Non volevo andare a quella festa di compleanno, ma all’ultimo momento ho cambiato idea. E non solo mi sono divertito/a moltissimo, ma ho anche conosciuto un ragazzo (ragazza) che mi ha colpito per il suo aspetto fisico e il suo comportamento.
N. 1
Era una mattina di Maggio e dalla mia finestra osservavo le macchine sfrecciare lungo la strada, \ma/ venni interrotta dalla voce stridula di mia madre, che urlava parole insensate come “Jasmine, devi prepararti! o farai tardi alla festa del tuo amico”. In realtà Marco era un semplice ragazzo della mia scuola, che conoscevo solo di vista e che mi aveva invitata solo perché gli facevo pena. Già, avete capito bene, Marco non mi conosceva nemmeno, non sapeva cosa mi piacesse fare durante il tempo libero o che musica ascoltavo, sono sicura che non si ricordasse nemmeno il mio nome. Ecco come era essere un’emarginata al liceo, stavo sempre da sola, chiusa nella mia camera e quando uscivo venivo derisa per il mio aspetto fisico, per i miei capelli colorati, metà neri e metà rosa. Io ero diversa dai miei coetanei ed ero felice di questo. Quindi, perché sarei dovuta andare a quella festa? non ne avevo il motivo, eppure mi ritrovai davanti la porta di casa di Marco, perché non volevo continuare a sentire mia madre che si lamentava di quanto sua figlia fosse così sfigata e imbranata. Non so dopo quanto entrai a casa del ragazzo, so solo che nessuno mi notò e mi salutò. Stetti tutta la sera in un angolo, mi guardavo i piedi e non avevo il coraggio di alzare lo sguardo, fin quando non mi accorsi che due occhi azzurri mi stavano guardando dalla testa ai piedi. Era una ragazza che non avevo mai visto prima, magrolina, con il viso scavato e pieno di lentiggini. Indossava un vestitino color panna e degli anfibi neri lucidi, simili ai miei. Mi guardò per qualche minuto e poi si avvicinò a me, con passo lento, e mi disse: “Che belli i tuoi pantaloni! dove li hai comprati? sono davvero stupendi”. Parlammo tutta la sera e le spiegai che quei pantaloni li avevo personalizzati io e che in realtà lo facevo con tutti i miei vestiti. Lei rimase stupita e il giorno dopo venne a casa mia per farsi aggiungere delle borchie su una gonna. Beh, da quel giorno è diventata la mia migliore amica. Ho scoperto che in realtà è una tipa “tosta” e grazie a lei ho imparato a vivere, sì perché io prima di incontrarla stavo solo sopravvivendo e non mi stavo godendo gli anni migliori della mia vita.
N. 2
Quel pomeriggio ero seduta sul mio letto, come al solito, a guardare fisso il soffitto pensando alla mattinata scolastica trascorsa, principalmente, a sentire alla professoressa di matematica spiegare un nuovo argomento. Cominciai a leggere un libro quando mi squillò il telefono: una mia amica mi chiese se volevo andare alla sua festa di compleanno a casa sua e io, istintivamente, accettai.
Quando finì la chiamata mi accorsi dell’errore commesso a dirle di sì perché non avevo voglia di andarci. In realtà non la consideravo proprio mia amica: avevo scoperto più tempo prima che diceva cose bruttissime a certe persone su di me, ma non le avevo mai parlato di questa cosa, non volevo rovinare il rapporto che avevamo.
Alla fine, dopo tanti dubbi, decisi di andare: mi misi un vestito nero, comprato poche settimane prima, e m’incontrai con un altra mia amica per andare alla festa. Quando arrivai non crebbi ai miei occhi: la casa era piena di persone di cui non sapevo l’esistenza.
Raggiunsi la festeggiata, in mezzo alla folla di persone e le diedi il mio regalo. Mi guardai attorno: non avevo mai visto una casa così grande.
Ad un certo punto, dato il mal di piedi causato dai tocchi, mi sedetti su una sedia accanto ad un tavolo pieno di gente.
Sentì una voce parlare dietro di me, ma non pensavo che fosse indirizzata a me. Mi girai e trovai una ragazza più o meno della stessa xxx altezza domandare il mio nome. xxx Risposi e cominciammo, xxx ininterrottamente, a chiacchierare: parlammo della città, della nostra vita, dei nostri sport e scoprì xxx che anche lei aveva il mio stesso rapporto con la festeggiata.
Arrivato il momento di andare ci scambiammo i numeri di telefono e ci salutammo. Nel tragitto per xxx xxx tornare a casa, pensai a come, inaspettatamente, fosse stata una piacevole serata: avevo conosciuto una bella persona, sia dentro che fuori, e anche molto simpatica.
Per la prima volta, avevo conosciuto una buona amica.
N. 3
La mia migliore amica Sofia, ha organizzato una festa di compleanno questo pomeriggio in un ristorante qua vicino. Ha invitato quasi tutta la scuola, quindi io non voglio andarci non perché ho paura di \non/ fare una buona impressione agli altri. Però io non posso mancare alla festa di Sofia: è la mia migliore amica e ci rimarrebbe molto male se io non venissi. Mi sono preparata in due secondi perché ci ho ripensato quando la festa era già iniziata. Arrivata alla festa \ristorante/ ho subito fatto gli auguri a Sofia e le ho dato il mio regalo. Poi sono andata al mio tavolo, pensavo che mi sarei annoiata, invece delle ragazze mi hanno chiesto di andare fuori nel giardino del ristorante insieme a loro.
Abbiamo parlato di ragazzi, però a me non piace nessuno e così la mia una delle mie nuove amiche mi ha detto “Come! non ti piace nessuno? Allora dobbiamo rimediare subito!”. Così mi hanno prestato qualche ragazzo: erano tutti uguali: statura media, capelli biondi, occhi azzurri \blu/ e non facevano altro che parlare. Sembravano tutti l’ideale principe azzurro che ogni ragazza desidera, ma non erano di certo il mio tipo! Poi ho visto un ragazzo davvero bellissimo: aveva \ha/ dei capelli mossi scuri come il manto di una pantera e degli occhi grigi molto vispi. Ha aveva un grande sorriso che abbracciava qualsiasi persona che lo fissava. Non sembrava uno scalmanato come tutti gli altri, lui era diverso: era il mio ragazzo ideale.
Dopo un po’ si è accorta che lo stavo fissando e sono diventata rossa come un peperone, però, inaspettatamente è venuto da me per parlare. Si chiama Marco e siamo usciti fuori a fare una passeggiata. Anche l’atmosfera era perfetta: il sole stava tramontando e presto il cielo avrebbe accolto un sacco di stelle. Lui mi ha detto che sapeva riconoscere le costellazioni e anche io adoro l’astronomia. Abbiamo scoperto di avere molte cose in comune e ci siamo divertiti un sacco! Alla fine della serata ci siamo scambiati il numero di telefono. Alla fine della serata ci siamo scambiati il numero di telefono. Alla fine quella festa mi ha insegnato ad essere più socievole: ora non mi vergogno più. ho molti amici ed esco con un ragazzo!
N. 4
Era un pomeriggio caldo di una comune giornata di Giugno, il sole batteva forte e illuminava tutte le strade. Dalla finestra di camera mia riuscivo a vedere una gelateria piena di persone che aspettavano il loro gelato per rinfrescarsi. Era arrivata l’estate ed io ero felicissimo di ciò. Quel pomeriggio xxx stava procedendo tranquillamente fino a quando non mi arrivò una telefonata da una mia amica, mi stava chiedendo di andare ad una festa: era il compleanno della sua migliore amica e voleva che io la conoscessi. Non avevo minimamente voglia. Le dissi che non sarei venuto \con/ un po’ di dispiacere, il tempo passava in fretta e i sensi di colpa aumentavano. Erano le sei e preso dalla tristezza la richiamai e le dissi che sarei andato alla festa. Mi preparai con poca voglia: mi misi una camicia bianca, dei pantaloni che non indossavo da anni e spettinai un po’ i capelli con il gel. Chiesi a mamma se poteva accompagnarmi e lei disse di sì, ho amato mia nonna in quel momento, lei è sempre stata l’unica ad esserci nel momento del bisogno. Nel tragitto riuscivo a vedere e a sentire il male e il suo odore, riuscivo a sentire il caldo e la sabbia bollente sotto i piedi. Arrivato lì la mia amica mi accolse con un abbraccio caloroso, felice di vedermi, la serata è poi preceduta benissimo, è stata probabilmente una delle feste più belle a cui sono andato. C’era la musica, da mangiare, eravamo sulla spiaggia e non faceva nemmeno troppo caldo. La cosa più bella di quella sera però era una ragazza, una ragazza dai capelli neri e lunghi, con le labbra rosse e la carnagione olivastra per via dell’abbronzatura.
Ringrazio la mia amica per avermi fatto conoscere una ragazza così bella, sono rimasto affascinato dal suo atteggiamento, mi è fin da subito sembrata una persona umile. Da quella sera ho sempre pregato la mia amica di farla uscire con noi, xxx e mi sono innamorato sempre di più.
N. 5
Era una tarda mattina di luglio e mi svegliai con una decina di messaggi da leggere che mi chiedevano tutti la stessa cosa: “Vieni alla festa di Livia?”. Io conoscevo poco questa ragazza e quindi non avevo voglia di andare al suo festino.
La mia amica Flavia, però, mi convinse e convinse anche i miei genitori a mandarmi. Così la invitai a casa mia pomeriggio per prepararci insieme. Ci xxx xxx* (*piastrammo i capelli), truccammo leggermente e ci vestimmo quasi uguali. Avevamo una gonna nera di pelle e un top bianco. Eravamo contentissime, Flavia più di me per avermi convinta ad andare alla festa. Arrivammo lì alle nove meno un quarto già c’era tantissima gente della nostra scuola, c’era la musica, degli stuzzichini e da bere, sembrava quasi una di quelle feste americane che ci sono nei film. Ci avvicinammo a un gruppo di amici di Flavia e cominciammo a parlare. Tra tutti i ragazzi con cui stavamo parlando ne notai uno, dagli occhi blu come l’oceano e dai capelli neri come il carbone, era alto e molto bello. Mi colpì anche il suo modo di fare, di parlare e per il suo sguardo innocente, sembrava quasi un principe, si chiamava Filippo ed era più grande di me di un anno. Era quasi mezzanotte, anche se la festa stava per finire e avevo il coprifuoco non volevo tornare a casa perché speravo che Filippo mi venisse a parlare, anche se non fu così, tornai a casa lo stesso contentissima per aver “conosciuto” questo ragazzo molto bello e simpatico, sperando di rincontrarlo nei giorni successivi.
N. 6
Ero pronta a rimanere a casa, sotto le coperte con un pacchetto di patatine a vedere una serie, quando cambiai idea e decisi che di volevo andare alla festa di compleanno di Simone, un mio compagno di classe.
Mi preparai, uscii di casa e andai nella discoteca dove si svolgera la festa.
Quando arrivai fui accolta dalla musica ad alto volume e da tanta gente che ballava o che stava al bancone a bere dei drink con gli amici, io mi diressi verso il fondo del locale dove si trovava un’area con dei divanetti riservata al festeggiato, poiché li aveva prenotati.
Salutai quelli che si trovavano sui divanetti, feci gli auguri a Simone e misi in un armadietto il giubbotto e la borsa per poi andare a ballare.
Inizialmente ballai con i miei amici poi iniziai a ondeggiare con uno sconosciuto che mi mi si era avvicinato, era un ragazzo molto bello, capelli fino alle spalle biondo cenere, occhi verdi, discretamente alto e con un fisico muscoloso e tatuato che gli si intravedeva dalla camicia bianca che indossava.
Sembrava avere la mia età così non mi preoccupai e continuai a ballarci.
Verso le 3:00 di notte la discoteca chiuse e io decisi di tornate a casa a piedi, visto che non era tanto lontana da casa mia. Mentre tornavo a casa, scoprii che il ragazzo con cui avevo ballato andava nella mia stessa direzione così iniziammo a parlare, scoprii che si chiamava Elia e che era un amico stretto del festeggiato, aveva un fratello più grande e come io avevo dedotto aveva la stessa mia età. 18 anni. Dopo circa mezz’ora xxx arrivammo al portone di casa mia, Elia mi accompagnò fino alla porta del mio appartamento e decidemmo di scambiarci i numeri.
Poco tempo dopo ci fidanzammo, finimmo entrambi la scuola e iniziammo l’università e fu in quel periodo che nasceste voi due.
“Bambini, questa è la storia di come io e vostro padre ci siamo conosciuti e ora, Penelope, Max, a letto che è già tardi”.
N. 7
Era un giorno giorno come altri, e dopo aver fatto i compiti per scuola mi stavo rilassando sul divano guardando un programma televisivo sugli animali, a un certo pinto mi arrivò un messaggio da Charlotte, una delle mie poche amiche, dove mi chiedeva se sarei andato alla festa di Thomas, un ragazzo con cui avevo parlato al massimo una volta, ora due anni xxx più grande di me, era muscoloso, divertente e aveva molte ragazze che gli giravano attorno. Dopo aver letto quella domanda ero molto titubante sulla risposta da dare siccome avevo deciso di non andarci, ma in quel momento cambiai idea e le scrissi che ci sarei andato e che l’avrei aspettata alla festa.
Dopo qualche ora ero già alla festa, ma Charlotte non la trovai per tutta la sera mentre la cercavo incontrai quasi tutti i miei amici, incontrato Matteo decisi di rimanere con lui perché stava da solo, passammo molto tempo insieme e mentre mangiavamo un pezzo di torta vidi una ragazza della quale mi innamorai subito, stava insieme ad altre tre ragazze, aveva dei capelli lunghi fino alla vita e biondi, e aveva degli occhi verdi con una sfumatura tendente al marrone chiaro, era magna e poco più bassa di me, indossava dei tacchi neri, dei jeans bianchi e una pelliccia nera morbidissima, non avevo il coraggio di avvicinarmi ma siccome MATTEO la conosceva mi portò da lei, mi presentai dicendo: “ciao mi chiamo Alessandro e ho sedici anni”. Lei iniziò subito a ridere, aveva una voce dolce e delicata, poi iniziammo a parlare della nostra vita bevendo un analcolico.
Passò molto tempo e la festa finì, ero triste siccome la ragazza era andata via senza dirmi il suo nome, nei giorni dopo la cercai in tutta la scuola e sui social ma non la ritrovai mai più.
N. 8
La mia amica Sofia mi aveva invitato alla sua festa di compleanno, alla quale avrebbero partecipato solo, apparte lei, persone che non conoscevo. Io essendo molto timida, avevo inizialmente deciso di non non andarci. Avevo però paura che Sofia ci rimanesse male e non volevo perdere l’unica vera amica che avevo. Dopo alcuni giorni di riflessione decisi che sarei andata a quella festa. Magari non sarei riuscita a fare amicizia con nessuno, ma almeno Sofia sarebbe stata felice. Il giorno del suo compleanno mi recai al locale, non molto distante da casa mia, nel quale era stato organizzato l’evento. Non appena entrai vidi luci colorate ovunque, ma soprattutto vidi tantissimi volti sconosciuti. Non avevo la più pallida idea di dove fosse Sofia però, facendomi strada tra la folla, riuscii a trovarla. Era felicissima di vedermi alla sua festa e senza esitare mi abbracciò. Sofia e gli altri ballavano, parlavano e mangiavano. Io invece ero rimasta in disparte. Ad un tratto notai che un ragazzo era solo, come me, vicino al tavolo delle bevande. Aveva i capelli neri e gli occhi celesti. Sofia, vedendomi sola, si avvicinò a me e subito dopo guardò il ragazzo. Senza di nulla mi chiese di seguirla e in men che non si dica mi trovai di fronte a lui. “Lui si chiama Marco, è un mio vecchio amico!”. Disse sorridendo. Io a quel punto mi presentai “Secondo me voi andreste molto d’accordo! Sai, anche Marco ama leggere, proprio come te!”. Aggiunse Sofia rivolgendosi a me. L’attimo dopo la mia amica era tornata a ballare, lasciandoci soli. “Che genere di libri di piace leggere?” Mi chiese lui per rompere il ghiaccio. Io risposi alla domanda e iniziammo a parlare dell’argomento fino alla fine della festa, dandovi anche il suo numero di telefono. Una volta a casa ripensai a Marco e ai suoi bellissimi occhi celesti. La mattina seguente mi arrivò un messaggio: era da parte di Marco! Nel messaggio mi chiese se quel pomeriggio avevo voglia di prendere un gelato con lui. Accettai l’invito. Ero felicissima! Non uscivo spesso e questa era la mia occasione per farmi un vero nuovo amico. Quel pomeriggio ci incontrammo e, con il nostro gelato, continuammo a ridere e a parlare. Ogni volta che lui si girava verso di me non riuscivo a far a meno di guardare i suoi occhi. Il tempo volò e ormai il sole iniziava a tramontare. Io dissi a Marco che era tardi e che sarei dovuta tornare a casa. Lui, prima che me ne andassi, mi abbracciò. Il mio cuore iniziò a battere molto velocemente ed iniziai ad arrossire. Una volta tornata a casa mi sdraiai sul letto ripensando all’accaduto. Solo allora mi resi conti di essermi innamorata per la prima volta di qualcuno e, continuando a pensare a Marco, mi addormentai.
N. 9
Ci siamo sentiti per un po’ dopo qualche giorno ne ho parlato con il mio migliore amico. Era entusiasto e Dopo qualche giorno ci siamo messi insieme ne ho Parlatto con i miei genitori che mi ero fidanzato con Sofia. Passarono 3 mesi Da quando mi ero fidanzato e La Portai a conoscere i miei genitori. Siamo per cena e Dopo andammo con i miei amici, per 00:00 La accompagnai a casa. Ci vedremo quasi tutti i giorni ma dopo un po’ ci lasciammo. Passarono degli anni ma Dopo un po’ ci rincontrammo e decidemmo di sposarci e dopo un po’ co sposammo.
N. 10
Io sono arrivato da poco in questa “scuola” a Roma, e qui non conoscevo nessuno. Prima abitavo a Milano e avevo tanti amici, ma poi mi sono trasferito qui perché la Roma (SQUADRA DI CALCIO) mi aveva preso.
I primi giorni, mi sentivo solo e triste, perché la mia famiglia era rimasta a Milano e visto che avevo solo tredici anni, mi avevano mandato in una specie di collegio, dove la mattina studiavo e il pomeriggio uscivo per allenarmi con la mia squadra di calcio. Io sono sempre stato timido e quindi non parlavo quasi mai con i miei compagni, e quando mi arrivò un invito di compleanno da un mio compagno di scuola rimasi sorpreso.
Però non volevo andare alla festa perché non conoscevo nessuno e quindi mi inventai una scusa per non andarci. Il giorno del compleanno del mio “amico” mi sentivo in colpa di non esserci andato e quindi decisi di presentarmi lì senza dire niente. Appena arrivato nel posto in cui si svoleva la festa, vidi tutti i miei amici che stavano giocando a calcio in un campetto e quindi mi unii li senza dire niente. A fine partitella tutti erano rimasti sconvolti per la mia bravura, e per dieci minuti mi fecero tantissime domande, ma andò a finire che rimasi un’altra volta da solo. Mancavano ancora 2 ore alla fine della festa, e in lontananza vidi una ragazza che ne stava in disparte proprio come me.
Mi avvicinai e notai che era una bellissima ragazza bionda con occhi castani a forma di mandorla, vestita con jeans e felpa, abbastanza alta e tutta truccata.
Scambiammo delle parole e lei mi raccontò che si era trasferita da poco a Roma.
Mi colpii il modo di parlare di quella\questa/ ragazza e anche il suo aspetto. Parlammo fino alla fine della festa e visto che ci escludevano anche a scuola ci parlavano a vicenda per tutto il tempo e dopo un po’ decisivo di fidanzarci.
N. 11
Era una giornata di sole mentre mi stavo preparando per andare alla festa di compleanno.
Era il compleanno del mio amico Samuel che insieme ad altri amici avremmo festeggiato in un locale al centro di Roma. All’inizio non volevo andarci, avevo paura di non essere abbastanza per gli altri.
Però all’ultimo decisi di andarci per farmi qualche nuovo amico.
La sera arrivai al locale e vidi fuori tantissimi ragazzi pronti a festeggiare.
Appena entrato andai a salutare Samuel per fargli gli auguri.
Iniziammo a festeggiare e mi stavo divertendo molto.
Ad un certo punto della serata notai una ragazza seduta in fondo alla sala. Mi alzai dal tavolo dove ero seduto e andai da lei a fare due chiacchiere.
Era una ragazza bellissima, occhi neri, capelli castano scuro e un fisico da paura. Iniziammo a parlare di noi e di quello che ci piaceva fare.
Era una ragazza molto simpatica e dolce e le chiesi se le andava di prendere qualcosa da bere.
Lei mi interruppe dicendomi che doveva che doveva tornare a casa.
La accompagnai alla macchina e ci salutammo. Infine tornai dentro al locale per festeggiare il compleanno del mio amico.
N. 12
Ora vi racconto. La mattina del trenta marzo mi ero appena svegliata, ma ero già aò telefono a cantare “TANTI AUGURI” alla mia amica, Elisa. In quel giorno speciale dovevamo assolutamente vederci, almeno per darle il regalo, così le ho proposto di vederci durante il pomeriggio.
“In realtà mangio sia a pranzo, sia a cena da parenti…Ma dopo cena ci sarà una festa a casa mia, con tutti i miei amici. Tu sei ovviamente invitata” mi ha detto. Dopo circa dieci secondi di silenzio ho deciso di rispondere: “Non lo so, probabilmente ho un’impegno Più tardi ti chiamo per darti una risposta xxx certa”. Non avevo nulla da fare in realtà, ma sono una persona molto introversa e stare in un ambiente pieno di persone che non conosco mi ha sempre fatto sentire a disagio. Qualche ora dopo ho richiamato Elisa, sicura della risposta negativa che stavo per dare.
“Linda, allora? ci sarai?”. La sua voce speranzosa mi aveva fatto sciogliere il cuore.
“Si, impegno annullato, a tra poco” ho detto. Ho cominciato a prepararmi nulla di speciale, ho deciso di vestirmi in modo sobrio per potermi mimetizzare tra la gente: ho messo dei jeans larghi verde militare e un top nero molto semplice. Mi sono truccata con l’eye-liner, il mascara e un glossario leggermente rosato. Ero pronta. Quando sono arrivata alla festa tutti gli amici di Elisa erano già lì. Nonostante la festeggiata facesse di tutto per mettermi a mio agio e farmi divertire, io preferivo starmene seduta su una sedia in cucina, lontana dal chiasso. Un ragazzo è entrato nella stanza per prendere un bicchiere d’acqua.
“La musica è troppo alta?” mi ha chiesto. Ho annuito, così lui è andato ad abbassate un po’n il volume. E’ tornato e si è presentato: si chiamava Luca. A questo punto xxx \anche/ io sono stata costretta a dire il mio nome. Abbiamo parlato un po’ e abbiamo fatto amicizia. Mi ha xxx proposto di andare dagli altri e io ho accettato. Era davvero un bel ragazzo: aveva i capelli mossi e marroni e gli occhi castani. indossava una maglietta bianca larga e degli jeans. Mentre eravamo con le altre persone cercava di coinvolgermi nei discorsi e di non farmi sentire a disagio. Ho trovato il tutto molto dolce. A breve uscirò con Luca ed Elisa perché, a detta della mia amica, desideriamo entrambi rincontrarci. Spero di xxx restaurare un bel rapporto con lui.
N. 13
Tutto è iniziato il 18 luglio, un sabato mattina d’estate quel giorno dovevo andare ad una festa, il lugo(sic) era una villetta vicino al mare abbastanza tranquillo, ma la voglia di andarci non né avevo, pero veni a sapere che a questo evento maledetto organizzato da una mi amica c’era Valeria il tipo che era appena arrivato a scuola. La festa iniziava alle 18:30 del pomeriggio così io pranzai e dopo mi iniziai a truccare e sistemare. Erano le 17:00 ed io ero pronta per andare, quando esco usci\sono uscita/ di casa incontrai proprio lui: Valerio l’unica persona che avrei voluto vedere direttamente alla festa invece no guarda caso…Ci salutammo e poi lui mi chiese: “Vuoi che ti do un passaggio, dai andiamo insieme!”.
Tra me e me pensai dirgli di no ma non c’è la feci e gli risposi in questo modo: “Ok, va bene!”.
Salì sulla sua macchina di lusso e dopo ore e ore arrivammo sul posto. Il padre mi aprì lo sportello e mi fece scendere dall’automobile, io in faccia ero letteralmente rossa per l’imbarazzo perché tutti gli invitati erano fuori mi stavano guardando.
La festa iniziò e devo dire niente male, ma c’era solo una cosa che mi dava troppo fastidio e che inizialmente mi dava troppo fastidio e che inizialmente me la rovinò e che inizialmente me la rovinò era che Valerio stava parlando con quel pettegola di Martina, così decisi di dirigermi in bagno. ad un certo punto sentii bussare alla porta aprii ed era lui mi stava perseguitando dopo quello che aveva fatto e per non avermi rivolto parola per me se ne poteva anche ritornare dalla sua michetta. Fe ci un sospiro e mi girai, scoppiai a piangere non c’è la facevo più, lui mi prese e mi avvicinò a se, abbracciandomi poi si scusò. Da quel momento in poi la festa cambio totalmente eravamo io e lui seduti uno di fronte all’altro a parlare della propria vita, scoprimmo anche di avere molte cose in comune. La festa finì a 00:00 precisa mia madre mi venne a prendere, lui mi accompagnò alla macchina. Quando entrai mia madre mi fece una sorta di interrogatorio e iniziai col descriverlo: era alto più di me, aveva capelli mori, i suoi occhi erano celesti muscolo al punto giusto il fidanzato che sognavo di avere.
Sali su a casa mi feci una doccia calda mi misi il pigiama e andai sul letto guardai un po’ il telefono e in quell’istante mi scrisse Valerio dicendomi che provava qualcosa per me più di un’amicizia. In quel momento volevo sclerare ma mi trattenni visto l’orario. Gli mandai un messaggio confermando lo stesso anche per me e da quella notte non chiusi occhio perché ci scrivemmo fino alle 6 del mattino seguente.
N. 14
Era venerdì e quella sera ci sarebbe stata una festa. La festa era di un mio compagno con cui avevo litigato di recente e non avevo intenzione di andarci ma un mio amico mi supplicò di venire perché altrimenti sarebbe rimasto da solo. Erano le 8:00 e la festa iniziava tra mezz’ora a casa del festeggiato Alessandro. Mi divertii molto con il mio amico anche se non avevo fatto granché. Stemmo molto tempo a parlare di come andava a scuola e di calcio.
Ad un certo punto vidi una ragazza bellissima e andai a dirlo al mio amico e passammo tutta la serata a parlare di quando pare bella.
La cosa che mi colpì di più furono i suoi occhi, erano verdi e luminosi e trasmettevano felicità. I capelli sono castani, mori e gli arrivavano alle spalle e aveva un viso piccolo ricoperto di lentiggini. Le sue labbra erano carnose e aveva un sorriso accecante. Aveva un vestito nero elegante e sembrava molto simpatica ed estroversa.
Il mio amico mi disse che doveva provare a parlarci, ma a me bastò solo guardarla per rendere quella serata indimenticabile.
N. 15
Un sabato verso le cinque e mezza stavo sul letto ad ascoltare musica fino a quando mi arrivò un messaggio vocale da una mia compagna di classe che mi chiedeva se quella sera volevo andare alla sua festa di compleanno, io all’inizio non ci volevo andare, perché i miei compagni erano quasi tutti antipatici e mi ignoravano spesso a parte due o tre, solo che lo chiesi comunque a mia madre per dimostrarle che non ero poi così tanto asociale come diceva lei. Andai in cucina e glielo chiesi, per mia sfortuna mi disse che ci potevo andare, ma che dovevo rientrare a casa entro mezzanotte.
Verso le sei mi iniziai a preparare: feci la piastra, mi vestii e infine mi misi il burro di cacao al lampone. Alle sette andai a casa della mia compagna.
Casa sua era molto grande: aveva xxx tre bagni, cinque camere da letto, due salotti e nel giardino si trovava una piscina molto grande con uno scivolo.
All’inizio nessuno mi calcolava, ma dopo un po’ il ragazzo più popolare della scuola con i capelli lisci color castano chiaro, occhi verdi, abbastanza alto, tipo un metro e settantacinque e molto magro con i muscoli si avvicinò a me e iniziò a parlarmi, dopo qualche minuto ci feci amicizia. Lui con me era molto dolce, poi era veramente carino, infatti mi piaceva molto.
Dopo un ora mi diede il suo numero. Verso le undici ritornai a casa e raccontai tutto a mia madre.
Dopo un po’ andai in camera mia e mi addormentai, pensando che grazie a lui mi ero divertita tantissimo per la prima volta in tutta la mia vita.
N. 16
A quei tempi non mi piacevano le feste di compleanno, le trovavo banali sempre con le stesse cose: gonfiabili, merenda ed infine la torta con i regali. Da piccolo non ho mai fatto una festa di compleanno ed avevo partecipato a poche feste anche se venivo sempre invitato. Mancavano poche ore al compleanno di Alessandro, il mio migliore amico, era un ragazzo un po basso con i capelli rossi a caschetto, occhi azzurri e lentigini in faccia. Ci conoscevano dalle elementari xxx ed oggi compieva dodici anni. Poteva sembrare strano ma io non volevo andare alla sua festa, così nonostante fosse il mio migliore amico, così lo chiamai per dirgli che non potevo, ma neanche il tempo di aprire bocca che mi disse “questa festa l’ho progettata per te. Vedrai ti divertirai moltissimo”. Così all’ultimo momento cambiai idea ed andai alla festa.
Quando arrivai vidi Alessandro che mi portò all’interno di una discoteca privata, solo per noi, rimasi incredulo ed incominciai a divertirmi ed a ballare con gli altri. Passata un’ora vidi una ragazza che evidentemente era arrivata in ritardo, era bellissima, castana con gli occhi scuri, viso dolce ed allegro, era alta, con un fisico da modella. Andai subito a parlarci, si chiamava Marta ed era la cugina di Alessandro, era molto simpatica e gentile. xxx xxx xxx xxx.
Dopo aver parlato per un po andammo in pista a ballare e alla fine della festa ci scambiammo i numeri di telefono per tenerci in contatto.
N. 17
Era sabato, e come sempre in questo giorno, facevo i compiti. Stavo provando a risolvere dei problemi di geometria, quando mi arrivò un messaggio e squillò il telefono. Era la mia migliore amica, Vittoria, fu molto sbrigativa al telefono e in tutto quello che disse, capii solo che dovevo andare a vedere alla buca delle lettere. Chiusa la telefonata, andai a controllare presi le chiavi e scesi di corsa le scale. Quando aprii la lettera lessi “sei stato invitato alla mia festa di compleanno”. Non capii subito, così, con calma, lessi quello che c’era scritto. La domenica ci sarebbe stato il compleanno della “regina” della mia scuola. Invitò tutti, nessuno escluso, nemmeno i più odiati da lei (quasi tutti ovviamente).
Quando scritto sul biglietto, la festa si sarebbe tenuta a casa sua. Era enorme, quattro piani con ciascuno una piscina e un terrazzo. Non rimasi colpita da questo invito a differenza di Vittoria. mi richiamò e parlammo per un po’. Io non ero molto convinta di andare, ci sarebbe stata tutta la scuola e mi sarei sentita esclusa e fuori luogo. Un altro motivo era perché non volevo dare soddisfazioni alla “regina”. Si sentiva la più bella, a capo di tutto e di tutti. Vittoria mi provò a convingere in tutte le maniere, ma d’altronde io ero testarda, se dicevo di no era no. Uscii dalla mia camera e scesi al piano di sotto perché era pronto da mangiare. Mamma preparò un risotto con i funghi delizioso che mi fece schiarire le idee, ma anche lei mi aiutò. Decisi di andare alla festa perché se fossi rimasta a casa me ne sarei sentita e dovevo fregarmene del giudizio altrui.
Arrivò domenica, mi preparai sotto l’aiuto di nonna e uscita di casa mi incamminai verso quella di Vitto.
Arrivammo e suonammo al campanello. Era dorato come tutta la cancellata. La classe casa era meravigliosa, quadri di tutte le misure, specchi dappertutto e soprattutto non mancavano le luci colorate in ogni piccola stanza. Si poteva fare il bagno in piscina, giocare a biliardino, a ping pong, di tutto e di più. Mi divertii un sacco, io e Vitto conoscemmo un sacco di ragazze e \anche un po’ di/ ragazzi.
N. 18
Era una mattina di maggio, mi sono svegliata alle 9 e subito vidi il sole che mi mise tanta felicità. Presi il telefono sul comodino e iniziai a leggere i messaggi e finirmi di andare con Ariel, la mia migliore amica, per la festa di quella sera. Facevo tante cose belle quella mattina perciò mi preparai in fretta con un top nero, dei cargo e mi feci delle freccine lasciando dei ciuffi davanti e uscì di casa. Nel tragitto presi un cornetto e un caffè. Arrivai al negozio e presi come primo abito quello che ho effettivamente scelto, sembrava fatto per me. Era bordeaux e lungo con un intreccio dietro la schiera e con le bretelline collegate sempre dietro con l’intreccio. Era bellissimo, ma ne volevo comunque provare altri perciò persi molto tempo e si fece l’ora di pranzo e invece di andare nel bar vicino al negozio arrivai fino al Colosseo, pensando quanto fosse bella Roma, la mia città. Persi altro tempo in altri negozi e arrivato il tardo pomeriggio tornai a casa. Una volta arrivata mi preparai per andare alla festa. Arrivata a casa di Ariel conobbi, le sue amiche e quella che mi rimase più impressa era con i capelli biondi, corti come il fiato, occhi nocciola, era più alta di me ed era bellissima, sembrava le descrizione di quella ragazza nelle sue canzoni xxx xxx\di Frah Quintale/.
Decisi di parlarci, era estroversa, ci trovammo subito. Arrivò la mezzanotte e continuavano a parlare ma non ci eravamo presentate. “Io sono Ele” dissi io, “io sono Giulia, comunque Ele è per gli altri, per me sei la roscia”. Sorrisi, amo i soprannomi. Conobbi in poche ore quella che era veramente e mi pentii che la mattina non volevo venirci, non sapevo quel che mi sarei persa. Arrivò la torta e Ariel spense le candeline, “la mia vita è diventata grande” dissi io e lei mi diede un bacino sulla guacia. Intanto le sue amiche iniziarono a farci foto e io le facevo a loro. Ero tornata alle due di notte e mi misi subito a dormire. La mattina dopo mi trovai un messaggio: “quando vuoi uscire rosica?”. Mi apparve il sorriso. Di quella ragazza non mi aveva colpito solo l’aspetto fisico, era stupenda, niente da dire ma il carattere era la cosa più bella. Ero davvero felice di conoscere una persona del genere.
N. 19
La festa era stata fatta l’altroieri, era il compleanno del mio migliore amico Ludovico ed aveva invitato tutta la classe nella sua casa. Essa eta piena di palloncini con su scritto “HAPPY BIRTHDAY”, c’erano molti coriandoli per terra, le luci del salotto erano colorate e sul tavolo della cucina c’erano molti spuntini delizioni, le patatine, dei mini panini, le pizzette, bignè, crostatine ed una grandissima torta al cioccolato con quattordici candeline accese. Mi divertii moltissimo, perché la musica era bellissima e tutti quanti iniziarono a ballare, io compreso. Inizio a ballare anche Sofia, una ragazza che era arrivata una settimana fa nella nostra scuola. Era bellissima, capelli lunghi di color nocciola, splendidi occhi e sempre sorridente. Dopo aver ballato, la classe diede i regali a Ludovico e ci mangiammo la gustosissima torta che sua mamma aveva preparato. Finita la festa, chiesi subito a Sofia, e lei accettò. Il giorno dopo il party era San Valentino, quindi domandai a Sofia se potevamo andare a pranzare fuori per mangiare una pizza e lei disse di sì. Andammo in una pizzeria vicino casa sua, e dopo aver mangiato, lei mie diede una scatolina. Quando la aprii, ci trovai due collanine, ognuna avente mezzo cuore. Io me la misi, e subito dopo, per ringraziarla, le feci una rosa con un tovagliolo, e lei per ringraziarmi, mi diede un bacio. Ero felicissimo, infatti passammo molto tempo insieme, e quando ci dovemmo salutare, le promisi che non ci saremmo separati mai.
N. 20
La continuai a sognare la notte, un giorno stavo facendo un giro e la ho vista su una panchina, non mi sono avvicinato e ho fatto un errore non la ho più rivista per una settimana e il giorno in cui la ho rivista mi sono avvicinato e gli ho chiesto se si ricordava di me lei rispose di no, gli spiegai che ero quello della festa e lei improvvisamente si ricordò. Siamo rimasti a parlare per un po’ dopo siamo ritornati a casa il giorno dopo mi ha chiamato e ci siamo dati un appuntamento per il pomeriggio. Per ancora un po’ di tempo ci siamo continuato a sentire tutti i giorni fino a quando ho provato a provare qualcosa per lei quindi decisi di dichiararmi ci misi un po a dirglielo fino a quando lei mi anticipò che si era fidanzata con un altro ragazzo io alla fine non gli dissi nulla su quello che provavo per lei e passarono giorni e piano piano ci siamo allontanati sempre di più.
