SS NO III-2 2023

N. 1

È natale ed è ora di aprire i regali, toccava ha me, come regalo ho avuto un robottino, superava poco più il mio ginocchio, era tutto bianco tranne la faccia, che era uno schermo nero, quando lo accesi, vidi che i due occhi e la bocca pixellati, all’inizio rimasi confusa perché era molto piccolo e non mi poteva aiutare a fare quasi nulla,  mi dissero che è un robot da compagnia  anche se potevano direttamente prendermi in gatto, anche perché mi piacevano di più.
“è bello, grazie, ma perché non mi potevate prendere un gatto?”
“ma il gatto lascia i peli e ti porta gli animali morti in casa poi questo sta buono vedi guarda come balla, aiuto sembra una ballerina”
“ma guarda che il micio poteva farmi da panettiere così mi faceva il pane con le zampine”
“accontentati poi era in offerta ok? cia”.
Il giorno dopo mi sveglio e vidi il robot che mi rubbava le forchette dalla cucina voleva uccidermi? non lo sapremo mai visto che non sapevo trattenermi dalla paura urlai come la sirena dell’ambulanza poi si e spento poverino, rimase così per tre giorni
Pensai che era indemoniato quindi misi le croci per tutta casa, quando si svegliò con la padella voleva dargli un massaggio in capoccia molto gentilmente, però mi fece pena, perché era molto spaventato, quindi l’ho lasciato parlare, mi disse che si chiama Billy era un bambino come tutti gli altri ed era molto curioso per tutto sua madre lavorava in una fabbrica dove facevano i tipi di robot come è lui ora.
Un giorno riuscì a convincere la madre a vedere come lavorava, lui però era annoiato a vedere sua madre lavorare per tanto tempo, quindi si allontanò da te, andando nei posti di scarto dei robot inciampò in una parte pericolosa e fece una brutta fine. Una cosa che ricorso e che non lo avevano portato in ospedale ma un uomo con i capelli da scienziato pazzo come nei film lo prese e lo mise in una enorme bacinella con acqua verdastra poi perse i sensi. Mi sentii molto triste per lui, però non sapevo che fare, ghi chiesi se la sua madre stia fuori Roma o altro, “guarda leggi qui vedi? C’è scritto made in china e mia madre lavorava nella fabbrica che faceva i robot come me, quindi sta in Cina”
Io “non ho i soldi per prendere la merenda per scuola, ora io dovrei andare in Cina?” 
Billy “non lo so, chiedi ai tuoi”
Io: “ah sì e che dovrei dire? Ci sta un robot che mi parla e mi dice di andare in Cina perché ci sta sua madre? Finisco in un manicomio!”
Billy “eh allora che facciamo?”
“mettiti in un aereo di nascosto”
“ma ci sono 30mila telecamere”
“mettiti in una valigia”
“ma sono pesante”
“ti odio”
“non vedo altra scelta, devo mentire hai miei genitori”
Dissi che c’era una gita di scuola per andare in cina per la cultura, cose così.
Dopo tipo una settimana mi dierono i soldi però cominciai a notare qualcosa di strano a Billy avvolte diventava aggressivo e si spegneva di continuo chiesi che gli succedesse ma neanche lui sa perché è come se stesse perdendo il controllo, quattro giorni dopo prendiamo l’aereo con la mamma di una amica che voleva tornare in cina. Appena arrivati siamo andati a cercare questa fabbrica e finalmente ci siamo riusciti, chiederono alle amiche della madre di billy dov’era, ci dissero che vive in una zona poco sicura dopo tanti tentativi la incontriamo all’inizio non voleva crederci anzi voleva chiamare la polizia però ci a fatto entrare e si è convinta però billy voleva a tutti i costi fermare quell’uomo che fece degli esperimenti su di lui; la madre gli disse che era un suo vecchio amico e sapeva dov’era.
Dopo averlo trovato facendo esperimenti anche su altri ragazzi chiamiamo la polizia e lo arrestarono, salutai billu ma potevano lo stesso tenerci in contatto con il numero.
Tornai a casa e lo menarono perché lo scoprirono che non c’era nessuna gita lol.

N. 2

Un giorno io e mia madre partiamo in Egitto, stiamo andando da zia, quando stavamo andando da zia ho visto unmercato che era nuovo, così decido di scendere per andare al mercando. Sono andato a comprare qualcosa, ed avevo visto un amuleto, poi tornavo a casa e l’amuleto lo indossavo, questa collana mi sembra che abbia dei poteri, mi fa leggere la mente, mi fa volare e posso vedere dove sono le persone. Domani riscendo e rivado per spiegarmi questa collana da Alessandra, mi ha raccontato una storia dell’amuleto ed era di un’altra persona prima di me, visto che l’ho io questa volta decido di usarli bene e quindi mi allenavo per controllare meglio il potere, quando mi stavo allenando ho sentito qualcosa così decido di andare a controllare: ci sono dei cattivi, ma non sono cattivi perché c’è qualcosa che insiste di fare del male alle persone se è il capo che mi ha raccontato la proprietaria, così uscivo per trovare qualche indizio, ma non c’è nessun indizio, poi tornavo a casa, però prima mi compro le altre cose al mercato perché mi sembra che anche gli altri oggetti diano un potere diverso, e poi sentivo qualcosa che stava per arrivarmi in faccia ma lo schivo ed era lui che aveva insistito di fare del male, visto che non riesco a sconfiggerlo mi sono teletrasportato in Italia per prendere i miei amici per aiutarmi contro un signore che sta in Egitto ed è potente, una cosa importante stare insieme come una squadra, lo abbiamo sconfitto e gli oggetti voltano per trovare qualcuno che sia in grado di usarli in un altro paese o città, ma le cose ritornano indietro e aprono un portale, io e i miei amici ci entriamo e siamo in Italia del futuro, e succede la stessa cosa che è successa nel presente, ritornano indietro, visto che non ho più i poteri vi posso teletrasportarvi con i poteri dell’anello. Ritorniamo in Italia e gli oggetti mi seguono, mi sa per trovare qualcuno che sa usarli.

N. 3

Per il mio quattordicesimo compleanno la mia famiglia ha organizzato un viaggio in Egitto.
Dopo 2 ore di viaggio, siamo finalmente atterrati; dopo esser scesi dall’aereo e ricuperato i bagagli, ci dirigiamo subito alla macchina che abbiamo noleggiato e ci andiamo in hotel. Un volta arrivati e aver sistemato le valige, decido di andare a fare una passeggiata per i mercatini che c’erano nelle vicinanze, dopo un po’ però mi rendo conto di un mercatino che mi attira particolarmente, decido di entrare e l’unica cosa che vedo è un amuleto, come una sorta di bracciale che non so per quale arcano motivo mi attira particolarmente come se quasi mi chiamasse e alla fine decisi di prenderlo pur non essendo un amante di bracciali, collane, anelli, cose cosi insomma, infatti appena tornato in hotel mia madre mi dice: “come mai hai preso quel bracciale?” e io tutto impanicato, non sapendo come rispondere, dico: “mi-mi-mi p-piaceva e ho d-de-deciso di pre-prenderlo” Dopo un po’ di tempo mi venne l’idea di fare delle ricerche su questo amuleto/bracciale e scoprii che questo bracciale apparteneva ad Alessandria d’Egitto, però dice anche che poteva donare dei poteri magici, come: intuito infallibile, fortuna, momoria eccellente e un senso dell’orientamento impeccabili. All’inizio però non gli diedi troppo peso ma dopo un po’ vengo assalito da dei pensieri e decido di andare a fare una passeggiata per allentare i nervi però decisi anche di portarmi il bracciale. Dopo aver camminato per più o meno di un 1 e 30 decido di iniziare a tornare a casa, anche perché iniziava a farsi buglio, solo che non mi ricordavo assolutamente la strada per tornare in hotel e iniziai ad andare nel panico, dopo all’in circa 10 minuti mi venne l’idea di provare questo amuleto per vedere se davvero avesse questi cosidetti “poteri” e una volta messo il bracciale mi ricordai esattamente la strada per tornare in Hotel. Una volta arrivato mi esaltai perché finalmente ad esempio potevo ricordarmi tutto per le verifiche scolastiche, solo che per sicurezza decisi di provare altri suoi “poteri”, per essere sicuro al 100%. Dopo 3 giorni e pure l’ultimo giorno in Egitto, mi rendo conto dopo una “discussione” con mia sorella per aver toccato il muio amuleto mi rendo conto di star impazzendo, avevo costantemente bisogno di quel bracciale! Non potevo stare senza, è come se io senza quel bracciale non potessi vivere, come se ormai fosse parte di me, però decisi di darmi un contegno e di dover riportare quell’amuleto da dove lo avevo portato per poi ritornare alla mia vita.
Una volta posato, mi sentii come se avessi avuto un vuoto di memoria però pensai che fosse normale visto che era solo grazie a quel bracciale se mi ricordavo tutto, ma alla fine \non/ diedi troppa importanza e tornai in hotel e mi misi a dormire per poi tornare in Italia la mattina seguente.

N. 4

È Natale e sono a casa di mia zia, quest’anno non ho scritto nessuna letterina, perché dicono che sono troppo “grande” per chiedere ancora regali, però vabbè a me non interessa. Ora sto aspettando il così detto “babbo Natale”, anche se so che è lo zio che si traveste, ma non lo dico, perché rovinerei l’infanzia hai (sic) cuginetti ed a mio fratello.  Dopo un po’ arrivò “babbo Natale” e ha dato un regalo anche a me. Non me lo aspettavo, dato che non avrei chiesto nulla, dato che non avevo chiesto nulla, ho aperto il regalo ed ho trovato un robottino, è così carino, devo ammettere che mi piace molto, ne sono rimasta contenta. Dopo un po sono tornata a casa mia con i miei genitori e mio fratello. Dopo esser tonati a casa ho messo il mio robotino sulla sediolina in camera mia poi dopo essermi messa il pigiama essermi lavata e tutto sono andata a dormire. La mattina seguente è successa una cosa molto strana: il mio robot si era spostato sul comodino seduto a fissarmi. Lì per lì credevo fosse uno scherzo di mio fratello, perciò non ciò fatto caso. Dopo un po’ i miei genitori volevano uscire, ma dato che io ero piena di compiti, ho preferito restare a casa. Dopo che se sono andati tutti, mi sono messa a studiare, ma ho sentito uno strano rumore, ma non ciò fatto caso. Però dopo un po ho sentito dei passi, perciò a quel punto sono andata a contrillare, quando sono andata in cameretta sono rimasta abbastanza scioccata, ho visto il mio robot che camminava e zompettava, quindi ho provaton a parlargli per vedere se era “vivo” o ero io la pazza quindi gli ho detto “hey” il robot si fermò e si girò verso di me dicendomi “ciao” con una voce robotina, io sono scappata in salotto ed ho chiuso la cameretta a chiave, poi ho chiamato mia madre dicendole di venire a casa subito perché il robot aveva preso vita. Mia madre come sempre non mi credette e mi attaccò il telefono in faccia, dicendomi che ero pazza, quindi ho deciso di “affrontare” il robot da sola, sono rientrata in camera ed ho chiesto al robot cosa volesse e lui mi disse che il loro pianeta aveva bisogno di aiuto io lì per lì mi sono chiesta perché proprio il mio aiuto. Il robot mi disse che aveva una cosa da darmi, era un ciondolo bellissimo, mi disse che se si illuminava ero la persona giusta per chiedere aiuto, mi mise questo ciondolo al collo e dopo un po’ si illumino di un blu molto acceso, quindi il robot mi portò subito nella sua navicella che aveva appena posizionato sul soffitto mi prise e mi buttò dentro senza dire nulla siamo partiti io ero piena di domande da fargli ma non gliene ho fatta neanche una, dopo due giorni siamo arrivati e li ho capito la gravità della situazione tutti i robot stavano morendo per la mancanza del loro petrolio e per la mancanza di cibo, il mio robotino mi disse che ora che indossavo il ciondolo avevo dei poteri che solo io potevo utilizzare, quindi prisi il ciondolo e lo strofinai molto velocemente ed ho visto tipo uno spirito blu che mi entrava nel corpo, credo fossero i poteri. Dopo un po’ mi sentivo diversa, infatti ho provato ad agitare le mani per vedere se avevi i poteri, infatti sono riuscita a riparare la centrale di petrolio, così i robot potevano ricaricarsi e con i pochi poteri che mi erano rimasti ____ anche un ristorante con tutte le scorte di cibo. Dopo tutti i robot mi ringraziarono e il mio robottino mi abbracciò, dopo un po’ mi riporto a casa e lui tornò nel suo pianeta e intanto io ero molto felice di essere riuscita ad aiutarli.

N. 5 

Mi chiamo Carlos, ho quattordici anni, ho tornato a Nicaragua e Frecuento la terza media. Sono più alto dello normale, I Miei capelli sono neri come i miei occhi. Sono un po’ magro, sono molto goloso e il mio cibo preferito è la pasta carbonara e al pesto. Sono in realtà un dormiglione, non mi piace alzarmi quando debo andare a scuola, Ma andare a scuola mi piace, perché le classi sono molto interessanti. Le mie classe preferitte sono storia e geografia, perché la storia d’Europa è molto interessante, perché non si parla di Cristoforo Colombo e le conquiste, Che noia… E quella noia è contagiosa è per quello sono un pigro, più da un cato.
A me mi piace stare da solo perché, così posso trovarmi col mio spirito. E’ vero, non sono il migliore perché dico alcune bugie, ma sono generoso, sempre che posso aiuto alle persone. Anche in casa, sono buon Figlio, (secondo me) faccio i compiti ai miei genitori, e quando voglio cusino, sono un. Master Chef. Ma leggere, è una delle cose che non mi piace fare, ne stare in casa o stare senza fare niente, mi piace più camminare e conoscere la bella città di Roma. Anche mi piace il mare, sopra tutto il Pacifico, che bel mare… Bel futuro ho bisogno di essere un professionale e imparare molte lingue. E avere figli, perché no? Mi piacerebbe approfondire un po’ di più su alcune cose. Come le lingue che voglio imparare, per esempio: il latino lo voglio imparare perché è la nostra vera lingua, da questa lingua ha nato molte lingue come: lo spagnolo, il Francese, l’italiano portoghese, rumeno e catalano. Queste lingue sono lingue romanze che hanno nato doppo la caduta dell’impero romano che hanno diffondito il latino e ha rimasto il latino in quelli paesi e hanno diventato quelle lingue (Mi piace molto la storia). E non voglio imparare il latino solo perché voglio capire i testi della piaza di San Pietro, se no perché era la prima lingua prima dello spagnolo, e di molte lingue.
Voglio parlare anche de perché non mi piace leggere; A me non mi piace leggere perché nono sono abbituato a farlo, ma debbo leggere di più perché la lettura sono lo porto alla conoscenza e a l’intellettualismo, al potere e il sapere. È una delle cose che mi voglio proprorre per questo anno 2023. Anche mi voglio proporrere studiare di più,  capire molto di più l’italiano, essere molto attento per scrivere e fare l’analisi logica e grammaticale. Anche fare bene i compiti di Matematica e avere un amore per la classe.

N. 6 

La mia zia Luisa, mi ha regalato per Natale un robotina. È il super robor tremila, fantastico e bellissimo. Quando sono andata nella mia camera, la robottina ha iniziato ad avere comportamenti ambigui.
Dopo che tutti i miei zii e tutti i miei nonni sono andati via, sono andata subito in camera per scartare il regalo più grande: la robottina che la mia zia mi ha regalato. Non ci ho nenanche messo le batterie quando ho visto le sue ruote muoversi. Ho pensato che forse era il vento ma la finestra era chiusa; così sono rimasta a fissarla per qualche minuto. Ho notato che le sue ciglia, battendo ogni cinque o dieci secondi, e muoveva anche la bocca con lo stesso ritmo. Disse delle parole: “Ehi! Ciao, sono Robottina Robottina, possiamo diventare amiche?” Dopo aver detto questo, la robotina ha girato la faccia verso le mie bambole, con una faccia di curiosità. « io le ho risposto: “Come fai a parlare se non ti ho neanche messo batterie?” Poi sono corsa fuori dalla stanza chiudendola a chiave, per la paura.
Poi, mi è arrivato un messaggio di Rachele che mi ha chiesto cosa avessi ricevuto un regalo per Natale, così ho deciso di videochiamarla. “Oi Rachi, comunque ho ricevuto una Robotina” Le ho detto.
“Che carina! Gli hai messo le batteria?” Dal suo tono di voce si capiva che probabilmente sapeva già òa risposta, che secondo lei era un sì, ma io ancora non le ho inserite…
Lei mi ha guardato e poi ha proseguito: “Se non hai messo le batterie, mettile, così almeno funziona no?”. Sembra molto sicura di ciò che ha detto, ma non sapeva la verità, cioè che funzionava senza le batterie. “Approposito, ho un piccolissimo problemino: il robot funziona anche senza le batterie, è inquietante, cosa dovrei fare?”. Lei mi ha guardato, molto sorpresa e spaventata, ma ha aggiunto: “Wow, sfruttala per il compito di arte di mercoledì, mi fai dire tutte le risposte e poi prendi un buon voto, dovresti provare…”.
Dopo questa conversazione, le ho detto che ci avrei pensato e che dovevo andare. Il giorno dopo, ha sperimentato il robot a scuola, posizionandolo nel bagno.
“Robotina, quando fa tre alla quarta quarti più cinque alla quarta quarti?”. Le dissi sottovoce “La risposta è sette quarti, perso da www,matematicando.it” mi ha detto con sicurezza, cos’ ho segnato la risposta all’esercizio, poi però, mi ha chiamato la professoressa per correggere l’esercizio; mi ha detto che il risultato è errato: “scusami, però cinque cinque più tre non fa sette, ma otto” mi disse stupita, “Oh mi scusi, mi sono confusa”. Mi ha lanciato un occhiataccia poi ha suonata la campanella, è l’ora di andare a casa!
Mentre torno a casa, con la robotina in braccio, mi sono accorta che i suoi occhi erano tutti rossi: “annientare umano, annientare umano” disse per due ore, quando però stavo facendo il mio solito riposino a casa, la robottina mi ha svegliato con in mano un coltello di circa dieci centimetro, mi ha pugnalato al cuore.
Era tutto un sogno.
Mi sono svegliata di soprassalto, e sno andata subito alla ricerca della robottina, infatti era in cucina a rovistare tra i coltelli…Avevo prodotto ciò che poteva accadere?
Sono ritornata in camera, a dormire, nel sonno, poco dopo lei mi pugnalò. Io sono morta, morta prima di aver copiati alla verifica di arte…Ora, la mia robotina annienterà tutto il mondo? Chissà cpsa farà senza di me…ora chi vorrà uccidere?

N. 7

DURANTE UN NORMALE NATALE È ARRIVATO IL UNO DEI MIEI MOMEN È ARRIVATO UNO DEI MIEI MOMENTI PREFERITI; LO SCARTO DEI REGALI DI NATALE E UNO IL REGALO DEI MIEI NONNI È UN ROBOTINO PER CO CON TELECOMANDO PER MUOVERLO «È BELLISSIMO!» DISSI NEL MOMENTO CHE GLI ABBRACCIO «SAPPIAMO CHE TI SAREBBE PIACIUTO» DISSERO CON UN BEL SORRISO. QUANDO TUTTI SE SE SONO ANDATI VADO IN CAMERA DA LETTO PER GIOCARCI, TIRATO FUORI IL ROBOT SI ANIMÒ D’UN TRATTO.
«CIAO MI CHIAMO ROB, ALTRO SERVIZIO» DISSE, RIMANGO DI STUCCO NON MI RIMANE CHE PRESENTARMI «CIAO, IL MIO NOME È LEONARDO» DISSE CON VOCE STUPITA PEL FATTO CHE SA PARLARE.
APPENA GLI DOMANDO COME SA COSÌ RISPOSE CHE QUANDO IO E LUI SIAMO SOLI SI ANIMA. IL GIORNO DOPO SONO ANDATO A SCUOLA CON ROB NELLO ZAINO  E GLI UNICI POSTI A SCUOLA DOVE POSSO PARLARE SONO NELLO ZAINO E IN BAGNO. «TE SAI FARE QUALCOSA OLTRE PARLARE E MUOVERTI» CHIESI INCUIROSITO,  «POSSO CREARE OGGETTI PER AIUTARE» RISPOSE, PER TESTARE GLI CHIESI «PUOI FARE UN OGGETTO PER FARMI PREDERE DIECI NELLE VERIFICHE?», DOPO LA DOMANDA FA UN SUONO E DA UN PORTELLO ESCE UN CUBO VIOLA «ECCO A TE» DISSE, PER L’GGETTO LO USO SUL DI MATEMATICA E IL GIORNO DOPO HO PRESO DIECI E RINGRAZIO ROB. TORNO A CASA FELICE PER IL MIO DIECI, VADO IN CAMERA PER PARLARE CON ROB «SEO UN GRANDE, GRAZIE MILLE» DISSI CON FELICITÀ «GRAZIE, MA C’È UN AVVERTENZA; QUESTI OGGETTI NON SONO INFINITI QUINDI USALI PARSIMONIOSAMENTE» DISSE CON VOCE DA RIMPROVERO. SONO ORMAI PASSATI MESI DA QUANDO ROB MI È ACCIDENTALMENTE CADUTO E SEMBRA CHE CE L’HA CON ME «TUTTO OK?» DOMANDAI COME OGNI VOLTA, «SÌ» RISPOSE CON UNA VOCE PIATTA, «PERCHÉ FAI COSÌ, FAI QUESTA COSA QUANDO TI HO FATTO ACCIDENTALMENTE CADERE» DISSI, «MI PRENDI COME UN BAMBINO ORMAI, CHIEDI SCUSA OGNI GIORNO PERCHÉ PENSI CHE COSÌ PUOI AVERE OGGETTI INFINITI» RISPOSE ARRABBIATO «SONO SOLO DISPIACIUTO» DISSI, «OK, UNA VOLTA MI CHIEDI SCUSA E TI TENGO IL BRONCIO PER UNO, DUE GIORNI, NON QUANDO CHIEDO UNA COSA TE FINISCI LA FRASE CON SCUSA» RISPOSE INFURIATO, «SCUSAMI» RISPOSE, «OK, QUESTA VOLTA SCUSE ACCETTATE» DISSE.
DOPO QUESTA VICENDA ABBIAMO PIÙ GIOCATO CHE CHIEDERE OGGETTI, TUTTO IN AMICIZIA.

N. 8

Il protagonista di nome Alessandro, che frequentava ancora le superiori, durante le vacanze di natale aveva deciso di andare in Egitto, visto che non sopportava più la pioggia lì da lui, e per distrarsi un po’ per conto suo infatti c’era andata da solo. Aveva sentito da varie voci che in Egitto girava la leggenda di un amuleto (del quale non si sapeva esattamente nulla perché nessuno era mai riuscito a trovarlo prima) molto bello e raro che valeva tanti soldi, lui è andato lì oltre che per visitare l’Egitto, anche per vedere se trovava questo porta fortuna, anche perché per superare tutti i test aveva bisogno di un bel po’ di fortuna, perché proprio non lo capiva. Con tutta calma ha preso il primo volo per l’Egitto dove aveva intenzione di restare per una o due settimane.
Dopo esse arrivato in Egitto è andato subito nel suo appartamento dove ha fatto amicizia con dei suoi coetanei e un cammello in particolare fra tanti, nemmeno lui sapeva perché proprio lui ma gli era preso semplicemente in simpatia e una delle prime cose che aveva notato su di lui è stato che aveva uno strano pendente al collo, una specie di catenina d’oro con una bellissima pietra turchese che splendeva tantissimo, era quasi accecante. Alessandro con il passare dei giorni ha fatto varie esplorazioni, varie esperienze con la musica, i balli, il cibo ecc…faceva un caldo che faceva squaiare come un gelato.
Era arrivato il momento in cui si era ricordato della famosa leggenda dell’amuleto, quindi anda cercando in giro anche questo.
Aveva deciso di andare in un mercato a prendere vari souvenir da portare come ricordo in Italia, e con l’occasione ha chiesto anche dell’amuleto che gli hanno dato, assomigliava molto a quello del cammello infatti era subito andato a controllare quello del cammello ma non lo aveva più; Alessandro era molto confuso. Mentre tornava sopra il cammello, al momento di aprire la porta aveva trovato una vecchietta davanti alla porta che lo fissava…
Alessandro un po’ stranito l’aveva fatta accomodare dentro per sentire cosa aveva da dirgli; aveva tante di quelle domande da fare ma ha fatto parlare prima lei, lei l’aveva fatta breve e gli aveva detto che aveva appena comprato una cosa pericolosa e che doveva starci molto attento la stessa cosa che aveva lui l’aveva presa prima un cammello e poi rimessa nella bancarella di nascosto. Alessandro lì per lì non aveva badato tanto a quelle chiacchiere, infatti le aveva offerto il caffè per poi mandarla via dopo.  Si era messo l’amuleto al collo, lo aveva ammirato un paio di secondi prima di mettersi a dormire un po’. Dopo qualche ora si era svegliato ma non nel suo letto, ma per terra su un cuscino, in un altro mondo, un luogo che aveva sempre sognato in quelle ore di sonno…Allora ho pensato che era merito dell’amuleto, che deve aver schiacciato sicuramente con il petto mentre dormiva, aveva il potere di far accadere qualsiasi cosa sognava. Ma il vero possedente dell’amuleto non era lui m bensì il cammello, che aveva il compito di scegliere una persona a cui dare/far arrivare questo potente oggetto.
Il cammello se ne era andato via magicamente dopo aver fatto capire questa cosa ed alessandro era rimasto solo.
Aveva aperto er curiosità l’amuleto e ci aveva trovato all’interno un bigliettino dove diceva che se abusato poteva portare grandi rischi, proprio come gli aveva detto quella vecchietta. Alessandro era tornato in Italia e dell’amuleto ne aveva fatto sia buon uso, ma aveva anche abusato un po’, infatti un giorno improvvisamente si era ritrovato in una cella chiusa con una luce verde, la stessa luce dell’amuleto che aveva visto il cammello: infatti aveva capito che il cammello aveva avuto con lui sia il ruolo buono che quello cattivo, e aveva giocato da doppiogiochista. Alessandro infatti era rimasto chiuso in quella casa per molto tempo.

N. 9

UN GIORNO WILLIAM, UN TIPICO RAGAZZO DELL’ALESSANDRA D’EGITTO, TORNA A CASA DOPO UNA LUNGA GIORNATA DI SCUOLA. SUA MADRE LA MADRE DI WILLIAM VEDENDO IL FIGLIO TORNATO DA SCUOLA GLI CHIEDE SUBITO COME è ANDATA LA SUA GIORNATA.
DOPO AVER CHIACCHIERATO, LA MADRE DI WILLIAM ANNUNCIA CHE, IN TEMPI BREVI, SI SPOSERà CON IL PADRE DI WILLIAM. POI CHIEDE A WILLIAM SE POTEVA ANDARE A PRENDERE UN AMULETO AL MERCATO. ALLORA WILLIAM ALLORA WILLIAM MOLTO ENTUSIASTO, NON CORRE NON PENSANDOCI DUE VOLTE CORRE SUBITO AL MERCATO Più LUSSUOSO DEL SUO PAESE. SFORTUNATAMENTE ERA è CHIUSO.  IL RAGAZZO ERA DISTRUTTO MA NON HA ANCORA LASCIATO LA SPUGNA. QUINDI WILLIAM CERCA DAPERTUTTO OVUNQUE E A UN CERTO PUNTO TROVA UN MERCATO COPERTO DALLE OMBRE. APPENA ENTRA IN QUESTO TENEBROSO MERCATO VIENE ACCECATO DA UNA LUCE ABBAGLIANTE. DOPO AVER RECUPERATO LA CONCENTRAZIONE, WILLIAM SCOPRE CHE LA CAUSA DI QUELLA LUCE è ERA UN AMULETO, CHE PER QUELL’AMULETO STUPISCE MOLTO IL RAGAZZO, PERCHE è IL PIU DELL’ L’AMULETTO Più BELLO CHE WILLIAM ABBIA MAI VISTO IN TUTTA LA SUA VITA CON LE FIAMME DELLA DETERMINAZIONE SULLE PUPILLE. WILLIAM PORGE I SOLDI AL MERCANTE CHE AVVERTE IL RAGAZZO ERA è MOLTO Più SPECIALE DI QUALUNQUE AMULETO SUL PIANETA. WILLIAM IL RAGAZZO NON COGLIE MOLTO L’AVVERTIMENTO DEL MERCANTE E TORNA A CASA UN PO’ CONFUSO MA FELICE. PER LA SUA FELICITà WILLIAM MOSTRA L’AMULETO A SUA MADRE CHE DENTRO DI Sé. LEI PROVA UN INCREDIBILE GELOSIA, NONOSTANTE WILLIAM SIA SUO FIGLIO. WILLIAM è TALMENTE TANTO FELICE CHE BACIA IL SUO NUOVISSIMO AMULETO E POI VA A LETTO. QUANDO SI SVEGLIA TROVA ALLA SUA SINISTRA UN UOVO MOLTO Più GRANDE DI UN UOVO NORMALE.  PRESTO WILLIAM SI ACCORGE DI ESSERE IN UNA CAVERNA, IL CHE LO CONFONDE. A QUESTO PUNTO IL SIGNOR CONFUSIONE (WILLIAM) DECIDE DI USCIRE DALLA CAVERNA. USCENDO DALLA CAVERNA IL RAGAZZO NOTA UN NIDO GIGANTE E FA LA SPENDIDA SCELTA DI ANDARE A VEDERE COSA SIA. TUTTAVIA SE NE PENTE SUBITO DOPO PERCHé ARRIVA UN DINOSAURO, CHE PROBABILMENTE POSSEDEVA IL TERRITORIO DOVE CAMMINAVA IL POVERO WILLIAM. WILLIAM SI RIFUGIA SUBITO NELLA CAVERNA DOVE SI è SVEGLIATO. IL RAGAZZINO SI PONE DELLE DOMANDE. CHE VENGONO BRUSCAMENTE CHE TERMINANO MA L’ATTENZIONE DI WILLIAM RICADE SUBITO SUL FATTO CHE LA PIETRA INCASTONATA DENTRO L’AMULETO NON SPLENDEVA COME PRIMA. QUINDI IN PREDA ALL’ AL PANICO WILLIAM DALLA PIETRA. MA STRAORDINARIAMENTE RIN INIZIA DI NUOVO A SPLENDERE. DOPO LPATTACCO DI PANICO, IL RAGAZZO SOFFRE LA FAME. E IN UN BATTITO DI CIGLIA TORNA A CASA SUA. AL RAGAZZO NON IMPORTA IMPORTAVA Più DI TANTO. ORA VUOLE MANGIARE E BASTA. SOLO LA NOTTE CAPISCE COSA SIA VERAMENTE SUCCESSO. LA MATTINA SEGUENTE WILLIAM SI SVEGLIA TARDI QUINDI, PROVA A BACIARE ANCORA UNA VOLTA LA PIETRA E DESIDERA ARRIVARE IN TEMPO A SCUOLA. WILLIAM SALUTA LA FAMIGLIA ED ESCE DU CASA. IL RAGAZZO SUBITO GIOISCE perché IL TEMPO SI è BLOCCATO! GLI UCCELLI RIMANEVANO FERMI IMMOBILI NELL’ARIA, LE MACCHINE RIMANEVANO FERME ANCHE SE DAVANTI NON AVEVANO NESSUNO E LE PERSONE SONO IMMOBILI COME DELLE STATUE. REALIZZANDO LA FORZA DI QUESTO AMULETO WILLIAM PROVA A FARE L’IMPOSSIBILE, OSSIA ARRIVARE AL GIORNO DEL MATRIMONIO IN ANTICIPO, QUINDI LUI FA IL SUO SOLITO RITO MA NON NOTA NIENTE. DOPO 5 MINUTI PERò NOTA CHE LE LANCETTE DEL SUO OROLOGIO SI MUOVONO UN PO’ Più VELOCEMENTE RISPETTO ALLA NORMA. DOPO ALTRI 20 MINUTI LE LANCETTE (verbo all’imperfetto incomprensibile) VENTIQUATTRO ORE IN POICHI SECONDI. IL TEMPO STAVA ACCELERANDO! MA A UN CERTO PUNTO RITORNA TUTTO ALLA NORMA. TUTTI I CALENDARI E OROLOGI SEGNANO IL 21 MARZO CHE è IL GIORNO IN CUI MAMMA WILLIAMS E PAPà WILLIAMS SI DOVREBBE DOVREBBERO SPOSARE. MA WILLIAM RIMANE DELUSO QUANDO LA POPOLAZIONE QUEI DUE MESI LI HA VISSUTI COME UN’ORETTA! WILLIAM RIMANE DELUSO QUANDO QUEI SANTI POVERI DEI SUOI GENITORI SONO COSTRETTI A RIMANDARE IL MATRIMONIO

N. 10

Si è appena fatta la mazzanotte; è diventato il giorno di Natale! Il 25 dicembre, il giorno più bello di tutti, in cuidove le persone si scambiano i regali a vicenda e mangiano tanto. Io e la mia famiglia ci siamo messi vicini all’albero di Natale in “cerchio”, anche se eravamo solo il quattro, e abbiamo preso i regali che stavano sotto l’albero, vicino al presepe. C’erano otto regali, di cui quattro buste e quattro pacchi. Avevano tutti della carta da regalo molto colorata e fantasiosa creativa, che mi ispirava tantissimo! Dunque abbiamo iniziato con il regalo di mamma; io e mio fratello le avevamo abbiamo regalato un profumo di CHANEL molto buono ma anche leggero, insieme ad una letterina in cui, io e mio fratello, la ringraziavamo per tutti i sacrifici che ha fatto per noi, Poi il secondo regalo lo ha aperto mio padre; mamma gli ha regalato uno stupendo orologio. Il terzo ad aprire i regali è stato mio fratello, che ne aveva ben tre, il primo che ha aperto era in una busta e glielo ha regalato il datore di lavoro di mamma, era una tuta grigia; nel secondo c’erano dei soldi e poi l’ultimo regalo, che mio fratello voleva da anni, era la play station. Finalmente era arrivato il mio momento, Ho avuto tre regali, di cui due regalati dal datore di laboro di mamma. In uno c’era una maglietta colotaya a maniche lunghe, che non mi faceva impazzire più di tanto, e nell’altro un set per trucchi. L’ultimo regalo che mi mancava da aprire era in una scatola enorme, grande più o meno 50cmx50cm. Non mi sarei mai aspettata ma i miei mi hanno regalato un piccolo robot giocattolo. Era di un colore grigio metallizzato e ai “piedi” aveva due rotelline che permettono al robot di muoversi con un telecomando. Lo tenevo nella mia cameretta, sul davanzale e ogni tanto giocavo facendolo muovere avanti e indietro. Non ero molto contenta del regalo ricevuto, così sono andata da mamma e papa a dirglielo e l’ho buttato nel cassonetto insieme alla scatola.
In quella stessa notte, mentre tutti dormivano sentivo un rumore provenire dal terrazzo della mia camera; così sono andata a vedere e ho trovato il robot davanti a me che parlava e camminava. Appena l’ho visto sono rimasta sotto shock, ero spaventata e sbalordita, non era una cosa possibile…il robot ha preso vita! Non sapevo se dirlo ai miei, non sapevo se questa cosa avrebbe creato problemi o meno, non sapevo nulla! Così ho preso il robot e l’ho nascosto in una scatola, l’ho chiuso a chiave, e l’ho ributtato nel cassonetto e mi sono rimessa a dormire angosciamente. La mattina seguente, mi sono ritrovata di nuovo il robot sul terrazzo di camera di camera mia. Ero spacciata, non ci volevo credere…quindi ho pensato di riprenderlo e parlargli, come una stupida, chiedendogli il perché e come ha preso vita. Dunque il robot ha iniziato a raccontarmi tutto e a spiegarmi come ha fatto; si basava tutto su elementi e teorie scientifici e tecnologici che non ho mai capito, ma era stato molto interessante sentirlo parlare. Dopo poco tempo abbiamo preso confidenza e siamo diventati amici per la “pelle”. Era come il mio diario segreto, dove potevo raccontargli tutto senza alcun problema. Oltre a raccontarci a vicenda quello che ci capitava o i nostri interessi, abbiamo anche iniziato a “badare” l’uno all’altro.  Abbiamo anche iniziato a guardare film insieme di notte e la cosa che mi piaceva di lui, era che mi suggeriva le risposte nei compiti e che me le riusciva a spiegare anche meglio dei prof!
Insomma, un regalo speciale che tutti vorrebbero!

N. 11

“Driiin!”, suona la sveglia e, come ogni mattina, la spengo e dopo un piccolo sbadiglio mi alzo con insolita gioia, dopo tutto, oggi è Natale! Scendo le scale in fretta, con la cagnolina tra le braccia e vado in soggiorno correndo, quasi scaraventandomi contro l’albero di Natale. Saluto gli zii, i nonni, il mio fratellino e i miei genitori, facendo finta di augurargli un Buon Natale e mi dirigo verso un pacco rosso, con scritto “Lilienne”, il mio nome. All’interno del pacco, non ci trovo un videogioco, un libro, un altro maglione di nonna o un paio di scarpe nuove, bensì un… «Robot?» penso a voce alta. Mi ricompongo, ricordandomi di avere tutta la famiglia dietro: «È bellissimo…grazie». È un ultra Saturn 71, il nuovo modello della famosa azienda Hy & go. Decido di saltare la colazione di Natale della nonna, non perché non ho fame, ANZI, ma la curiosità è troppa e ho bisogno di un po’ di privacy. Salgo le scale ed entro in camera mia, mi siedo nell’unico buco di pavimento non disordinato e mi poggio il robottino nuovo di zecca davanti. Lo accendo e, con molta lentezza, si avvia iniziando a muoversi un pochino, analizzando me e l’area che lo circonda, come per scannerizzarci.
Poi, si avvicina a me, facendomi selezionare alcune impostazioni e, una volta finito, si presenta, con fare un po’ buffo. Dopo qualche secondo, Roky (così l’ho chiamato), mi porge una una…mano? Una zampa? Insomma, mi offre un braccio, come per una stretta di mano. Rido un po’ per la situazione buffa in cui mi trovo e gli porgo la mano; per qualche strano motivo, starnutisco.
Quando rialzo la testa, non sono più in camera mia, ma sono…sono…«Su Saturno!?» urlo spaventata. ««Come cavolo è possibile! Perché sono qui?» prima di far uscire qualche altro urlo dalla mia bocca, me la tappa. «Risalssati, il tuo livello di rabbia potrebbe alterarci il sistema nervoso» dice, con aria calma. «Che intendi per “ci”?», provo a dire con la bocca tappata e la voglia di mordergli qualsiasi cosa abbia al posto della mano. 
«Voltati di 187 gradi e poi dimmi» risponde. Mi volto e mi ritrovo davanti un’intera robo-città semisospesa, con robot maschi e femmine, cani robot, negozi e case tecnologiche sospesi a mezz’aria, insomma, tutto ciò che si trova in una città umana, ma più tecnologico. «E ora, che desideri fare?» dice con la stessa calma di prima. «Cosa desidero fare!?  Voglio tornare a casa, non voglio restare un secondo di più qui, in mezzo a tutti questi robo-cosi!!» urlo arrabbiata e spaventata».
Confuso e forse non programmato per comprendere le mie emozioni, mi dice: «Non c’è modo di ritornare indietro, sei stata scelta per convivere con noi robot per ancora 66 anni circa, fino al tuo ottantesimo compleanno e il tuo ipotetico decesso». Deglutisco angosciata; «Ma allora è tutto vero? Non è uno scherzo? Sono obbligata a restare per sempre qui?», penso su di una panchina, piangendo.
Passa un anno circa ormai ho un appartamento al 17° cerchio di Saturno, in via Luna 50: Ho un robo-cane che, anche se completamente diverso dalla mia Lula, mi tiene compagnia. “Din Don!”, suona il campanello. Apro la porta e mi ritrovo il mio vecchio amico Roky. «Vieni dentro, lo accolgo. «Come ti trovi nella robo-città?» mi chiede sedendosi, con la stessa voce di un anno fa.«Mah, stavo molto meglio prima, a casa mia, sulla Terra…» rispondo con angoscia. Si avvicina me, porgendomi la stessa vecchia “mano”. Ridacchio un po’ sapendo che stavolta non succedera nulla. Invece, starnutisco, e mi risveglio nel mio letto, nella mia camera, il 26 dicembre, Santo Stefano, il giorno dopo Natale. Tutto sembra tranquillo, Roky è vicino al mio comodino. È stato forse un sogno?

N. 12

Traccia n. 2

È Natale, quest’anno non chiesto nessun regalo perché non ne avevo idea, perciò i miei genitori hanno scelto una cosa che pensavano potesse piacermi.
Scarto il regalo e trovo dentro questo robot, piccolino, più o meno alto come la gamba di una sedia. Ha la testa quadrata come il busto e gli arti, solo che dita di mani e piedi si muovono. Sono davvero felice, non mi aspettavo un regalo così originale da parte dei miei genitori.
Questa sera, l’ho passara con i miei parenti e il robot è rimasto in un angolo per tutta la serata.
Torno in camera mia. (con il robot che ho deciso di chiamare Jody) con Jody in braccio e lo sistemo nel letto accanto a me.
Dopo tutto il cibo, i giochi e la festa di Natale, mi sono addormentata in un attimo però uno strano rumore mi ha svegliato, guardo la mia grande sveglia led che segna le 5:00 del mattino, di solito dormo molto di più e perciò mi sembra molto strano il fatto di essermi svegliata.
Guardo sul letto per controllare se per sbaglio ho fatto cadere Jody, ma non lo vedo, né sul letto né per terra. Allora mi viene il dubbio che ieri sera per la stanchezza mi ero sono dimenticata di portarlo in camera e l’avevo lasciato per sbaglio di sotto. Allora mi alzo per accendere la luce e successivamente scendere, quando vedo sotto la scrivania il Robot. Accendo la luce e lo guardo. Vedo scioccata che alza la testa per guardarmi e mi fa un cenno di saluto.
Ma come è possibile? Ieri non ho avuto il tempo di mettergli le batterie, come fa a funzionare? Poi mi passa la paura e decido di parlargli, lui stranamente sorride e risponde.
All’inizio era strano e pensavo stessi sognando, lo pensavo finché, al sorgere del sole mia madre è entrata in camera mia per vedere se stessi dormendo. lo pensavo Mi vide, felice che perlavo con Jody. Mamma ovviamente ha pensato che ci stessi giocando ed è stata molto felice, infatti la sentii mormorare fuori dalla porta della mia camera: «Che carina, si sveglia la mattina per giocare con il suo nuovo Robot. Jessica, sono felice che le sia piaciuto»; Jessiva è mia zia. Quasi tutto il giorno rimasi in camera con lui. Erano passate settimane da quando avevo “conosciuto” Jody, ed eravamo inseparabili, lui sembrava si fidasse di me ed io mi fidavo di lui, è come il mio migliore amico.
E poi lui è molto utile, mi aiuta sempre con i compiti grazie al suo cervello super tecnologico e avanzato, e poi lui faceva le stesse cose che fanno i bambini gioca, legge, parla…
Jody, poi , è molto simpatico e appunto intelligente, purtroppo però possiamo giocare e parlare solo quando siamo insieme e solo noi due. E dato che sei ore sono a scuola, più lo sport rimane poco tempo, però mi accontento e sono felice anche solo della sua esistenza. Lui non ha molte cose da dire, perché durante il giorno non fa nulla e io parlo soprattutto di scuola, datoche ho una vita molto appassionante, però lui ascolta sempre senza problemi e risponde a qualsiasi domanda.
Mia madre è preoccupata del fatto che sto sempre in camera, però non sa che lì c’è il mio migliore amico, il mio nuovo punto di riferimento, un complice e anche un aiutante. Alcune settimane dopo però la situazione mi è sfuggita \e mi sta sfuggendo/ di mano, impiego 10 minuti a fare i compiti e non mi interessa più della scuola e dei voti, ho abbandonato lo sport per passare più tempo con Jody e non esco più di casa praticamente. La mia vita ora è lui. Andrei in capo al mondo con lui, non so più come sopravvivere senza di lui, ormai la sua voce è un sollievo. Non ho mai avuto molti amici interessati a me, con lui mi sento accettata.
Finché un giorno jody mi chiede: «Verresti con me su Saturno? Voglio prendergli due dei suoi anelli per legarci per sempre».
In un primo momento non ci ho creduto, però ora so che fa sul serio, perché sono letteralmente con lui, su un pianeta che non è la terra. E grazie al suo potere del teletrasporto è riuscito a rubare un marchingegnio (sic) della NASA che pressando l’atmosfera e liberando dei nuclei atomici, potrebbe “prendere” gli anelli di Saturno e poi lui doveva ridurli con un marchingegnio della CIA per creare appunto la forma dell’anello.
Mentre lui \(Jody)/ faceva questo processo, ho capito quanto mi volesse bene e quanto io ne volessi a lui e che facendo questo “esperimento” gli equilibri dell’universo probabilmente sarebbero saltati, ma la nostra amicizia si sarebbe rafforzata ancora di più.
Nella mia camera ammiro la bellezza dell’anello che è letteralmente la parte di una stella, l’anello mi fa capire che nulla ci avrebbe separato se non la morte.

N. 13

È il 25 diciembre mi sveglio e vado subito a controllare se c’era il regalo che stavo chiedendo a Babbo Natale da molto tempo. Dopo che avevo aperto tutte le scatole, aprì quella più grande e vidi un Robot, ero super contenta perché era quello che gli stavo chiedendo da molto tempo e finalmente l0avevo ricevuto, tolgo il Robot dalla scatola è lo lascio vicino all’albero, è correvo verso camera ma a prendere le batterie per giocarci.
Ritorno in sala è vedevo che il robot non stava più affianco l’albero, ma in giocando con il cane, a me faceva strano perché io ancora non gli avevo messo le batterie, quindi vado in giardino lo prendo e gli controllo se aveva le batterie o no, scopro che non ce le aveva, quindi mi spavento, lo guardo e la prima cosa che fa parla e mi dice: “ciao io mi chiamo max e tu Camilla, veroI” Gli stavo per rispondere ma d’improvviso suona il citofono, erano i miei parenti, e il robot si spegne automaticamente; lo porto in camera mia e iniziano a parlare. Dopo un po’ stavo iniziando a sentire fame, scendo e mi prendo un pezzo di pand’ pan d’oro e succo d’arancia, salgo su e per sbaglio inciampo davanti al robot, e cade tutto il succo d’arancia su di lui, e d’improvviso impazzisce e inizia a sparare laser su tutta la mia testa stanza, poi gira per tutto la casa, i miei parenti scappano, io stavo cercando di calmare il robot ma non ci riuscivo, il robot mi prende e mi lancia nel giardino, quindi io corro in cucina prendo una pentola e gli inizio a colpire la testa, quindi quel robot cade per terra e muore, poi d’improvviso iniziano a spuntare tanti minio robot che mi distruggono per completo casa, poi con l’elicottero arriva uno scienziato che non sembrava mi volesse ro ma sembrava manco uno scenziato, ma un pazzo spicopatico che sembrava mi volesse rapire, in mano vedevo che aveva delle pozioni liquide di colore blu che poi ho visto che stava mettendo anche un po’ di farina e anche un po’ di caeto, poi inizia a buttare la pozione a tutti i robotini e vedevo che alcuni scomparivano, invece altri cadevano e morivano, e dopo di che scomparivano anche loro, lo scenziato scende con l’elicottero e mi da una pozione per curarmi la ferita che mi ero fatta quando il robot mi aveva lanciata, e poi se ne va.
Infine per il prossimo Natale ho deciso di non chiedere più a babbo Natale di portarmi robot, ma gli chiederò altre cose migliori di un robot.

N. 14 

IL CLIMA È ARIDO E C’È MOLTA GENTE CHE GIRA PER STRADA. SONO IN VACANZA IN EGITTO ED È LA MIA ULTIMA SETTIMANA, PRECISAMENTE MARTEDÌ, MA NON HO COMPRATO NESSUN SOUVENIR PER LA MIA FAMIGLIA. HO FATTO VERAMENTE TANTE SPESE, MA NIENTE PER I MIEI GENITORI O MIO FRATELLO. PARTO SABATO E DEVO ASSOLUTAMENTE PRENDERE QUALCOSA, PERÒ HO ANCORA QUATTRO GIORNI, QUINDI HO TEMPO.
SONO PASSATO IN UNA STRADINA DI TANTI MERCATINI MA POCHI MI HANNO DATO SODDISFAZIONE, QUINDI HO PRESO UN BRACCIALETTO PER MIA MADRE ED UNA PORTACHIAVI PER MIO PADRE, MA A MIO FRATELLO NON HO PRESO ANCORA NIENTE.
FA VERAMENTE TROPPO CALDO FUORI E QUINDI HO DECISO DI ENTRARE IN UN MERCATO DI ALESSANDRIA D’EGITTO, E SI STA BENE, SENTO UN VENTICELLO PASSARMI AFFIANCO, MA SE MI MUOVO A NORD POI SMETTE ED A SUD PURE. DECIDO DI GUARDARE DA DOVE VIENE QUELL’ARIETTA E MI ACCORGO CHE È UN VENTILATORE. MI GUARDO ATTORNO E D’OVUNQUE GUARDO, VEDO GIOIELLI DI QUALUNQUE TIPO, MA SOLO UNO HA PRESO LA SUA ATTENZIONE, È UNA COLLANA DALLE CATENE D’ARGENTO CHE ACCOLLAVANO UNA PIETRA CHE NON AVEVO HO MAI VISTO, È COME UN CRISTALLO DALLE SEMBIANZE DI UN DENTE. HA UN COLORITO SIMILE AD UNA GIADA. DECIDO DI PRENDERLA, E CHIEDO AL COMMERCIANTE IL COSTO, MI HA CHIESTO SE NE SONO SICURO, GLI HO DETTO DI SÌ E CHIEDO IL MOTIVO DELLA DOMANDA. MI DICE CHE È DA TEMPO CHE SE NE VUOLE SBARAZZARE. ESCO DAL NEGOZIO CON LA COLLANA E MENTRE PERCORRO LA STRADA DI RITORNO A CASA, MI ACCORGO DI UNA COSA, LA COLLANA SI È ILLUMINATA, LE PERSONE MI GUARDANO MA IO FACCIO FINTA DI NON SAPERE E COMINCIO A CAMMINARE. AD UN CERTO PUNTO VENGO FERMATO DA UN GRUPPETTO DI PERSONE, UN GRUPPO DI BEN 5 FRATELLI, DUE GRANDI E ALTI E TRE PICCOLI E BASSI, COME DEI BAMBINI, NON SO COSA VOGLIONO MA MAGARI C’È STATO UN MALINTESO. MI HANNO DETTO DI DARGLIELO, IO CHIEDO DI SPECIFICARE MA LORO INSISTONO A DIRMI DI DARGLIELO, ALLORA IO HO INIZIATO AD IMPROVVISARE, HO PRESO CASUALMENTE OGGETTI DENTRO IL MIO ZAINO. PRENDO INFINE LA COLLANA E LORO L’HANNO SUBITO INDICATA. NON POSSO DARGLIELA HO DETTO, E SUBITO DOPO IL MIRACOLO SUCCEDE, LA COLLANA SI ILLUMINA DI NUOVO ED ALL’IMPROVVISO PRENDE FUOCO UNA CASA, DOVE PERÒ LORO CI ABITANO. RIESCO A SCAPPARE E TORNARE A CASA I GIORNI PASSATI SONO STATI UNA MERAVIGLIA, MA QUANDO HO PRESO L’AMULETO SUCCEDONO COSE STRANE: DI NOTTE CI SONO RUMORI, QUANDO GIRO FA PIÙ CALDO DEL SOLITO E LE PERSONE SI COMPORTANO IN MODO STRANO. MA OGNI COSA CHE DICO SI AVVERA, QUANDO MI SI SCARICA IL TELEFONO, DICO DI VOLERLO CARICO E DIVENTA CARICO. IN AEROPORTO MI FERMANO DI NUOVO LE PERSONE DI MARTEDÌ, MA ALLA FINE MI STANCO E DICO DI MORIRE. IN AEREO IL VOLO È STATO TRANQUILLO SE NON PER UN ANZIANO CHE MI TOCCA, CREDE CHE SONO UNA RAGAZZA MA NON LO SONO. ALLA FINE SONO TORNATO A CASA E L’AMULERO DA LÌ IN POI HA FATTO PASSARE UN “GRANDIOSO” ANNO A MIO FRATELLO.

N. 15 – parlante non nativo

Finalmente, sono arrivato a Egitto!!! (disse emozionatissimo Marcelo). Ne è valsa la pena prendere un taxi che mi portasse al’aeroporto, aspettare 2 ore per l’imbarco del mio volo, prendere l’aereo e aspettare fino a oggi, ma finalmente arrivai a Egitto. Queste saranno le migliori vacanze estive del mondo. Adesso che sono arrivato devo andare al Hotel a lasciare i vagagli (esce dal aeroporto) Ehi!! TAXI!!, ha ecco, grazie mille vorrei andare al Hotel Farah. Ok. Intanto che andavano all’hotel, stavo guardando dal finestrino un paesaggio fantastico. Finalmente arrivai al hotel presi le chiavi, della stanza e lasciai i bagagli, sono così emozionato, perché ho sentito delle voci che hanno aperto un mercato chiamato Alessandra d’Egitto presi il primo autobus che vidi che mi portasse al mercato. Dopo un lungo tragitto arrivai sano e salvo. Vidi tante bancarelle che vendevano di tutto: cibi, articoli di casa, vestiti, libri e giocattoli, ma un negozietto mi attirò tanto che sono entrato senza accorgermi; bello aveva tanti giogielli: collane, anelli, orecchini, braccialetti, cose comuni in una gioielleria. Quando mi girai per chiedere se c’era qualcuno mi vidi una vecchia bruttissima e per lo spavento gli tirai un calcio, cosa che lei resto stordita, per la preoccupazione presi dei orecchini accidentalmente e scappai, presi il primo taxi che vide e subito andai al hotel mi rinchiusi nella mia stanza del hotel e mi misse a piangere per la deppressione e a pensare come non li chiesi scusa, e mi venne in mente che avevo accidentalmente preso dei orecchini, mi gli mesi e non mi stavano niente male ma i miei occhi cambiarono colore e venne teletrasportato in un grattacielo e in quel momento video il faraone RA un dio della cultura egiziana mi disse che sono stato scelto da lui, quella vecchia era lui che si era trasformato e si è fatto colpire da me perché sono il prescielto. Mi racconto che ora ho il potere del tempo, il volo, industrivilità, essere immune ha qualsiasi malattia, la forza, l’intelligenza e la velocita. Mi disse che i potessi gli utilizzassi solo per il benesser e non per il male e ritornai. Nella stanza distesso sul letto, pensai che era tutto un sogno, ma era tutto vero, perché, al giorno seguente ritornai al mercato e vide una vecchietta essendo infastidita da due malfatori quindi, con tutti il mio coraggio chiesi se avavno dei problemi, subito mi puntaro con delle pistole e cominciarono a sparare; con la preoccupazione restai fermi, ma vidi che tutto il tempo che si fermo, ero così impressionato da quanto era vero il sogno e approfittai il momento per scambiare posto con i malfatori e feci ricominciare il tempo; si, morirono ma almeno salvai alla vecchietta e così decisi di essere il guardiano del Egitto.

N. 16

INIZIO: Passavo per strada, fa un po’ di caldo e dopo un po’ di camminata decido di fermarmi al mercato di Alessandria d’Egitto, entro a dare un’occhiata a qualche amuleto. Davanti ai miei occhi, subito appena entrata vidi un amuleto che chiamava attenzione ai miei occhi ma soprattutto era fatta con un misto di colori, come lilla e un mezzo azzurro con un tacco di bianco. È molto bella, quindi decido di comprarla si è fatta sera e torno a casa mia, faccio un bel bagno caldo, lascio l’amuleto sul letto, la porta del bagno ha una finestrella piccola, non appena chiudo la porta noto che si accende un lucino del colore lilla come l’amuleto per assicurarmi esco ma niente è accesa. Finisco di fare il bagno e mi metto comoda sul letto e fisso l’amuleto pensando se avesse qualche specialità e poco dopo mi addormento.
SVOLGIMENTO: mi sveglio con molta fame, vado in cucina affamata e mi trovo la colazione pronta, potrei pensare di star sognando, mi do dei pizzicotti per accertarmi e potevo solo pensare allo spavento che avevo anche se per me era una comodità. Vado in camera per vestirmi ed uscire ma, mi trovo il letto pronto, i vestiti pronti e lo zainetto per uscire. Sono rimasta sbalordita, non c’era nessun altro a parte m, se non anche l’amuleto, esco in direzione verso il mercatino con l’amuleto a scoprire se aveva poteri magici o qualcosa del genere. Purtroppo non c’era lo stesso signore di ieri ma un altro che però mi disse tutto quel che sapeva, scoprì che l’amuleto apparteneva ad una famiglia che aveva un potere assurdo con la magia, torno a casa e faccio vari esperimenti su di lui ma non funzionarono tranne uno che creò danni all’amuleto, con il passare dei giorni l’amuleto fece magie molto dannose, come mettere in disordine tutta la casa, aprire i rubinetti e far allagare la casa, mi addormentai sperando finisse tutto. Mi svegliai fluttuando anzi a dire meglio, mi svegliai io e tutte le persone della città fluttuando vidi l’amuleto scappare, tutti gli abitanti erano spaventati, mi recai di nuovo verso il mercatino il signore che me lo ha venduto non c’era ma sempre l’altro, ricordo che mi disse anche che in una biblioteca vicino c’era una stanza sotteranea dove in un libro ci sono tutte le formule per diversi amuleti e infatti mi sono subito recata alla biblioteca, entrai nella stanza sotterranea, cercai disperatamente il libro giusto tra tutti quelli che fluttuavano, finalmente trovato cercai la formula esatta, feci vari intenti quando con un colpo di fortuna tutto torno alla normalità, l’amuleto comparse nelle mie mani, uscii dalla biblioteva e mi trovai davanti la famiglia con il potere assurdo della magia.
FINE: Mi chiesero di restituire l’amulero e io volentieri l’ho restituito, poi sono scomparsi nel nulla improvvisamente e da quel giorno non comprai più un amuleto.

N. 17

Un PAIO di mesi fa io e la mia migliore amica organizzammo un viaggio in un posto a me tanto caro, Alessandria D’Egitto; ho sempre voluto visitare Alessandria perché mi ha sempre affascinato vedendo le foto dei suoi posti. Allora proposi alla mia amica Luisa di andarci, quindi esattamente il 4 giugno 2022 partimmo. Ci vollero tante ore di viaggio ma appena arrivammo all’aeroporto locale, il mio cuore si sciolse e del tempo messo per arrivare non me ne importò più niente. Io e Luisa andammo in albergo, scaricammo tutte le valige e dopo nemmeno dieci minuti stavano già fuori, pronte a vedere tuttei i posti le città. Il primo posto in cui andammo furono ovviamente le loro bellissime piramidi. Essendo un viaggio molto lungo arrivammo abbastanza tardi e quindi per quel giorno andammo a vedere solamente le piramidi. Il giorno dopo cariche e attive ci imbattemmo nei mercatini essendo sabato li trovammo molto facilmente. Entrammo, tutti i banchi erano coloratissimi, chi vendeva la frutta o verdura, chi vendeva SOUVENIR, chi vendeva vestiti, bracciali e collane. Arrivammo fino alla fine e proprio all’ultimo c’era un banco abbastanza strano: a differenza degli altri aveva un colore grigio scuro che trasmetteva molta tristezza; c’era un signore anziano, avrà avuto all’incirca ottant’anni, di fronte a lui aveva posizionato un tavolo di media grandezza con sopra una tovaglia rossa in velluto e al centro c’era un amuleto. Io molto incuriosita, Luisa un po’ meno, la convinsi ad entrare, il signore fu molto silenzioso ma alla domanda che gli posi «ci può spiegare cos’è quello?» si attivò, iniziò a raccontare del suo passato, di come ha vissuto la sua infanzia e di cosa rappresentasse per lui quello strano amuleto, parlò tanto ma l’unica cosa che mi rimase impresso fu: «con questo oggetto ho imparato a capire una persona falsada una persona che tiene a me». Allora, colpita da questa frase, lo comprai a ben 35€ sperando che ne sia valsa la pena. 

S’era fatta sera così, io e Luisa tornammo in albergo. Riflettei tutta la notte sulla frase che mi disse il signore ma non riuscii veramente a capire che cosa potesse fare quell’amuleto. 
Il giorno dopo lo indossai e subito sentii un forte dolore al petto, come se qualcosa si fosse impossessato di me, ma non mi ci soffermai più di tanto.
Uscimmo e provai ancora a ragionare e TACK! una lampadina nel mio cervello si illuminò: ripensai alla frase del signore: «ho imparato come capire una persona falsa da una persona che tiene a me» e a questo punto capii…e se l’amuleto servisse a farmi capire cosa pensano le persone su di me? Allora mi misi a guardarlo attentamente: c’erano due volti, uno che sorrideva e uno che piangeva, a fianco c’era un bottoneb e allora lo accesi, guardai Luisa e sentii delle voci che mi spiegavano che cosa Luisa pensasse di me e pensava che io fossi una persona di cattiva fede e antipatica, io ci rimasi molto male, perché iuo la ritenevo una delle persone più impirtanti della mia vita; la cosa strana è che lei continuava a stare accanto a me, anche se pensava ciò su di me. Mi divertii molto con l’amuleto con la gente che oncontravo per strada che aveva una faccia simpatica, mi divertii a scoprire che cosa pensavano \a primo inpatto/ su di me c’è chi pensava che avevo un viso carino e gentile e chi pensava che avevo un viso antipatico.
Mancavano 2 giorni alla partenza mi distaccai molto da Lucia e lei da me.
Anche se avevo scoperto ciò mi sono goduta in pieno questi ultimi giorni, Alessandria d’Egitto mi mancherà molto.
Eccoci arrivati, è il 19 giugno 2022 e dobbiamo ripartire con tanta tristezza, Dopo tante ore eccoci arrivate prontissima per scoprire tutta la verità di che cosa pensavano amici e parenti di me.
Arrivata a casa, i miei genitori mi chiesero subito come fosse andata e così abbiamo parlato per un po’ e poi accesi l’amuleto e per fortuna il loro pensiero era positivo. Andai anche dal mio ragazzo, ho sempre sospettato di lui e proprio oggi il mio caro amuleto mi avrebbe fatto scoprire la verità. Ed ecco qua lo sapevo! mi ha sempre usato, si è messo con me per una scommessa fatta tra amici e sapete mi tradiva con Luisa. Lo sapevo che non me la raccontava giusta ma non gli dissi niente. Continuai con la mia vita quotidiana cioè studio, amici, uscite e quant’altro…Mi sentivo in pace con me stessa, avevo finalmente capito che cosa pensavano gli altri su di me (scritto immediatamente sopra: IL MIO PIÙ GRANDE SOGNO) e per questo decisi di tornare in Alessandria. Sta volta partii da sola piuttosto che in cattiva compagnia. Arrivata là, il giorno stesso andai subito al mercato, velocemente sorpassai tutti i banchi… arrivai all’ultimo banco, per fortuna c’era ancora l’anziano signore sempre molto triste; ricordandosi di me, mi chiese che cosa ci facessi lì e perché avessi riportato indietro l’amuleto Io spiegandoli la situazione, gli spiegai dissi che volevo che questa opportunità la vivessero anche altre persone e non solo io. Lui alzandosi con molta fatica mi strinse la mano e mi disse che avevo fatto la scelta giusta e di ritornare in Alessandria il più presto possibile perché aveva per me delle cose AVVENTURE cose da farmi vivere e scoprire.
Io con il dubbio e \TANTE/ incertezze, ritornai a, facendomi mille domande.

N. 18

Eluney frequentava ancora la seconda media, per le vacanze di Pasqua, aveva deciso di partore in egitto con la sua famiglia, lo stesso giorno che arrivarono, Eluney, decise di andare in un mercato di Aless Alessandria d’Egitto, Eluney aveva visto subito un amuleto. Alessandria le venne subito incontro per fargli vedere l’amuleto da più vicino. Alessandria aveva avvertito Eluney che quell’amuleto poteva dare poteri magici ma Eluney non l’aveva ascoltata. La sera dello stesso giorno Eluney stava pensando a quello che le aveva detto Alessandria sull’amuleto ma il pensiero venne interrotto dalla voce, della madre che la spavento molto.
Eluney era andato a dormire ed aveva appena cominciato il suo sogno, quel sogno era molto strano, c’erano molte persone con il giochetto di lana, in quel sogno in Egitto facevano – 21 gradi. Il giorno dopo Eluney si era svegliata con un freddo atroce, dopo che si era preparato andò subito ad Alessandria ma non lo trovo, l’aveva cercata da tutte le parti, andò nel magazzino e aveva visto un libro sull’amuleto di Eluney, aveva aperto il libro e vide subito una piramide e una stanza, Eluney decise subito di andarci.
Eluney chiese aiuto al suo cane Farek, che era venuto con loro nella sua valigia. I due erano partiti, quando arrivarono videro che la piramide era congelata i due andarono a comprare degli stivali con delle spine dietro per non scivolare. Eluney era riuscita a salire ma Farek stava ancora a metà percorso, Farek vide una buia stanza in cui erano nascosti  altri due amuleti, quando Eluney lo vide le venne subito un lampo di genio, pensava che per mettere apposto la piramide doveva sognarlo, i due tornarono a casa ed Eluney si mise a dormire. Il giorno dopo Eluney e Farek si svegliarono e capirono subito che andarono nella stanza della piramide, Eluney aveva visto Alessandria che stava tornando al mercato.