N. 1
Perché voglio diventare grande
Voglio diventare grande perché un giorno farò dei figli, così posso cercarmi un lavoro, così sarò abbastanza autonomo da andare in giro da solo. Posso avere un te viaggiare da solo così posso fare le cose dove come e quando voglio e perché lo voglio. Posso fare la spesa per cucinan cucinare a hai miei figli, posso comprare le cose con i miei soldi posso avere un telefono e posso uscire con i miei fig gli amici ed voglio comprarmi una bella villa casa enorme, con un campo da Rugby.
N. 2
Ad Halloween sono uscito alle sei di sera e sono andato a Campagnano con papà e nonna. Gaia e Greta hanno voluto fermarsi a vedere uno spettacolo da bambini piccoli.
Dopo mezz’ora ce ne siamo andati a fare dolcetto o scherzetto. Ero vestito da scheletro e se mi dicevano dolcetto me lo prendevo altrimenti prendevo una pistola ad acqua vuota e li sparavo. Prima di tutto sono passato in tutti i negozi fino alla fontana di Campagnano, poi sono andato in una casa di riposo per anziani fino alla pasticceria di mia zia Silvia. In un centro scommesse ci hanno dato una manciata enorme di caramelle e alla fine avevo una racchetta piena di caramelle e per cena ho mangiato la porchetta.
N. 3
Mina tratteneva il respiro perché anche lei pensò Scrivi il finale del brano “Una misteriosa cantina”
Mina tratteneva il respiro perché anche lei pensava che ci fosse un foglio in cui c’erano scritte tutte le stanze inesplorate e nascoste in altri punti della casa. Ma appena Tom l’aprì videro un bagliore e Tom urlò – siamo ricchi!!! – perché dentro la cassapanca c’erano c’erano tantissime cose: la prima cosa che videro entrambe fu un quadro della prozia ma sotto al quadro c’erano dobloni d’oro, gioielli e via dicendo. Mina e Tom portarono tutto al sicuro e scoprirono che la prozia era ricca sfondata e Tom e Mina vissero felici e contenti.
Voglio diventare grande perché un giorno farò dei figli, così posso cercarmi un lavoro, così sarò abbastanza autonomo da andare in giro da solo. Posso avere un te viaggiare
N. 4
7/02/2023
Caro diario…
Roma 7 febbraio
Caro diario,
Da qualche giorno non riesco a pen pensare ad altro come sarà la mia vita in futuro, il lavoro. Vorrei che fosse il pompiere, o il dottore. Il pompiere perché mi piace l’avventura che sarebbe spegnere gli incendi per salvare vite. Il dottore mi piace sempre perché mi possono salvare molte vite, ma credo che non faccia per me.
perché alzarsi per la mattina alle sei e tornare a casa a mezzanotte, forse gli orari non sono questi ma sembra molto faticoso, mi piacerebbe fare anche il veterinario per avere cani, gatti, porcellini d’india…e se tutti questi lavori non mi piaceranno proverò a lavorare in banca come mio padre.
N. 5
Un pomeriggio fantastico
Il 9 febbraio sono andato al museo delle illusioni insieme a mamma, Greta, Gaia.
C’erano cose molto belle ma quella che mi è piaciuta di più è un ponte di ferro con circondato da uno strato viola e bianco che girava, io ci sono subito entrato ma sembrava che giravo io e non la copertura viola.
Camminando un po si trovava una stanza circondata da specchi, ci siamo entrati e ci vedevano noi quattro allinfinito (sic).
cambiando ancora c’erano quattro quadrati uno più grande dell’altro, se ti giravi dall’altra parte si vedevano quattro piramidi, poi mi sono accorto che i quadrati e le piramidi era truccato, però i quadrati e le piramidi fluttuavano.
la giornata al museo delle illusioni è stata bellissima anche perché non sono andato a scuola.
N. 6
Correva. Di notte, erano le 05:00 del mattino, era da un’ora che correva, correva, correva e gli mancava quasi il fiato.
sentiva dei passi sempre più veloci e lo vidi. Era il mostro della montagna! che paura. Mi sono subito messo ad urlare – AAAAAHH -. Speravo che almeno qualcuno mi avesse sentito ma ero troppo dal campo, o quantomeno dai miei genitori. Dietro di me vedevo un mostro altissimo con unghie più lunghe di non so cosa.
Avevo uno zaino con tutto l’essenziale e lo buttai addosso al mostro per gua guadagnare tempo. a un tratto ho sentito che veniva urlato il mio nome.
Tommasooo! dove sei? e corsi dai suoi genitori e siamo tornati a casa, Lontano da ogni mostro!
N. 7
Il mio papà si chiama and Andrea. E’ alto un metro e54 cm, è robusto ha i capelli marroni e anche gli occhi sono marroni. Gli piace giocare mi propone sempre giochi su giochi. Non si veste quasi mai sportivo, io lo vedo vestito sportivo solo quando va il palestra. Il legame tra me e mio padre è quasi impossibile da rompere. Papà mi porta quasi ovunque ovung ovunque: in montagna in Emilia Romagna al mare, e a Torvaianica sempre al mare. vedo poco mio padre una settimana il martedì, il venerdì il sabato e la domenica salvo imprevisti.
N. 8
Oggi abbiamo incontrato: Omar di felice Di Felice
Omar Di Felice è nato il 21 ottobre 1981. Fin da piccolo si innamora del mondo della bei. Nel 2006 diventa professionista di ciclismo. Da sempre appassionato di viaggi e di avventure nel 2008 decide di trasportare la sua esperienza in bici nei luoghi più freddi del pianeta.
Nel 2000 durante un viaggio in Islanda si innamora del freddo e inizia l’esplorazione dell’a la sua esplorazione nella stagione più fredda dell’anno.
Oggi quando è venuto Omar ci ha raccontato molte cose, ad esempio quando Omar è andato a Ladakh gli davano un secchio d’acqua al giorno, ci ha fatto il paragone di un bambino del Ladakh e un bambino che
