PP SE V-3 23/24

N. 1

Roma 12 Settembre 2023, Martedì

Il mio primo giorno di scuola V
Oggi è il mio primo giorno di scuola V e sono uscita di casa con molto mal di pancia perché avevo paura della nuova maestra. Arrivata a scuola ho rivisto tutti i miei compagni, sono stata molto felice di rivedere anche la maestra Floriana ma allo stesso tempo ero molto triste di non avere più una maestra. Come prima cosa, abbiamo accompagnato i bambini della I-B nella loro classe. Poi abbiamo iniziato a raccontare le nostre vacanze. Ognuno ha raccontato la sua, e a me è piaciuto moltissimo sia raccontare la mia di vacanza che ascoltare le vacanze degli altri. Arrivata l’ora di merenda, la maestra Floriana era uscita dall’aula, e a un certo punto arriva una maestra e ci saluta. Io non sapevo chi era, ma la maestra ci disse che era la maestra nuova. Ero molto preoccupata, ma poi ho capito che non era come credevo perché è una maestra molto simpatica. La maestra si chiama Marianna e viene da un paesino che si trova in provincia di Frosinone e si chiama Campoli Appenino e quando è arrivata, con la maestra Floriana, ci hanno letto una storia e poi abbiamo fatto un lavoro sulle emozioni. A me questa giornata è piaciuta tantissimo!

N. 2

Roma 18 settembre 2023, Lunedì

Dopo aver ascoltato i brani rispondi alle seguenti domande.
1 Di quali altri tipo di olimpiadi si parla?
2 Quale alunno era felice? Quale era preoccupato?
3 Perché?
4 Come lavorano gli alunni?
5 Dove vanno dopo?
6 Cosa trovano?
7 Cosa devono fare?
8 Cosa capiscono?

Risposte
1 Si parla di olimpiadi di matematica e scienze
2 Il bambino felice era Sahid e quello preoccupato era Nina
3 Perché Sahid era molto bravo in matematica e invece Nina non era molto brava nelle frazioni.
4 Gli alunni lavorarono in coppia.
5 Dopo aver fatto le olimpiadi di matematica si spostano in palestra per le olimpiadi di scienze.
6 In palestra trovano dei sassi con alcuni strumenti per trasportare i sassi.
7 I bambini devono trasportare i sassi dalla palestra al giardino
8 I bambini capiscono che per portare i sassi da una parte all’altra devono usare la carriola perché è una leva.

N. 3

Roma 19 settembre 2023, Martedì

Dopo aver ascoltato la storia rispondi alle seguenti domande.
1 Cosa trovarono in classe la mattina successiva?
2 Cosa invece avevano sperato di trovare?
3 Cosa sognava Julian?
4 Cosa ricevettero gli alunni?
5 Quale fu la motivazione?
6 Alla fine della storia cosa pensava il maestro?
7 Qual è la parte della storia che ti è piaciuta di più? Perché?

Risposte
1 I bambini la mattina successiva trovarono delle corone decorate con un nastro rosso.
2 paolo aveva sognato la notte dei trofei, medaglie di riconoscimento ma sulla cattedra non c’era nessun trofeo.
3 Julian sognava un trofeo con scritto il suo nome.
4 Gli alunni ricevettero una corona d’ulivo ciascuno, decorata con un nastrino rosso.
5 I bambini ricevettero tutti il premio perché ognuno era stato bravo in qualcosa.
6 Alla fine della storia il maestro pensa che i bambini abbiano capito molto e che stavano crescendo.
7 La parte che mi è piaciuta di più è quando il maestro premia tutti perché ognuno era stato bravo in un argomento delle olimpiadi.

N. 4

Domande pag. 61
1 Quale personaggio rappresenta il male? Quali sono le sue intenzioni?
2 Quali personaggi difenderanno il Bene contro il Male?
3 Che tipo di prova dovranno superare?
4 Di quale oggetto magico si parla nel testo? Ha poteri positivi o negativi? Spiega.

RISPOSTE
1 Il personaggio che rappresenta il male è Sauron e le sue intenzioni sono far piombare tutte le terre nell’oscurità.
2 I personaggi che difenderanno il Bene sono Gandalf e Frodo.
3 La prova è trovare la voragine del fato e lanciarvi l’anello.
4 L’oggetto magico che si parla nel testo è l’anello e ha poteri negativi perché l’aveva creato l’uomo del male.

N. 5

Roma 12 Ottobre 2023, Giovedì

La mia autobiografia
RICORDA
1 Scrivere in 1° persona.
2 Raccontare gli eventi a partire dalla nascita.
3 Inserire le informazioni più importanti (nome-famiglia-città…).
4 Scrivere avvenimenti che ricordate o che ritenete importanti.
5 Arrivare al giorno d’oggi.

Io mi chiamo Chiara e sono nata il 13 Marzo 2013. Mia mamma si chiama Pamela e mio padre Lino (Pasquale), il suo vero nome è Pasquale però mio nonno e mia nonna sono di Napoli. Sono la prima figlia, mia sorella si chiama Francesca ed ha sei anni ed è nata 8/Giugno/2027, eh già, è nata l’ultimo giorno di scuola elementare. Il giorno della mia nascita, sette minuti prima che io nascessi, è stato eletto il papa e non solo, per la gioia di mio papà (perché è un fan scatenato) è nato anche Luciano Ligabue. Sono stata battezzata il 19 Maggio del 2013 insieme ad una delle mie B.F.F. (Marta). I miei padrini erano mia zia Sara e mio zio Domenico e a entrambi gli voglio tantissimo bene! La mia prima pappa l’ho presa il 19 Agosto del 2013 e mia mamma è nata il 20 Agosto, diciamo che gli ho fatto il miglior regalo a mia mamma.
Ovviamente anno nuovo, sorprese nuove. Infatti il 14 Febbraio mi è uscito il primo dente e credo che mia mamma sia stata felice non solo perché mi era uscito il dente ma anche perché la notte avrebbe dormito, diciamo che ero un disastro la notte. Il 2 luglio 2014 in spiaggia, decido di staccarmi da mamma e papà perché ho iniziato a camminare. Io ho iniziato l’asilo nido a sei mesi perché mia mamma lavora in banca e mio padre è un magazziniere quindi ho iniziato il nido il primo settembre 2013. Ho sempre festeggiato il mio compleanno senza gli animatori ma alle feste dei quattro e dei cinque anni i miei genitori mi hanno preso un animatore. Poi dopo, alla festa dei sei anni, me ne anno preso un altro animatore molto ma molto più simpatico! In terza elementare ho iniziato il catechismo per la comunione e qualche mese prima mi sono slogata la caviglia, ma bene bene, perché non solo sono finita al pronto soccorso ma anche perché sono stata cinque giorni a letto e mi stavano anche per mettere le stampelle. Oggi 12 Ottobre, che ho finito questa autobiografia sto iniziando il catechismo corso cresima, con tutte le mie B.F.F.: Sofia, Margherita, Marta (quella che è stata battezzata con me), Beatrice, mia cugina Giulia e un’altra mia amica Giulia.

N. 6 

Roma 06 Novembre 2023, Lunedì

ESERCIZIO DI PAGINA 67 ESERCIZIO NUMERO 2
Cucciolo di drago
1 Erbow deve imparare a volare > L’elfo Yorsh portò in montagna il draghetto Erbow per insegnarli a volare.
2 Il primo tentativo finisce male > Yorsh si mise a correre e arrivato al ciglio della montagna e il piccolo non riuscendo a frenare cadde.
3 Yorsh è in pericolo > Yorsh si mosse per andare a salvare il piccolo e sporgendosi cadde atterrando sul ciglio della montagna e cade nel vuoto e chiede aiuto a Erbow.
4 Erbow vola per salvare Yorsh > A un certo punto due enormi ali lo presero per i polsi con i suoi arti e lo portarono sulla montagna.
5 In salvo e al caldo > Yorsh contrasse i muscoli e salì sulla schiena di Erbow. C’erano due ali minuscole, pelo morbido e caldo.

Erbow deve imparare a volare e l’elfo Yorsh lo portò in montagna il draghetto Erbow per insegnarli a volare. Il primo tentativo finisce male. Yorsh si mise a correre e arrivato al ciglio della montagna il piccolo non riuscendo a frenare e cadde. Yorsh si mosse per andare a salvare il piccolo e sporgendosi cadde e atterrò sul ciglio della montagna e cadde nel vuoto e chiese aiuto a Erbow. A un certo punto due enormi ali lo presero per i polsi con i suoi arti e lo porta sulla montagna. Yorsh contrasse i muscoli e salì sulla schiena di Erbow. C’erano due minuscole ali, pelo morbido e corto.

N. 7

Roma 08 Novembre 2023, Mercoledì

Vi presento il mio animale fantastico:
PINGUIRUDOLFZEBRAGÙ 

Descrizione fisica
Il mio PINGUIRUDOLF è un pinguino che ha la faccia da renna, anzi più precisamente da Rudolf, perché ha il naso rosso. Gli occhi sono come quelli di un gufo e le ali sono un misto tra quelle di un gufo e un uccello. La pancia è a strisce come una zebra e i piedi sono come quelli di un’anatra.

Ha strumenti particolari? Che abbigliamento o accessori indossa?
Il mio Pinguirudolfzebragù non ha strumenti particolari, non indossa nessun tipo di abbigliamento ma indossa due braccialetti di pietre perlate blu/azzurre.

Che carattere e abitudini ha?
Ha un carattere molto molto molto dolce e molto emotivo. Le sue abitudini sono quelle di fare passeggiate in riva al mare. Mangia canne di bambù. 

Cosa ama e cosa odia fare?
Al mio animale fantastico piace fare lunghe passeggiate in riva al mare o in montagna la mattina. Odia quando la mattina piove e non può fare le passeggiate.

Dove vive? Con chi?
Il mio animale fantastico vive in una casa da solo e a tre cancelli: il primo dà su strada, il secondo si trova sul mare e il terzo di trova sulle montagne. Il paese di chiama MareMonti.

Il mio Pinguirudolfzebragù
Il Pinguirudolfzebragù è un pinguino che ha la faccia da renna anzi più precisamente da Rudolf, i suoi occhi sono quelli di un gufo e il ventre è quello di una zebra e i piedi sono quelli di un pinguino. Il mio animale non usa oggetti o strumenti magici ma indossa due bracciali di pietre azzurre/blu perlate. Vive da solo a MareMonti in una casa (più che una casa è una villa) che ha tre cancelli; il primo da su strada, il secondo si trova sul mare e il terzo sui monti. Mangia carne di bambù, ha un carattere molto, molto, molto dolce e molto emotivo. Le sue abitudini sono quelle di andare a fare passeggiare in riva al mare o in montagna la mattina e odia quando la mattina piove e non può fare le sue passeggiate.

N. 8

Roma 20 Novembre 2023, Lunedì

Scrivo un testo fantasy pag. 21-22-23
IL POPOLO DEI UNIPINGUI
Il mio popolo è un popolo molto pacifico che ama quando gli altri unicorni vengono a far loro compagnia. Sono poco legati agli uomini perché inquinano il Pianeta Terra e loro ci tengono molto perché molti millenni prima gli Unipingui vivevano sulla Terra, poi sono arrivati i dinosauri e si sono dovuti trasferire su Saturmini, e non è molto facile raggiungerlo per il forte vento. Le loro casette sono di legno, essendo che su Saturnini soffia molto vento e il legno è molto resistente al vento. Il legno è rivestito da una pietra, cioè l’ambriga che dà un effetto e un colore perlato che protegge le case dal freddo. Il legno arriva da Saturno. Gli Unipingui possiedono un meraviglioso potere: VOLARE. Nascono tutti con questo potere, non studiano per imparare a volare. Hanno una specie di astronave per viaggiare e per averla devono prendere il putipù (la nostra patente in pratica). Hanno la postura che sembra quella di un cane e le due zampe anteriori per loro, sono delle mani e le due zampe anteriori per loro sono delle mani e le due zampe posteriori sono delle gambe. Il corpo ha una lunga criniera e la testa è da pinguino con un corno. Le donne ogni mattina dopo aver accompagnato i figli a scuola vanno a prendersi il caffè per colazione. Sono molto amici dei popoli Battlesquir e Micromen. I Battelesquir vivono nella terra delle Battle. I Micromen vivono nella Terra dei Micromen. Glu Unipingui mangiano bacche, noci di cocco, banane, pomodori lattuga, spinaci e barbabietole. 

N. 9

Roma 29 Novembre 2023, Mercoledì

Una lezione bizzarra PAG 69
Domande di pagina 69

Domande
1 Che tipo di animale viene descritto nel racconto? Quali sono le sue caratteristiche fisiche?
2 Come reagiscono i ragazzi quando vedono gli ippogrifi?
3 Quale atteggiamento dovrebbero tenere secondo Hagrid?
4 Chi affronta per primo un ippogrifo?

Risposte
1 Nel racconto viene descritto un ippogrifo che è una creatura bizzarra. Avevano il corpo, le zampe posteriori, le code da cavallo, zampe anteriori, le ali e la testa da aquile, becchi feroci color acciaio e i grandi occhi arancione squillante.
2 I ragazzi quando vedono gli ippogrifi fanno un passo indietro.
3 Secondo Hagrid per fare amicizia con gli ippogrifi si devono inchinare e se anche gli ippogrifi si inchinano lo possono accarezzare.
4 Il primo ad affrontare per primo un ippogrifo è Harry Potter.

N. 10

Roma 30 Novembre 2023, Giovedì

Pag. 25 MI PIACE/CAPIRE
Quale evento cambiò la vita di Matisse? Quando accadde?
Aveva vent’anni e si ammalò gravemente e dovette stare quasi un anno a letto e lì iniziò a dipingere.

In quale città si trasferì? In quale modo diede inizio alla sua carriera di pittore?
Si trasferì a Parigi appena guarito. Non dipingeva per creare capolavori ma perché dentro di sé (sentiva) il bisogno di farlo.

Quale tipo di colori utilizzava Matisse nei suoi dipinti? In che modo li sceglieva?
Utilizzava colori forti, intensi, mai usati prima e li sceglieva d’istinto.

RAGIONO
Prova a spiegare con le tue parole l’affermazione finale di Matisse. Sei d’accordo?
Per me è giusto quello che dice Matisse perché tutti dobbiamo rimanere bambini.

N. 11

Rispondo alle domande di pag. 29
Sì il razzismo purtroppo c’è ancora.

N. 12

Roma 03 Dicembre 2023, Domenica

Rispondo alle domande di pag. 28
1 L’autrice racconta della sua infanzia che è nata a Firenze in una casa poco lontana da un enorme prato.
2 Il piglio allegro e risoluto con cui affrontava le cose, le persone nuove, lo stesso che sentiva ancora dentro a ottant’anni.

N. 13

Roma 06 Dicembre 2023, Mercoledì

Continuo il testo autobiografico
Tutti diversi i nonni di campagna. Per prima cosa avevano oche e polli al posto di un cane; poi avevano due cavalli e la loro casa era grandissima ed era di colore bianco con il tetto blu. Lavoravano fino a sera tardi: portavano al pascolo i cavalli, davano da mangiare ai polli, sia la mattina, sia la sera e facevano le stesse cose con le oche a differenza dei miei nonni di città che stavano tutto il giorno sul divano a dormire. Anche io aiutavo nelle stesse cose i miei nonni di campagna: mi piaceva da morire! I miei nonni mi prendevano sempre in braccio per raccogliere le mele nei punti più alti dove neanche loro arrivavano. I nonni di campagna erano molto più simpatici a differenza dei miei nonni di città che sembrava volessero più bene al mio cane che a me.

N. 14

Roma 11 Dicembre 2023, lunedì

La mia lettera per Natale.
Caro babbo Natale,
questo Natale ti chiedo poche cose ma molto importanti. Per prima cosa ti voglio ringraziare per la mia meravigliosa famiglia, i miei nonni, i miei zii, i miei genitori cugini…Ti volevo chiedere una cosa: tu sei una persona importante per ogni bambino di ogni stato, insomma sei una persona importante in tutto il mondo e porti i regali a tutti i bambini del mondo. Però molti ti chiedono la pace nel mondo o nel proprio stato, ma tu la pace non la porti e i bambini che ogni anno ti chiedono e richiedono la pace vedono che c’è il triplo della guerra e tu continui a non fare nula. Colui che scrive la lettera rimane arrabbiato/a con te e sono sicura che tu ci rimani male. Per questo che ti chiedo di stoppare la guerra e di esprimere tutti i desideri di tutti i bambini.
PS Se ti avanza un po’ di tempo faresti un kit di posate e bicchieri per mamma visto che li ha tutti rotti? Grazie! Spero che la mia lettera ti arrivi!
Chiara ❤️

N. 15

Roma 20 Dicembre 2023, Mercoledì   coro natale

Rispondo alle domande di pag. 55
1 Che cosa notò il protagonista, appena vide H.P. Lovecraft?
1 Il protagonista appena vide H.P. Lovecraft notò che era un vecchio con una lunga barba.

2 Quale spiegazione in merito gli viene fornita?
2 Gli vengono fornite delle informazioni del tipo: è alto tre metri, è un vampiro altro tre metri.

3 Che aspetto aveva la sala da pranzo?
3 La sala da pranzo era un ambiente strano, costruito con la struttura di una cripta delle catacombe.

4 Quale strano particolare venne subito notato dal protagonista?
4 Il protagonista notò subito una lunghissima barba.

N. 16

Roma 30 Dicembre 2023, Sabato

Esercizio numero 4 di pag. 19
1 Sara è un amica simpatica anche se è un po’ sbadata.
2 Alla gita c’era anche un insegnante nuovo che non conoscevo.
3 All’ora di pranzo le galline razzolavano nell’aia.
4 Il cavallo non ha saltato l’ostacolo: si è fermato un’altra volta.
5 L’hai sentita anche tu? È un ululato oppure è il nostro cane che abbaia?

Esercizio numero 5 di pag. 21
Ben detto ! Finalmente ci troviamo d’accordo su questo argomento.
Oggi 19 Marzo ricorre la festività di San Giuseppe, buon onomastico!
Tra mezz’ora avrò finito i compiti e ti raggiungerò in quel parco vicino a casa tua.
Fabio è un buon amico: ha un cuore d’oro!
In questo edificio, un tempo c’era una grande officina.

Esercizio 3 di pagina 22

  • Oggi la storia ce la racconta Giulia.
  • Mamma oggi la storia ce l’ha raccontata Giulia.
  • Oggi la camomilla ve la offre Giada.
  • Ve l’ha offerta la camomilla Serenza

N. 17

Gianni Rodari – Favole al telefono

1 Pagina 16

Il Palazzo di gelato
C’era una volta a Bologna un palazzo di gelato che i bambini potevano mangiare.
Un giorno una finestra di gelato alla fragola si stava sciogliendo e così tutti i cittadini andarono a leccare la finestra.
Questa storia mi è piaciuta perché mi piace l’idea del palazzo da mangiare e poi perché mi ha fatto molto ridere.

N. 18

2 Pagina 30

Il Paese senza punta
C’era una volta Giovannino Perdigiorno che era un grande esploratore.
Un giorno arrivò in questo paese dove tutti i tetti non erano appuntiti ma rotondi. Giovannino vide un cespuglio di rose e decise di prenderne una. 
Dal cespuglio sbucò fuori una guardia municipale che gli fece una multa e per pagare la multa non bisognava dare soldi ma due schiaffi. Giovannino si rifiutò e la guardia fu costretta a portarla nella frontiera e abbandonare il paese senza punta. Questa storia mi è piaciuta perché se ero io ad andare in quel paese non mi sarei fatta male.

N. 19

3 Pagine 33

Il paese con l’esse davanti.
C’era una volta Giovannino Perdigiorno che era un grande viaggiatore. Un giorno arrivò in un paese. C’era un cittadino sotto l’albero, Giovannino li chiese che paese era. Il cittadino gli fece vedere un temperino e gli disse che quello non era un temperino ma uno “stemperino” che serviva a fare ricrescere le matite. Il cittadino gli fece vedere lo staccapanni e gli spiegò che non bisognava attaccare niente perché era già tutto attaccato.
Questa storia mi è piaciuta perché ci sono dei nomi troppo divertenti.

N. 20

4 Pagina 36

Gli uomini di Burro
C’era una volta Giovannino Perdigiorno che un giorno si ritrovò nel paese degli uomini di burro. In quel paese non c’erano case ma solo frigoriferi. Giovannino andò vicino a un frigorifero e vide un telefono.  Gli rispose l’inquilino. Non era un inquilino normale come tutti gli altri, ma il re. Il suo frigorifero era d’oro massiccio. Il re spiegò a Giovannino che loro non potevano uscire perché al sole si squagliavano.
Questa storia mi è piaciuta perché ci sono degli elementi veri in una storia fantastica.

N. 21

5 Pagina 208

Promosso più due
C’era una volta un povero Dieci che era inseguito da una sottrazione. La sottrazione fece diventare il dieci un Otto. Si avvicinò una persona con una vocina dolce. Era la divisione che lo fece diventare due Quattro. Uno se lo prese e se lo mise in tasca, l’altro ne approfittò per scappare. Prende il tram e scende alla prima fermata. Appena sceso il Quattro calpesta un piede a una signora: la Moltiplicazione che lo fa diventare un Dodici.

Questa storia mi è piaciuta perché c’è un po di matematica in un libro da leggere e non è che delle storie così si leggono tutti i giorni.

N. 22

RIASSUNTO di pag. 92-93
Nel silenzio del paesaggio si sentì un lamento. Tre ragazzi si guardarono senza fiatare. Quel rumore sembrava provenire da una piccola fortezza in pitera.
Attalo con gli occhi sgranati chiese cos’era. Pensavano che poteva essere qualche animale selvatico, alcuni proposero di tornare ma nessuno rispose. In quell’istante il lamento riprese. Non erano animali e Attalo suggerì di lasciar perdere. Didio entrò dentro a vedere. Si arrampicò, il lamento si faceva sempre più vicino, e quando arrivarono in cima, si sporsero per guardare al semicerchio di pietra. Giaceva un piccolo corpo in mezzo ai frammenti. Attalò spiegò che era un bambino biondo, Didio portò le mani vicino alla bocca e gridava. Dovevano cercare aiuto. Poi Heliodoro si illuminò. Lo zio Archimede poteva aiutarli a spostare la pietra anche se aveva più di settant’anni. Andarono a chiamarlo. Era già quasi buio quando Didio arrivò in casa di Archimede. Archimede seguì i tre ragazzi senza fare domande. Mise un bastone appoggiato ad un sasso sulla fortezza e l’aprì. Non era un bambino ma una bambina minuta. La piccola aprì gli occhi, aveva però uno sguardo fisso. La piccola chiese impaurita dove si trovava: era nel centro di Siracusa nella casa di Archimede.

N. 23

RIASSUNTO di pag. 94-95
Sua madre Tanaquilla sentì Ati, gli chiese se voleva salutare sua cugina Claudia che era appena arrivata da Roma, ma Ati gli disse che non voleva salutare sua cugina, come la chiamava lei “SMORFIOSA”, e sua madre sbottò. Ati mentre tornava nella sua stanza incontrò sua cugina Claudia. Gli chiese di raccontare la sua vita e Ati si mise a raccontare cosa aveva fatto durante la giornata. Dopo aver finito di parlare Claudia sorrise e disse a Ati che gli Etruschi erano molto originali e poi disse che a Roma studiare era da cattiva ragazza. 
Ati rispose a sua cugina dicendole che lei non riusciva a non parlare di abiti e che studiare era poco dignitoso e poi aggiunse anche che lei teneva proprio a perdere tempo. Claudia guardò sua cugina e poi abbassò gli occhi perché a Roma non era facile dover nascondere che sei una persona intelligente. Alla fine di quello sfogo Claudia si mise a piangere.

N. 24

Roma 29 Gennaio 2024, Lunedì

RIASSUNTO
Parvana sussurrava che sapeva leggere qualsiasi lettera come il padre. Parvana aiutava il padre a camminare fino al mercato e poi a casa dopo aver finito di lavorare, anche solo lei  non poteva stare lì perché era una bambina di 12 anni, in Afghanistan. I talebani avevano ordinato a tutte le donne e le ragazze afgane di rimanere chiusa in casa. Avevano persino proibito alle ragazze di frequentare la scuola. Lei usciva qualche ora, quasi tutti i giorni per aiutare il padre a camminare. Il padre aveva perso la gamba quando lavorava dentro una scuola superiore. Parvana era una delle fortunate che sapeva leggere e scrivere. Il mercato era un luogo molto movimentato. C’erano i venditori del tè che correvano da una parte all’altra del mercato. Lei avrebbe voluto correre per il mercato.

N. 25

Roma 31 Gennaio 2024, Mercoledì

Scrivi un testo narrativo di tipo storico aiutandoti con la tabella.
Una gita interessante

In Grecia nel 750 a.C. una bambina di nome Kina. Lei andava a scuola e un giorno il suo maestro Paleno gli disse alla classe che sarebbero andati in gita a Sparta, poi in classe entrò una sacerdotessa spartana: “Io sarò la vostra guida”, disse. “Domani l’incontro sarà davanti all’agorà”. Il giorno dopo Kina e tutta la sua classe partirono e andarono a Sparta. La prima cosa che videro fu una casa: “Le case spartane sono totalmente diverse” disse la guida. Erano nel 750 a.C. e le case non erano grandissimo ma quella casa era grandissima. Kina chiese: “Perché c’è una statua di Zeus?”; la guardia rispose: “Siamo entrati in una casa di un nobile ecco perché”. Andarono nell’agorà, la piazza principale. Era immensa e da ogni parte la gente urlava: “Ad Olimpia si stanno svolgendo le Olimpiadi”, oppure: “Viva Olimpia e le sue olimpiadi”, o ancora: “Prepariamoci per la guerra perché le olimpiadi stanno per finire!”. Nella piazza c’erano i soldati che si stavano allenando per ricominciare la guerra. Anzi fecero anche fare a Kina e (a) tutta la sua classe l’allenamento militare. La piazza era molto grande e vicino c’erano molte, molte, molte case piccole che erano il triplo più piccole du quelle del nobile. Poi la cosa che la classe non si aspettava, il tempo più importante di Sparta, ovvero il tempio in onore di Zeus! I ragazzi quando entrarono erano sorpresi! Non credevano ai loro occhi, era tutto oro, soprattutto il capitello dorico. Andarono a pranzo in un bosco meraviglioso con gli alberi che facevano una tipica atmosfera primaverile. Kina pranzò vicino alla sua migliore amica Kinakì e entrambe avevano lo stesso pranzo ovvero riso con l’olio, prodotto dai genitori di Kinakì e un po’ di pesce sotto sale che era stato pescato dal padre di Kina. Dopo aver pranzato la sacerdotessa gli fece vedere l’ultima cosa: una nave. La nave si chiamava mastra (mastra in italiano). I bambini non erano mai saliti su una nave. La sacerdotessa se ne andò e il maestro portò tutti i ragazzi in riva al fiume Mesta per fare una buona merenda con l’uva. Partirono alle 8:30 all’orario di entrata e doverono tornare alle 17:30. Perché un compagno di Kina si sentì male dopo aver mangiato l’uva. Il giorno dopo Kina andò a scuola e vide che non era il maestro Paleno, perché non era il suo maestro e la gita era servita proprio per far capire ai bambini che lui se ne sarebbe andato. Kina pianse così tanto che non finì l’anno scolastico.