- Scrivi una lettera ad un amico raccontandogli le tue difficoltà e le tue gioie scolastiche.
- Narra un episodio dell’Odissea di Omero a scelta tra i seguenti: “L’incontro con Nausicaa”; “Il ciclope Polifemi”. Esprimi un tuo motivato parere personale.
- Ho letto un bel libro. Ora ne esporrò il contenuto e vi dirò perché mi è piaciuto.
n. 1
Cara Gioia,
oggi ti volevo dire qualcosa di più su di me. Parlerò di difficoltà e gioie scolastiche che ho. Devo dire che la scuola mi piace e mi sto trovando molto bene con la maggior parte dei professori, a parte qualcuno perché non capisco bene le sue spiegazioni ma mi sto abituando, poi devo dire che non non sono solo loro ma anche io, un po’ perché sono più lento a comprendere un po’ perché alcune volte ho la testa tra le nuvole. Nei temi prendo appena la sufficienza infatti sto provando a migliorare leggendo ma non ce la faccio comunque non mollo, magari tu che li sai fare bene mi potresti aiutare ogni tanto, così oltre al fatto che staremo un pomeriggio insieme, potremmo appunto fare un tema insieme, mi piacerebbe tantissimo.
Tu sei bravissima nelle interrogazioni orali e ti stimo molto, soprattutto mi piace studiare con te perché mi correggi e aiuti. Comunque direi di ritornare alle gioie scolastiche; so che per te è normale prendere un otto nelle interrogazioni, ma per me è come un miracolo, quel giorno infatti ero felicissima. Dopo questa lettera ne aspetto una tua con anche le “risposte alle mie domande”. Ora ti saluto, perché devo andare da Anna. Un abbraccio forte forte dalla tua Ele.
n. 2
Nella mia classe abbiamo appena incominciato a leggere e studiare i due brani omerici: l’Iliade e l’odissea. Abbiamo da poco finito l’Iliade, che mi è piaciuta tantissimo, ma adesso siamo passati all’Odissea, che per me è ancora più bella ed entusiasmante. L’Odissea parla del viaggio di Ulisse e dei suoi compagni, verso la loro madre patria: l’isola di Itaca dove abita lui, la moglie Penelope ed il figlio Telemaco. L’Iliade comincia con Telemaco (il figlio) che cerca delle informazioni sul padre che non torna più a casa. Prosegue con l’arrivo di Odisseo e gli amici sull’isola dei Feaci. Poi continua raccontando al popolo dei feaci tutte le sue avventure, tra cui l’arrivo sull’isola dei Ciclopi, apitata da Ciclopi, terribili mostri con un occhio solo. Questi mostri, oltre ad essere enormi, odiano anche gli dei e perciò sono esseri molto arroganti, anche perché sono stati creati da uno dei più forti dei: Poseidone. Quindi arriviamo al punto: Odisseo ed i compagni entrano in una grotta che sembra inabitata. Ma appena entrati vedono intorno a loro un grandissimo ben di dio: c’erano mensole piene di latte e di formaggio contenute in splendidi vasi, capretti e bovini, messi tutto a posto per i per bene. Ma i compagni di Odisseo avrebbero voluto andarsene prendendo solamente qualche capretto e un po’ di latte e poi fuggire. Ma la proposta dei compagni non fu presa in considerazione, perché Odisseo voleva vedere se era ospitato. Così arrivò la e finalmente arrivò un gigante che portava sul corpo un sacco di legno. Lo posò per terra e smise di mungere le mucche femmine e con il latte preso fece un po’ di latte più denso e lo mise sulle mensole. Poi scrutò Odisseo ed i compagni e gli parlò così:
“Chi siete?” “Da dove venite”. Disse così il Ciclope. E allora senza pietà mangiò due compagni di Odisseo. Allora Odisseo si spaventò e cercò di farsi venire in mente un modo per fuggire. Così passò la notte ed all’alba Polifemo mangiò altri due compagni e portò al pascolo i greggi, lasciando dentro Odisseo e i compagni e Polifemo alzò il masso che bloccava l’ingresso e portò a pascolare le greggi, sotto cui ci stavano Odisseo ed i compagni. Visto che Polifemo era sciocco non pensò che stessero appesi sotto le pecore, le mucche ed i montoni. Così Odisseo riuscì a scappare sulla sua nave e riprese il suo viaggio, però con la maledizione di Polifemo. Questo qua è “L’incontro con Polifemo”. Ecco le mie riflessioni su ciò: secondo me questo racconto racchiude le tipiche azioni umane. Questo racconto racchiude la curiosità che spinge l’uomo a correre molti rischi. Poi racchiude l’intelligenza per uscire dalle situazioni e di uscire da situazioni pericolose e di non avere pietà per gli altri pur di non farsi dare fastidio o di non farsi del male.
n. 3
Quest’anno stiamo studiando “l’Odissea” di Omero e tra i vari episodi che abbiamo visto ce ne è uno in particolare che mi è piaciuto molto per il significato che ha cioè l’episodio del ciclope Polifemo, nel quale l’autore vuole dire che la cittadinanza e la civiltà vincono sull’essere selvaggi e incivili. Ora lo racconto. Odisseo e i suoi compagni entrano nella grotta di Polifemo e non lo trovano dentro perchè era a far pascolare le pecore. Appena entrati dentro si stupirono dell’abbondanza e dell’ordine che c’era: le pecore e le capre erano divise per età, i bancali erano pieni di formaggio e i secchi erano pieni di siero. I compagni dissero subito a Odisseo di prendere tutto e scappare ma lui non li ascoltò perche non gli sembrava gentile quindi decise di aspettare il ritorno del padrone di casa. Quando tornò Polifemo non li vide e si mise subito a mangiare i capi di bestiame, facendo tutto in modo corretto: lasciò fuori i maschi nei recinti e una volta munte le femmine gli mise sotto un lattante. Finità l’opera rimise tutti negli appositi recinti. Poi si accorse di Odisseo e i suoi compagni che gli chiesero ospitalità ma lui li rifiutò e sbatte per terra due di loro ; a quel punto Odisseo escogitò un piano: gli offrì del vino e, una volta fatto ubriacare, arroventò un palo con l’ausilio dei compagni, glielo infilò nell’unico occhio che aveva quindi Polifemo chiamò i compagni d gli disse che Nessuno lo aveva accecato; allora i Ciclopi non capirono e tornarono a dormire. La mattina seguente Odisseo e i compagni si misero sotto i capi di bestiame, Polifemo aprì i recinti e fece pascolare gli animali; una volta lontani dalla grotta Odisseo ed i suoi compagni si slegarono e scapparono per il mare, allora Odisseo gli rilevò il suo nome e Polifemo invocò la maledizione del Padre Poseidone.
n. 4
Io ho scelto la terza traccia perché sono un appassionato della lettura, soprattutto a libri di avventura e ai gialli.
Un libro che mi è piaciuto particolarmente è “Percy Jackson” parla di questo ragazzo chiamato ovviamente Percy, che vive a New York con sua madre ed il patrigno, frequenta la prima ,edia. Lui non è un ragazzo particolarmente studioso, anzi, ha voti pessimi, quando sta a scuola si relazione con il suo migliore amico Grover.
Però quando torna a casa deve sopportare il patrigno Gobe, un uomo cicciottello e puzzolente che passa tutta la giornata a bere birra e a giocare a poker. Perry lo odia così tanto che a volte pensa dove fosse finito il vero padre che è stato con lui solo i primi anni della sua vita.
Percy a vedersi può sembrare un buono a nulla che a scuola non studia e che è un po’ vigliacco ma non solo questo perché a questo povero ragazzo succedono molte cose strane, ad esempio una volta fu convocato dall’insegnante di matematica ed a un certo punto quest’ultima si trasformò in uno strano animale, un pipistrello enorme con le corna che aggredì Percy; però fu salvato dal professore di Greco che gli lanciò una penna stilografica d’oro e gli disse di togliere il cappuccio: in quell’istante distrusse l’essere orribile. Se queste cose mon sembrano strane per voi continuate a leggere il libro perché succederanno altre cose, ad esempio scoprirà che suo padre è Poseidone. Sinceramente questo libro mi è piaciuto tantissimo perché parla delle divinità greche, come avrete capito, quindi mi ha aiutato un po’ in epica, poi secondo me è fatto davvero bene e e la trama è bellissima.
n. 5
Io voglio scrivere questa lettera, al mio amico Flavio, proprio a lui perchè mi fido tanto tanto. Ti voglio dire che per me la scuola è stata…strana diciamo. Al primo quadrimestre andava tutto a meraviglia, a parte il 6+ di arte, io ero disperato ma tu mi dissi che non maluccio e poi avevamo appena cominciato la scuola e mancava tanto tanto da imparare. La mia gioia è stata quella di prendere 8 a epica perché la professoressa Principe è un po severa con i voti e in fine è una grande professoressa che ci prepara bene al liceo; infatti noi dovremmo ringraziarla e lo faccio ora, grazie, anche se questo messaggio non gli arriverà mai ma bando le ciance, la mia più grande disgrazia è quella di aver preso cinque ad inglese e a me non piace tanto, Ma con la professoressa Zito è molto simpatica e grazie a questo riesco a imparare meglio. Insomma la scuola a volte può essere un inferno, o un paradiso, dipende tutto da noi. Concludo dicendoti che la scuola è un posto speciale per vari motivi sia brutti e belli.
n. 6
L’anno scorso lessi un libro, parlava di Giovanni falcone, precisamente si intitolava: “Perché mi chiamo Giovanni”. Un giorno venne in classe nostra un’insegnante dell’infanzia, Daniela, che parlò a me e ai miei compagni della mafia e ci consigliò alcuni libri da leggere sull’argomento.
Inizio a parlare della trama di ognuno e mi colpì particolamente un libro narrante la storia di un padre che porta in giro per Palermo il figlio Giovanni e gli spiega perché lui e la madre l’hanno chiamato così. Finita la scuola andai a casa feci merenda, i compiti e poi parlai a mamma del libro che in classe rubò la mia attenzione. Il giorno dopo mi portò in libreria e comprammo il romanzo.
Tornammo a casa, e io iniziai a leggerlo. Lessi circa il primo capitolo, l’inizio mi piaceva, anzi dopo un po’ di pagine il libro iniziava a “prendere vita”. Era come se fossi stata io il bambino che faceva il giro di Palermo con il padre. Era come se ogni frase mi illustrava come è Palermo, era come se stessi lì quell’esatto momento come se vivessi conoscessi ogni angolo della città anche se non ci sono mai andata. Ad ogni modo, già il primo capitolo era bello.
Due giorni dopo la compera del libro andammo in settimana bianca, come ogni anno, ed io portai il libro. All’andata lessi, se ricordo bene, quattro capitoli: mi piacevano apparte l’ultimo letto fino a quel momento, perché raccontava di uomini che venivano uccisi, tramite un acido sciolto nell’acqua. Il padre del protagonista fece l’esempio dell’aspirina nell’acqua.
Narrando la storia letta fino a quell’istante un persona si chiderebbe: “E come è arrivata qui questa? Prima parlava di uomini un giro a Palermo ed un secondo dopo di uomini che vengono sciolti nell’acqua come un’aspirina”.
Bè se qualcuno vuole sapere la storia per interno basta che leggerà fino all’ultimo punto questo racconto. Un bimbo di dieci anni, chide al padre perché si chiama Giovanni e con lui fa un taxi di palermo, ascoltando il padre che parla del motivo per cui lo ha chiamato Giovanni, introducendo anche la mafia. Fanno un giro completo della città ed il padre di Giovanni gli racconta la vita di Giovanni Falcone. Arriva il giorno della morte del magistrato e non solo…il padre era stato ricattato da alcuni mafiosi che nel giorno dell’esplosione all’indicazione per Capaci fecero esplodere il suo negozio, mentre la moglie era in travaglio del bambino.
Il giorno in cui nacque il bambino, Falcone morì, e quindi, in suo onore, chiamarono il bimbo Giovanni.
Questo romanzo mi piacque perché narra di una storia bella e di una persona molto brava, intelligente, ma soprattutto innocente.
n. 7
Di libri nella mia vita ne ho letti moltissimi, di diverso genere e lunghezza, ma quello che più mi ha appassionato è Harry Potter, in particolare Harry Potter e il Calice di Fuoco. Si tratta di un libro di genere fantasy di circa seicento pagine che narra il continuo di altri tre libri. Parla di un particolare anno ad Hogworts, una scuola di magia e stregoneria, in cui il protagonista Harry Potter e i suoi amici Ronald Weasley e Hermione Granger devono sconfiggere insieme all’aiuto della scuola il più grande nemico del mondo magico, Lord Voldemort, anche chiamato Tom Riddle. Ma partiamo dall’inizio: Harry, non avendo una famiglia, viene ospitato per l’estate dalla famiglia di Ron, una numerosa e gentilissima famiglia. Dopo l’attacco allo stadio in cui erano andati a vedere la partita di Quidditch (port simile al calcio ma sopra una scopa volante e con diverse regole) Harry e i suoi amici tornano a scuola come sempre, a inizio anno c’è una novità, ovvero che la scuola ospiterà gli alunni di altri istituti magici per svolgere il torneo Tre Maghi, un vecchio gioco in cui un calice contenente i nomi dei candidati deve scegliere chi sarà a svolgere il torneo con più prove. Il calice sceglie normalmente i tre alunni ma stranamente esce un quarto nome…e chi mai potrà essere? Ovviamente il nostro carissimo Harry che non viene mai lasciato in pace. Dopo diverse discussioni tra i prof il preside decide e Harry deve giocare. Si svolgono durante l’anno diverse prove e arrivati all’ultimo uno studente rischia e perde la vita grazie al trucchetto di un infiltrato dalla parte di Voldemort che cercava di uccidere in realtà Harry, colui che lo aveva umiliato. Al termine dell’anno scolastico, viene fatto un funerale in onore di questo povero ragazzo di soli diciassette anni e gli altri alunni tornano in vacanza terrorizzati dall’attacco che nei futuri libri si ripeterà molte volte in modi diversi. Come già detto all’inizio questo è uno dei libri che più mi ha appassionato non solo per la storia fin troppo interessante, ma anche perché l’autrice Rowling è riuscita a farmi immagginare ogni scena, quasi come stessi vedendo un film. Inoltre è riuscita a farmi innamorare di tutti i personaggi, buoni e non, e come se stessi giocando, avevo una reazione per ogni frase; ad esempio quando Cedric morì, lo ammetto, stavo per piangere. In conclusione devo dire che leggere questo libro è stata proprio un’esperienza bellissima.
n. 8
Il ciclope Polifemo. Odisseo racconta ai feaci dell’incontro con Polifemo: appena sbarcati sull’isola entrammo in una grossa grotta, dentro era buio e spaventoso, con dei recinti per il bestiame. Sulle mensole c’era il formaggio e nei vasi il latte, Visto tutto ciò i miei compagni mi proposero di prendere tutti i beni e di caricarli sulla nave per poi fuggire. Io non gli ascoltai anche se sarebbe stato meglio.; decisi di vedere se mi avrebbe ospitato. Allora aspettammo e bruciammo offerte.
Ad un certo punto entrò nella grotta un uomo enorme che dopo aver fatto entrare il gregge chiuse l’entrata con un masso enorme e pesante, poi si mise a mungere capre e pecore, facendogli allattare gli agnelli. Quando si accorse di noi, ci chiese brutalmente chi eravamo, se viaggiatori o predoni, noi rispondemmo di essere la gente del famoso Agamennone che distrusse Troia. Noi chiedemmo anche la sua ospitalità come si fa tra le persone, e che chi decide questo è Zeus. Ma lui mi rispose spietatamente che non si curava né di ospitarmi né di obbedire gli dei perché i Ciclopi erano più forti di loro; e detto così prese due compagni e li fracassò a terra, li squartò e li divorò insieme al latte. Noi eravamo atterriti da questa scena orribile e aspettammo il mattino prigionieri di quel luogo.
Il giorno dopo divorò altri due uomini e andò a pascolare, ma noi escogitammo un piano per fuggire: quando fu tornato a casa gli offrii il vino che lui amava e si ubriacò, e prima che ci addormentasse gli disse di chiamarsi Nessuno. Poi presi un palo appuntito e lo accecammo. Il ciclope urlando svegliò gli altri ciclopi e disse che era stato accecato da Nessuno e loro gli credettero.
Poi fuggimmo sotto gli animali e rivelai il mio nome al Ciclope ormai sulla nave, allora lui invocò la maledizione di Poseidone su di noi.
COMMENTO:
Questo episodio dell’Odissea narra dell’incontro con Polifemo. è una parte molto interessante perché Odisseo dimostra la sua astuzia al meglio.
n. 9
Cara Martina, ormai è da nove anni che ci conosciamo. Da quando ti ho incontrata il primo giorno della materna ho capito subito che saresti stata una perfetta amica, sia per divertirmi e ridere con te ma anche per confidarmi. All’asilo non ci parlavamo tanto perché tu stavi con le tue amiche ed io con le mie, ma quando alle elementari abbiamo scoperto di essere in classe insieme ho incominciato subito a stare in classe con te. Adesso, però, che siamo in classi diverse mi manchi molto e vorrei iniziare a parlarti di quello che succede nella prima A.
Io mi trovo molto bene in questa classe. Alcune persone mi hanno accolta benissimo. Ho fatto amicizia con nuove persone, anche se alcune già le conoscevo come Federica che ho scoperto che è molto simpatica e divertente.
Vado bene in quasi tutte le materie, soprattutto a tecnologia disegno di cui il voto massimo che ho preso è dieci. Vado anche bene ad inglese che mi piace molto come materia. La materia però che mi preoccupa poco di più è geografia. Io e questa materia, come sai, non andiamo molto d’accordo. Infatti, se ti ricordi, al mare mio fratello Tommaso ci faceva delle domande sulle province d’Italia ed io soprattutto non ne sapevo quasi nessuna. Il voto minimo che ho preso in questa materia è sei, che non è un’insufficienza, ma neanche un voto altissimo, Le materie che mi piacciono di più quest’anno sono arte ed educazione fisica, anche se italiano non è male. La materia invece che mi piace meno è storia.
Il primo giorno, quando sono arrivata a scuola, a noi alunni del primo anno ci hanno divisi in classi. Quando ho scoperto che non stavo con te ci rimasi malissimo, ma dopo qualche mese mi sono abituata sia ai professori e sia ai miei compagni con cui ho legato così tanto che non cambierei classe per niente al mondo.
Spero che da te vada tutto bene…
Ci vediamo presto, un abbraccio dalla tua migliore amica Benedetta.
n. 10
Caro Mario oggi ti racconterò le mie difficoltà e le mie gioie durante questo difficile anno; le difficoltà ci sono state in due occasioni: con alcune materie, ma anche a causa di questo covid 19, che sta causando molti problemi in Italia, tra scuole, infatti, morti, e lavoratori. La DAD è stato un periodo molto brutto per me, e per altre migliaia di persone, perché era più complicato comprendere le materie scolastiche, per problemi di connessione, videocamere o microfono; le prof sono state molto comprensive con gli alunni in quel brutto periodo; siamo tornati in classe con dubbi e domande sul covid; quando finirà, o se finirà. La materia che mi dà più gioie è musica, mentre quella che mi dà più difficoltà è italiano, la prof di italiano è un po’ severa ma so che lo fa per farci migliorare e che grazie a lei diventeremo persone migliori e più colte.
n. 11
Caro Alessio,
Ora ti voglio parlare delle mie esperienza scolastiche. Io ho alcune difficoltà a scuola. Io ho tanta difficoltà nello studiare la storia, perché sono presenti tante date, e quando studio, non me ne ricordo una, ho questa difficoltà che vorrei eliminare. Di sicuro non sarà colpa del professore che dà tante pagine da studiare ma sarò io che non mi impegno nello studiare queste date. Oltre alla storia, ho anche difficoltà nell’italiano perché non capisco l’epica. Di epica non capisco molto le parafrasi. le parafrasi sono delle spiegazioni dei versi, ho difficoltà di svolgere queste parafrasi perché alcune parole sono complesse.
Ora ti vorrei parlare delle gioie scolastiche che mi sono accadure. Una di queste, è quando ho conosciuto il mio migliore amico. All’inizio noi due eravamo nemici ma quando abbiamo fatto pace, abbiamo iniziato sempre a giocare insieme. Un giorno quando abbiamo giocato ci siamo chiesti cosa pensavamo tra noi e alla fine abbiamo scoperto che io ero il suo migliore amico e lui il mio. Alessio queste sono state le mie esperienze scolastiche dove ho avuto sia difficoltà e gioie. Spero di incontrarti presto e spero che ritorneremo a giocare insieme.
Dal tuo amico
Chuck.
n. 12
Un libro che ho letto ultimamente si intitola “Piccole Donne”, la trama narra la storia di quattro ragazze che vivono insieme alla madre perché il padre era andato in guerra, una di queste si chiama Jo, non era né la più piccola, né la più grande. Il padre mandava lettere ogni mese, e se non le mandava significava che non c’era riuscito. Jo mentre aspettava che il padre tornasse dalla guerra, scrisse un piccolo libro che non fece vedere a nessuno infatti si rifugiava in soffitta per non farsi vedere. Poi Jo incontrò un ragazzo che viveva accanto, era un po’ strano perché all’inizio non aveva amici e restava sempre in casa a leggere, poi però fece amicizia con Jo che amava suonare e infatti nella casa dell’amica di Jo c’era un pianoforte e Jo, che amava leggere, andava sempre a prendere qualche libro da leggere a casa, al nonno dell’amico di Jo faceva molto piacere e amava ascoltare la sorella di Jo suonare. Il libro finisce con la sorella più grande di jo che si sposa, il padre delle ragazze che torna dalla guerra e anche che Jo pubblica il suo libro. Sono molto felice di aver letto questo libro perché penso sia una storia bella e realistica e ringrazio mia madre di avermelo comprato, anche perché è molto raro che a me piacciano così tanto i libri che leggo, infatti desidero molto vedere anche il film. Inoltre ho saputo da mia madre che la prof di italiano lo aveva suggerito.
n. 13
L’estate scorsa la Collins ha pubblicato un nuovo libro, il prequel degli Hunger games. Si ambienta prima della seconda rivolta dei distretti, in una vecchia Capital City, dove un giovane Corolanius Snow ambisce al successo. Dopo la rivolta di uno dei distretti che Capitol City comanda, il tredici, lui e molti altri cittadini, anche non avendo vinto contro i ribelli, si trovano in una situazione di lento declino.
Sono passati ormai alcuni anni da allora e Corolanius li ha trascorsi con la cugina maggiore Tigris e l’anziana nonna dopo aver perso la madre per via di una malattia e il padre nella guerra contro il tredici.
Tutta la famiglia cerca di dimostrarsi impeccabile: Tigris lavora per una stilista e si prende cura della nonna, che passa le giornate nell’attico della loro casa, circondata dalle rose che tanto ama. Corolanius invece fa del suo meglio a scuola e ottiene risultati sorprendenti per la sua età.
Le abilità sue e di altri suoi coetanei verranno infatti notate e saranno quindi invitati a fare da mentori per i tributi ai giochi.
A Corolanius verrà assegnata la ragazza del distretto dodici, il più irrilevante; lui inizierà a preoccuparsi di non poter portare alla vittoria la ragazza e di ottenere così i premi.
Durante gli allenamenti Corolanius potrà conoscere Lucy Gray, la quale ha una passione per la musica.
Corolanius inizierà ad affezionarsi a lei lentamente finché il suo obbiettivo non sarà più quello di riportare in alto la sua situazione economica e l’orgoglio della sua famiglia, ma quello di salvare la ragazza.
Verrà poi introdotta la figura di una vecchia donna, la quale lavora in un laboratorio per creare gli ibridi usati nei giochi, che dimostra un particolare interesse nelle abilità di Corolanius, e si intrometterà nella relazione tra lui e Lucy Gray e lui.
Io avevo già letto gli altri tre libri, belli quanto questo, e sinceramente non mi sarei aspettata un quarto, ma l’ho comprato subito e non mi ha per niente delusa.
È stato molto bello e interessante scoprire cosa è che ha alimentato l’odio di Snow per i distretti, l’origine degli ibridi e il personaggio misterioso di Tigris, già comparso nel terzo libro.
È stato bellissimo vedere la canzone dell’albero degli impicati dalla prospettiva di chi l’ha scritta, scoprendo finalmente.
n. 14
Caro Matteo, ti scrivo questa lettera per dirti le mie difficoltà e le mie gioie scolastiche. Le mie difficoltà sono prendere un bel voto in tutte le materie soprattutto in Italiano perché finotra non ho ottenuto risultati tanto buoni in questa materia. Sto aspettando con ansia il tema per prendere un bel voto, ma non sono sicuro che andrà benissimo, perché nelle prove che ho fatto a casa c’erano tanti errori ortografici. Però mia mamma e mio padre mi hanno sempre aiutato a rimediare a i miei errori ortografici. Io vorrei essere come te nei temi, ma purtroppo non succederà mai, ma so che grazie alla tua sicurezza mi impegnerò per non prendere un brutto voto. Invece le gioie scolastiche sono tante ma la più bella è questa. La nostra classe si è organizzata per imitare una serie televisiva che si chiama LOL. Consiste che chi ride è fuori e tutti i concorrenti hanno due possibilità di ridere, alla seconda risata sono fuori. Noi stiamo cercando di riportare questo programma in classe. Per me è una gioia, perché è il primo gioco che facciamo tutti insieme senza litigare. Spero che a te vada bene, perchè se sei messo come me, sei messo molto male. Mi raccomando divertiti tanto e non pensare sempre a studiare. Mi raccomando rispondi presto, il tuo caro amico Adriano.
n. 15
CARO AMICO MI TROVO QUI A SCRIVERE QUESTA LETTERA PER SPIEGARE CIò CHE SEI PER ME E QUELLO CHE FAI PER ME SENZA CHE TU TE NE ACCORGA.
SIAMO IN CLASSE INSIEME, E NON PERCHé GLI ALTRI SIANO MENO IMPORTANTI MA TU SEI IL MIO MIGLIORE AMICO. IL PRIMO GIORNO CHE TI HO INCONTRATO NON ERO MOLTO CONTENTO DI AVERTI CONOSCIUTO POI HO SCOPERTO CHE CI PIACCIONO UN PO’ DI COSE UGUALI.
VENGO A SCUOLA SOLO PER PARLARE CON TE!
A VOLTE LITIGHIAMO MA FACCIAMO SUBITO PACE. NON SO QUALI MATERIE TI GLI PIACCIONO A ME MI PIACE ITALIANO EDUCAZIONE FISICA E MUSICA.
I PRIMI GIORNI DI SCUOLA NON ANDIAMO MOLTO BENE LITIGAVO CON I PROFESSORI MA ORA ASCOLTO. A VOLTE NON ASCOLTO O PERCHé SONO STANCO O NON MI VA. QUANDO ASCOLTO VUOL DIRE CHE LA LEZIONE MI PIACE. IL MIO AMICO NON GLI PIACE TANTO ASCOLTARE CREDO MA SO SOLO CHE SE SI IMPEGNA PUò ESSERE BRAVO PARLIAMO SEMPRE E GIOCHIAMO ALLA PLAY. A VOLTE LI INSULTIAMO MA PER SCHERZO. SONO CONTENTO DU AVERTI COME MIGLIORE AMICO.
n. 16
Caro Pietro,
è tanto tempo che non ci vediamo, e la distanza non aiuta, come stai? Spero bene, come me in questo periodo.
A inizio anno diciamo che avevo preso la scuola alla leggera solo che poi ho capito l’importanza.
Sono molto orgogliosa di me, perché nel secondo quadrimestre mi sono impegnata di più, infatti si vedono i risultati.
Ho preso quasi sempre bei voti tranne tre volte che ho preso qualche insufficienza che non sono riuscita a recuperare, ma ce l’ho messa tutta per farlo. Quest’anno anche se molto faticoso per la questione covid è comunque bello e divertente; sono riuscita a fare nuove conoscenze e con i miei compagni si scherza tanto.
Mi piacciono un po’ tutte le materie, anche se la mia preferita rimarrà sempre e solo scienze, e tu sai il perché.
Ci sono stati alti e bassi però in fondo mi dispiace che tra poco finisce scuola, non avrei mai pensato di dirlo…ebbene sì l’ho detto mi mancherà la scuola.
La scorsa settimana ho avuto una gioia, io quasi non ci credevo. Dopo tutto l’anno che prendevo 6,5 con la professoressa di matematica e scienze, ho preso 7…sì 7.
Poi quando è arrivata la pagella sono stata felicissima, perché non mi aspettavo voti del genere: infatti come ti dicevo prima nel secondo quadrimestre mi sono impegnata di più per alzare la media.
Da quello che ho capito anche i professori sono contenti di me, perché ai colloqui con mia mamma si mostravano felici, e sono contenta di ciò perché per me l’opinione degli altri vale più della mia.
Certo come tutti i ragazzi anche io ho delle materie con cui non vado d’accordo, ma d’altronde è così per chiunque no?
Continuo a dare sempre il massimo, anche se magari sto un po’ giù, oppure come in queste ultime settimane non sto bene per il problema del cibo. Spero che anche i professori si siano accorti del mio impegno. Ora ti lascio, vado a continuare la lezione; appena ti arriva la lettere rispondimi con quello che succede a te.
Non vedo l’ora che finisca il covid per venire in Calabria.
Ti voglio bene
Gaia
n. 17
Caro Alessio oggi voglio raccontarti come va la vita scolastica. Innanzitutto come già sai è finito il primo quadrimestre e la mia pagella è andata bene, a parte italiano che ho sei ma sto cercando di recuperare e alzare il voto.
A scuola ho alcune difficoltà ad esempio tenere la mascherina ma a questo non si può rimediare perché questo covid-19 lo impedisce a tutti infatti preferivo rimanere a casa così sono anche più sicuro.
Poi abbiamo anche molti compiti non dico tantissimi però sono ugualmente tanti visto che alle elementari eravamo abituati ad avere i compiti per la settimana seguente così ci potevamo organizzare meglio.
Anche i temi sono difficili per me e lo erano anche alle elementari.
Un’altra materia che ho difficoltà e arte sui disegni e no sullo studio.
A me sembra che i miei disegni siano accurati e fatti bene ma evidentemente alla mia professoressa non gli piacciono come li faccio.
Però in tecnologia il mio unico problema sul disegno è che calco però sto cercando di migliorare.
Oltre che alle difficoltà ho anche delle gioie e sapere che di buoni voti ho inglese che sono tre dieci e un nove e mezzo nella verifica scritta.
Domani 20 aprile ci sarà la verifica di Inglese e farò di tutto per mantenere il voto. Anche a Francese ed Aritmetica vado bene poiché ad aritmetica ho la media dell’otto e a francese del nove.
Spero che anche a te vada bene la vita scolastica; un abbraccio dal tuo caro amico Flavio.
n. 18
Ti vorrei raccontare l’inizio del mio percorso scolastico a te, uno dei miei amici più fidati.
Credo che io come tutti già dalla prima elementare, avevo paura della prima media. Arrivato in quarta, la paura aumentò e in quarta, figuriamoci appena sentivo la parola “media” mi impaurivo. Arrivato in prima media, però dopo solo due giorni mi sentii a mio agio, forse anche un po’ troppo, però iniziai bene con buoni voti in quasi tutte le materie, soprattutto in storia ed epica che sono le mie due materie preferite con un otto o un sette e mezzo.
L’unico problema era l’educazione; sono sempre stato educato fin da piccolo solo che adesso mi lascio trasportare un po’ dai compagni; infatti ai colloqui “sudai freddo” però per fortuna sono sopravvissuto.
Adesso ti racconterò un periodo brutto non solo della prima media ma anche della mia vita. Purtroppo un giorno durante una partita di calcio svenni e scoprii che avevo i globuli bianchi alti e un’infezione allo stomaco, che tutt’ora ho. Non potendomi sforzare, sono rimasto a casa circa una settimana e ogni giorno entravo alle 9 e uscivo alle 13; per questo il mio rendimento scolastico è diminuì. Ci mancava solo la rottura del polso. Tra poco dovrò fare la gastroscopia sempre per l’infezione grave. Adesso ti saluto e buona prima media anche a te.
