SS SO III-1 2021

Nella novella “Ciaula scopre la luna” di Luigi Pirandello, letta recentemente in classe, si narra del grande stupore provato da Ciaula quando, uscito dalla cava di zolfo dove lavorava, scopre la “chiarita d’argento” della “grande e placida” Luna”. “Egli sapeva, sapeva che cos’era; come tante cose che si sanno, a cui non si è dato mai importanza. E che poteva importare a Ciaula che in cielo ci fosse la Luna? Ora, ora soltanto, così sbucato, di notte, dal ventre della terra, egli la scopriva”.

2. Racconta se ti è capitato di vivere una sensazione e una condizione simile a quella di Ciàula nella quale un evento esterno, nato, ma non abbastanza valorizzato, ti ha sostenuto dandoti forza e coraggio.

3. Tra pochi giorni si concluderà il ciclo di studi della scuola secondaria di primo gradi che ti ha accolto quando eri poco più che un bambino, e dalla quale stai per congedarti, dopo l’Esame di Stato, con nuove consapevolezze che riguardano anche la scelta della scuola superiore. Racconta, dunque, le sensazioni, le idee, le paure, i progetti che in te convivono in questo particolare momento: essi ti sosterranno nel migliore dei modi per guardare lontano.

N. 1

Durante il lockdown quasi ogni giorno mi mettevo su una sdraia a leggere o a giocare a carte. Nella casa accanto alla mia, ogni pomeriggio, verso le 16:00, un’anziana si affacciava al suo balcone, si sedeva e incominciava a guardare il vuoto. Era una donna sui settant’anni circa, vestiva molto elegantemente, anche se doveva restare a casa. Inizialmente non le davo retta. Un giorno la vidi diversa dal solito, sembrava triste. Presi coraggio e le chiesi se stesse bene. Lei mi rispose di no e mi iniziò a raccontare il motivo del suo malessere. Mi raccontò che suo marito, più grande di lei di dieci anni, dopo cinquant’anni di matrimonio, morì, e quel giorno era il loro anniversario. Mi raccontò dei viaggi anche di quella volta in cui erano andati ad uno zoo safari e una scimmia le iniziò a fare dei dispetti molto divertenti. Era giunta quasi sera e il sole stava tramontando, iniziava a fare un po’ freddo e quindi decidemmo che era il momento di rientrare. Sarei stata a parlare con lei ancora per ore. Il mese dopo purtroppo l’anziana si dovette trasferire e ci perdemmo di vista. Da quella chiacchierata avuta quel giorno imparai che bisogna vivere ogni giorno come se non ci fosse un domani e vivere una vita senza rimpianti. inoltre penso che la nostra storia e quello che abbiamo fatto nella nostra vita, che siano cose belle o brutte, possano essere spunto di riflessione per qualcun’altro.

N. 2

Stavo in classe a (non) scrivere un tema. Perché no? Perché non avevo idee. Assolutamente niente. Niente di niente. Quando me ne veniva una, subito la scartavo, capendo che non era granché. E mi rendevo conto di aver solo perso tempo. E cio’ mi rendeva più agitato di quanto già non lo fossi. Per superare l’ansia, perdevo altro tempo, ciò si ripeteva ancora, ancora, ancora e ancora. Mi sentivo come se avessi il cuore in una trappola per orsi. Ero psicologicamente distrutto. Iniziavo a pensare di seguire una traccia, poi l’altra, poi di nuovo la prima…Perché devo essere sempre così indeciso? Ad un certo punto, sento il verso di una cornacchia (almeno credo sia stata una cornacchia, dopo aver letto il racconto di ieri penso solo a loro) e, quasi involontariamente, mi giro a guardare la finestra. Guardo il vetro e mi specchio. Niente di che, mi capita abbastanza spesso. Ma poi guardo meglio e lo vedo: me stesso, seduto al banco con un foglio bianco e lo sguardo perso, che piano piano si accende. Mi torna il sorriso e mi viene l’idea: scrivo sul foglio ciò che è successo affinché scrivessi il medesimo, che è esattamente ciò che sto facendo ora. E a pensarci, mi viene in mente che è come se quella benedetta cornacchia mi abbia indotto a fare la cronaca indiretta della mia vita. E a ripensarci, la sto veramente facendo, perché scrivo tutte queste cose nel momento in cui stanno succedendo (o quasi tutte, la prima parte è come se fosse “negli episodi precedenti”). E a ri-ripensarci, ciò mi appare molto, moolto strano.

N. 3

Iniziò tutto tre anni fa, quando mi affacciai la prima volta alla scuola media. Cambiò tutto, amici, professori, io cambiai persino classe. I primi due giorni alle scuole medie mi misero in 1-B, con compagni che non conoscevo, ma con cui già cominciavo ad andare d’accordo. Dopo questi due giorni mi spostarono in 1aB, con compagni che non conoscevo, ma con cui già cominciavo ad andare d’accordo. Dopo questi due giorni mi spostarono in 1aD dove conoscevo quasi tutti i compagni e con quelli che non conoscevo ci feci amicizia in poco tempo. In seconda media scoppiò una pandemia che colpì tutto il mondo e che dura ancora oggi. A marzo dell’anno scorso ci chiusero tutti in casa. i genitori lavoravano in smart working e gli studenti facevano videolezione in DAD (didattica a distanza). In terza media continuò la pandemia, ma purtroppo ad ottobre colpì pure la nostra classe, tenendoci a casa per tre settimane. Arriviamo ad oggi, che è quasi finito l’anno scolastico. Stiamo lavorando in vista dell’esame di Stato. Per la scuola superiore ho scelto il liceo scientifico, perché mi piace la matematica. In futuro vorrei fare o l’ingegnere o il tennista. Sono un po’ preoccupato per l’esame, spero di non entrare in panico.

N. 4

in questo momento sono entrato nei mesi più importanti della scuola media. Sono molto preoccupato per come potrà andare l’esame, ma fortunatamente ho le idee chiare su cosa fare, ma sfortunatamente la paura di poter andare male rimane sempre, in qualunque situazione io sia, anche se faccio qualcosa che non ha nulla a che fare con la scuola, mi vengono piccoli momenti di paura che mi tormentano per tutto il giorno. Alcune volte mi viene questa paura solo a pensare di aver scelto il liceo scientifico e di non riuscire a sopravvivere neanche al primo anno.
Fortunatamente mi sono abituato a questi momenti quindi non mi fanno più tanto effetto, ma prima che mi abituassi avevo più paura in questi momenti che quando mi vengono le vertigini. Ma in questo momento c’è qualcosa che mi spaventa di più delle vertigini e dei momenti di paura, questa cosa è dover pensare a come costruire il mio elaborato grafico e pensare che ho solo un mese per studiare il mio percorso di esame. Spero di superare l’esame per continuare il mio piano di studi che è quello di prendere il diploma di liceo scientifico e in seguito di laurearmi in ingegneria per fare il cosiddetto “lavoro dei miei sogni”.
L’anno scorso nei tempi della “didattica a distanza” ho riflettuto molto su questo e ho deciso di cambiare mentalità per l’ultimo anno di scuola media e ho capito di essere riuscito nel mio intento quando alcuni professori che avevo anche l’anno scorso mi hanno detto di aver visto il cambiamento di mentalità che ho avuto e che sto portando avanti tutt’ora per riuscire ad aprire una nuova porta di studi e chiudere la porta dei momenti passati negli anni della scuola secondaria di secondo grado con la classe più bella e simpatica che mi potesse capitare e pensare che il primo giorno della prima media penso che che non mi potessero mancare al termine della scuola, invece ora mi dispiace molto pensare di doverli abbandonare.

N. 5

CIAO! MI CHIAMO TIZIANO, HO QUATTORDICI ANNI E TRA QUALCHE MESE AVRÒ IL MIO PRIMO ESAME DI STATO. COME MI SENTO? PREOCCUPATO, MA NON TROPPO. A ME SINCERAMENTE, NON PIACE STUDIARE, E FORTUNATAMENTE QUEST’ANNO, A CAUSA DEL COVID19, NON FARÒ GLI ESAMI SCRITTI E NON SONO OBBLIGATO A PORTARE LA TRADIZIONALE “TESINA”, MA AL POSTO DELLA TESINA SI POTRÀ SCEGLIERE UNA DELLE SEGUENTI “MACROAREE”: IL NOSTRO PIANETA, DIRITTI E DISUGUAGLIANZE, DALLA FOTOGRAFIA AI SOCIAL, LA BELLEZZA, E IL VIAGGIO; CON LA QUALE SI DOVRANNO COLLEGARE LE RESTANTI MATERIE. IO, APPASSIONATO DI CALCIO, PORTERÒ PROPRIO QUEST’ULTIMO, COLLEGANDOLO ALLA MACROAREA “DIRITTI E DISUGUAGLIANZE”.
IO SONO BRAVO IN MATEMATICA E PER QUESTO HO SCELTO UNA SCUOLA PER “FUTURI GEOMETRI”, MA LA MATEMATICA NON È IL MIO UNICO OBIETTIVO, ANCHE IL CALCIO PUÒ GARANTIRE UNO STIPENDIO FISSO AL MESE E SON SICURO CHE SE FALLIRÒ A SCUOLA, POTREI AVERE UNA POSSIBILITÀ IN PIÙ NEL CALCIO E VICEVERSA. TORNANDO ALL’ARGOMENTO D’ESAME, PORTERÒ UN PALLONE CON SU SCRITTO QUELLO CHE VOGLIO DIRE, PORTERÒ ANCHE UN PALLONE FATTO DI CARTA (ICOSAEDRO TRONCATO). PARLERÒ DELLE REGOLE DEL CALCIO IN TUTTO IL MONDO E IMPARERÒ A MEMORIA UNA POESIA DI UMBERTO SABA “IL GOAL”. RIGUARDO ALLE ALTRE MATERIE DEVO ANCORA SCEGLIERE. DURANTE L’ESAME SPERO CHE NON MI PRENDA UN ATTACCO DI PANICO. QUESTI ERANO I MIEI PENSIERI E PROGETTI PER L’ESAME DI STATO E PER IL MIO FUTURO.

N. 6

LE PAROLE DEL PADRE DI ENRICO CHE MI HANNO TOCCATO NEL PROFONDO, SI TROVANO NELLE ULTIME RIGHE, NELLA CONCLUSIONE. IL PADRE CHIEDE AD ENRICO COME FAREBBE L’UMANITà SE QUESTO MOMENTO CESSASSE. VORREI RISPONDERE IO ALLA DOMANDA E QUINDI DIRE COME SAREBBE IL MONDO SENZA “SCUOLA”.
L’ECONOMIA CROLLEREBBE PERCHé A NESSUNO è STATO INSEGNATO COME GESTIRE IL PROPRIO DENARO. GLI AVVOCATI NON POTREBBERO DIFENDERE NESSUNO PERCHé NON SANNO PARLARE. GLI SCIENZIATI NON POTREBBERO PIù CREARE MEDICINE PERCHé NESSUNO GLI HA MAI PARLATO DELLA TAVOLA PERIODICA E I MEDICI NON POTREBBERO PIù OPERARE PERCHé NESSUNO GLI HA INSEGNATO MEDICINA…LA LISTA è ANCORA LUNGA MA PENSO CHE QUESTI POCHI ESEMPI BASTINO PER FAR CAPIRE QUANTO SIA IMPORTANTE LA SCUOLA.

N. 7

Da quando il covid-19 è arrivato in Italia sono successe molte disgrazie. milioni di morti e persone malate sono diventate ancora più fragili per colpa del virus, per stabilizzare un po’ la situazione tutti i cittadini italiani furono obbligati ad una quarantena causando un lockdown generale. Molti bar e ristoranti fallirono aziende e negozi dovettero chiudere rischiando il fallimento, aeroporti bloccati. Andando avanti la situazione peggiorò, moltissime persone protestarono nelle piazze creando il caos totale e cittadini persero il lavoro trovandosi in una crisi economica. Le scuole chiusero e i ragazzi dovevano rimanere in casa, all’inizio questa situazione la vivevo con molta leggerezza, poi i contagi diventarono molto alti finché alcuni miei conoscenti venirono a mancare. Il quel momento capii che la situazione era diventata grave, rimpiansi il fatto di non averli potuto salutare e di non averli fatto una chiamata per sapere come andava. Molti mesi chiuso in casa mi fecero perdere la speranza finché non arrivò l’estate, finalmente potevo rilassarmi, senza lo stress della scuola e dei compiti in classe. Un sabato mattina decisi, insieme alla mia famiglia, di andare alle cascate di Tivoli per una gita fuori porta. Arrivati là mi sedetti sulla riva composta da tantissimi sassolini levigati dall’acqua. Il posto era incantevole, ero completamente immerso nella natura, chiusi gli occhi e mi concentrai sul rumore dell’acqua che cadeva nel piccolo laghetto, sul cinguettio degli uccellini e sul fruscio leggero che passava tra gli alberi colorati. Mi sentivo tutt’uno con la natura come se avessi trovato la pace, lontano dal caos e dal rumore delle macchine, anche se a volte su una ferrovia di un ponte antico, passava un treno. Non avrei mai pensato che un posto così semplice mi avrebbe fatto provare certe sensazioni e spero di trovarne altri.

N. 8

STA PER FINIRE LA SCUOLA, PENSO AL PRIMO GIORNO DELLE MEDIE E MI SEMBRA DI AVER FATTO UN ENORME TRAGUARDO. QUESTI TRE ANNI SONO PASSATI COME LAMPI, CI SONO STATE ENORMI PREOCCUPAZIONI E PROBLEMI COME L’ANNO SCORSO CHE è ENTRATO A FAR PARTE DELLE NOSTRE VITE IL COVID-19 E NON è STATO TUTTO UN GIOCO. AVER PASSATO TUTTO QUEL TEMPO A CASA FACENDO DIDATTICA A DISTANZA è STATO UN VERO INFERNO, CI SONO STATE COSE POSITIVE CHE UNO SOTTOVALUTAVA. 
OGGI PENSO CHE TRA CINQUE MESI ANDRò ALLE SUPERIORI MI VENGONO I BRIVIDI SOLO A PENSARLO PERCHé è PASSATO TUTTO COSì VELOCEMENTE CHE NEANCHE ME NE SONO ACCORTA, AVER SCELTO LA SCUOLA SUPERIORE NON è STATO COMPLICATO E CHE AVEVO COSì TANTE IDEE IN MENTE MA NE SONO PIù CHE FIERA DI QUELLO CHE HO SCELTO.
NON è FACILE LASCIARE UNA CLASSE DOVE HO TRASCORSO MOMENTI BELLI, HO CONOSCIUTO NUOVE PERSONE E NUOVE AMICIZIE, HO VISSUTO DEI MOMENTI STRAORDINARI FACENDO NUOVE AMICIZIE MI SONO ACCORTA CHE IN COSì POCO TEMPO MI ERO FATTA UN SACCO DI NUOVI AMICI MA ANCHE DI CLASI DIVERSE, HO TRASCORSO AVVENTURE INDIMENTICABILI E MI VIENE DA PIANGERE CHE TRA UN PO’ NON LI VEDRò PIù TUTTI I GIORNI MA RIMARREMO AMICI. LA SENSAZIONE CHE PROVAVO FINO UN MESE FA è CHE NON CE LA FARò E CHE QUALCOSA ANDRà STORTO, MA ORA PENSO CHE DEVO ESSERE FORTE E ALZARE LO SGUARDO E NON LASCIARMI ANDARE. MI MANCHERANNO I MIEI COMPAGNI, MI HANNO ACCOMPAGNATO PER TUTTI QUESTI ANNI E NON LI DIMENTICHERò MAI, SONO GRANDIOSI E ANCHE SE OGNUNO DI NOI HA UN DIFETTO, TRA DI NOI SIAMO SPECIALI PER QUELLI CHE SIAMO. NON HO ANCORA BEN DECISO COSA FARE HO ANCORA TREDICI ANNI HO TEMPO MA PREFERISCO ESSERE SICURA E NON PENTIRMI, DEVO PENSARE CON LA MIA TESTA E NESSUNO MI DEVE DIRE COSA DEVO O COSA NON DEVO FARE LA VITA MIAè MIA E ME LA VOGLIO GODERE.

N. 9

Quando andrò al liceo di sicuro mi mancheranno i miei amici, mi mancheranno anche i professori, magari un giorno verrò a salutarli, ma, soprattutto mi mancherà tantissimo xxx, però sono sicuro che un giorno ci rincontreremo. Anche se sarò lontana, penserò sempre a loro, anche se avrò dei nuovi amici. Quest’anno dovrò fare l’esame ho un po’ di paura di fare figuracce, quando penso all’esame divento un po’ nervosa, alcune volte ho paura che non sarò ammessa, sono preoccupata, molto preoccupata, spero di essere ammessa. Quando sarò più grande, mi piacerebbe viaggiare in posti dove non sono mai stata, ovviamente questo potrò farlo solo se sarà finito il coronavirus, mi piacerebbe imparare anche nuove lingue, scoprire nuove cose, e assaggiare nuovi cibi. Ho un po’ paura di andare al liceo, spero che là i professori non siano troppo cattivi, però se andrò al liceo imparerò nuove cose e poi chi lo sa, magari i miei desideri si avvereranno. Sono contenta di andare al liceo, almeno alcuni miei amici verranno con me. Non ho ancora deciso che lavoro farò da grande ma, so che di sicuro farò un bel lavoro. E’ stato difficile scegliere il liceo, perché tutti mi proponevano cose diverse, ma poi abbiamo scelto il liceo linguistico e ho deciso di fare le lingue: spagnolo, inglese e francese. Spero che un giorno rincontrerò tutti i miei amici. 

N. 10

In questi tre anni ho capito molte cose e sono anche diventata molto più responsabile, ma purtroppo sono arrivata all’ultimo anno di questo bellissimo percorso cioè la terza media, certo non è il massimo passare tutto l’anno per sei ore con una mascherina sulla faccia come se avessimo solo gli occhi e senza nemmeno fare un cartellone, ma pareva andarci peggio come per esempio in seconda media quando per mezzo anno siamo stati a casa davanti ad uno schermo senza vederci o guardarci in faccia; ma con questo non sto dicendo che sono triste, anzi, sono molto felice di iniziare un altro viaggio verso la scuola superiore, ma mi mancheranno i miei professori che stanno con noi 6 ore al giorno, i miei compagni con cui quest’anno ho legato molto e ancora di più la mia migliore amica perché abbiamo scelto indirizzi diversi. Io ci ho messo un po’ a scegliere il mio tipo di liceo, ero molto confusa e incisa ma alla fine ho scelto quello che mi piace di più cioè il liceo linguistico, ho fatto questa scelta perché mi piacciono molto le lingue e da grande vorrei sapere e lo spagnolo due lingue bellissime, il mio obiettivo, anzi, il mio sogno dopo aver finito questo liceo è di andare un anno in America e studiare lì, praticamente andare al college…Per di più quest’anno ho anche l’esame, sono molto in ansia ma è una cosa normalissima chiunque potrebbe stare in ansia per un esame che non ha mai fatto, io si sono in ansia ma mi trovo abbastanza bene perché sto cercando di lavorarci su; spero di vivere al meglio questo momento e anche quest’ultimo mese di scuola. Una cosa che vorrei dire a tutti i ragazzi che andranno in prima media è di godersi al meglio questi tre anni e di vivere molte emozioni come le ho vissute io.

N. 11

Anche a me è capitata una cosa inaspettata che mi ha sostenuta dandomi forza e coraggio. Era febbraio 2020 ed era da poco iniziata la pandemia che ancora non era diffusa in Italia ma che ora sta uccidendo milioni di persone. Nessuno si stava rendendo conto della pericolosità di questo virus e infatti ci si scherzava e basta su di esso. Iniziano ad arrivare i primi casi in Italia e a marzo chiudono le scuole, inizialmente per due settimane ma i casi continuano a salire e Conte annuncia il lockdown, chiusura di tutto. Iniziano i primi assalti ai supermercati e addirittura iniziano le risse per entrare nel supermercato. Iniziano la D.A.D. ma si pensava che questa pandemia sarebbe finita presto, ed è lì che tutti ci sbagliavamo, iniziano ad aumentare le morti e le persone in terapia intensiva e gli ospedali erano quasi tutti pieni. Si continua in D.A.D. fino a giugno, fino alla fine della scuola. I casi in estate scendono e anche molto. Si ritorna a scuola e non mi aspettavo di essere così felice e commosso di rivedere i miei amici, a cui prima stavo vicino ma non ci facevo attenzione e importanza, proprio come Ciaula con la luna. Ed è grazie a loro che mi sono preso forza e coraggio. Questa pandemia ci ha fatto riscoprire l’importanza delle cose più piccole a cui prima non facevamo attenzione e che davamo per scontate. 

N. 12

Quando sono entrata alla prima media, ho conosciuto tanti amici e amiche, la mia classe è bella, abbiamo passato bei momenti insieme, siamo andati in gita e anche al museo. Ma da un anno e mezzo fa è avvenuta una pandemia, chiamata Covid-19. Questa pandemia ci ha fatto stare tutti a casa non potevamo uscire, non potevamo stare avvicinati, abbiamo dovuto stare in DAD, ma ora che sono in terza media la situazione è migliorata, almeno ora siamo in presenza, posso vedere i miei amici, ma sempre con le mascherina e dobbiamo avere una certa distanza. Quest’anno ho gli esami sono un po’ nervosa e ho un po’ di paura perché a volte penso che sarò ammessa, ma io lo so che ce la farò, ho ancora un percorso da fare un po’ difficile infatti per scegliere il liceo al quale andrò fra pochi mesi, è stato un po’ complicato. Io già da piccola sapevo che volevo essere di grande, voglio essere una dottoressa, ma mi piace anche imparare le lingue, culture diverse e infatti mia madre non sapeva a quale liceo mettermi al liceo scientifico o al linguistico, ma io gli disse che sempre ho voluto diventare e lo so che sarà un po’ difficile per me, ma io farò di tutto per fare realtà il mio sogno e allora mia madre mi iscrisse al liceo scientifico. Sono un po’ triste perché non vedo più ai miei amici e mi mancherà tanto Gaia, ma lo so che ci rincontreremo un giorno, ma sono anche un po’ emozionata per andare al liceo, conoscere nuove persone, nuovi professori, è di sicuro un altro tipo di scuola, ci saranno persone più grandi però mi ricorderò sempre dei miei amici matti della scuola media.

N. 13

Non è facile lasciare un posto dove sei stato da bambino fino oggi, nel mio caso è diverso, già che sono arrivata l’anno scorso, ho fatto tante amicizie belle e ho anche imparato tante cose che fino ad oggi mi hanno aiutato e mi aiuteranno ancora nel percorso della mia vita, le sensazioni più dolorose sono quelle di lasciare amicizie ma la cosa più importante è che devo proseguire e arrivare a la mia meta finale le idee ancora non le ho molto chiare, a volte sono molto insicura di quello che voglio, ma so che ancora c’è tempo per pensare.
Dicono sempre che devi fare quello che ami, quello che tu vuoi, non quello che gli altri vogliono per te, perché alla fine è il tuo percorso, la tua vita, il tuo futuro, le tue idee, i tuoi progetti. Sempre è meglio non fare le cose in fretta, devi sempre ragionare con tempo, essere sicuro di quello che vuoi e avere presente che qualunque decisione può cambiare la tua vita. Così come esistono le idee, esistono anche le paure, ognuno di noi ha le proprie, alcuni più grandi alcuni più piccole, ma sono sempre paure, paure che forse non ti lasciano proseguire il tuo percorso, ma non ti devono impedire di continuare con i progetti che hai in mente, devi lasciarle dietro e proseguire, fare quello che ami ed essere sicuro di te stesso, perché le paure non definiscono la persona che sei, i tuoi progetti si, le tue idee si, la maniera in cui fai quello che ami si, è quello che define veramente quella che sei.
La mia paura più grande è quella di fare la scelta sbagliata ma so che alla fine ce la farò.

N. 14

Sto per andare al liceo, wow, non ci credo ancora. Mi ricordo quando ero in prima media. Al primo giorno di scuola si entrava alle nove, ma non lo sapevo e ho aspettato un’ora. All’entrata ero preoccupato. Ci siamo messi raggruppati e la preside leggeva i nomi di chi doveva andare nelle classi stabilite. Poi la preside chiamò gli alunni della terza d. Erano cambiate tantissime cose dall’elementari. Non c’era più la parola “maestra”, ma la parola “prof”, si usciva alle due e cinque invece delle quattro e mezzo e ad ogni ora cambiava materia. Le regole piacevano. Ma c’era solo un problema, non conoscevo nessuno, tranne un mio amico che conoscevo dalla seconda elementare. La prima persona con cui ho parlato fu Matteo, un grande. Dopo qualche giorno avevo già socializzato con tutti. I prof mi stavano simpatici. C’era Battisti, prof di italiano, la Sinibaldi, prof. di matematica, la Rotelli, di tecnologia, la Padellaro, di musica ecc.
Al secondo anni cambiarono un po’ di cose. il prof. Battisti è andato a insegnare geografia in un’altra scuola, la Sinibaldi rimase incinta, la Rattelli andò in pensione, e la Padellaro pubblicò un album di canzoni, fece concerti e andò pure al TG.
Erano cambiati quasi tutti i prof.
Durante l’anno collezionavo insufficienze, ma anche bei voti. Alla fine sono stato promosso con un sei di media. Durante l’anno dovevo andare a fare un campo scuola ma tre giorni prima l’Italia andò in lockdown, e a quel punto iniziammo a fare dad. All’inizio non mi impegnavo e non mandavo le foto dei compiti. Quando mia madre lo scoprì mi tolse la playstation e potevo solo studiare. In terza media prendevo sempre bei voti, ma i prof continuarono a mettermi ansia. Alla fine mi ritrovo qui a fare una tema e a dover fare un esame di Stato. 

N. 15

Sta per finire il ciclo di studi della scuola secondaria di primo grado, nella quale sono entrato come bambino, dove ho provato molte emozioni, ho fatto nuove amicizie e ho imparato cose nuove. Sin dal primo giorno di scuola mi sono trovato a mio agio con i professori e con i miei compagni. Ma adesso l’anno scolastico sta per finire. E’ stato un anno molto particolare, a causa della pandemia, dove ci sono state molte limitazioni, sia dal punto di vista scolastico e sia dal punto di vista personale. Mi dispiace molto lasciare i miei compagni, alcuni li rivedrò alle superiori, altri no.
Ora però bisogna guardare lontano, pensare al futuro, al mio futuro. Ho scelto il liceo scientifico perché mi piacciono molto le materie come matematica e scienze.
Inoltre sono molto curioso di scoprire cose nuove e fare nuove amicizie. La mia paura è quella di aver fatto una scelta sbagliata, ma sono sicuro che mi troverò bene. Innanzitutto, spero di fare un buon esame per iniziare con il piede giusto questa avventura, nella quale matureranno i miei progetti e le mie idee su quello che farò da grande. Ora è un po’ presto per dirlo, le idee mi saranno più chiare. Non vedo l’ora di cominciare e di sentire la prima campanella nella nuova scuola.
Devo ringraziare i miei genitori che mi hanno aiutato nella scelta della scuola superiore.
Mi hanno sempre sostenuto e sono sicuro che continueranno a farlo. In questi ultimi mesi di scuola ho pensato che dopo le scuole superiori vorrei continuare gli studi all’università. Non sarà facile, ma con lo studio tutto può diventare possibile.
Il mio obiettivo più grande è uno: vivere questi anni di scuola avendo piacere nello studo e trovare del tempo da dedicare alla mia famiglia e a me stesso.
Il liceo mi toglierà del tempo libero, ma mi impegnerò al massimo per evitare le mie passioni e i miei hobby.

N. 16

In questi tre anni delle medie ho imparato molte cose. Oltre che, ovviamente, a livello didattico, anche a livello umano. Sono stati tre anni di alti e bassi, partendo dalla prima media, conoscendosi, facendo nuove amicizie, arrivando ad ora che mancano due mesi all’Esame di Stato. In questo periodo di tempo abbiamo persino vissuto una pandemia globale, tutt’ora presente. Niente più uscite, abbracci, visite…niente. Soprattutto è stato molto svantaggiante per la scuola, essendo stati molto tempo (soprattutto in seconda media) in didattica a distanza. Poi ritornare a scuola, dopo tanto tempo a casa, con una nuova realtà, soprattutto per me non è stato facile. In questo momento manca poco all’esame, ovviamente spero che andrà bene, ce la metterò tutta per far sì che ciò accada, per essere orgogliosa e concludere bene questo viaggio. In questi tre anni ho fatto anche molte amicizie in classe, alcune continueranno al di fuori della scuola, altre magari no.
Quindi devo anche ringraziare la scuola media e i prof, perché nel bene o nel male sono cresciuta e questo resterà una parte di me. Ma concluso questo viaggio, ne inizierò un altro, più lungo, magari anche più importante, che è quello delle scuole superiori. La mia scelta per il liceo è stata lo scientifico, una scelta presa da me, assumendomi delle mie responsabilità, che è giusto che io abbia. All’inizio ero molto indecisa, passavo pomeriggi interi con mia madre a vedere le varie scuole, ma tutt’ora sono sicura di aver fatto la scelta giusta. Come penso sia normale, però, ho anche io le mie paure, che in questi anni ho provato a sconfiggere: anche per fatti accaduti esternamente dall’ambiente scolastico, e che sono sicura affronterò al meglio. Perché dietro all’alunno c’è la persona, con le sue forze e fragilità. Superando ansie, preoccupazioni, insicurezze e timidezze. Ma le cose veramente belle della scuola sono le soddisfazioni nelle piccole cose; il bel voto preso dopo aver studiato molto, i complimenti per lo sforzo, sapere gli argomenti che la prof rispiega, soprattutto dimostrare il contrario alle persone che non credono in te, e molte altre. Ma com’è giusto che sia, per avere queste soddisfazioni, l’impegno e la determinazione sono alla base di tutto. Per il futuro voglio raggiungere tutti i miei obiettivi, non avere mai rimpianti e più avanti andrò, più alzerò l’asticella e punterò in alto.

N. 17

Quest’estate ero nella mia casa in montagna, verso la sera io e un mio amico volevamo farci una passeggiata notturna a cavallo. Dopo aver preso i cavalli andiamo verso la valle, i cavalli erano un po’ agitati ma pensavamo che non era niente di che. Continuiamo la nostra passeggiata finché non cala il sole, principalmente avevamo portato delle tende per passare la notte ma visto che i nostri cavalli erano un po’ agitati abbiamo deciso di tornare indietro ma c’erano due problemi il primo è che siamo a quasi 30 km dal punto di partenza dove siamo partiti, il secondo era il buio. Però muniti di tanta pazienza siamo andati. Il percorso di ritorno sarebbe dovuto durare almeno 4 ore, invece, avendo preso un sentiero in mezzo alle montagne ci avremmo messo di meno. Ma con il buio non si vedeva niente, e neanche i cavalli riuscivano a vedere e questo li rendeva ancora più agitati. A un certo punto intravediamo in mezzo al bosco, un animali che scappava, noi siamo entrati in panico perché sapevamo che sicuramente qualcosa lo rincorreva non sapevamo se poteva essere un lupo o un branco di lupi e noi stavamo sopra una delle prede preferite dai lupi. Allora giriamo i cavalli e iniziamo a correre verso il paese da cui eravamo partiti e dove c’era anche casa mia, a un certo punto vedo i miei due cani, li vidi e scesi da cavallo. I miei genitori e i suoi genitori ci volevano tranquillizzare ma noi eravamo tranquilli. Perché i miei cani erano come un faro in una tempesta e io non so cosa ci stava dietro di noi, se c’era un solo lupo o un branco di lupi ma so solo che in un certo senso mi hanno salvato.

N. 18

Stanno per finire i tre anni di scuola media e tra un mese e qualche giorno dovrò salutare per l’ultima volta tutti i miei professori che mi hanno sempre aiutato, tutti i miei compagni, tranne uno, tutti i bidelli che sono sempre stati gentili, questa scuola in cui sono entrato in cui sono entrato che ero solo un bambino appena uscito dalla scuola elementare. Sono stati tre bei lunghi anni. Il primo è stato diverso, non sapevo come funzionasse, non mi ricordavo l’insegnante non era più una maestra ma una professoressa, e che prendere un sei non era un dramma, anzi.
Nel secondo anno alcuni nostri compagni hanno dovuto ripetere il primo, sono cambiati molti professori, alcuni sono andati in pensione.
È stato un anno difficile per tutto il mondo, sei di noi sono risultati positivi al test del Coronavirus e abbiamo passato mezzo anno scolastico durante una pandemia. Noi siamo passati da svegliarci, vestirci e andare a scuola, a svegliarci, prendere il computer e fare didattica a distanza, che non mi è mai piaciuta anche se i primi giorni erano molto divertenti, alla fine abbiamo passato tutti l’anno. Il terzo e ultimo anno ancora non è finito, ma già siamo stati in didattica a distanza per due volte, all’inizio dell’anno scolastico e fino a xxx settimana fa. Questo è l’anno degli esami di Stato, e a pensare che dovrò di dover parlare davanti a tutti i professori e avendo i miei compagni dietro di me che assistono mi mette molto in ansia. Dopo gli esami sarà tutto finito e li dovrò salutare tutti, e dovrò pensare a come sarà la scuola superiore, anche se avendoci già mio fratello e mia sorella già ho un’idea. Sarà strano entrare in una scuola che non conosco e vedere dei giganti di quasi vent’anni intorno a me. In quel momento si ripeterà quello che è successo tre anni prima. L’iscrizione già l’ho fatta, andrò in classe con un mio amico, che mi conosce già da molti anni e abbiamo passato elementari e medie insieme, la scuola è un liceo scientifico scienze applicate, anche se la matematica non è la mia materia preferita. Non avrò compiti per quando ricomincerà la scuola, anche se mi devo preparare psicologicamente per le superiori, infatti questa estate in particolare la aspetto da tanto, da quella scorsa. 
In questi tre anni ho imparato molte cose e sono cresciuto molto, ho riso, scherzato e a volte anche pianto. Ho visto cose belle e cose brutte, ho preso dei bei voti e dei brutti voti. Ho provato molte emozioni in questa scuola e mi mancherà entrare qua dentro. Però si cresce e prima o poi finisce tutto, sia le cose belle che le cose brutte e ho ancora molto da imparare.

N. 19

Questo è il mio ultimo anno nella scuola secondaria, l’anno prossimo andrò al cine e Tv, ho scelto questa sciola perché mi sono sempre piaciute le cose tecnologiche e in particolare le serie TV. In questa scuola potrò imparare ad usare la macchinetta fotografica e a registrare e montare un film. Da grande mi piacerebbe lavorare in TV come conduttore di un mio programma.
Spero di avere una bella vita con una famiglia felice.