, perciò, andarono a chiamare lo zio Archimede perché aveva detto che se gli davano una leva lui avrebbe sollevato il mondo. Con il metodo della leva riuscirono a tirare fiori il bambino e scoprirono che era una bambina. Lo portano a casa dello zio Archimede e videro che aveva un bernoccolo e molto probabilmente aveva perso la memoria perché comincia a porsi delle domande.

N. 29

Riassunto di “Ati la piccola etrusca”
Ati si intrufolò dentro casa e la mamma Tanaquilla la sentì e le disse di andare a salutare la cugina Claudia. Ad Ati la cugina stava antipatica. Casualmente, mentre andava in camera sua, l’incrociò e le chiese cosa la portava a Volterra e Claudia le rispose che era lì per una compera del padre. Claudia chiese di lei. Ati le raccontò della sua giornata al circo. Subito la cugina disgustata disse che non era bello stare nella sporcizia, così Ati aggiunse che bastava farci l’abitudine. Claudia disse che lei non avrebbe mai potuto studiare o giocare perché sennò sarebbe considerata cattiva. Ati osservò la cugina: Ati era vestita con abiti comodi e acconciature semplici, mentre Claudia aveva vestiti più raffinati e un’acconciatura elaborata. Claudia annoiata fece i complimenti ad Ati per le pareti. Ati arrabbiata disse che Claudia pensava solo ai vestititi e a quanto sia dignitoso studiare.
Claudia presa dall’emozione mormorò che lei voleva tanto studiare ma a Roma non era possibile e che invidiava la cugina Ati. Claudia scoppiò a piangere.

N. 30

Roma 29 Gennaio 2024

Riassunto di pagina 96-97
Parvana diceva che era capace di leggere come il papà. Non poteva però pronunciare quelle parole ad alta voce, davanti ai clienti del papà. Parvana aiutava a camminare il papà per andare a casa e per venire a lavoro. Parvana non andava a scuola, non poteva neanche essere lì, alle ragazze afgane era proibito uscire. Era piccola per avere undici anni, per questo riusciva ad uscire senza essere scoperta. Quando scoprivano la figlia il papà diceva che Pavana l’aiutava a camminare visto che non aveva la gamba. Un cliente aveva chiesto al padre di leggere la lettera. A Parvana sarebbe piaciuto avere una lettera* (* Il papà era una delle poche persone che sapeva leggere perciò come lavoro leggeva e scriveva al posto degli altri). La maggior parte delle ragazze afgane non sapeva leggere invece lei e la sua famiglia sì. Il mercato era un luogo molto movimentato. Alcuni uomini correvano in giro a portare tazze di tè agli uomini. Voleva farlo anche Parvana. Avrebbe voluto anche lei correre di qua e di là per i mercati con una tazza. Il papà preferiva vederla a scuola. Poi il papà si girò e chiamò gli altri uomini dicendo che lì si legge e si scrive.

N. 31

Roma 31 Gennaio 2024

Scrivi un testo narrativo di tipo storico aiutandoti con la tabella
Il re aveva deciso: – Conquisteremo Atene! – La mattina seguente il re, e l’esercito prepararono l’occorrente. Si avvicinarono sempre di più ad Atene, ma la strada era lunga, perciò decisero di fermarsi e fare una sosta. Un oplita di nome Lino andò avanti senza aspettare la flotta. Arrivò ad Atene con l’intento di conquistarla da solo ma prima di tirare fuori la spada vide una fanciulla, una bella fanciulla. Se ne innamorò subito e le chiede: – Piacere, sono Lino e tu? – La ragazza rispose: – Io sono Fiordaliso, cosa ti porta ad Atene? – Prima di rispondere Lino pensò al suo bizzarro nome. Lino non sapeva come rispondere dato che era lì solo per conquistarla: – Em…sono qui solo per un viaggio – Fiordaliso era una schiava, quindi il suo tempo di riposo era finito: – devo andare! È tardi – Fiordaliso tornò a lavoro. Lino, mentre Fiordaliso riandava nella miniera, la seguiva. Lei era riconoscibile dai suoi graziosi capelli d’oro. Lino si era accorto che stavano man mano andando in miniera.
– Fiordaliso, aspetta!
– Sì Lino? Perché mi segui? – chiese Fiordaliso.
– Volevo solo chiederti se domani ti andrebbe di venire con me da una parte – Disse Lino.
– Va bene –
Lino corse, andò nel primo negozio di abiti e comprò un abito da cittadino normale. Si tolse l’armatura e si provò il vestito. Si rimise l’armatura giusto in tempo, quando dalla finestra del negozio vide passare la flotta. Uscì dal negozio in fretta e raggiunse la flotta:
– Eccoti soldato -.
-Sì, sono qui, dovevo andare in bagno- disse Lino.
– Domani attaccheremo di nascosto, non puoi mancare- disse il capo dei soldati.
La mattina seguente prepararono l’occorrente. Nel tardo pomeriggio lanciarono una grande bomba sopra Atene:
– Gueraaaaaaa! – Disse il re.
Lino non era d’accordo, prese la spada e la gettò a terra, non sapeva che fare! Allora, prese la spada e corse, corse, corse più che poteva, arrivò davanti alla miniera dove lui e Fiordaliso si erano dati appuntamento:
– Fiordaliso! Scappa, scappa! -.
Fiordaliso prese la spada di Lino e corse verso la flotta spartana, prese la spada e cominciò a devastare e infilzare le spade contro la flotta:
– Noo Fiordaliso, posso spiegare! Non sono cattivo -.
– Tu mi hai sfruttato! – disse Fiordaliso.
– Noo Fiordaliso, io ti amo! – disse Lino.
– Fiordaliso continuò ad uccidere la flotta con le lacrime agli occhi perché anche lei lo amava. Lei era l’unica a combattere perciò un soldato gli stava per infilzare la lancia quando Lino si lanciò ma, invece di ferirsi solo lui, la lancia colpì anche Fiordaliso:
– Nooooo, Lino, perché?
– Perché l’amore è una guerra! – Disse Lino.
– Mi dispiace – Ed entrambi morirono, ma furono ricordati per sempre. I genitori, quando ne furono a conoscenza, piansero ma poi si ripresero. Raggiunta una certa età, morirono anche essi. Nel 404 a.C. finì la guerra con la sconfitta di Atene.