1. ragazzi moderni sono attratti da nuove professioni, da nuovi tipi di lavoro. Tu, pensando alle tue qualità e alle tue abitudini che cosa sogni per il futuro? Spiega se questo sogno condiziona, oppure no, la scelta della tua prossima scuola.
2. L’adolescenza è un’età spensierata o un’età difficile? Prova a riflettere sulla condizione degli adolescenti di oggi, sui luoghi comuni che spesso gli adulti utilizzano nei loro confronti e, riferendoti anche alla tua esperienza, cerca di dare una tua risposta a questa domanda.
3. Covid-19, distanziamento sociale, assembramento, mascherine, didattica a distanza: nuove parole entrate prepotentemente, nel linguaggio quotidiano. Il virus ha cambiato il nostro modo di vivere. Racconta le tue sensazioni, emozioni, paure. Come hai vissuto – e come stai vivendo – questa esperienza legata all’emergenza sanitaria.
Il testo da tre scritto sarà pubblicato su una rivista dedicata al mondo degli adolescenti con l’obiettivo di suscitare interesse ed emozione nel lettore e aiutarlo a comprendere un mondo pieno di sfumature e di sentimenti.
N. 1
Con la nascita di internet, dei sociale del “successo” di alcune persone che vi sono ha xxx \portato/ molti ragazzi, spinti dallo spirito di avventura e dalla voglia di fare, sognano di essere influencer.
I social sono un mondo parallelo, dove anche il più timido dei ragazzi può aprirsi liberamente, è una sorta di realtà in cui buttarsi quando si è troppo tristi o pensierosi per “staccare la spina” e dare spazio alla creatività. Anche io uso i social, ma il mio sogno non è quello di essere conosciuta su questi ultimi. Durante questi anni di medie ho scoperto di essere particolarmente appassionata alla psiche umana e soprattutto alle ingiustizie della nostra società che in quanto tali sento molto mie perciò il lavoro che mi piacerebbe fare è l’assistente sociale o la psicologa in polizia.
Il lavoro dell’assistente sociale è molto simile a quello della psicologa, ad esempio un assistente sociale in caso di violenza carnale, ciò in cui mi piacerebbe specializzarmi, deve più o meno, parlare con la vittima, per capire se l’aggressione è avvenuta o meno e se ha subito danni psicologici o finge in caso di presenza analizzare i video e capire se sono falsi e osservare i referti delle visite se ci sono ferite, lividi o qualsiasi cosa visibile sul corpo, stipulare una specie di verbale dicendo se per lui l’aggressione è avvenuta o meno e le cause che l’hanno portato a quella decisione.
Il verbale passa poi in mano alla psicologa, che procede esattamente come l’assistente sociale: interroga la presenta vittima, analizza i video e le analisi e scrive il suo verbale correggendo, solo se necessario, quello dell’assistente sociale. Quando parlo di questo lavoro le persone solitamente sgranano gli occhi e iniziano ad elencarmi una serie di motivazioni per cui non dovrei farlo e una miriade di altri lavori che a me non interessano nemmeno un po’, la verità, secondo me, è che ho scelto un lavoro insolito, cioè non tutti vogliono fare l’assistente sociale da grande e soprattutto il problema che vedono tutti è che si guadagna poco e in Italia è molto corrotto, io li capisco, ma loro non capiscono me, le loro parole, le loro preoccupazioni e i dubbi mi spingono solo a farlo e a convincermi ancora di più che è la mia strada. Detto così probabilmente sembra un capriccio, un dispetto ma non lo è, per me è importante e ho dei motivi per cui lo voglio fare che raramente le persone mi chiedono, essendo molto corrotto, in Italia soprattutto, penso che si senta molto il bisogno di qualcuno che lo faccia con passione e con voglia e non solo per i soldi, inoltre il fatto che io voglia xxx specializzarmi in violenze carnali non è un caso, è che oggi in tribunale alle donne vittime di questo reato vengono ancora fatte domande improponibili e sbagliate che alimentano la cosi detta “cultura dello stupro” che dalle frasi e dagli atteggiamenti che noto in gito per le strade è già molto presente tra noi. Se mia figlia mi chiedesse di fare questo lavoro ne sarei molto orgogliosa e forse la penso così perché sono ancora piccola e non conosco bene ogni aspetto di questo lavoro, ma so che è uno dei lavori più difficili, spesso le persone tendono a scegliere la via più facile e dove si guadagna di più, io no, questo è un lavoro che non finisce alla fine del turno, non puoi tornare a casa ed emanare completamente dalla tua mente ciò che hai visto e sentito e far finta di niente, se mia figlia lo volesse fare e sarebbe come se mi dicesse “io sono pronta a pagare le conseguenze che avrò” ed è questo che mi renderebbe davvero fiera. Per quanto riguarda la scuola io e mia madre ci siamo parecchio scontrate ma alla fine è riuscita a capirmi. ha detto che devo scegliere io e che non devo avere paura perché nella vita se ti accorgi di aver sbagliato strada puoi sempre cambiare rotta sempre come ha fatto lei alla fine credo che sceglierò le scienze umane. Sono ancora piccola e cambierò tante colte idea ma c’è una cosa che non cambierò mai, la mia idea sui sogni: vanno perseguiti sempre e ad ogni costo.
N. 2
Immaginate di avere una piccola sfera di vetro sul parlo della mano, una mossa sbagliata e si frantumerà in un milione di minuscoli pezzi…è proprio così che immagino la vita di noi adolescenti, un passo falso e tutto potrebbe crollare. Quest’età viene spesso descritta come la più spensierata e la più bella…ma siamo sicuri che sia davvero così? La continua incertezza incombe su ogni tuo passo, giudizi indesiderati e freddi inonderanno come un fiume in piena la tua mente. E cosa c’è dall’altra parte? Nuove emozioni sfrecceranno come treni tra i pensieri, nuove amicizie, delusioni, sorrisi e pianti. Non c’è da stupirsi se cambi umore come il tempo di aprile…e se proprio vuoi un consiglio non lasciare che le nuvole oscurino il sole.
Durante i temporali, però, serve un ombrello, qualcuno o qualcosa che sappia ricordarti che hai passato cose peggiori di queste. Be’ io penso di aver trovato il mio ombrello ma, anche se questo dovesse rompersi i ricordi mi potrebbero tornare alla memoria questo vale la pena bagnarsi se serve a rivedere il sole. Non sempre si ha la fortuna di trovare il proprio ombrello e non scoraggiarti se sembra piovere sempre, quando meno te lo aspetti arriverà la persona giusta per te…e se posso dirtelo io che ho passato cinque interminabili anni tra bullismo e solitudine sono sicura che ci riuscirai anche tu!I secondi, \i minuti/, le ore, i giorni, i mesi passano veloci, sta solo a noi decidere se quest’ultimi condizioneranno o meno quelli futuri.
Se dovessi raccontarti la mia esperienza personale probabilmente ti direi di lasciare andare tutto quello che ti ha fatto stare male…anche se è la scelta più semplice. Quello che è mancato a noi sarà ciò che saremo in grado di offrire agli altri: sincerità, conforto e comprensione del mio caso…cose molto importanti per creare un’amicizia solidale. In ogni caso tu prendi ogni parte della vita per come viene, se tutto fosse perfetto e certo non riusciremo mai ad accorgersi di quanto è bello tornare a sorridere.
N. 3
L’adolescenza è un’età bellissima perché sono \è/ piena di momenti fantastici poi non si possono più rivivere. Alcuni pensano che noi non siamo in grado di fare certe cose, che stiamo sempre con il telefono sui sociale e che non pensiamo a certe cose. Ma io penso che noi adolescenti siamo molto più maturi di loro. Io come adolescente mi vedo abbastanza bene ho anche una bella amicizia con la mia migliore amica non mi manca nulla ovviamente alcune cose mancano ma non si può avere tutta nella vita. Io sono una ragazza che pensa di testa propria e non mi faccio mettere i piedi in testa da nessuno, rispondo alcune volte male anche alla mia famiglia di questo non ci posso fare nulla purtroppo io come adolescente sono così, sto tanto tempo sui social vari alcune volte esco con la mia migliore amica, però in fondo da una parte sono anche dolce. So che questi anni purtroppo finiranno e non sarò mai una ragazzina come prima ma crescerò e diventerò molto più matura di quello che sono, ovviamente quando crescerò cose me le scorderò \accadranno ma/ più non riviverò mai questi bei momenti tipo per esempio stare sui sociale tanto tempo, uscire con amici, fare casino per strada, giocare ad obbligo o verità, gioco della bottiglia, i primi pianti per amore, per litigate con amici e tantissime altre cose che non scorderò mai in tutta la mia vita resteranno sempre con me tutti questi bei \bellissimi/ momenti.
N. 4
L’adolescienza, eh sì è quel periodo che va dai tredici anni hai diciotto anni, in cui la tua vita è come uno tsunami di emozioni, e non c’è una risposta alla domanda: “E’ bella o brutta”? va a periodi, xxx xxx xxx c’è quell’arco di tempo in cui sei senza pensieri e senza distrazioni, e puoi fare tutto quello che vuoi, poi invece c’è quel periodo dove cade tutto a pezzi, la tua mente è invasa da pensieri del tipo: “sono brutta, sono grassa, non mi vole nessuno, i miei genitori mi odiano, voglio morire” e via dicendo…Poi torni a casa piena di compiti e litighi con i tuoi genitori e magari il ragazzo che ti piace ti dice che è innamorato della tua migliore amica.
Sì l’adolescienza non è un periodo facile, anzi è un periodo in cui ti riempi di ferite ma come tutti sanno il tempo cura e magari da grande ridendo racconteremo hai nostri figli queste \le/ cose che oggi ci fanno stare male. Ma infondo cos’è l’adolescenza? La risposta è niente è solo un periodo in cui cresci e apri gli occhi, dove finalmente vedi il mondo cosi com’è, un posto misero e sporco, in cui sono tu sei in grado di rialzarti e farti coraggio per andare avanti, devi essere in grado di non farti mettere i piedi in testa da nessuno, e a difenderti dalla gente che molte volte va in giro a dire cose non vere su di te. Ma non tutti ci riescono anzi molte persone si abbattono, si chiudono in se stessi, nei loro pensieri, e non c’é nessuno in grado di aiutarti. Molto spesso in queste situazioni gli adolescenti non resistono e crollano e dopo troppe volte che sono restati in silenzio si buttano giù, nel vero senso della parola, si tolgono la vita. Questi casi al giorno d’oggi sono sempre più frequenti. La mia adolescienza va come va, nel senso che stando sempre all’inizio, non è una delle migliori. xxx xxx Detto sinceramente la mia vita mi piace fino ad un certo punto, la mia famiglia è composta da: mia madre che lavora ogni giorno in ospedale per molto tempo e quindi non sta molto a casa e quelle poche volte che c’è litighiamo , poi c’è mio padre che vive a ponza e se sono fortunata riesco a vederlo più o meno tre o quattro settimane durante l’inverno e due mesi d’estate. E poi c’è mio fratello che sta sempre chiuso in camera sua, come me d’altronde, io passo tutte le mie giornate chiusa,
(manca una pagina)
un incendio ma, non lo fa notare nessuno.
In questo caso tutte le mie amiche ne hanno conosciuta una, e sono proprio io. Questo è il mio carattere, mi piace tenermi dentro. Spero di riuscire a parlare dei miei problemi alle mie amiche, ma spero ancora di più che questi problemi passino al più presto. Questa è l’adolescienza.
N. 5
L’adolescienza è un’età spenzierata o difficile? Bhe penso sia una domanda abbastanza complicata da porsi, sicuramente dipende tutto da persona a persona, sinceramente sono dell’idea che non sia una passeggiata. Ho avuto tante testimonianse di ragazzi che stanno male che a volte non riuscivano a vivere dentro la propria testa, che semplicemente volevano mettere la propria vita in pausa. Generazione bruciata, quante volte volte ho sentito questa cosa, affermarla con sicurezza e convinzione. La verità è che, chi è sicuro di ciò è un inetto perché non hanno la più pallida idea di cosa possa passare nella testa xxx dei giovani: insicurezza, ansia, depressione e dipendenze è tutto un circolo vizioso senza fine, cosa intendo per dipendenze? intendo tutte quelle cose che sul momento ti stanno fanno stare bene, potenti, ma che a lungo andare ti porta a stare peggio di prima. Io ne sono un esempio, la mia dipendenza in questo caso era il mio disturbo alimentare, mi sentivo così tanto forte a vedere l’ago della bilancia scendere, giorno dopo giorno, chilo dopo chilo, e piano piano le ossa cominciavano a sporgere ed io non riuscivo più ad alzarmi dal letto, era tutto ridotto ad una \cosa/xxx, era la vita ridotta ad un puntino, Sono dovuta arrivare quasi al sondino, me lo stavano letteralmente per mettere quando ho scelto di vivere. Ogni volta che ingerivo qualcosa mi sembrava che il mondo potesse implodere su se stesso, ma cambiamo argomento, questa è solo una delle tante storie, fortunatamente non tutte le dipendenze sono così autodistruttive. La verità è che le insicurezze e i problemi personali sono purtroppo alla base dell’adolescenza perché ti aiutano a crescere e a costruire la tua persona, però è difficile sopportare la sensazione di non essere mai abbastanza, la sensazione che vada tutto male e di voler scomparire. Quante volte ho pensato di finirla e che magari non sarei mancata a nessuno però poi penso: è allora? io vivo per me stessa, non per gli altri. Sto avendo tanti risultati e sta andando bene in questa grande sfida, non devo buttarmi giù alla prima sconfitta perché la vita effa di tanti bassi si ma anche di tanti alti. E’ normale prendere batoste ma non dobbiamo rammaricarci perché di quello che costruiamo oggi ne vedremo il risultato domani. Quindi, è vero che siamo una generazione bruciata? ancora non lo so bene ma so che siamo una generazione tanto sensibile, che pensiamo tanto e che ci soffermiamo sulle piccolezze. Detto ciò posso dire con certezza che l’adolescenza può essere bella si, come può essere brutta ma sicuramente insegna tanto.
N. 5
I ragazzi moderno, sempre più influenzati dalla tecnologia, dalla moda e oppressi dalla società. Nel tempo l’umanità si è sempre più evoluta e con lei anche la varietà dei lavori per il futuro. Oggi giorno le professioni che si praticano sono veramente tante, ma poche ti danno accesso a una vita normale e tranquilla come tutti vorremmo. Ormai la vita dei ragazzi di oggi è composta principalmente dalla scuola, cosa non brutta, ma è veramente triste come te le fanno odiare, come se fosse un obbligo. Dal mio punto di vista la scuola dovrebbe essere un posto dove vai per imparare, fare nuove esperienza e farsi degli amici. Deve essere un posto per cui la mattina i ragazzi alzandosi pensino: ah! Filamente un nuovo giorno, non vedo l’ora di andare a scuola! Sinceramente penso sia abbastanza ovvio che i giovani d’oggi vogliano praticare nuove professioni come l’influencer o il fashion blogger, perché a prima vita potrebbero sembrare più semplici, più facili da raggiungere anche se non è così. Da piccoli eravamo tutti innocenti, c’era chi voleva fare l’astronauta, chi il pittore, chi il calciatore e così via. Poi pian piano, chi prima e chi dopo, ci si rende conto di quanto il mondo sia crudele, senza un minimo di possibilità per chi voglia inseguire i propri sogni. Io da piccolo sognavo di diventare ricco e aiutare le persone meno fortunate che non hanno cibo, acqua potabile e un tetto sopra la testa, perché anche se non ce ne rendiamo conto già queste piccole cose ti rendono fortunato, ma da sempre l’uomo è avido e non si accontenta di quello che ha. Io sono una persona molto sensibile. Ogni volta che vedo una persona povera per strada ad xxx \elemosinare/ o quando vedo una pubblicità di bambini che soffrono di fame mi viene una fitta al cuore, perché vorrei donare ma la mia situazione economica non me lo permette. Per questo il mio sogno è diventare una persona abbastanza ricca e benestante per dare possibilità che ho avuto a qualcuno che non ce l’ha. Certo, potrei anche fare una professione che mi piaccia, ma pensandoci è meglio realizzare un proprio sogno o dare la possibilità alla realizzazione di altri mille? Arrivato a questa conclusione ho scelto che farò il liceo scientifico così da avere più possibilità di lavoro in futuro e mettermi in una situazione economica per aiutare i meno fortunati. Anche se questo sogno richiede molta determinazione ed impegno cercherò sempre di godermi la vita com’è, perché in fondo non potrei chiedere di più.
N. 6
I ragazzi durante l’adolescenza vogliono fare i lavori inerenti al mondo del web, come l’influencer, la fashion blogger, lo YouTuber, lo streamer, il rapper, il producer. Soni tutti lavori facili ma possono richiedere impegno e tanto tempo ma anche un attrezzatura adatta. Sono \Questi/ lavori che non ti fanno diventare ricco, ma ti danno abbastanza soldi per vivere, sicuramente non può essere il lavoro principale perché da i brand e dalle donazioni non ricavi tantissimi soldi. xxx xxx
Le cose importanti da fare per fare questi “lavori” sono: dedicare molto tempo, impegno, e non ascoltare gli altri. Io per le mie capacità potrei fare lo YouTuber o lo streamer, perché mi piacciono molto le cose elettroniche, e saprei anche stare davanti a un pubblico ed intrattenerlo ma purtroppo non ho il tempo. Il mio sogno sarebbe di diventare qualcuno di importante sul web non un influencer ma qualcuno che può aiutare gli altri. Questo sogno ha influenzato un po’ la mia scelta, perché dovrei andare a lavorare all’estero quindi ho deciso di fare il liceo linguistico, quindi vorrei finire la scuola in italia per poi andare all’estero.
N. 7
I ragazzi moderni sono attratti da nuove professioni di studio, varie scelte di liceo e nuove professioni e ci sono più tipologie di lavorare per esempio: l’influenzer è anche vivere nel mondo della tecnologia, puoi vivere belle esperienze e condividerle. Le mie passioni sono la cugina cucina dopo aver passato l’esame della 3 media vorrei andare al liceo alberghiero per imparare a cucinare, mia madre dice che ho delle qualità per andare al liceo scientifico mi dice sempre che ho basta che mi impegno ma per fortuna mamma mia lascia scegliere. Il mio sogno è di aprire un ristorante, il fidanzato di mia madre ci porta a un nuovo ristorante sono quello che deve assaggiare per primo se manca qualcosa chiamano il cameriere e gli fanno aggiungere quello che manca.
Il mio sogno è quello di aprire un ristorante e credo che andare al liceo alberghiero mi può dare questa possibilità.
N. 8
Al giorno d’oggi, sono nati nuovi lavori molto particolari, legati soprattutto alle nuove tecnologie. Ho chiesto ad alcuni amici che lavoro vorrebbero fare e la risposta, per la maggior parte dei casi è stata: “lo youtuber”, “l’influencer”, “il tiktoker”, “il blogger” o altri lavori di questo tipo.
A queste risposte, spesso è seguita una motivazione e quella che mi ha più colpita è stata quella della mia amica Roberta: “io farei la blogger per avere nuovi amici, essere famosa, sentirmi meno sola e magari mi aiuta ad essere una persona migliore”. Ciò mi ha dato modo di riflettere…non penso che ciò possa farti davvero sentire meno sola, sono solo persone che ti guardano, e parlare di te davanti a un pubblico, ti rende davvero una persona migliore?
Questo, invece, a me chiedono che lavoro vorrei fare da grande, io esclamo senza nemmeno pensarci “il chirurgo”. Di solito, gli altri vanno a pensare che io non ne abbia le doti, che sia troppo delicata per fare un lavoro così forte.
Sì, forte è probabilmente l’aggettivo più adatto, perché per sopportare l’angoscia di avere tra le mani la vita di una persona, ci vuole molta forza d’animo. Forse è vero che non ne ho le doti, probabilmente non sono abbastanza forte o coraggiosa per riuscirci, magari non sono nemmeno così tanto intelligente da riuscire a ricordare tutti i nomi degli attrezzi di sala e lo svolgimento di tutte le operazioni, ma il pensiero di poter aiutare e salvare delle vite, supera tutte queste insicurezze. Quando dissi per la prima volta ai miei genitori di voler fare il chirurgo, avevo 7 anni. Mio padre mi rispose prontamente che era una stupidaggine e che lo facevo solamente perché mi piaceva Grey’s Anatomy.
Ancora oggi, mi risponde sempre così, e io non ho mai avuto il coraggio di dirgli che il vero motivo per cui lo facevo , era mio fratello.
Mio fratello, all’età di 3 anni iniziò a lamentare dolori allo stomaco. Quando andammo in ospedale, dissero che non era niente, anche se io, nel mio piccolo, sospettavo qualcosa di molto più serio.
Passarono circa 4 mesi e mio fratello, ogni giorno peggiorava sempre di più, finché non lo portammo al Bambin Gesù e gli dissero che aveva un appendicite, ma che ormai si era perforata e gli anche venuta un ulcera, così lo operarono d’urgenza. Da quel giorno, mio fratello ha la 104 comma 1, poiché ha riscontrato dei disturbi post-operatori \traumatici/ dovuti alla non considerazione del problema da parte di altri medici.
io vorrei evitare che in futuro possa succedere un altro episodio di questo tipo a chiunque altro, perché è veramente orribile sapere che fino a qualche anno fa, mio fratello stava bene e che ora, ogni giorno lo devo vedere soffrire, come se si sentisse “intrappolato” in un corpo diverso. Fa veramente male vedere i suoi compagni di classe non voler giocare con lui, poiché è “speciale”, ma poi, quando ride, quel magico sorriso, ti fa dimenticare tutto ed io spero che riesca a trovarsi degli amici.
Non penso che dirò mai ai miei genitori questa cosa, ma a te, caro letto penso di poterlo confidare. Probabilmente dirò tutto questo quando vincerò il mio primo Nobel per la medicina e lei, da casa dirà “lo sapevo”…sarebbe bello, vero?
Questo mio sogno, condiziona un po’ la scelta della mia futura scuola.
Dicerto non potrei fare un istituto tecnico, non mi darebbe la formazione adeguata per prendere medicina.
Ho anche cancellato dalla mia lista il linguistico, poiché non fa uno studio approfondito delle lingue “antiche” e lo scientifico, perché la fisica mi attira. Pensavo di fare il biomedico, ma quelli di Roma sono lontani e privati.
Resta dunque il classico. Non mi sento molto brava in italiano e mi dispiace il fatto che non ci sia solo l’inglese, ma lì si studia il greco e il latino da cui derivano tutti i nomi di malattie e medicine.
Sì, forse il classico è l’ideale!
“essere forti per essere deboli”, “giorno meraviglioso per salvare vite”, queste sono le mie “dritte”, le frasi che mi ripeto ogni giorno in attesa di poter realizzare il mio sogno.
Spero di poter diventare un chirurgo…lei farà il tifo per me?
N. 9
Io le mie qualità non le so definire ma so che ho molte passioni. le mie passioni sono giocare a calcio e cucinare, prima una mia passione era anche disegnare ma ora non lo è più mentre studiare non è una passione ma un dovere e comunque se non fosse stato un dovere non sarebbe mai stata una mia passione. Io per il mio futuro vorrei avere un lavoro che possa mantenere una famiglia e anche di dare un futuro ai miei figli. Il mio sogno da bambino era fare il netturbino non lo so il perché ma mi piaceva spazzare le strade della mia città ma da quando ho cominciato a giocare a calcio vorrei diventare un calciatore ma so che è un sogno che non si avvererà mai ma io continuerò a crederci. Ritornando alla traccia questo sogno non condiziona la scelta della scuola in fatti io vorrei fare uno scientifico con scienze applicate ma non ne sono ancora sicuro. I ragazzi moderni vogliono fare ul tiktoker, l’influencer, lo YouTuber e molti altri lavori.
N. 10
I ragazzi di oggi sono molto attratti dalle nuove professioni. Se chiedi cosa vuole fare da grande molto probabilmente dirà che vuole fare lo YouTuber o che vuole lavorare nel mondo della tecnologia.
In un certo senso anche io vorrei lavorare in questo campo. Mi piace piace stare davanti agli schermi e giocare per ore, soprattutto quando non niente da fare.
Vorrei lavorare davanti a un computer, creare videogiochi, giochi, programmare un computer o cose del genere. Il perché è facile, è la cosa che mi riesce meglio. Questo lavoro non cambierebbe la scelta della mia prossima scuola perché il liceo scientifico (scienze applicate) ha come materie tecnologia, scienze e altre materie. La cosa migliore è che non bisogna studiare né il latino né il greco.
Anzi, la cosa migliore potrebbe essere che non bisogna portare i libri perché si lavorerà sui tablet e in più andrò insieme a due miei amici. sper Spero che questo sogno si realizzi e non si infranga come altri.
In questo periodo c’è stato un nuovo nemico invisibile chiamato covid-19, esso ha portato tante regole con se: indossare la mascherina, distanziamento sociale, no assembramento, didattica a distanza ecc…
Questo nemico ha impedito di incontrare i propri amici, anche solo di riabbracciarli, infatti, al rientro delle vacanze estive ci siamo ritrovati tutti con una mascherina, con l’igienizzante mani, “paura” di avere qualsiasi contatto. Questo nemico ha fatto purtroppo molte e molti ricoverati in ospedale, ci sono state molte rivolte anche per colpa delle quarantene molte società hanno dovuto chiudere i battenti e altre ancora, per esempio le palestre nonostante abbiano spero molto per le attrezzature anti assembramento, hanno dovuto richiudere.
Anche i ristoranti sebbene rimasti aperti devono però chiudere alle sei del pomeriggio.
Purtroppo è stato difficile rivedere i propri familiari: fratelli, cugini, zii, nonni ecc…
All’inizio la legge diceva che si poteva scendere solo per portare giù il cane, infatti, ci sono stati tanti meme, per esempio la gente che porta giù il gatto o il cane che si nasconde perché è uscito troppe volte, insomma questo 2020 ha dato sfogo ai creatori di meme. Io in quarantena per fortuna sono stato sia con mia mamma e il mio cane e quindi l’ho passata in maniera tranquilla, ma ci sono stati alcuni adolescenti che si sono depressi, altri sono diventati asociali.
Sicuramente non ci scorderemo di questa epidemia. In quanto alla scuola si è fatta la didattica a distanza cioè la DAD, questo è stato un buon pretesto per copiare e quindi per alzare i propri voti, in questa DAD gli esami sia di 3° media sia di maturità sono stati semplicissimi. In questo periodo xxx xxx xxx se hai la tosse, febbre, mal di testa ecc…non puoi andare a scuola/lavoro, infatti, molte aziende hanno aderito allo smart working cioè, la possibilità di lavorare da casa. Conte ha dato molti buoni: per la vacanza (anche quando non si poteva viaggiare).
i monopattini/biciclette, quest’ultime molto comode, ma anche la possibilità di avere cinquecento euro per comprare la connessione internet e un computer.
Questo 2020 è stato in poche parole orribile, ma ci sarà sempre qualcosa di luminoso nell’oscurità, infatti si è chiuso il buco dell’ozono nell’atmosfera che fa penetrare i raggi nocivi del sole, c’è stato meno inquinamento, insomma questo 2020 non è stato così orribile, lo è stato ma non così tanto come la gente lo fa sembrare.
N. 11
Questo è stato ed è un periodo molto difficile, ci sono molti morti e molti contagi per colpa di questo virus.
Uscire di casa e vedere tutti con la mascherina, è importantissimo per non contagiarsi e per non far passare il covid, però è molto stressante per chi la porta (cioè speriamo tutti), alcuni la sopportano di più altri meno ovviamente.
Ma aver quel terrore di contagiarsi ogni volta che si esce di casa è una cosa bruttissima e anche superstressante, è come se tu uscissi di casa e avessi intorno a te un uovo invisibile che ti fa stare, e ti deve far stare ad un metro di distanza. Molte volte ti viene paura della gente, vuoi starne lontano perché pensi che ti possa contagiare, ma sotto sotto ce l’hai la voglia di stare accanto e vicino alle persone, ma devi controllarti e stare distante!
Io a inizio quarantena avevo paura e un terrore enorme di essere contagiato, o che succedesse qualcosa a me e alla mia famiglia, ma non c’era bisogno di tutta quella paura perché noi eravamo tutti insieme a casa, e infatti non è successo niente.
E’ stato un periodo molto difficile per me e penso un po’ per tutti: non si poteva uscire, ma non è stata questa la cosa che mi pesava di più. Come ho già detto in precedenza ero molto agitato ma soprattutto quando Conte (Presidente del Consiglio) faceva un altro D.P.C.M.: ogni volta diceva che avremo riaperto, xxx non dovevamo avere paura, sarebbe tornato tutto come prima ecc. ecc., la prima è stata vera ma le altre per niente, o al massimo tra tantissimi mesi!
Queste cose mi facevano venire ancora più ansia, e poi non parliamo della Didattica a distanza, un caos totale.
Era faticoso e stressante stare davanti al computer tutte quelle ore, poi a volte non si capiva niente della lezione: tra microfoni accesi e spenti, tra rumori di sottofondo, tra le connessioni che a volte venivano e andavano e la nitidezza della videocamera che molte volte non era tra le migliori. E’ finita la scuola è arrivata l’estate finalmente e potevamo uscire!
Sempre però ovviamente dovevamo tenere le distanze, la mascherina (tranne al mare ovviamente) ecc. ecc., però comunque è stata una bella estate.
Poi finita l’estate siamo dovuti ritornare a scuola, mi faceva venire ancora più ansia, e tra igienizzante, mascherina, distanze, spesso no0n rispettate, è molto stressante! Qualche settimana fa io e la mia classe siamo dovuti andare in quarantena per due settimane perché una nostra compagna risultata positiva. Non le è successo niente per fortuna però per me e stato meglio stare a casa protetti. Ora continuo ad andare a scuola e cerco di mantenere le distanze, ma non sto nelle testi degli altri, e non mantengono sempre le distanze. Io penso però che se mettiamo tutti la mascherina e manteniamo le distanze, prima o poi potremo tornare come prima!
N. 12
Io in questo periodo sto vivendo con ansia, paura ma soprattutto con coraggio. Questo virus mi senti terrorizza, in questi mi sto impegnando molto a rispettare le regole e cerco di stare attenta a non avvicinarmi alle persone e di lavarmi le mani, di indossare la mascherina e di lavarmi le mani il più possibile. Ogni giorno sento molte parole nuove che prima non ho mai sentito, queste parole mi sono sempre più di conoscienza ma non riesco a trovare i loro significati.
Ma in questi giorni in me cresce un pensiero di quello che ho passato in conoscienza precedenza, ad esempio quando sono stata in quarantena. mi annoiavo molto ma ho sempre trovato qualcosa da fare, mi sentivo meglio quando giocavo e pensavo di stare al sicuro invece non mi sentivo al sicuro quando guardavo fuori dalla finestra volevo uscire fuori ma sapevo che non potevo farlo . Quando la mia quarantena finirà mi sentirò meglio. Oggi mi mi perché potevo finalmente uscire di nuovo. Oggi mi sento più coraggiosa, questo virus non mi fa paura quando c’è un problema che riguarda questo virus so cosa fare. All’inizio mi sentivo dentro di me una paura enorme xxx quando sentivo il telegiornale. Dopo un po’ di tempo di tempo mi sentivo meglio e mi viene una leggera sensazione di tranquillità.
N. 13
ERA L’INIZIO DI MARZO ERA UN GIORNO COME TANTI, ED ERO TORNATO DA SCUOLA MENTRE VEDEVO LA TV, MI CHIAMò MIA MADRE E MI DISSE CHE IL GIORNO DOPO NON SAREI POTUTO ANDARE A SCUOLA E NON SAREI POTUTO USCIRE DI CASA, PERCHé IL DECRETO DEL GOVERNO AVEVA STABILITO UNA QUARANTENA GENERALE PER TUTTA LA NAZIONE A CAUSA DEL COVID-19. IL LOCK DOWN COMPRENDEVA LA CHIUSURA DI TANTE ATTIVITà, PER ESEMPIO I RISTORANTI, NEGOZI E FABBRICHE, E LIMITAVA AL MASSIMO LE RELAZIONI TRA PERSONE. Più O MENO DOPO UNA SETTIMANA, LA SCUOLA CI COMUNICò CHE CI SAREBBERO STATE DELLE VIDEOLEZIONI (DIDATTICA A DISTANZA) PER NON PERDERE COMPLETAMENTE L’ANNO SCOLASTICO. A ME, PERò, QUESTO MODO DI FARE LEZIONE NON MI è PIACIUTO PERCHé SPESSO CAPITAVA DI NON RIUSCIRE AD ACCEDERE, ANCHE A CAUSA DI UNA CONNESSIONE “SCRAUSA”. RICORDO CHE DOVEVAMO USCIRE DI CASA CON LA MASCHERINA, CHE è DIVENTATA L’OGGETTO Più POPOLARE DA POSSEDERE, IL BELLO è CHE è DIVENTATO SOLO IN POCHI GIORNI. LE MASCHERINE SONO COSì IMPORTANTI CHE COSTAVANO UN SACCO ED ERANO INTROVABILI QUASI Più DEI “NUTELLA BISCUIT”. UN ALTRO ARTICOLO FONDAMENTALE ERA IL GEL IGIENIZANTE PER LA PULIZIA PER LE MANI, ANCHE QUESTO AVEVA SUPERATO IL COSTO DELLA MASCHERINA. UNA REGOLA FONDAMENTALE ERA ED è IL DISTANZIAMENTO SOCIALE DI 1 METRO E LA POSSIBILITà DI TOSSIRE NEL GOMITO COME SE FACESSI LA DAB (UN GESTO DIFFUSO TRA NOI RAGAZZI). QUELLO CHE POSSO DIRE è CHE IL COVID HA CAMBIATO NOI E IL NOSTRO MODO DI VIVERE E DI COMUNICARE, PER ESEMPIO NON SI CHIEDE Più “COME STAI” MA “TIRATI SU LA MASCHERINA” OPPURE “MI PRESTI UN PO’ DI GEL” ORMAI CI STIAMO UN PO’ ABITUANDO A QUESTA SITUAZIONE, ANCHE SE SPERO CHE TUTTO FINISCA AL Più PRESTO PER RITORNARE AD ABBRACCIARSI COME PRIMA.
N. 14
Ad un tratto è arrivato questo virus, così dal nulla, chi se lo sarebbe mai immaginato.
Ci sembrava così distante, una “stupidaggine” invece è arrivato anche in italia. Questa pandemia ha cambiato il mondo ha portato alla morte di moltissime persone, gente che conosco hanno perso i propri cari.
Da febbraio stava già incominciando ad arrivare in Italia.
Il 4 marzo la è arrivata la chiusura delle scuole per 2 settimane, eravamo tutti contenti di non andare a scuola. Passato un po di giorni la chiusura si prolungava sempre di più, sempre più negozi chiusi e sempre più contagi salivano, allora li ci siamo accorti che la situazione era grave.
Ci avevano messo in quarantena, non si poteva uscire, andare a scuola, andare a lavoro, andare a trovare i parenti, niente di niente.
Abbiamo iniziato a fare la didattica a distanza.
In quel momento avrei pagato oro per ritornare a scuola, mi mancavano i compagni, mi mancava ridere con loro.
La quarantena lo trascorsa con mia mamma, ho imparato un sacco di cose, ho imparato a fare la lavatrice e sono migliorata in cucina!
Mi mancava non vedere più mio papà e mia sorella. Avevo paura, avevo paura di perdere le persone che amavo, avevo paura di non rivedere più i miei amici.
Potevamo uscire solo per andare a fare la spesa, per andare in farmacia e altri beni necessari.
Fare la spesa era impossibile, c’erano delle file chilometriche e dovevi andare la mattina presto altrimenti non trovavi più nulla. Per non parlare dell’economia, visto che i negozi erano chiusi l’economia peggiorava. Quest’estate la situazione sembrava migliorata, i contagi diminuivano e si poteva andare al mare, ma mantenendo il distanziamento sociale di almeno un metro.
Però per entrare nei bar, nei negozi o comunque nei posti chiusi si doveva indossare la mascherina.
Finita l’estate si ricominciava la scuola per fortuna, ma purtroppo con tutte le regole, banchi singoli, distanziamento sociale, gel, mascherina e non ci si poteva alzare a ricreazione come ora. A oggi purtroppo stiamo vivendo ancora questa situazione, i contaggi continuano a salire.
Hanno chiuso di nuovo cinema, teatri, i ristoranti e bar chiudono alle 18.
Spero con tutto il cuore che questa situazione finisca al più presto.
N. 15
Da quando è iniziata questa emergenza sanitaria le emozioni che ho provato sono tante, variano dalla paura alla felicità. Quando a marzo ci hanno detto che si sarebbe fermato tutto per due settimane ero contenta. Ero contenta perché avrei potuto stare a casa a riposarmi, in più finalmente non dovevo andare a pallavolo. Però quando ogni settimana rimandavamo l’apertura delle attività preoccupazione cresceva sempre di più. Ogni giorno alla tv durante i pasti si vedeva solo il telegiornale, e ogni volta che ripenso alle immagini che trasmettevano, mi viene un vuoto dentro. Una delle foto più toccanti è stata quella dove portava le bare dei deceduti con i carri dei militari, vedere tutti quei morti tutt’ora mi fa male. Nonostante ciò la quarantena mi è piaciuta ho passato tanto tempo con mia madre e sono riuscita anche a concentrarmi un poi su me stessa. Le lezioni online inizialmente sono state dure da seguire, era la prima volta che facevamo le videolezioni e neanche i prof molto spesso riuscivano ad usare la piattaforma. Ogni sera, ma anche durante la giornata, facevo le videochiamate con i miei amici. In tutta la quarantena sono uscita due volte per andare a fare la spesa, e vedere Roma in quel modo non sembrava vero. Ogni giorno la situazione si aggravava e c’era sempre più pericolo. Durante Aprile le giornate erano splendide, così mia madre ha deciso di comprare delle sdraio da mettere sl balcone, era l’unico modo per poter prendere aria. Una delle cose che ti migliorava la giornata era vedere tutte quelle persone sul balcone cantare e scherzare tra di loro, in qui momenti potevi sentire il calore che le persone possono darti anche senza contatto fisico. Quando abbiamo letto la notizia che anche a Pasqua saremo rimasti a casa mi è dispiaciuto molto, mi mancavano i pranzi con tutta la mia famiglia, ma sapevo che tra poco sarebbe finito tutto e che ci saremmo potuti rivedere. Finalmente arriva maggio e un po’ alla volta le restrizioni diminuivano. Per fortuna l’estate l’ho vissuta molto tranquillamente e senza troppi pensieri. Sembrava che la situazione stesse migliorando, e che in poco tempo sarebbe tornato tutto come prima. Ora la situazione sta decadendo sempre di più. Spesso mi capita di non ricordare come si viveva prima del corona virus, e mi accorgo che quello che sei mesi fa sembrava impossibile ora (…)
N. 16
Da un anno ormai gira tra di noi un nuovo nemico, chiamato COVID-19. Ha condizionato la vita di tutti, senza pietà. Ha creato tanta tensione e preoccupazione. Ha portato all’introduzione di nuove regole e limitazioni. Ha fatto soffrire tante persone, he vivevano la loro vita spensierati e felici. Ma, soprattutto, ha causato danni all’economia e all’istruzione. Molti ragazzi stanno vivendo in questa situazione, non essendo in grado di godersi in pieno la loro adolescenza, un periodo di crescita sì, ma anche molto bello, dove si può essere liberi e cominciare a maturare. Il virus purtroppo sta limitando le vite di tutti. Se solo non fosse arrivato, ora saremmo tutti fuori senza pensieri e limitazioni, come prima. Mi manca tutto questo.
Io sono una ragazza e sto passando la mia adolescenza in questo modo, terribile direi. La prima quarantena risale a marzo, quando eravamo tutti costretti a rimanere chiusi in casa a non fare niente. Non potevamo uscire. Vorrei raccontare la mia esperienza e le mie sensazioni. Il virus è na Il virus è nato in Cina, diffuso poi qui in Italia. Hanno iniziato a chiudere al nord, dove c’erano molti casi. Devo ammettere che ero un po’ invidiosa, avevo sperato di non andare a scuola e questa era una buona occasione. Poco dopo, però, la quarantena è arrivata anche qua a Roma. Non nascondo la mia felicità. Potevo finalmente dormire fino a tardi e non preoccuparmi della scuola e dei compiti. Ho cominciato a rendermi conto che non era così. Abbiamo iniziato a seguire le lezio in della didattica a distanza. Era davvero pesante stare a casa senza poter uscire. Mi mancavano la scuola e i compagni. Mi mancavano quelle sensazioni che provavo prima di una verifica. Mi mancavano le voci, le risate e qualche pettegolezzo dei miei amici. Era così brutto vederli su uno schermo senza poterli abbracciare. Le giornate diventavano sempre più noiose e stancanti. Non ce la facevo più. Volevo uscire a guardare e ammirare la natura, sentendo la brezza del vento sul mio corpo, volevo sentirmi libera. Invece non potevo. Era come essere rinchiusa in una gabbia, sola. Insomma, mi mancava la mia routine. I giorno erano uguali e sembrava che il tempo non passasse mai. L’estate era diversa da tutte le altre. L’ho passata a casa di mia nonna, dove mi sono divertita un sacco con lei e al mare in Calabria. In quei mesi ero di nuovo entusiasta e avevo dimenticato la maggior parte dei problemi. Non è durato tanto. Tornata a casa era ricominciato l’incubo. Riuscivo comunque a passare il mio tempo li leggendo e stando con la mia famiglia, ma non era lo stesso. Finalmente, dopo tre mesi questa tortura era quasi finita. Potevamo uscire sì, ma la preoccupazione rimaneva. Eravamo limitati e c’erano nuove regole. Indossare la mascherina, per uscire, non fare assembramenti, mantenere una distanza di un metro. Mi sentivo felice ma vedere le persone con questo nuovo accessorio mi rattristiva.
Eravamo ritornati a scuola, andava tutto bene. Dopo qualche settimana ecco che arriva l’ennesimo problema. Una compagna era risultata positiva. Panico. Eravamo preoccupati per lei, per noi e per le nostre famiglie. Stavamo di nuovo in quarantena, che fortuna. Sono stati solo dieci giorni, alla fine dei quali abbiamo fatto il tampone. Tutti negativi, che sollievo. Certo, era stato un bel colpo ma ne eravamo usciti fuori di nuovo. Ritornati, ero così contenta di essere lì di nuovo. Ora stiamo tutti bene a scuola. Molti professori mancano purtroppo. Questa settimana abbiamo avuto delle verifiche e ho ricominciato a provare queste emozioni che mi erano mancate per tanto tempo. Continuo a sperare che vada tutto bene e che usciremo da questa situazione. E’ stata un’esperienza bizzarra e pesante, ma sicuramente ho imparato tanto e ho capito l’importanza della vita.
N. 17
Il covid-19 è stata una cosa che è entrata nella nostra vita agli inizi di marzo. All’inizio io come anche tutti gli altri prendevamo questa cosa molto alla leggera, perché avevamo sentito solo di pochi casi che si trovavano più al nord, quindi tutti quelli che vedevamo per strada con la mascherina secondo noi erano matti. La sera del compleanno di mio padre (21 febbraio), abbiamo sentito al telegiornale che avevano messo in quarantena tutta la Lombardia, e già mi ero un po’ preoccupata perché là ci abita mia zia. Alcuni giorni dopo però hanno fatto un lockdown generalizzato in tutta I’Italia. All’inizio ero felice perché non sarei dovuta andare a scuola e credo che un po’ tutti erano felici per questo motivo, ma la cosa più brutta era che non si poteva uscire e non sapevamo che sarebbe peggiorato. Eravamo chiusi in casa ormai da tempo, avevamo festeggiato la Pasqua e il compleanno di mia zia in quarantena, mia madre lavorava da casa, mio padre andava a lavoro, io e mia sorella facevamo le videolezioni, e il resto della giornata lo passavamo ingannando il tempo, per esempio una domenica abbiamo fatto una specie di SPA in casa, un’altra volta mia madre ci ha fatto da estetista e ci siamo anche tinte i capelli di azzurro. Insomma, abbiamo provato a fare qualsiasi cosa pur di non annoiarci.
Quando ci hanno fatto uscire dalla quarantena erano passati più o meno due mesi e non avrei mai immaginato che mi sarebbe mancata la scuola. Le videolezioni dal mio punto di vista erano brutte perché le lezioni sembravano più noiose anche se non lo erano, ed era anche complicato seguire. Abbiamo finito la scuola con la didattica a distanza, ma fortunatamente poco dopo siamo dovuti uscire. Non ci potevamo abbracciare, scambiarci baci, ma cosa più brutta era che dovevamo portare la mascherina. Fortunatamente sono riuscita ad andare in vacanza dai miei nonno in Puglia, non posso dire che è stata l’estate più bella della mia vita, ma almeno sono riuscita a stare vicino ai miei parenti. Durante la scorsa estate sarei dovuta andare al concerto di Ultimo, ma per questo virus non ci sono potuta andare. Io ero tristissima non ci potevo credere, mi ero lamentata per quasi tutta l’estate con Sofia, e mi ero anche disperata perché sapevo che non ci sarei potuta andare. A settembre, quando sono tornata dalle vacanze estive, ero comunque felice. Il 19 ottobre a mio padre gli è venuta la febbre, quindi il giorno dopo ha deciso di andare a farsi il tampone. Il venerdì successivo mia madre mi venì a prendere a scuola perché mio padre era positivo. Sono andata a fare il tampone veloce e mi è arrivato il risultato dopo due ore se \che/ era positivo. Ero disperata e subito dopo sono andata a farmi il tampone molecolare. Il lunedì mi è arrivato il risultato che ero positiva anche al molecolare e il martedì misero in quarantena tutta la classe. Ero un po’ triste e mi dava un po’ fastidio che tutti … (manca la pagina conclusiva).
N. 18
il covid. Potrei cominciare nel dire che questo virus ha cambiato completamente la nostra vita, le ha dato come una spinta in più. Distanziamento, mascherine, dad…e chi se l’aspettava che improvvisamente bisognava attenersi a tutte queste regole? Penso che stiamo vivendo uno dei periodi più difficili della nostra vita, non è semplice, anzi, per niente semplice. A volte però cerco di prenderla in modo positivo, penso che questo periodo verrà studiato dai miei nipoti e gli potrò raccontare la mia esperienza persona: era un mercoledì di marzo, ero in salone sdraiata su una poltrona a guardare la TV, suona la porta, è mia madre che viene a informarmi di un lockdown. LOCKDOWN. la parola mi suonava strana, ho cominciato a riflettere e ho pensato subito: stare a casa = niente scuola! ero felice, ma già dalla sera, questa gioia di non frequentare la scuola era completamente sparita. Sono abituata a vedere tutti i giorni i miei amici, compagni, cugini, amiche del palazzo e devo dire che è stato molto difficile vedere soltanto tre persone, mamma, papà e mio fratello Matteo. Mi ritengo fortunata, perché con la mia famiglia ho un rapporto bellissimo, ogni sera per esempio guardavamo un film, facevamo giochi di società e nel pomeriggio cucinavamo insieme, mi ricordo che un giorno abbiamo provato a fare la pizza ma con pessimi risultati. In alcuni momenti mi sentivo felice, mi divertivo ma in altri invece mi sentivo tantissima nostalgia della nostra bellissima normalità. Finalmente il 4 maggio sono potuta riuscire dopo ben 2 mesi e mezzo, ovviamente sempre con le dovute accortezze mascherine, guanti, amuchina. Non era cambiato molto ma già rivedere le mie amiche mi è bastato. Potevo vedere soltanto gli occhi di ogni singola persona. Gli occhi però mi parlavano. Nel frattempo continuavamo a seguire le lezioni da casa attraverso uno schermo. Non mi piaceva molto stare in didattica a distanza perché a parer mio non si capisce quasi niente. Passano i mesi…arriva l’estate! Da luglio ad agosto la situazione COVID è scesa, infatti devo ammettere che queste vacanze estive sono state davvero favolose! Mi sono divertita e ho conosciuto nuove persone… A settembre è ricominciata la scuola, banchi singoli, mascherine, le solite regole del COVID, andava tutto bene, o quasi. Ad ottobre la mia migliore amica viene contagiata da questo maledetto virus, appena l’ho saputo tremavo, mi sono venuti i brividi. Ovviamente a causa di questo siamo dovuti stare dieci giorni in quarantena, con la DAD. Stavolta però l’ho vissuto diversamente, ogni pomeriggio mi allenavo insieme ad Alena in videochiamata e giocavo con i miei compagni di classe al famoso gioco degli astronauti “AMONG US”. Ora la quarantena è finita, siamo tornati a scuola con più attenzioni di prima. Questo COVID in alcune situazioni mi mette ansia, paura, perché ho sempre il terrore di perdere qualcuno a me caro.
Ora concludo dicendo nel dire che sono sicura che questa esperienza non la dimenticherà mai nessuno di noi, e quando qualcuno mi chiederà qualcosa inerente a questo virus, io gli mostrerò questo tema dicendogli: “goditi la normalità”!!
